Recensione MotoGP 13

Il simulatore motociclistico che tutti aspettavamo!

MotoGP 13

Videorecensione
MotoGP 13
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dai tempi della prima Xbox e di MotoGP 2, un racing come si deve su licenza MotoGP è stata una delle grandi assenze ingiustificate; una delle richieste più pressanti da parte della folta community di fan. Nemmeno il passaggio, sette anni fa, dalla vecchia alla nuova generazione ha portato la sperata linfa vitale alle competizioni motociclistiche digitali che, tra i MotoGP prodotti da Capcom e il non sempre convincente SBK di Milestone, sono pian piano finite nel dimenticatoio. Dopo una grandissima prestazione con la licenza rallystica WRC, tuttavia, l'italianissimo team Milestone ha pensato bene di riscattarsi anche sulle due ruote, prendendo in mano la MotoGP e riproponendola in salsa simulativa per dimostrare a tutti di che pasta sono fatti gli sviluppatori "nostrani".
MotoGP 13, disponibile per Playstation 3, Xbox 360 e PC dal 21 Giugno, è un titolo di gran lunga più evoluto e raffinato rispetto ai recenti SBK. Il dev team ha lavorato sodo, ha spremuto la sua passione per le corse sino all'ultima goccia instillando un carattere tutto suo nella produzione. Il risultato è un MotoGP appassionante e sorprendentemente adatto a tutti: un titolo divertente per i "novellini" ed impegnativo per i più navigati. Un videogame che riesce finalmente a restaurare la passione videoludica per le due ruote, persa (per qualcuno) addirittura nel lontano duemila.

Competizioni ufficiali

Eccezion fatta per una piccola ma importante discriminante, MotoGP 13 presenta un parco modalità estremamente completo. Manca infatti, almeno fino alla fine di Giugno, quando sarà integrata con una patch, la modalità Time Attack: tra tutte una delle fondamentali per gli amanti delle corse. La sua assenza, al momento, non compromette inesorabilmente l'esperienza di gioco (e di conseguenza la nostra valutazione) ma sicuramente non permette di far pratica sui vari tracciati e con le varie moto in tranquillità, limitando le pratiche più comuni (girare su pista singola per interiorizzare il tracciato) per i veterani delle corse. Un aspetto che potrebbe portare anche a rimandare l'acquisto, per alcuni, ma che a nostro modo di vedere non penalizza troppo il titolo Milestone.
Anche "incompleto" MotoGP 13 sa farsi largamente apprezzare, offrendo sin dal principio ai giocatori la possibilità di disputare una Gara Rapida (con pochissimi fronzoli, ideale per scattare in pista), prendere parte ad un Gran Premio singolo o partecipare ad un Campionato da personalizzare ad hoc secondo le specifiche che più ci aggradano. Potremo scegliere la classe motociclistica (presenti Moto3, Moto2 e MotoGP), il pilota (ufficiale o creato) il quantitativo di giri, l'ordine dei tracciati (o il singolo su Gran Premio), le condizioni climatiche e tanto altro ancora. Considerando la presenza di tutti i tracciati ufficiali del motomondiale 2012/2013 e di tutti i piloti e le loro scuderie, già queste prime tre modalità riescono ad intrattenere il videoplayer per un cospicuo numero di ore, sfidando un'ostica CPU oppure un amico in modalità split-screen.
Casomai alla combriccola si volessero unire anche i propri amici online, Milestone ha previsto un corposo numero di opzioni, per non far mancare proprio niente a nessuno. Una volta collegati alla rete saremo in grado di tuffarci in una Partita Veloce, cercarne di personalizzate per criterio oppure creare un Gran Premio e addirittura un Campionato. Interessantissime soprattutto per gli appassionati, queste ultime varianti consentono di intraprendere interi e completi week-end di gara online, con facoltà di mettere o meno in gioco la CPU e personalizzare tante opzioni quante nelle controparti offline. La gestione autonoma di un campionato per un massimo di 12 giocatori è un vero e proprio toccasana per gli amanti delle due ruote, che potranno finalmente sfidarsi senza la necessità di un appoggio esterno. Le meccaniche, per quanto la prova sia stata piuttosto stringata nelle tempistiche, sembrano funzionare molto bene. La gestione di punteggi, tempi di test, qualifiche, classifiche e pole position convince, ed eccezion fatta per qualche problema di lag (che Milestone afferma di aver corretto con la patch di fine Giugno) possiamo tranquillamente dire che online si gira piacevolmente.

Ogni appassionato di motociclismo digitale sa però che, al di là di tutto, il cuore di un titolo del genere è la Carriera, dove partire dal totale anonimato, come esordienti, fino ad arrivare a toccare vette ancora sconosciute: più forti del miglior Valentino Rossi, più veloci di Dani Pedrosa. Anche in questo caso Milestone non delude, proponendo una modalità piuttosto completa. Si parte come wild card in Moto3 (la 250cc), obbligati a qualche buona prestazione per farci notare dai team e firmare qualche contratto che ci permetta di disputare le prime gare. Solo in seguito partirà la prima stagione, nella quale dovremo affermarci in una scuderia ed iniziare a costruire la reputazione che, con molta calma, ci porterà fino alla MotoGP.
Il sistema di progressione è piuttosto classico, ma nondimeno funzionale. A seconda della categoria e del prestigio della scuderia ci verrà assegnato per ogni gara un obiettivo di piazzamento ed un rivale da mantenere alle spalle in gara (lo potremo addirittura selezionare da una lista). L'evoluzione del sistema è senza dubbio la parte più interessante: con le basse prestazioni delle Moto3 dovremo imparare a gestire al meglio le gare, stando ben attenti ad evitare le cadute e portare a casa qualche piazzamento decente. In seguito, assecondando anche le nostre ambizioni, ci verrà chiesto di forzare la mano, rischiando di più per giungere sul podio. I meccanismi convincono e mantengono molto alto il coinvolgimento, garantito anche da elementi di contorno come le comunicazione via e-mail dal manager personale e dall'entourage della scuderia o l'incremento dei fan e dei commenti via Twitter. Nelle fasi più avanzate potremo addirittura strappare una copertina alla rivista di turno, consci però della totale marginalità dell'obiettivo.
Proprio questa mancanza di ricompense è il difetto maggiore della carriera, anche se i più pignoli potrebbero lamentarsi del mancato riempimento delle griglie in Moto2 e Moto3 (in arrivo con la patch di fine Giugno). Soddisfare le richieste o addirittura stravincere porterà in dote, oltre alla fiducia del team, il solo ammontare in punti esperienza, utili a sbloccare, livello dopo livello, piloti, team e livree. Per quanto tali ricompense non siano certo da buttare, ci saremmo aspettati un passo avanti da questo punto di vista; un rapporto con la squadra maggiormente approfondito come quello già sperimentato nel Formula 1 di Codemasters, con la facoltà, ad esempio, di testare nuova componentistica per la moto. Si sente inoltre la mancanza delle "piccolezze" che rendono imperdibili soprattutto i momenti vittoriosi. Premiazioni, qualche scena d'intermezzo, abbozzate conferenze stampa: tutti elementi che avrebbero certamente elevato la caratura di questa modalità. Invece Milestone si è trattenuta, riciclando in buona parte quanto già aveva fatto con SBK (moto nel parco chiuso e piloti esultanti).
Alti e bassi dunque, per un comparto strutturale che riesce comunque a soddisfare appassionati e non, offrendo, tra single e multiplayer, un'ottima longevità.

Francobollato!

Ogni buon appassionato di simulazioni, al di là dei difetti che possono avere o meno Carriera ed altre modalità, sa che il vero giudizio dipende soprattutto dal gameplay. Fortunatamente questa volta anche Milestone ha dimostrato di averlo capito, rendendo quello puramente ludico il comparto meglio riuscito e più accuratamente studiato di MotoGP 13.
Si parte, come al solito, dalla spinosa questione della manovrabilità delle moto, che si dimostra in primis molto varia e credibile passando di categoria in categoria. Se inforcando una "piccola" 250cc ci troveremo immediatamente a nostro agio e potremmo quasi dimenticare la pinza del freno (lasciando fare il lavoro grosso al freno-motore), salendo di categoria le cose si faranno via via più complesse, ma anche soddisfacenti. La 600cc (Moto2) appare come l'ideale compromesso tra le due classi probabilmente più amate, descrivendo la parte centrale di una gradevole curva d'apprendimento che accompagnerà ogni centauro virtuale fino alla MotoGP. Giunti alla categoria delle 1000cc sarà il momento di sfoderare tutte le proprie abilità per domare i poderosi bolidi a due ruote.
L'elettronica, inserita nel gioco sotto forma di aiuti alla guida (TCS, sterzata assistita, frenata assistita...), verrà come sempre in aiuto dei meno esperti, iniziandoli alla guida ed evitando qualsivoglia frustrazione. Tutti gli altri, quelli che amano avere il controllo completo sulla propria due ruote, potranno immediatamente disattivare tutto, attivare danni e fisica "simulativi" e personalizzare completamente persino il layout del controller (spartendo ad esempio a piacere freno anteriore e posteriore).

"Milestone, partendo da budget assolutamente inferiori rispetto ai colossi dell’industria, ha dimostrato di aver compiuto uno sforzo produttivo notevole, infondendo chiaramente ogni energia in un videogame ben costruito e curato"

Con queste impostazioni "Pro" si potrà godere al meglio dell'ottimo lavoro svolto da Milestone, che ancora una volta ci regala ottime sensazioni in pista.
Il discorso torna immediatamente alla differenziazione tra le moto. Infilare un sorpasso semplicemente mollando il gas in Moto3 è una sensazione fantastica, così come far scodare la propria Honda o Yamaha in MotoGP quando più preparati. Riguardo al feeling del veicolo non c'è davvero nulla da appuntare ai programmatori del team. Le moto "si sentono" attraverso il joypad ed ognuna (anche nella stessa classe) ha le sue caratteristiche uniche di guidabilità. Il lavoro fatto soprattutto per quanto riguarda il trasferimento dei carichi è lodevole, ed assolutamente in grado di farci chiudere un occhio quando ci accorgiamo invece che la fisica degli scontri non funziona benissimo. La moto, pesante il giusto quando guidata, diventa inspiegabilmente leggera dopo una collisione, volando letteralmente sull'asfalto in maniera poco credibile. Anche gli urti tra piloti non sempre danno quella convincente sensazione alla Superbike 2001, rimanendo a metà tra una simulazione riuscita e i recenti inciampi di SBK.
Come abbiamo detto, però, questi aspetti diventano piuttosto marginali una volta in pista, dove conta molto di più il trasferimento dei carichi (uno degli aspetti migliori, come detto) e il grip. Anche prendendo in considerazione quest'ultima caratteristica fisica non possiamo che fare un plauso a Milestone per come sia riuscita ad infondere in MotoGP 13 (parliamo sempre senza aiuti alla guida) la sensazione di guidare moto dalle potenzialità così diverse. Si torna ancora una volta indietro alla Moto3, dove la parzializzazione del gas inizia a mala pena a farsi sentire. Salendo di categoria, al solito, quella del "tocco" diventa sempre più una necessità, e vi ritroverete piano piano a "pinzare" il grilletto sinistro in staccata come fosse il freno anteriore della vostra moto, e parzializzare il grilletto destro come la vostra mano fosse chiusa sulla manetta del gas.
Le sensazioni sono ottime ed il rischio di cadere per la troppa foga, per l'eccessiva pressione sul freno (magari posteriore), per una staccata scorretta o altro ancora più che concreta. Particolarmente interessante, in questo senso, ci è parsa la tendenza a punire l'entrata in curva a freno tirato, che da un effetto molto realistico di anteriore che punta letteralmente a terra facendo perdere il controllo della moto.

Il sistema, nel suo complesso, regala dunque momenti di vera esaltazione, anche perché -e lo diciamo soprattutto per i puristi- imparare a guidare fluidamente ogni tracciato sarà un'esperienza impegnativa e remunerativa, dalla quale il vero appassionato non riuscirà a staccarsi facilmente.
Il coinvolgimento alla guida è infine acuito da un'intelligenza artificiale di buon livello, per quanto non sempre perfetta. Partendo proprio dai difetti possiamo sottolineare soprattutto l'incapacità dei piloti (accade in tutti i racing) di valutare la distanza tra noi e loro in staccata. Troppo spesso la CPU arriva lunga, ci sbatte addosso e crea situazioni pericolose solo per non aver saputo reagire cambiando un minimo traiettoria. Una tendenza un po' esagerata a seguire un binario predefinito dunque, che non inficia comunque del tutto le routine computerizzate. Anche a livelli di difficoltà medio-bassi l'IA tiene molto bene la pista, innescando soprattutto nelle categorie più basse una bagarre che non vedevamo da tempo in una simulazione motociclistica. Le battaglie per le prime posizioni sono serratissime e, per quanto Milestone non si sia focalizzata sulla differenziazione degli stili di guida, anche solo la varietà d'animazioni da spesso la sensazione di seriamente in lotta con questo o quel pilota famoso.
Ma non finisce qui, perché in tutto questo non va sottovalutata l'incidenza delle condizioni climatiche, dell'usura gomme (regolata ad arte secondo la durata della gara) e degli assetti personalizzabili. Ognuno di questi fattori (gare sul bagnato su tutti) aggiunge profondità ad una simulazione di guida che, dato il chilometraggio dell'hardware odierno, possiamo dire assolutamente riuscita e convincente con minimi compromessi.

Una sverniciata non troppo esaltante

Parlando di produzioni Milestone chiunque sa che è la parte tecnica il vero Tallone d'Achille. MotoGP 13, seppur mostrando grossi miglioramenti rispetto all'ultimo SBK, non fa troppa eccezione.
I modelli poligonali di moto e piloti appaiono solidi e molto convincenti, così come la ricostruzione dei tracciati, per nulla avara di dettagli. I primi problemi si notano osservando, ad esempio, la texturizzazione, di buon livello su moto, pilota ed asfalto e via via meno convincente a partire dai cordoli. Si arriva in qualche caso a dei bordo-pista realizzati con troppa superficialità, del tutto privi di effetti avanzati e caratterizzati da una texturizzazione non proprio sufficiente.
Le cose migliorano, ma non troppo, se osserviamo l'effettistica particellare. Polvere e acqua sollevati da pista e fuoripista appaiono tutto sommato soddisfacenti, anche se, nel caso della pioggia, la visuale "casco" non mostra come ci saremmo aspettati l'effetto "bagnato". Doveroso comunque, rimanendo in tema visuali, aprire una piccola parentesi. La prospettiva dal cupolino e la nuova visuale dal casco donano, in unione a quanto detto nel paragrafo precedente, sensazioni a lungo assenti nel "giro" delle simulazioni motociclistiche. I movimenti di testa e moto in relazione alle sterzate appaiono più che convincenti, incrementando ancora il tasso di coinvolgimento a dispetto forse di una certa difficoltà nel controllo. Le animazioni, passando dal particolare al generale, in linea di massima convincono, lasciando a desiderare (ancora una volta) solo quando si tratta di cadute e collisioni: un aspetto che verrà probabilmente sistemato con qualche futura patch.
Chiude un comparto tecnico altalenante qualche calo di frame rate di troppo (almeno nella versione Xbox 360 in nostro possesso), che inficia la godibilità complessiva soprattutto nelle fasi di maggior confusione e sotto la pioggia scrosciante. A livello di presentazione complessiva, in ogni caso, vanno sottolineate alcune chicche che Milestone ha implementato per la gioia dei motociclisti. Su tutte un'interessantissima presentazione dei tracciati nel pre-gara, con tanto di indicazioni per le curve e dei punti di staccata migliori per sorpassare, e l'ottima regia nei replay, ai quali si unisce la possibilità di scattare fotografie a piacimento con un photo mode integrato. Peccato il dev team non abbia implementato la facoltà di riavvolgimento nei replay, dando così solo la facoltà di guardarseli per intero o, al massimo, di riprendere d'accapo ed utilizzare il fast forward per avanzare.
Alle "finezze tecniche" si riallaccia il sonoro, con Guido Meda a commentare brevemente il pre-gara, il pre-qualifica e la partenza delle libere. Nulla di particolarmente innovativo: dei semplici aggiornamenti sulle condizioni climatiche e della pista. Al di là di questo "commento" collaterale il comparto audio fa un discreto lavoro, sciorinando campionature di valore ed una colonna sonora tutto sommato orecchiabile.

MotoGP 13 Non priva di alti e bassi la produzione Milestone dedicata alla MotoGP va premiata. Il team italiano, partendo da budget assolutamente inferiori rispetto ai colossi dell’industria, ha dimostrato di aver compiuto uno sforzo produttivo notevole, infondendo chiaramente ogni energia in un videogame ben costruito e curato. E se dal punto di vista tecnico MotoGP 13 risulta ancora un po’ claudicante, ci pensano gameplay e modalità a rendere appetibile la produzione per fanatici e non. Una promozione dunque, che sente il leggero rammarico per non aver subito aggiunto il Time Attack e qualche spinta in più soprattutto nella Carriera, ma che vuole anche sottolineare come questo “nuovo corso” di MotoGP sia in lizza per produrre una proficua serie di nuove ed importanti iterazioni. Speriamo degne della Next Gen!

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