Recensione MouseCraft

Un po' Lemmings e un po' Tetris: queste le premesse del Puzzle Game di Crunching Koalas

Versione analizzata: Playstation 4
recensione MouseCraft
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • Pc
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dopo l'invasione dei voxel di Notch, tutte le volte che si sente un “craft” da qualche pare viene subito da pensare a costruzioni squadrate, mondi cubici realizzati mattone dopo mattone, interminabili spazi aperti da plasmare pezzo a pezzo. E invece questo MouseCraft con i sandbox all'ultimo grido c'entra ben poco: l'esordio videoludico dei ragazzi di Crunching Koalas è un puzzle game che, citiamo testualmente, “mescola Lemmings con Tetris”, in un'accozzaglia che a sentirla non può che sembrare stravagante. In verità, più che all'immortale puzzle ideato da Aleksej Pažitnov, il titolo uscito su PC e piattaforme PlayStation assomiglia al “meno anziano” puzzle di DMA Design. L'obiettivo è quello di condurre al termine dello stage tre testarde cavie da laboratorio, disponendo lungo il livello dei blocchi che gli permettano di compiere indenni il percorso. Non si tratta insomma di un gioco originale o elaborato, ma di un titolo “cerebrale” con qualche enigma impegnativo ma senza troppa creatività.

Per un po' di formaggio

Non aspettatevi grande cose sul fronte tecnico e artistico. MouseCraft è un progetto indipendente nell'anima, sviluppato con budget ridotti e tutto concentrato sul gameplay piuttosto che sull'estetica. C'è una racconto dai toni spiritosi che si dipana attraverso sequenze disegnate a mano, ma la vis comica della “trama” -virgolette d'obbligo- è la stessa che può avere una puntata di Tom & Jerry (giusto per restare in tema di mustelidi). Ed anche lo stile, in fondo, ricorda quello di un americanissimo cartoon per ragazzi: qui siamo più vicini alle atmosfere e ai tratti degli Animaniacs, ma l'impianto scenico resta sempre spartano, dimesso, con menù abbastanza poveri ed un look molto asciutto. Si intravedono i colori, i materiali e i contorni smussati di un Little Big Planet, ma senza la sua caratura e la vibrante vivacità della composizione.
In MouseCraft, anzi, i livelli sono parecchio contenuti e costruiti sempre con i soliti elementi: ed il nostro compito è quello di fare in modo che tre piccoli topolini li percorrano dall'inizio alla fine. Questi topi hanno le sette manie suicide dei Lemmings: procedono a testa bassa, scalvano gli ostacoli più bassi, e poi si lanciano giù dal primo buco che trovano, incuranti dell'altezza che potrebbe ucciderli o di tutto quello che potrebbero trovare sotto.
Qui però non abbiamo abilità da assegnargli, ma blocchi da posizionare nello scenario. Le forme di questi mattoni che possiamo incastrare negli stage sono le stesse dei tetramini, ma nonostante le dichiarazioni del team di sviluppo questo aspetto resta appena una citazione ad un classico senza tempo. Il fulcro della componente enigmistica è infatti legato esclusivamente allo studio delle reazioni dei topolini piuttosto che ai possibili incastri dei vari pezzi.

I primi livelli sono piuttosto intuitivi: è sufficiente posizionare i blocchi gelatinosi per fermare le cadute dei topolini, o gli altri tasselli regolari per aiutarli a scavalcare un ostacolo che blocca la via. C'è tutto il tempo per pensare, dal momento che si può mettere in pausa l'azione di gioco, e nel caso in cui si commetta qualche leggerezza possiamo comunque annullare l'ultima azione.
Proseguendo attraverso l'ottantina di livelli che compone la campagna principale le cose cominciano a farsi pepate: nuovi elementi si aggiungono all'equazione: pozze d'acqua in cui i topi possono respirare per appena dieci secondi, blocchi che si sgretolano dopo un paio di passaggi, bombe che permettono di distruggere elementi dello scenario, facendo magari crollare quelli sovrastanti, per rivoluzionare la composizione del livello. Ci sono anche dei malvagi topi meccanici da evitare ad ogni costo, oltre a pozze di acido e tasselli elettrici che rendono letali i depositi d'acqua con cui entrano in contatto.
A livello concettuale, avrete capito, MouseCraft non si inventa quasi niente, declinando in maniera abbastanza spicciola e diretta l'idea della sua dichiarata fonte di ispirazione. La campagna riesce però a stuzzicare il giocatore, invogliato a scoprire quale sarà il nuovo oggetto con cui dovrà fare i conti. C'è una buona alternanza fra livelli rilassati, quasi didattici, in cui si prende confidenza con le caratteristiche dei materiali appena scoperti, ed altri stage più impegnativi, che richiederanno uno studio veramente attento. E' comunque impossibile restare bloccati, in MouseCraft: anche se non c'è un sistema di aiuti arrivare alla fine dell'avventura è un gioco da ragazzi, in quanto il coefficiente di difficoltà non è elevatissimo. Le cose cambiano, e non poco, se si decide invece di raccogliere tutti i cristalli speciali disseminati fra i livelli: in questo caso bisogna stare molto attenti e pensare ad ogni mossa, perchè la soluzione degli enigmi potrebbe essere tutt'altro che banale. Ci sono, ad oggi, tre o quattro livelli che non sono riuscito in alcun modo a completare, e su cui ho deciso di non continuare a battere la testa. A chi sa darsi degli obiettivi, comunque, il titolo risulterà sinceramente più efficace che ad altri: giocato con leggerezza e senza voler completare ogni stage al 100%, MouseCraft si esaurisce in poche ore, innocuo e poco incisivo.

Qualsiasi sia il vostro modo di giocare -che siate cioè oziosi frequentatori dei puzzle game meno ragionati o meticolosi completisti che non si fermano di fronte a nessuna difficoltà- difficilmente vi attarderete però ad esplorare le funzionalità di un editor di livelli non immediatissimo da utilizzare, anche se molto “democratico”. In MouseCraft è infatti possibile ottenere stage sempre e comunque dignitosi, e se vorrete architettare qualche enigma da condividere con la comunità potrete farlo senza complicazioni. Dubitiamo fortemente che la risposta dei giocatori possa essere sufficientemente calorosa per estendere la longevità del prodotto oltre la durata della campagna principale.

Mousecraft MouseCraft è un puzzle game dignitoso, che riuscirà a conquistare gli appassionati dei rompicapo alla Lemmings grazie ad una discreta varietà di situazioni. La difficoltà oscilla ma quasi mai, nel caso il nostro obiettivo sia solo superare gli stage, raggiunge picchi elevati: le cose cambiano per chi vuole raccogliere la sfida del team di sviluppo e recuperare tutti i cristalli sparsi per i livelli. In quel caso ci sarà qualche enigma davvero machiavellico. Nonostante la soddisfazione che si prova nel risolvere finalmente anche i quadri più complessi, incastrando i tasselli oppure addirittura facendoli cadere dall'alto con il giusto tempismo, MouseCraft difficilmente resterà impresso nella mente dei giocatori. Non tanto per il suo look comunque spartano, quanto per l'assenza congenita di originalità, di un titolo che torna semplicemente a declinare meccaniche molto classiche e altrove (come nel caso di Mario Vs Donkey Kong) sicuramente meglio interpretate.

6

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