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Recensione Mushihime-Sama Futari Ver 1.5

Arriva su XBLA uno degli scrolling shooter più belli di sempre. Recensita questa ottima edizione

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    Disponibile per:
  • Xbox 360
Nicolò Pellegatta Nicolò Pellegatta va matto per il chinotto, i fumetti europei (anche quelli francesi), non sopporta le code. Ha un debole per i videogiochi giapponesi, ma Kojima proprio non gli sta simpatico. Apprezza i giochi di breve durata, ma poi finisce sempre per iniziarne uno da 40 ore! Dissuadetelo su Facebook, Twitter o su Google Plus.

Se stringessimo tra le mani la copia review occidentale di Mushihime Sama Futari Ver 1.5, lo strillo sul retro farebbe più o meno così: “5 giochi in 1”.
Scenario plausibile ma tutt'altro che veritiero: primo perchè il suddetto titolo di copia americana o europea nemmeno l'ombra, secondo perchè nemmeno la golosa versione giapponese s'adagia a recitare proclami “bigger and better”.
Lo scenario, però, s'infittisce sempre più nel momento in cui la copia d'importazione non fa rimostranze ad infilarsi nel vano disco dell'Xbox 360 acquistata sul suolo italiano: il sintomo, in apparenza straniante, si spiega tranquillamente con la magia del Region Free, che le console Microsoft conoscono assai poco.
Cave, software house specialista negli sparatutto bidimensionali (sottogenere “danmaku”), fa da autentica apripista alla colonizzazione di lande extranipponiche per un genere ora particolarmente prolifico su Xbox 360, ma difficilmente vendibile all'appassionato occidentale. La decisione di rendere Mushihime Sama Futari ver 1.5 compatibile con qualsiasi modello dell'ammiraglia Microsoft la avevamo già sviscerata in sede d'anteprima: un modo da parte di Cave di saggiare l'interesse degli appassionati residenti all'infuori dell'arcipelago giapponese, per poi decidere in seguito se aprirsi a loro oppure ritornare alla nicchia sfegatata dagli occhi a mandorla. A giudicare dal fatto che il successivo Espgaluda II ha subito il medesimo trattamento e si è anche offerto in lingua inglese in una riduzione iPhone, pare proprio che il feedback raccolto sia stato soddisfacente...

Pianeta 360

Mushihime Sama Futari segue le fortune del predecessore (Mushihime Sama, convertito su Playstation 2 nel 2005), ma lo fa con un piglio ora più consapevole. La magniloquenza degli scenari naturali si fonde con un apologia della distruzione, sottolineata dai necessari rallentamenti. “I giocatori colgono un certo senso di torpore - ha dichiarato Tsuneki Ikeda in una rara intervista - e tali situazioni possono trasformarlo in qualcosa di adrenalinico”.
Pur basato sul medesimo hardware del primo Mushihime Sama, Futari ne accentua l'entusiasmo sparacchino per quella che è a tutt'ora una delle più intense esperienze fuoriuscite dall'orgia di proiettili di un bullet hell. E se già nella particolare atmosfera dei game center nipponici la fatica verticale di Cave brillava su molti tentativi d'imitazione, la conversione casalinga per Xbox 360 ne diviene prepotentemente il faraonico mausoleo: al tempo stesso gargantuesca celebrazione delle glorie terrene e definitiva revisione dal comparto ludico. Già con il precedente Deathsmiles (approdato sulla console Microsoft nella Primavera del 2009) la software house aveva confezionato un lavoro certosino attraverso un rifacimento grafico che smussasse le asperità degli sprites nel scintillio dell'Alta Definizione; ma Mushihime Sama Futari ver. 1.5 segna il definitivo atterraggio casalingo di Cave, laddove in passato preferiva delegare l'opera a esterni (vedi Arika e Playstation 2, vedi 5pb che si alterna, con risultati ben peggiori, su Xbox 360: dopo un buggato Dodonpachi Dai Ou Jou, il recente Ketsui sembra in forma più smagliante).
La skin arcade proietta il gioco tale e quale era in sala giochi, riproducendo in tutto e per tutto il motore grafico interamente bidimensionale: una opzione pensata per i numerosi puristi, che pure si scioglie di fronte alla skin Xbox 360. Come appare sin dai più blandi confronti, quest'ultima impostazione reinterpreta l'originale arcade nelle sue sfumature grafiche proiettandole nel migliore scintillio concesso dall'Alta Definizione. Il trattamento stilistico rende giustizia sin da subito a una conversione a lungo attesa, ora perfetta su un hardware sinceramente potente per la vitalità grafica del prodotto e la profondità del suo gameplay.
Per quanti si siano sintonizzati solo di recente con il pianeta Cave occorre precisare che la difficoltà di Mushihime Sama Futari è inversamente proporzionale all'impegno profuso nello svisceramento del prodotto. La logica dei danmaku, degli sparatutto 2d con schermi impestati da proiettili, viene venduta ancora una volta all'interno di uno scenario onirico, dal tratto pacato e naturalistico. Due i personaggi utilizzabili (Reco e Palm) simili nel design, ma differenti nelle modalità di sparo (diffuso il primo, diretto il secondo), per un crescendo di insidie in cinque livelli di difficoltà. A partire da un verdeggiante canyon si affronta dappoi una funesta fauna marina, seguita da insetti giganti nel reame del sottobosco, sino a giungere a due ambientazioni dal sapore urbano/feudale, dal forte eco al Guwange del 1999 (presto su Xbox Live Arcade). Pur emarginato da singolari dialoghi presto dimenticati, il tema di fondo del titolo vorrebbe essere un più maturo rapporto tra uomo e natura, attraversando una riscoperta della simbiosi tra le due realtà tanto cara alla cultura nipponica (le vessazioni alle comunità rurali da parte delle metropoli in espansione sono più volte sviscerate, ad esempio, dalle pellicole dello Studio Ghibli).
Sia chiaro che l'orgia di proiettili e di stralunate creature metà animali, metà demoni mitologici, richiederà ogni barlume di concentrazione al giocatore, troppo impegnato nello schivare quanto infesta lo schermo di gioco e mandare a memoria i pattern d'attacco avversari per accorgersi dei meravigliosi paesaggi sottostanti.
Di certo più agevole si rivela essere l'ascolto del comparto audio, delle sue musiche dalla varietà estrema: ora pezzi melodiosi (al pianoforte), ora sferzate ritmiche, ora trip rockeggianti. I brani sembrano animati da una vena alla progressione polifonica d'eccellente gusto, in linea con il carattere proposto dalla difficoltà di gioco.
L'edizione limitata di Mushihime Sama Futari offre anche un cofanetto con inclusa la colonna sonora, il cui valore anche stand alone si attesta su vette artistiche degne di nota.

Modalità a go go

Dove la conversione casalinga sbaraglia compiutamente l'offerta arcade è nel novero delle modalità offerte. Si può ben ritenere che tale versione 1.5 possa essere concepita sia come la completa raccolta dello scibile attorno al Futari, sia come una collezione delle numerose (fin troppe) edizioni uscite in sala giochi.
Di base troviamo la versione appunto 1.5, estrema revisione operata dallo staff Cave al suo pupillo entomico: il gameplay appare infine maggiormente bilanciato, forte di un ridimensionamento alla velocità dei proiettili che dovrebbe incentivare il destreggiarsi del giocatore. Usiamo il condizionale poiché i tre livelli di difficoltà (Original, Maniac e Ultra) pur vantando simili attributi al gameplay esprimono una difficoltà crescente e in ogni caso una sfida sempre ardua a ciascuna tipologia di giocatore.
Lo Score Play rappresenta lo scoglio supremo all'interno di Mushihime Sama Futari, chiedendo di affrontare i cinque livelli con un solo credito a disposizione. A tale traguardo si arriva con l'impegno costante e giornaliero all'interno della modalità Normal Play (dove i continue sono infiniti) o Training (utile allenamento: in tal caso è possibile affrontare solo un livello o una porzione dello stesso) o il Replay Data (pronto archivio dell'ultima partita o di quelle precedentemente salvate. Indispensabile per imparare dai propri errori e ragionarci sopra a mente fredda).
Lo scenario si completa con la versione 1.01, simile nell'impatto grafico alla 1.5, ma offre la temibile raffica di proiettili della 1.0: questa è scaricabile dal Marketplace nipponico tramite un codice accluso a ciascuna copia di gioco.
Ugualmente proposta via DLC (questa volta al prezzo di 1200 Microsoft Points), la versione Black Label rivisita il gameplay del gioco allo scopo di destabilizzare l'esperienza pregressa dei molti appassionati. Di tale scheda Cave ha prodotto soli 150 esemplari: è più che probabile che molti giocatori si ritroveranno a zigzagare nel nuovo livello di difficoltà (God Mode) per la prima volta nell'edizione qui recensita.
Totalmente inedite sono le proposte accluse all'interno dell'Arrange ed entrambe mediamente interessanti: se il Novice offre una scampagnata all'interno degli stage del gioco, in cui i proiettili sono in numero minimo sindacale e i nemici si muovono sospinti da motorini di scarsa performanza, l'Arrange propriamente detto concede un'esperienza che ricorda in parte il Gigawing 2 di Takumi. La possibilità di poter parare temporaneamente i proiettili diretti contro la nostra persona potrebbe apparire come un cambiamento storico all'interno dello stile Cave, abituato com'è a fare del giocatore un essere inerme di fronte alla pioggia di proiettili che invade lo schermo, ma invece risulta soltanto un banale divertissement che mal si sposa con il tenace gameplay di Mushihime Sama Futari. L'idea in sé non è malvagia e può lasciar trasparire buone applicazioni (vedi il già citato Gigawing 2), ma è indubbio che essa necessiti di un franchise nuovo di zecca e non di una serie ripetutamente rivista e inflazionata.

Tate Mode

Non è un acronimo di quelli sconci, ma la maniera per designare quell'opzione che consente di ribaltare lo schermo per godere dell'esatta esperienza verticale di uno sparatutto 2d: 90 gradi rispetto alla postura naturale ed è possibile replicare la gioia di ritrovarsi in sala giochi. Oramai tutte le conversioni casalinghe offrono tale opzione e Mushihime Sama Futari permette addirittura di adattare la visualizzazione all'effettiva grandezza del nostro schermo, agendo sin nei minimi dettagli.
Se a ciò si affianca un buon Arcade Stick la fruizione del capolavoro Cave guadagna parecchi punti e si avvicina all'originale feeling della sala giochi.

Mushihime-Sama Futari Ver 1.5 Mushihime Sama Futari s'esce finalmente con la conversione casalinga che tutti attendavamo: dopo ripetuti tentativi di trasportarlo su Playstation 2, Cave ci mette mano e confeziona una versione definitiva destinata alla piattaforma Xbox 360. Nello splendore dell'Alta Definizione che esalta al meglio una cristallina riscrittura del motore grafico bidimensionale. La complessità del danmaku, tipologia di sparatutto votata perlopiù allo schivare i migliaia di proiettili su schermo, fiorisce anche sui Full HD casalinghi dove parte della line up Cave si sta pian piano indirizzando: Mushihime Sama Futari ver. 1.5 rappresenta certo la punta di diamante, insieme a Deathsmiles, sia per qualità di gameplay che per cura grafica. Soggettivamente il miglior prodotto della compagnia, dal punto di vista oggettivo è un titolo tanto difficile nei suoi livelli di difficoltà quanto lungamente appagante e memorabile nella direzione artistica. Il solito rammarico: che titoli dalle meccaniche così semplici debbano essere apprezzati solo da una ristretta nicchia a causa della sfida esatta. A parziale ricompensa, il Region Free è ben gradito...

8.7

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