Namco Museum per Nintendo Switch Recensione

Namco Museum arriva su Nintendo Switch portando in dote una selezione di classici arcade di Bandai Namco e una interessante chicca...

Versione analizzata: Nintendo Switch
recensione Namco Museum per Nintendo Switch
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  • Switch

I lunghi pomeriggi d'estate trascorsi a giocare con i cabinati nelle sale giochi sono uno dei ricordi che i videogiocatori, soprattutto quelli parecchio in là con l'età, conservano più gelosamente nelle stanze recondite del loro cuore. Purtroppo, tali esperienze di gioco sono scomparse insieme al Festivalbar, al codino di Fiorello e il biondino degli 883. Mentre i bar dello Stivale sostituiscono i coin-op con i videopoker, mentre i gelati iniziano a diventare sempre più piccoli e le ferie più corte, Bandai-Namco corre in aiuto degli ultimi nostalgici, portando il suo itinerante Namco Museum su Nintendo Switch, la console ibrida della casa di Kyoto che, siamo sicuri, molti di voi porteranno sotto l'ombrellone. Apparso praticamente su ogni console o dispositivo simile, Namco Museum è un compendio del software prodotto dalla casa giapponese negli anni '80 o giù di lì. Come detto in precedenza, erano gli anni dei cabinati, gli anni delle sale giochi, dove Pac-Man e tutti gli altri figli di mamma Namco ingollavano avidamente palline, fantasmi e soprattutto le monetine degli imberbi giocatori.

La raccolta di giochi proposta da Bandai-Namco cerca di riportare in auge quel tipo di esperienza, offrendo una selezione - purtroppo scarna - di alcuni dei migliori titoli di quegli anni. Com'è ovvio attendersi, non mancano campioni di vendita e fenomeni di costume come Pac-Man, Galaga o Dig Dug. La compilation vede poi la presenza di altri titoli, magari finiti nelle zone più nebbiose dei ricordi, come Tank Force (che riesce ancora a causare dipendenza), Rolling Thunder e Splatterhose. Non mancano, per completare il pacchetto, alcune perle finite nel dimenticatoio, come The Tower of Druaga o SkyKid. Lascia perplessi la scelta della software house di impiegare due slot per Rolling Thunder 2 e Galaga '88, sequel fin troppo simili ai giochi che li hanno preceduti e che potevano essere lasciati a riposare in pace, preferendogli qualche altro titolo. Completa poi la rosa Pac-Man Vs, partygame del 2004 mai apparso in sala giochi bensì uscito per GameCube, la violacea console da salotto di Nintendo. Con ogni probabilità, è questo il gioco che più di ogni altro si sposa alla perfezione con Switch: in una sorta di rivisitazione allucinogena di guardia e ladri, ogni giocatore verrà chiamato ad impugnare un joycon e inseguire lo sferico eroe giallo nei panni di uno dei fantasmini che da sempre accompagnano le cene di Pac-Man. Pac-Man Vs, poi, offre un'ulteriore possibilità di utilizzo: nel caso si fosse in presenza di tre amici dotati di Switch ma carenti di Namco Museum, basterà scaricare la demo dall'eShop e collegarsi alla console dell'amico ricco che ha comprato il gioco per poter assaporare l'esperienza, ognuno con la propria console stretta fra le mani.
Lo sforzo di Namco non si è limitato al prendere i codici di trent'anni fa e riscriverli in formato Switch, fortunatamente. La software house giapponese ha glorificato i titoli presenti nella compilation con una nuova "modalità sfida": in una sorta di time trial, il giocatore è chiamato ad assolvere compiti come mangiare il numero maggiore di fantasmi (Pac-Man) o raggiungere il boss di fine livello nel minor tempo possibile (Splatterhouse); al termine della manciata di minuti concessi, il punteggio ottenuto verrà inviato ai server e posto in una classifica mondiale. Ricordate la sensazione che si provava nel vedere il proprio punteggio e la propria sigla (M.M per il sottoscritto) lì, sul gradino più alto della schermata dei punteggi?

Namco Museum permette di provare di nuovo quelle emozioni, ingrandendo il tutto su scala globale.
Le chicche poi non finiscono qui. Per i malati di retrogaming, Namco Museum permette di poter smanettare con le impostazioni video in diversi modi. C'è la possibilità di ruotare lo schermo a 90°, il che è ottimo per quei giochi pensati per essere giocati su CTR verticali, come Dig Dug o Galaga. Certo, giocare con lo schermo ruotato in modalità TV è praticamente impossibile, mentre farlo con il solo "corpo console" in modalità portatile necessita un aggeggio su cui poggiare lo Switch, ma è comunque un'aggiunta simpatica. C'è poi la possibilità di aggiungere le linee di scansione fino ad un massimo di venti, per ottenere quel feeling da tubo catodico che tanto manda in iperventilazione i giocatori più nostalgici.

Tutto bello e tutto colorato, quindi? Purtroppo no. Alla penuria di titoli, vanno aggiunte altre critiche. Manca, in Namco Museum, un lavoro di analisi antologica che tanto starebbe bene in un titolo del genere. Non ci sono teche con artwork dell'epoca, non c'è modo di ascoltare le musiche di un tempo... Insomma, una galleria di ricordi, reperti ed aneddoti come quella presente nei vari Super Smash Bros, sempre per rimanere in ambito Nintendo, sarebbe stata cosa gradita. Fa vacillare le convinzioni anche il prezzo a cui Namco Museum viene proposto: 30€, una cifra forse leggermente esosa per un gioco che, a conti fatti, non offre nulla di nuovo o che abbia comportato un dispendo eccessivo di tempo e risorse in fase di sviluppo.

Namco Museum Namco Museum è coerente a sé stesso. Apparso su ogni console prodotta dai tempi di PlayStation e Nintendo 64, arriva anche su Nintendo Switch con alcune interessanti aggiunte. La lista di titoli, scarna e in alcuni casi anche ripetitiva, si salva con il colpo di reni di Pac-Man Vs, sorta di acchiapparello lisergico che si sposa benissimo con Switch e il suo sistema di controllo condivisibile. L’aggiunta della modalità sfida, delle opzioni modificabili per ciò che riguarda l’aspetto grafico e la presenza di classifiche online, in ogni caso, non giustificano un prezzo d’uscita forse troppo alto. Se siete alla ricerca di esperienze di gioco arcade di vecchia scuola, o se siete degli inguaribili nostalgici, potreste dare un’opportunità al gioco Namco, magari aspettando un periodo di saldi.

6.5

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