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Recensione Natural Selection 2: Combat

La mod di una mod che si trasforma in un FPS Arena stand-alone.

Versione analizzata: PC
recensione Natural Selection 2: Combat
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

C'era una volta un piccolo gruppo di modder dedito alla creazione di contenuti per Natural Selection 2, gioco nato a sua volta come versione stand-alone di una mod dell'acclamatissimo Half-life 2.
La missione del team era piuttosto semplice: far rivivere in Natural Selection 2 la modalità "Combat", presente nella versione originale della mod ma andata persa nella strada verso la pubblicazione come titolo autonomo. E se siamo qui a parlarne, penso riusciate ad immaginare come possa essersi evoluta la vicenda: quel piccolo gruppo di modder è riuscito nel difficile compito di trasformare un semplice hobby in qualcosa di più grande ed importante, e adesso sviluppa i propri progetti sotto la bandiera di una software house indipendente, Faultline Games. Grazie al supporto di Unknown Worlds Entertainment, team che ha creato dell'originale Natural Selection, il gruppo è riuscito a pubblicare su Steam una versione stand-alone del loro Natural Selection 2: Combat, un FPS competitivo a squadre dal gameplay asimmetrico. Purtroppo, il risultato è tutt'altro che memorabile.

MARINES CONTRO ALIENI

Il gioco vede contrapposte due fazioni completamente diverse fra loro, che richiedono - ovviamente - un approccio altrettanto diversificato a livello di gameplay. La fazione dei Marines è senza ombra di dubbio la più classica delle due: un deciso tributo al gunplay classico degli FPS Arena, forse uno dei sottogeneri più complessi da approcciare nel sempre più congestionato mondo degli shooter in prima persona. L'altra fazione, quella degli Alieni, è invece qualcosa di completamente diverso: un'interessante variazione sul tema che mette il giocatore nei panni di creature mostruose specializzate negli attacchi corpo a corpo - ci sono anche creature che utilizzano attacchi a distanza, ma sono delle vere e proprie eccezioni, per altro molto poco efficaci - ed abilità secondarie che consentono al giocatore di specializzarsi in un particolare ruolo. Ogni creatura ha le proprie caratteristiche specifiche, che corrispondono - con le dovute approssimazioni - ai classici stereotipi che da sempre accompagnano numerosi shooter bellici: alcune forme di vita sono specializzate nella cura dei compagni, altre sono in grado di infliggere ed incassare un numero di danni spropositato, mentre altre ancora sono capaci di fornire un utilissimo supporto al proprio team. A dire la verità anche i Marines, attraverso lo sblocco di gadget sempre più avanzati, sono in grado di specializzarsi allo stesso modo, ma la cosa resta molto meno marcata e, soprattutto, meno efficace nell'economia della partita. Molto spesso, quando vestiremo i panni dei marines, la soluzione migliore per mettere in crisi l'avversario sarà quella di procurarsi bocche da fuoco più imponenti, mettendo da parte il classico fucile d'assalto in favore di un ben più potente fucile a pompa o di un devastante lanciafiamme.

La progressione del personaggio è legata ad un sistema di distribuzione degli skill point piuttosto semplice: ad ogni level up riceveremo un punto abilità da spendere per potenziare il nostro personaggio, secondo un sistema simile a quello visto in Black Ops 2, ma con la possibilità di resettare completamente la distribuzione dei punti in qualsiasi momento. Il sistema di crescita del personaggio, un po' come accade nei MOBA, è sempre relativo alla partita in corso e completamente separato da quello del giocatore, che viene utilizzato solamente per stimarne l'abilità in caso di ricerca casuale del server o di bilanciamento automatico delle squadre. Anche le opportunità di crescita delle due squadre sono distanti anni luce, e vedono ancora una volta una progressione molto più lineare per la fazione dei marines rispetto a quella aliena. I soldati hanno accesso ad armi potenziate, vari gadget tecnologici che ci permettono di curare i compagni o visualizzare la posizione dei nemici, ed un'armatura corazzata decisamente devastante, forse anche troppo. La fazione degli alieni, invece, può vantare una progressione decisamente più interessante, che coinvolge la possibilità di far evolvere la nostra forma base - una creatura fragile ma al tempo stesso molto agile e veloce chiamata Skulk - in una fra quattro forme di vita superiori, ciascuna dotata delle proprie caratteristiche peculiari: si passa da specie agili e veloci a creature volanti in grado di scendere in picchiata sui nemici. Oltre alle evoluzioni, che diventano disponibili automaticamente dopo il raggiungimento di un determinato livello e non consumano skill point, sono disponibili numerosi potenziamenti che andranno ad aumentare resistenza, velocità ed energia vitale della nostra creatura.

EQUILIBRIO INSTABILE

Anche per Natural Selection 2: Combat, come sempre accade per questo tipo di produzioni, uno dei punti più delicati da valutare è quello del bilanciamento fra le due fazioni, che in un mondo ideale dovrebbero risultare perfettamente complementari ed equilibrate nonostante la natura eterogenea delle dinamiche che le contraddistinguono. Da questo punto di vista, purtroppo, ci troviamo di fronte ad un lavoro tutt'altro che perfetto; il gameplay del titolo di Faultline Games riesce a diversificare con successo le dinamiche di gioco, ma arranca in modo piuttosto evidente quando si appresta a contrapporle sul campo di battaglia. Sembra quasi che le due tipologie di gameplay siano incompatibili fra loro: da una parte abbiamo i marines, una fazione molto semplice da utilizzare ma poco stimolante e decisamente troppo forte, mentre dall'altra abbiamo gli alieni, forme di vita di tutt'altra tipologia, che si basano sulla velocità, sulla possibilità di assaltare i nemici senza farsi vedere e più in generale sull'utilizzo di tattiche più complesse da portare a compimento.

Chiaramente si tratta di una fazione dal potenziale estremamente alto, ed in presenza di un team molto affiatato, formato da persone che sanno il fatto loro, può effettivamente risultare devastante e surclassare anche i più potenti marines. Eppure, l'idea che una delle due fazioni sia molto più semplice da usare e che in qualche modo questa disparità finisca quasi inevitabilmente per favorirla anche a parità di skill, può risultare molto fastidiosa. Una è poco ispirata e molto potente, l'altra più divertente e varia ma troppo complessa e debole. Delle due preferiamo di gran lunga l'approccio della seconda, che forza il giocatore a cercare di comprendere meglio le dinamiche del gioco per utilizzarle a pieno, ma l'idea di perdere miseramente contro persone che magari non sanno neanche cosa stanno facendo solo perché per loro è tutto più facile in partenza, è decisamente poco attraente.

Dal punto di vista dei contenuti, le cose non vanno sicuramente meglio. Le mappe presenti nel gioco per ora sono solamente cinque, metà delle quali non risultano neanche troppo ispirate. La resa grafica del titolo ed i layout delle arene sono molto buoni, ma le location riprodotte sembrano generiche ambientazioni sci-fi prive di appeal. Per quanto riguarda le modalità, abbiamo ovviamente l'immancabile modalità Combat, in cui ogni fazione dovrà cercare di distruggere a tutti i costi la base della squadra avversaria, ed una modalità aggiuntiva denominata "Capture the Point": un classico dominio in cui dovremo cercare di impossessarci di tre punti di controllo sparsi per la mappa. Non ci sono invece modalità più classiche come il deathmatch, scelta che ci sentiamo di appoggiare in pieno, vista la natura del gioco palesemente improntata sul lavoro di squadra e sulla cooperazione.

Natural Selection 2: Combat Natural Selection 2: Combat è un titolo particolare, che soffre terribilmente le conseguenze di un bilanciamento approssimativo. Tale difetto non può - e non deve - essere perdonato ad un esponente di un genere dall'equilibrio instabile: un FPS Arena necessita di una gestione impeccabile delle meccaniche di gioco, per riuscire ad offrire un'esperienza davvero appagante sulla lunga distanza. Purtroppo, come detto in precedenza, sotto questo aspetto il titolo di Faultline Games fallisce miseramente, andando di fatto a rovinare un lavoro di progettazione altrimenti piacevole sotto molti aspetti. La pochezza del titolo a livello contenutistico, inoltre, non aiuta sicuramente a risollevare le sorti di quello che, a conti fatti, risulta essere uno shooter come tanti altri. Una vero peccato, perché concettualmente il titolo era davvero molto interessante e ben congegnato.

6.5

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