Recensione Naval Warfare

Battaglie navali a scorrimento, sulla cresta di onde steam-punk

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Il genere degli shoot'em up a scorrimento - nato nel brodo primordiale del media videoludico - è stato senza dubbio uno dei più rappresentativi negli anni '80 e '90, con esponenti di eccellenza su qualunque piattaforma ed in particolare nei vetusti ma indimenticabili cabinati da bar.
Se titoli come Galaga, 1942, R-Type o il mitico Project-X su Amiga scuotono i ricordi dei giocatori più esperti, ai giorni nostri è ancora possibile provare l'ebbrezza da “pioggia di fuoco” grazie all'affermazione del mercato digital delivery e del panorama Indie, instancabile macchina sperimentatrice in grado di (ri)elaborare tanto il nuovo quanto il vecchio.
Un tempo sinonimo di videogioco, oggi il genere è dunque appannaggio di piccole software house indipendenti o inserito nel trend delle operazioni commerciali (come rimasterizzazioni in HD e migrazioni sui portatili), sebbene di tanto in tanto mostri ancora artigli affilati con perle preziose alla stregua della recentissima serie Soldner-X o dello spettacolare Super Stardust HD. Il re è decaduto ma sicuramente non è morto, verrebbe da dire.
Naval Warfare si inserisce felicemente in questo poliedrico contesto, proponendo una purissima anima retrò ma con un background insolito che ne plasma sensibilmente il gameplay.
Come riporta il nome stesso infatti, ci troveremo a combattere a bordo di vascelli e non di inflazionatissime super-astronavi da battaglia, delegando all'elemento acqua il fluire delle nostre eroiche gesta al posto del profondo spazio siderale.

Guerra e Pace

Pubblicato lo scorso anno su Xbox Live col nome di Aqua: Naval Warfare, lo shoot'em up slovacco sbarcato su Steam il 26 maggio perde parte del titolo ma mantiene inalterate le alchimie del prodotto originale, suffragate unicamente da un lieve e preventivabile upgrade tecnico.
Come spesso accade anche i prodotti più semplici dispongono di una trama e sebbene quella di Naval Warfare sia tutto fuorché avvincente il lavoro svolto dai ragazzi di Game Distillery è encomiabile per passione ed elaborazione, soprattutto grazie ai fumetti animati in bianco e nero che tra un capitolo e l'altro raccontano con eleganza le avventure del capitano Grey, l'eroe di turno.
Ci troviamo in un'epoca non meglio specificata e lo stile di architetture e mezzi è chiaramente di tipo vittoriano in salsa futuristica (“steampunk” come viene definito anche nel sito ufficiale), un approccio non inedito che richiama alcuni tratti del capolavoro di 2K, Bioshock.
Emperean e Gothean (chiaramente ispirate a Nato e Russia) sono in pace da tre soli giorni ed il protagonista, assieme all'avvenente ingegnere di bordo, è impegnato in un'improbabile quanto inappropriata caccia al tesoro nei mari ancora “caldi” per la guerra appena combattuta: inutile aggiungere che qualcosa andrà decisamente storto ed il giocatore verrà proiettato in un conflitto di proporzioni bibliche ancor più sanguinoso di quello trascorso.

Questione di stile

Naval Warfare si presenta come uno shoot'em up multiscrolling tradizionale, con visuale dall'alto in grafica 3D, la cui unica differenza con i mostri sacri del genere è l'ambientazione atipica ed il background acquatico, un aspetto che influenza naturalmente anche le sorti del gameplay.
Le prime impressioni ai comandi dell'imbarcazione iniziale sono totalmente antitetiche a seconda del sistema utilizzato per governarla: macchinose ed imprecise (soprattutto nelle virate) con la combinazione tastiera e mouse, ma assolutamente fluide con il joypad Xbox 360, pienamente compatibile col prodotto Game Distillery.
Il nostro primo consiglio è dunque quello di dotarsi di un controller adeguato, non solo per i motivi sopracitati ma anche per la difficoltà intrinseca del genere, che nello specifico sfocia persino nel frustrante durante le terribili missioni di scorta (a nostro avviso, troppe e dannatamente complicate).
Le tre unità navali a disposizione del giocatore - sbloccabili procedendo nella campagna - rappresentano le tipiche classi degli shoot'em up (veloce, intermedia e pesante) e ciascuna di esse possiede vantaggi o svantaggi da utilizzare all'occorrenza: sarà infatti possibile cambiare tra un'imbarcazione e l'altra entrando nei depositi sparsi per i livelli.
Come ogni shoot'em up che si rispetti la dotazione di armamenti ed upgrade è piuttosto ricca e garantisce una buona varietà di strategie d'attacco e personalizzazione: con lo stick destro si indirizza il fuoco primario (gatling gun, fucili e via discorrendo) mentre con i grilletti è possibile piazzare mine o sparare siluri e missili, utilissimi per abbattere i nemici più grossi e gli immancabili boss di fine livello.
Non mancano naturalmente le preziosissime armi speciali in grado di ripulire completamente lo schermo dai nemici e nemmeno gli elementi collezionabili, rappresentati dai cosiddetti “tesori” ricercati dal capitano Grey all'inizio dell'avventura.
Una delle peculiarità del titolo slovacco consiste nel poter gestire unità navali di supporto ed elargire ordini come al più classico dei wingman nei giochi di volo. Dalla copertura del “vip” all'attacco di uno specifico bersaglio, grazie a questi indispensabili alleati - che possono essere di vario tipo - è possibile districarsi dalle situazioni più caotiche e prendere un poco di respiro, nonostante gli attacchi in massa dei nemici risultino sin troppo opprimenti soprattutto nelle già citate fasi di scorta.
Nulla a che vedere con la follia di DoDonPachi, ma un maggiore equilibrio in determinate missioni ed un posizionamento più efficace dei checkpoint avrebbe sicuramente giovato all'esperienza globale.
Dal punto di vista tecnico Naval Warfare si presenta pulito, colorato e caratterizzato da un buon design, nonostante qualche caduta di stile per determinati nemici (non molto vari) e la qualità altalenante delle texture, che risultano un po' troppo poco definite.
La menzione d'onore spetta naturalmente all'acqua, ottimamente realizzata e molto gradevole alla vista, mentre sono appena sufficienti gli effetti particellari, con esplosioni grossolane - in particolare quelle più vaste - e poco incisive.
Chiudono il quadro tecnico una colonna sonora abbastanza riuscita, effetti nella media - per un prodotto Indie - ed un doppiaggio in inglese caratterizzato da vistosi alti e bassi.

Naval Warfare Naval Warfare è uno shoot'em up tradizionale immerso - è proprio il caso di dirlo - in un contesto stilistico-ambientale insolito, in grado di vivacizzare il gameplay classico grazie anche ad interessanti intuizioni degli sviluppatori, sebbene non sfugga alla ripetitività di fondo che caratterizza il genere. Alcune sezioni molto frustranti ed i checkpoint non troppo benevoli influiscono però negativamente sulla fruibilità del titolo, dato che a tratti potrebbe scoraggiare i giocatori meno pazienti. Tenersi alla larga se non si dispone di un joypad e di tanta, tanta pazienza, considerando anche l'assenza di una modalità multiplayer online (è presente solo quella in locale).

6.5

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