recensione NBA 2K13

Il nuovo simulatore cestistico di Visual Concept

NBA 2K13

Videorecensione
NBA 2K13
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • Wii U
  • Pc
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Il basket NBA, sdoganato a livello internazionale da "un certo" Michael Jordan nei primi anni '90, è diventato oggi un vero e proprio fenomeno di costume - dagli Stati Uniti alla Cina. Miliardi di telespettatori con emittenti televisive che trasmettono dirette e differite in tutto il Mondo, diritti contesi a suon di "verdoni" e tanto, tantissimo merchandise (magliette, tazze, action figure) ad ingrassare un sistema oliato a dovere per produrre introiti e divertire le masse. E, proprio in tema divertimento, ad un solo mese dalla partenza della stagione 2012/2013, non possiamo non parlare di NBA 2K - trasposizione videoludica della disciplina a stelle e strisce che da oltre dieci anni tiene banco sugli schermi di tutti i videogiocatori appassionati. Il capitolo targato 2K12, per quanto indiscutibilmente il migliore della serie, ha alimentato consensi e polemiche in diversa misura, a seconda del periodo dell'anno (come succede per tutti i grandi capolavori). Partendo proprio da quanto di buono e meno buono fatto lo scorso anno, Visual Concept si è dedicata anima e corpo a quello che potrebbe essere l'ultimo capitolo per questa generazione, riservando qualcosa di veramente speciale per gli appassionati. Nell'ottica di non accontentarsi mai dei successi già ottenuti, NBA 2K13 si mostra quest'anno rinvigorito e modificato in molti aspetti, e pronto questo 5 Ottobre ad esaltare ancora una volta tantissimi cestisti virtuali.

For Everyone


L'offerta ludica di NBA 2K13 parte in quarta grazie ad una selezione di modalità opportunamente revisionata ed arricchita. In Stagione ed Associazione, in maniera piuttosto classica, saremo in grado di condurre una franchigia NBA sino all'agognato anello, gestendone -rispettivamente- la sola parte giocata oppure aggiungendovi l'amministrazione del roster, con tanto di scambi e gestione dei contratti. Due modalità che fanno il loro ritorno senza troppe modifiche: la formula, oramai collaudatissima, va semplicemente a vedersi rifatto il maquillage delle pagine principali, che garantiscono ora una maggiore accessibilitùà ai contenuti. Tra la riscrittura delle logiche di trasferimento, di composizione dei draft e di rotazione dei quintetti, però, notiamo un'interessante novità che farà felici moltissimi assidui frequentatori dell'Associazione. Si tratta della possibilità di gestire manualmente le tendenze di ciascun giocatore, richiedendogli esplicitamente di prendere più tiri o di difendere con maggiore intensità. Il Total Sim Control appare come una delle opzioni più gradite per chi non vuole giocare in prima persona ognuna delle oltre 82 partite stagionali, garantendo un certo controllo anche sui match simulati. Non ci troveremo più con la nostra superstar relegata eccessivamente in panchina o incapace di realizzare oltre dieci punti; viceversa avremo facoltà decisionale sull'impiego dei singoli e sulla quantità -in proporzione- di tiri da prendere e palloni da toccare in partita. Oltre a questo, in via forse più collaterale, troviamo Start Today, ossia la facoltà di aggiornare dati e statistiche alla data attuale. Ci verrà così data la facoltà di iniziare un'Associazione con l'ultimo possibile update riguardo ad infortunii, tendenze e scambi. A stagione ancora ai box non siamo purtroppo in grado di dirvi se questa opzione consentirà anche di aggiornare una modalità già iniziata, evitando quei lunghissimi processi di editing (o addirittura reboot) che hanno letteralmente fatto dannare i fanatici della precisione.

"Sulla qualità del comparto tecnico di NBA 2K, come sempre, non si discute. Centinaia di animazioni caratterizzano in maniera maniacale il gioco della pallacanestro e per quanto i volti possano ancora non risultare tutti perfettamente attinenti alla realtà, la produzione Visual Concept in movimento è uno spettacolo"

Prima di passare ad altro intendiamo segnalare anche il ritorno dell'Associazione Online, croce e delizia di NBA 2K12. Le tante limitazioni alla sua programmazione sono state fortunatamente rimosse. Il Commissioner è ora in grado di metter mano alle sliders di gameplay, alla velocità di gioco all'interno della lega e ad una serie di altri parametri che comprenderanno anche la facoltà di sbloccare l'intero calendario, resettare partite ed assegnarle a tavolino. Non saremo più costretti a seguire pedissequamente le rigide norme imposte dalla CPU, anche se non è ancora chiaro (i server sono totalmente vuoti) se ci sia la necessità di riempire completamente i ventinove spazi dedicati alle rispettive franchige prima di iniziare. Alle game modes dove guidare l'intero quintetto fanno al solito da contraltare quelle in cui vestire i panni di una superstar o di un cestista in erba. Crea Una Leggenda e Il Mio Giocatore mostrano pressappoco gli stessi cambiamenti a rinfrescare una struttura che nelle ultime due stagioni ha letteralmente preso piede tra gli appassionati. Andando in ordine nella prima troviamo semplicemente una diversa gestione degli upgrade tecnici. Se gli attributi rimangono invariati (tiro da sotto, tiro da tre, schiacciata, layup, difesa sulla palla, solidità...), le abilità vengono sostituite dalle Specialità. Al posto della lista che comprendeva la capacità di tirare buttandosi all'indietro, di effettuare un certo tipo di dribbling e molto altro ancora troviamo ora voci come Highlight Film, Finisher, Shot Creator, Dead Eye e moltissime altre (per un totale di 31). Il funzionamento appare piuttosto semplice e quantomai ripreso dalle più semplici meccaniche ruolistiche. Ogni Signature Skill (chiamamo le cose col loro nome) offrirà al cestita determinati bonus: Shot Creator, ad esempio, ridurrà del 100% le possibilità di errore ad un giocatore perfettamente in grado di crearsi un tiro in determinate situazioni; Highlight Film, nel momento di una schiacciata in campo aperto, recupererà la più spettacolare a disposizione dell'atleta, offrendo un bonus energetico temporaneo ai compagni per il gesto tecnico. Descritte così paiono poter sbilanciare completamente il gameplay a favore di una strapotenza delle superstar. In realtà le "regole" alle quali ogni Specialità deve sottostare sono ben rigide. Pensate solo che Shot Creator, per funzionare, richiederà l'applicazione simultanea di ben 5 variabili (l'azione deve essere a metà campo e non in contropiede; il movimento deve iniziare con un crossover e concludersi con il tiro non oltre due secondi dopo; la distanza tra attaccante e difensore non deve superare i due metri ad inizio azione; l'animazione non deve essere "rotta" da interventi difensivi; il tiro deve essere scoccato entro i dieci metri dal canestro). Ogni atleta potrà ottenere/equipaggiare sino a cinque di queste speciali abilità simultaneamente ed ognuna di esse sarà suddivisa in vari livelli di efficacia. In una carriera di tipo Crea Una Leggenda, ovviamente, il peso della progressione si farà sentire molto meno dato che si suppone ognuno tenterà d'impersonare la stella dei suoi sogni - un cestista già completissimo.

I più grandi benefici, soprattutto in termini di varietà, arriveranno dunque prendendo parte al MyPlayer, che prende il via dalla creazione dell'alter ego aggiungendo ben poco ad un editor già abbastanza ricco. Partendo da una base grezza avremo modo di costruire la nostra carriera in moltissime maniere differenti: diventando una guardia atletica, uno specialista dalle triple dall'angolo alla Robert Horry, uno spot-up shooter come Kyle Korver e moltissimo altro ancora. Tantissime possibilità che vanno ad integrarsi in maniera perfetta con il solito sistema di ricompense: migliore la prestazione, maggiore il punteggio ottenuto. In questo NBA 2K13, tuttavia, non si tratterà dei classici punti esperienza ma di Virtual Coins, moneta che potremo acquisire giocando indistintamente a tutte le modalità presenti (un pò come i crediti per l'EASFC di FIFA 13). Il progresso dell'alter ego, dunque, non sarà più legato alle centinaia di partite da giocare per ottenere un miglior contratto o un posto in squadra (dopo il Rookie Showcase partiremo, al solito, dalla panca) ma anche a quanto tempo spenderemo online, a disputare amichevoli contro la CPU e così via. Idea molto saggia considerando la presenza -in questo caso totalmente scenica- di una sezione dedicata all'abbigliamento fuori dal campo dell'atleta. Come le grandi superstar potremo presentarci allo stadio in giacca e cravatta, in tuta, ascoltando musica con il nostro iPod (o iPhone 5) e concenderci vezzi quali gioielli o ninnoli alla moda. Ma nel contorno c'è di più poiche accanto alla facoltà di modificare i movimenti di tiro in sospensione, schiacciata e crossover, avremo la possibilità di acquistare specifiche celebrazioni per il pre-partita e per la fase di riscaldamento. Tutte chicche capaci di coinvolgerci con sempre maggior prepotenza all'interno di questa bellissima game mode.

" NBA 2K13 segue un mantra che nella National Basketball Association si è fatto prepotentemente strada nell'ultimo decennio: lo sfruttamento del contatto nella creazione della separazione"

A questo proposito si chiude con tre interessantissime introduzioni. La prima sono i fan (quantificati numericamente) da aumentare con dichiarazioni spregiudicate alla stampa e prestazioni sul campo; la seconda la facoltà di interagire con il General Manager - a seconda della popolarità e dell'intesa con la squadra (chemistry, in gergo). Infine l'interazione con i social media tipo Twitter. I tre sistemi si integrano perfettamente all'interno della carriera, agendo di concerto. A seconda della popolarità tra i tifosi e del sostegno dei compagni (espressi spesso tramite i Tweet) avremo più o meno influenza sul GM che, ricevendoci nel suo ufficio, ascolterà le nostre lamentele (o gli elogi) riguardo al coach o ai compagni, agendo di conseguenza.
Una modalità ancor più profonda ed interessante rispetto alla scorsa edizione, alla quale va ad affiancarsi MyTeam - una sorta di Ultimate Team in NBA 2K13. Si tratterà di sfruttare i Virtual Credits (anche qui) per costruire da zero una franchigia da portare a giocare in una stagione completamente online. I meccanismi saranno esattamente quelli dell'Ultimate Team reso famoso da FIFA. Riceveremo all'inizio un pacchetto per formare il quintetto base, la panchina, assumere un coach e determinare il playbook. Su queste basi potremo iniziare a giocare accumulando punti tali da permetterci nuovi "pacchetti" (giocatori, potenziamenti, palazzetti...) o l'acquisto di superstar blasonate. Nel caso degli atleti, tuttavia, saremo anche chiamati a pagarne lo stipendio settimanale, obbligati a tenere sotto controllo costanemente le finanze per evitare il fallimento. La modalità prevede naturalmente anche scambi e cessioni, caratterizzata da valori di mercato che rispecchieranno i valori mostrati sul parquet a partire dai primi di Novembre.
L'offerta, a dirla tutta, non si esaurisce qui. Da una parte ritroviamo la modalità Blacktop - relegata ora a semplici partite in campetto 2v2 >> 5v5. Dall'altra l'integrazione completa dell'All Star Weekend, completo di Rising Stars Challenge, Three Point Shootout e Dunk Contest. Il team ha però pensato di offrire questo "pacchetto" come DLC gratuito per fidelizzare gli acquirenti al day one, inserendolo come bonus per il pre-order. Tutti gli altri dovranno aspettare l'inserimento (a pagamento) su Marketplace e PSN. Una scelta pericolosa che non ci sentiamo di condividere del tutto, soprattutto poiché non ci permette -ad ora- di provare la suddetta sezione. 2K ha gentilmente promesso, in ogni caso, di fornirci un codice da riscattare a breve: un aggiornamento del quale non mancheremo di rendervi conto su queste pagine.

La palla a spicchi


Se la varietà è uno dei temi principali nella selezione di game modes di NBA 2K13, come poteva non esserlo riguardo al gamepaly? Per migliorare ed ampliare le possibilità di un prodotto che sembrava già aver detto quasi tutto a Visual Concept non è restato che apportare un deciso cambiamento. Un cambiamento che riguarda il sistema di controlli. La gestione delle isomotion, prima delegata alla complessa combinazione di stick sinistro (lo stesso del movimento) e grilletto desto (lo stesso dello sprint), viene ora assimilata al solo stick destro. Proprio quello deputato al tiro, la cui funzione viene dunque sdoppiata: sfruttandolo da solo ci potremo esibire nei più folli crossover (a patto di controllare un atleta con le dovute skill); premendolo in combinazione al grilletto sinistro produrremo jump shot, layup e schiacciate. Un bel problema dato che, prendendo d'esempio la schiacciata, si tratterà sostanzialmente di premere grilletto destro e sinistro più stick analogico destro solamente per effettuare una conclusione. A venire in aiuto del giocatore comprensibilmente frustrato la vetusta facoltà di tirare premendo uno dei front button, ripresa qui giocoforza soprattutto in avvicinamento a canestro (dove, per fortuna, il rilascio non fa tutta questa differenza).
Laddove una possibilità viene meno o, in un certo senso, "limitata", ecco aprirsi un Universo di novità. Come testimonia il ricco tutorial (Training Camp) che da due anni accompagna la serie, i movimenti di tiro in sospensione sono letteralmente triplicati o quadruplicati. Decine di nuove animazioni permettono di controllare con una semplicità d'esecuzione senza precedenti i vari modelli d'arresto e tiro conosciuti e sconosciuti. Lo stesso avviene in fase di avvicinamento a canestro, dove lo stesso front button, combinato con quello adibito alla conclusione vera e propria, permette d'effettuare virate, Euro Step e moltissimi altri movimenti che finora avevamo apprezzato senza poter riprodurre in game (o comunque con un controllo estremamente limitato). NBA 2K13, da questo punto di vista, segue un mantra che nella National Basketball Association si è fatto prepotentemente strada nell'ultimo decennio: la creazione della separazione.

"Il Total Sim Control appare come una delle opzioni più gradite per chi non vuole giocare in prima persona ognuna delle oltre 82 partite stagionali, garantendo un certo controllo anche sui match simulati"

Mentre il "vecchio corso" prevedeva soprattutto una continua circolazione di giocatori e palla, ora i migliori giocatori del pianeta, sfruttando un passo in arretramento, una spallata o una mezza virata, sono in grado di guadagnare quei due metri che fanno la differenza tra il sapore del ferro e l'odore pulito del cotone. Atletismo e coordinazione vengono trasferite attraverso il gamepad nell'ultima produzione Visual Concept che mostrerà fasi di gioco completamente nuove e meccanismi da interiorizzare daccapo. In fase di conclusione, insomma, non ci sarà un solo movimento visto alla televisione che non potremo riprodurre. Step back e tiro alla Dwayne Wade; virata e tiro cadendo all'indietro di Kobe Bryant e addirittura la tecnica "calciata" di Dirk Nowitzki, che ha reso famoso Holger Geschwindner in tutto il Mondo. Letteralmente una miriade di possibilità alle quali dobbiamo aggiungere le tantissime aggiunte in termini di crossover eseguibili con semplici pressioni alternate (a destra e sinistra) dello stick, o con veloci mezze-rotazioni. Tutto a caratterizzare un'azione offensiva ricchissima e quantomai affidata alle capacità del videogiocatore, alla cui mercé ci saranno tutti gli strumenti di cui sopra in aggiunta alle già ottime varianti presentate nei precedenti episodi. Intendiamo in particolare tutte quelle varianti di gioco da post basso che abbiamo avuto modo di sperimentare nel capitolo 2K12 e l'altrettanto nutrita schiera di schemi a popolare i playbook di tutte le franchige presenti nel capitolo targato 2K13. In questo senso abbiamo notato diversi tweak e miglioramenti, riguardanti in particolare l'intelligenza artificiale. Senza entrare troppo nel dettaglio di ciascuna scelta di gioco possiamo dire che i quintetti, in generale, tendono a muoversi in maniera più intelligente e convincente rispetto al solito, eseguendo blocchi e tagli ancor più spesso, senza dimenticare tuttavia le tendenze che ne caratterizzano la personalità. In fase offensiva, tuttavia, una parentesi è necessaria: la chiamata del blocco presenta finalmente un'interfaccia funzionale che permette di gestire senza patemi le varie opzioni. La pressione del bumper dedicato farà comparire un indicatore circolare che, riempiendosi, modificherà la selezione: una pressione immediata per "Slip the Pick" (fintare un blocco per tagliare verso canestro); leggermente più prolungata per quello che viene chiamato "Fade", ovvero il "Pick & Pop" (un blocco per poi uscire sul perimetro in attesa della palla); infine il classico "Pick & Roll" con blocco e rotazione verso il centro dell'area. Una gestione perfetta, non fosse per la reiterata ed incomprensibile impossibilità di decidere l'angolo del blocco - aspetto a dir poco decisivo nel computo dell'azione cestistica. A voler rimanere, prima di proseguire, nell'ambito di difetti e difettucci di sorta, dobbiamo sottolineare come interiorizzare il nuovo sistema di controllo sia un'operazione davvero gravosa. I fan storici della saga si ritroveranno certamente impacciati nei primi tempi, eseguendo patetici crossover sotto canestro quando invece intendevano concludere. Aldilà di questo fattore (piuttosto soggettivo) abbiamo riscontrato ancora qualche problema nel passaggio senza icone, non sempre preciso anche a fronte dell'introduzione del servizio schiacciato a terra controllabile manualmente. La CPU, infine, pare non prendere sempre decisioni "impeccabili": abbiamo osservato un paio di volte improvvisarsi portatori di palla Chris Bosh o DeMarcus Cousins senza un vero perché.

Passando alla fase difensiva abbiamo notato sensibili miglioramenti soprattutto per quanto concerne la gestione dei contatti, ulteriormente potenziata rispetto alla scorsa edizione. Frapporre il corpo tra atleta e canestro (casi estremi a parte) produrrà effetti motlo più vari e credibili, nonché contatti che nulla hanno da invidiare al tanto blasonato Impact Engine di EA Sports. In fase di penetrazione, inoltre, l'equilibrio tra possibilità di dribble e presenza fisica sotto al ferro si farà sentire in maniera soddisfacente, producendo ancora una votla uno spettro di situazioni sempre riconducibile alla realtà del parquet. In termini di bilanciamento ci preme segnalare anche un ulteriore cambiamento, che nel caso specifico ci ha fatto un pò storcere il naso. Sparisce, infatti, il lock-on difensivo della posizione "granchio", a favore della possibilità di modificare la propria stance per tentatare di bloccare la penetrazione da un lato o dall'altro. Ai puristi della simulazione una possibilità del genere farà sicuramente piacere, ma ai fini pratici (e ludici) si tratta di un piccolo fattore di sbilanciamento che costringerà a rivedere completamente le proprie tattiche difensive. La necessità di "scivolare" manualmente assieme all'attaccante produrrà, in moltissimi casi, un vantaggio per il più smaliziato trattatore della palla che, a meno di non trovarsi davanti un egregio difensore, avrà ottime chance di passare giungendo facilmente al ferro. Si tratta naturalmente di un maggiore impatto sulla concentrazione del videolpayer nella fase difensiva più che un difetto strutturale in tutto e per tutto; tuttavia gli sviluppi che abbiamo potuto apprezzare non ci fanno sorridere in ottica dello scontro online con il classico "nerd" con un mucchio di tempo da spendere nell'affinare le sue armi. Di contro dobbiamo lodare la parziale riscrittura degli algoritmi difensivi, in aiuto come in rotazione. La CPU sembra ora molto più consapevole di quanto accade sul parquet ed in particolare delle abilità del portatore di palla. Eccoci quindi di fronte a rotazioni più o meno decise, aiuti più o meno profondi, chiusure sul perimetro, raddoppi e chi più ne ha più ne metta. Ancora una volta a simbolizzare una varietà di situazioni veramente encomiabile.
Tirando le somme possiamo tranquillamente iscrivere NBA 2K13 tra i migliori simulatori sportivi di questa generazione. Alti (tanti) e bassi (pochi) non mancano nella produzione Visual Concept. Alcune scelte, più o meno efficaci, dimostrano grande coraggio nell'affrontare l'evoluzione di uno degli sport più complessi del pianeta, per quanto giocato "solo" in cinque contro cinque. Altre non si rivelano sempre funzionali ma riescono comunque ad ampliare ulteriormente diversi reparti di gioco. Le meccaniche si dimostrano nel complesso funzionali allo scopo che da sempre si prefigge la serie 2K: simulare quanto accade sul campo da gioco anche sulle home console che tutti noi appassionati possediamo. Anche quest'anno, dunque, si tratterà di porre le nostre conoscenze cestistiche al servizio delle enormi possibilità date da un gameplay ancora una volta stellare.

Jay-Z and The Family

Sulla qualità del comparto tecnico di NBA 2K, come sempre, non si discute. Centinaia di animazioni caratterizzano in maniera maniacale il gioco della pallacanestro e per quanto i volti possano ancora non risultare tutti perfettamente attinenti alla realtà, la produzione Visual Concept in movimento è uno spettacolo. Se la texturizzazione fa di tanto in tanto i "capricci" presentando sparizioni e riapparizioni dei dettagli sulla pelle dei giocatori, il contorno si presenta quantomai impeccabile. Allenatore e compagni a bordo campo, tifosi in costante movimento ed un'atmosfera semplicemente ineguagliata in altre produzioni sportive fanno di NBA 2K13 la meraviglia che è. La collaborazione di Jay-Z, entranto in campo come producer, ha spinto inoltre parecchio sull'acceleratore del coinvolgimento. L'inserimento di spettacolari scene d'intermezzo e di presentazioni con tanto di estratti Live dallo stesso rapper impreziosiscono in maniera ulteriore la produzione. Non mancano, naturalmente, i siparietti tra i giocatori prima d'ogni match, le esultanze personalizzate ed una serie di ulteriori chicche che solo la produzione Visual Concept può vantare. Peccato il team abbia perso (fino al 2013 se ricordiamo bene) le licenze ESPN - andate ad Electronic Arts. Dovremo dunque accontentarci di grafiche d'accompagnamento non ufficiali: un pugno in un occhio nel 90% delle situazioni, sedato però con estrema efficacia da una fluidità impareggiabile nello scorrere delle azioni. Da questo punto di vista però dobbiamo segnalare ancora una volta un problema insito nelle visuali poste alle spalle dell'azione. Non abbiamo ancora capito se le problematiche sono legate alla maggiore mole di elementi mostrati a schermo o quant'altro; sta di fatto che, per il secondo (o addirittura terzo) anno di fila, le telecamere obiettivamente più comode per seguire i movimenti del proprio quintetto sono caratterizzate da sporadici cali di frame rate. Nulla che possa compromettere l'esperienza ma certamente un fattore non poco fastidioso in una produzione che fa dell'eccellenza il suo traguardo minimo.
Nulla da dire riguardo alla colonna sonora, curata personalmente da Jay-Z (nella selezione dei brani). Non a caso troviamo pezzi dello stesso artista nonché della sua protetta Rihanna o di Kayne West e compagnia. Tutte hit estremamente affascinanti ed adatte al contesto cestistico alle quali si uniscono alcune funzionali digressioni tra U2 e Coldplay. Nel complesso una soundtrack ben confezionata, da personalizzare (volendo) selezionando quali brani ascoltare e quali evitare. Ma non finisce qui poiché quest'anno, per la prima volta, il team ha messo a disposizione una sorta di editor per gli stacchetti di ciascuna arena NBA. Ebbene si: potremo scaricare in .MP4 tutti i motivetti che gli speaker dei vari palazzetti inseriscono a canestro fatto/subito, a libero segnato/sbagliato e via discorrendo. Una chicca per veri feticisiti!

Grazie Jay-Z!

Tutti noi fan di NBA 2K dovremmo ringraziare il producer "acquisito" della serie. Perché? Perché grazie ad un paio di sue telefonate Visual Concept è finalmente riuscita ad acquisire la tanto agognata licenza di Charles Barkley, mettendo assieme il mitico, l'unico Dream Team - quello di Barcellona 1992. Questo ha dato al dev team lo spunto per inserire anche Team USA recentemente medagliato (d'oro) alle Olimpiadi di Londra. Potremo dunque verificare con mano quale delle due formazioni è la più forte. E, a proposito, serve chiederlo?

NBA 2K13 Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. E’ esattamente quanto accade in NBA 2K13, che apporta alcuni cambiamenti interessanti alla sua struttura rimanendo comunque il miglior simulatore sportivo in circolazione. La nuova gestione delle isomotion e dei tiri in sospensione, così come qualche accorgimento difensivo (per quanto non sempre funzionale) rendono la manovra ancor più varia, divertente e legata indissolubilmente alle capacità ed alla creatività del videolpayer. Si aggiungono una serie di modalità che continuano a macinare successi, aggiungendo feature sempre più interessanti ed amplificando di anno in anno il coinvolgimento in una delle produzioni sportive più longeve di sempre. Il contorno, che per questo capitolo vede scendere in campo addirittura Jay-Z (a testimoniare la popolarità del franchise), contribuisce ancor più a questo indispensabile fattore coinvolgimento, facendo assaporare del geniuno basket a stelle e strisce a tutti i fortunati possessori di NBA 2K13. Ancora una volta, insomma, il titolo Visual Concept è puro basket NBA, dentro e fuori dal campo, concentrato in una serie di byte digitali. Imperdibile!

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