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Recensione NBA Jam

La recensione di NBA Jam? Boom Shakalaka!

Versione analizzata: Xbox 360
recensione NBA Jam
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Wii
  • Ps3
  • iPhone
  • iPad
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Tra la prima e la seconda metà degli anni ’90, quando Michael Jordan sdoganò il basket NBA nel mondo intero, v’era in sala giochi un cabinato che iniziava a fare la storia; una storia destinata a diventare leggenda.
Si trattava di NBA Jam, prodotto Midway Games capace di spianare la strada all’azienda statunitense verso un roseo futuro nel mondo dei videogiochi.
Al giocatore veniva presentato un estratto estremizzato del basket che consentiva di selezionare due cestisti dai più famosi quintetti della NBA e sfidare i corrispondenti delle altre franchigie.
L’azione a schermo veniva condita in ogni istante da giocate esagerate come schiacciate in grado di rompere il vetro del tabellone o triple infuocate; tutto sottolineato dal mitico Tim Kitzrow, che con i suoi “Boom Shakalaka!” ha segnato una generazione di videogiocatori in erba.
A ben diciassette anni dall’ultima apparizione, grazie ad Electronic Arts, il mitico NBA Jam è tornato a far parlare di se, prima con un’incarnazione esclusiva per Nintendo Wii, poi, viste le moltissime richieste, con un adattamento in alta definizione.
Il titolo, inizialmente previsto come “bonus” all’interno di NBA Elite 11, ha visto la pubblicazione stand alone (in seguito alla cancellazione del suddetto Elite 11) il 26 Novembre, per Xbox 360 e Playstation 3.

Remix

Tra le modalità di gioco, aldilà della possibilità di cimentarsi immediatamente in una partita veloce, troviamo due differenti campagne: Campagna Classica e Remix Tour.
La prima è una sorta di ritorno al passato che ricalca fedelmente la proposta ludica del mitico coin-op.
Ci troveremo di fronte ad una serie di circa quaranta stage, suddivisi -di cinque in cinque- in squadre NBA da affrontare; lo spartiacque tra una cinquina e l’altra, proprio come nel classico cabinato, sarà una Boss Battle contro una delle compagini più forti e vincenti del passato.
Proseguendo all’interno di questa modalità sbloccheremo numerose stelle della Hall Of Fame e non solo (Hakeem Olajuwon, Dominic Wilkins..), nonché quelle che potremo definire le versioni “migliori” di giocatori tutt’ora in attività.
Avremo, ad esempio, la facoltà di utilizzare la versione Orlando Magic di Shaquille O’Neal o quella Detroit Pistons di Grant Hill.
Decisamente diverso il Remix Tour, che si propone come una novità assoluta per la serie, andando ad inserire diverse varianti alla classica sfida 2 vs 2.
In questo secondo caso, partendo dal principio, dovremo affrontare le compagini NBA suddivise per Division (Midwest, Atlantic, Central e Pacific) in una serie di sfide che ci porteranno a guadagnare punti e trofei utili per procedere nell’esplorazione del territorio nordamericano.
Tra le varie Remix Mode si annoverano Smash, Domination, Elimination, 21 e Remix 2 vs 2.
Smash, come il nome stesso suggerisce, consiste in una sfida dove a contare saranno soprattutto le schiacciate; tuttavia, anziché tener conto del punteggio delle due formazioni, verranno valutati i danni arrecati ai rispettivi tabelloni.
Una barra di integrità servirà a valutare lo stato del proprio canestro e di quello avversario: si aggiudicherà la vittoria il team che per primo riuscirà a sfondare il vetro avversario.
In Domination (a cui potranno partecipare 4 giocatori in 2 vs 2 o 3 giocatori tutti contro tutti), invece, verremo limitati ad una sola metà del campo, nella quale compariranno degli spot colorati.
Posizionandoci sugli spot e realizzando un canestro ne otterremo il possesso per un determinato intervallo di tempo o fino a quando la zona non verrà “rubata” da un canestro avversario.
L’accumulo di punti (2 o 3 a seconda della zona) continuo durante l’intervallo di possesso dello spot costringerà l’avversario a distribuire i suoi tiri per non perdere troppo terreno, inserendo quindi un minimo di strategia nell’impianto ludico.
Troviamo quindi Elimination, dove fino a quattro cestisti si sfideranno in un “tutti contro tutti” nel quale ad intervalli di tempo prestabiliti verrà eliminato colui che avrà accumulato il minor numero di punti; e 21, modalità similare (sempre su metà campo) dove a trionfare tra i due o quattro partecipanti sarà quello capace di raggiungere per primo i 21 punti.
Chiude il quadro la Remix 2 vs 2, una variante della classica modalità a tutto campo durante la quale compariranno sul parquet, sempre ad intervalli prestabiliti, diversi potenziamenti in grado di agevolare lo scoring.
Si tratterà, ad esempio, di power up per la velocità, la forza o la precisione al tiro, affiancati da alcuni altri ancor più stravaganti come quello capace di miniaturizzare un giocatore e renderlo così invulnerabile a stoppate, rubate ed intercettazioni.
Rispetto alla versione Nintendo Wii, criticata soprattutto per la mancanza del gaming online, questa incarnazione in alta definizione va ad aggiungere esattamente quella componente.
Grazie al Jam Party, infatti, avremo la possibilità di sfidare sino a tre amici su tre console diverse, scegliendo la modalità tra quelle proposte nella schiera Remix Mode illustrata poco sopra.
Il netcode, considerata anche l’esigua mole di dati da prendere in considerazione, si è dimostrato da subito ottimo, riproponendo un’esperienza assolutamente paragonabile all’immediatezza dell’offline.

ABA + NBA + Harlem Globetrotters

Dal punto di vista del gameplay NBA Jam mantiene tutte le caratteristiche dell’originale anni ’90, recuperando dunque divertimento ed immediatezza direttamente dallo storico cabinato.
Riprese in toto anche le feature legate all’esperienza ludica: in campo saremo chiamati ad un basket Harlem Globtrotter-iano, con allley-hoops e schiacciate a profusione; dall’altra parte l’unica regola sarà il limite di tiro, dandoci dunque la possibilità di buttare a terra gli avversari e stopparne i tiri tranquillamente in parabola discendente.
La spettacolarità è, come sempre, il vero motore dell’esperienza, tanto che, effettuando tre schiacciate di seguito senza subire canestri la nostra stella s’infiammerà, riuscendo ad esibirsi nelle proverbiali schiacciate sfonda-canestro e jumpshot infuocati.
Le versioni Next Gen perdono, tuttavia, la fruibilità tipica dei controlli Wii che, a dire il vero, risultano anche una fonte d’ilarità in più nelle sfide tra amici, se presenti in una stessa stanza.
Permangono anche i numerosi problemi legati al comportamento dell’intelligenza artificiale che risultano risolvibili solo per quel che riguarda gli avversari (aumentando il livello di difficoltà).
I compagni guidati dalla CPU, invece, non faranno altro che ostacolare l’operato del giocatore con azioni spesso insensate, palle perse, difese non pervenute e via discorrendo, limitando quindi il grosso del divertimento al multiplayer (sia esso cooperativo o competitivo).
Dal punto di vista tecnico la produzione giova del passaggio all’HD in particolare nella definizione di quanto mostrato a schermo.
I modelli, così come gli impianti, ricreati in maniera da assomigliare agli sprite 16-bit dell’epoca, risultano ben riusciti anche se consapevolmente al di sotto rispetto ad altre produzioni sportive odierne.
Il look dei protagonisti rimane quello super-deformed, arricchito da un comparto animazioni di tutto rispetto e da un particolare sistema d’inserimento dei volti dei giocatori, che ha permesso al team d’inserire in game dei photo-capture praticamente reali.
I volti, normalmente statici, mostrano un cambio di espressione (dovuto al cambio della foto) durante le schiacciate o quando colpiti da un avversario: l’effetto, amplificato dal divertente mix di corpi tridimensionali e volti bidimensionali, suscita grande simpatia ed ilarità.
Abbastanza partecipe anche il pubblico (interamente bidimensionale), così come la panchina; elementi che, richiedendo un’esiguo impiego di risorse, garantiscono un frame rate a 60fps solidissimo.
Molto buona la colonna sonora che riprende alcune tracce dal passato aggiungendovi il mitico -e forse un pò ripetitivo- commento di Tim Kitzrow.

NBA Jam NBA Jam riesce nell’intento di riportare nelle case la magia del cabinato. Questa versione Next Gen, tuttavia, non sembra avere così tante caratteristiche in più per sfondare, essendo in questo particolare caso la grafica un passo avanti praticamente inutile. Alla luce di un gameplay orfano delle interessanti meccaniche di gioco sperimentate su Wii e portatore di vecchi difetti quali l’IA sottotono di compagni ed avversari, non siamo del tutto convinti che basti l’appeal caricaturale e l’elevata spettacolarità del titolo per giustificarne l’acquisto. I circa quaranta euro di spesa, probabilmente, saranno un investimento di valore solamente per i grandi nostalgici e per chi, avendo già sperimentato l’esperienza su Nintendo, non sia stato in grado di fare a meno dell’online gaming.

7

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