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Recensione NBA Live 16

Riuscirà quest’anno il simulatore di basket targato EA Sports a tornare a combattere ad armi pari con l'agguerrito e premiatissimo "rivale" NBA 2K16? Scopritelo nella nostra recensione.

Versione analizzata: Playstation 4
recensione NBA Live 16
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

NBA Live è un po' come un atleta che è stato infortunato a lungo, e per ben due anni non è riuscito a mettere piede sul campo da gioco. Mentre lui passava le giornate tra medici, anti-dolorifici e noiose partite a Candy Crush sull'iPad, il suo acerrimo rivale NBA 2K conquistava trofei su trofei, vincendo per quattro anni di fila il titolo di MVP alle NBA Finals. Un periodo lungo e difficile, in cui il povero NBA Live non poteva fare altro che guardare alla tv i successi del suo nemico. Poi, la luce. Il medico EA Sports ha deciso una cura mai provata in precedenza: riposo assoluto per almeno tre anni e poi tanta fisioterapia, per tornare sul campo lentamente, ma nel modo giusto. NBA Live ha saltato diverse uscite tornando solo con l'edizione NBA Live 14 insieme alle nuove console: il risultato, però, fu davvero deludente. Un gioco brutto, pieno di bug, con un sistema di controllo impreciso. Insomma, un ritorno shock, soprattutto considerata l'attesa. La situazione è leggermente migliorata l'anno scorso, ma anche NBA Live 15 era un titolo mediocre, che, nonostante il buon restyling grafico, non riusciva a offrire una simulazione convincente. Ora è la volta di NBA Live 16: il paziente finalmente è guarito?

Qualcosa è cambiato

Partiamo dalle note positive. Il lavoro svolto sul motore grafico comincia a dare i suoi frutti, soprattutto nella realizzazione di alcuni atleti e nei loro movimenti. Le animazioni sono splendide, ben legate tra loro e danno al gioco un aspetto verosimile, da diretta tv. Peccato che, per quanto riguarda i volti, non tutti i giocatori hanno subito lo stesso trattamento. Finché si tratta di star come Lebron James o Bryant, il lavoro svolto è sublime. Quando invece si parla di atleti meno importanti, a volte le differenze con la realtà sono persino eccessive. Tutto il lavoro svolto su motore grafico e volti dei giocatori si gode soprattutto nelle visuali più ravvicinate e nei replay. Durante l'azione normale, NBA Live 16 comincia a mostrare qualche limite in più, soprattutto per quanto riguarda il contorno della partita. Rispetto al pubblico, gli stadi, gli effetti di luce e le scenette d'intermezzo di NBA 2K16 siamo un passo indietro, e la sensazione di trovarsi di fronte allo spettacolo di una diretta tv del campionato NBA è meno intensa. Buono anche il lavoro svolto sulle modalità principali. Oltre alla classica Dinasty, la modalità carriera di NBA Live, c'è anche Ultimate Team, versione cestistica del gioco di carte collezionabili di FIFA. Interessante anche Rising Star, che sarebbe il corrispettivo di NBA Live del MyCareer di NBA 2K16. Si crea un giocatore (e si può anche importare il nostro viso utilizzando un'app per Android e iOS) e si prova a portarlo dal draft fino alla vittoria dell'NBA. Durante le partite controllerete solo lui, e un sistema di rating deciderà se siete stati bravi o meno. Peccato solo che il sistema utilizzato prediliga i punti e i rimbalzi, favorendo di fatto il gioco in solitaria. Molto divertenti le modalità online Pro Am Live Run e Summer Circuit. La prima consiste in veloci partite 5 vs 5, con punteggio a 21, mentre la seconda è una modalità co-op in cui bisogna sfidare squadre gestite dal computer in campi sparsi in giro per il mondo: ovviamente, ogni squadra è più forte di quella precedente. Sembra una sorta di modalità arena di uno sparatutto, e funziona davvero bene.

Timeout tecnico

Insomma, le buone notizie non mancano. Electronic Arts si è sforzata molto per migliorare il suo gioco di basket. Peccato che NBA Live 16 fallisca nel momento più cruciale, ovvero sul campo da gioco, sprecando quanto di buono fatto per migliorare il comparto tecnico e le modalità disponibili. Il sistema di controllo è macchinoso, la risposta dei giocatori imprecisa, l'intelligenza artificiale da rivedere. Non importa quanto tu possa aver migliorato la grafica o avere le opzioni più divertenti del mondo, perché se poi sul campo anche una semplice operazione come dribbling e tiro diventa inutilmente complessa, allora la voglia di giocare passa in fretta. C'è un forte input lag nel sistema di controllo e questo ogni tanto si traduce in inaspettati turnover. Il gioco è fortemente sbilanciato verso l'attacco: significa che in difesa è davvero difficile attuare una strategia decente e che a volte riconquistare la palla è più lasciato al caso.

Molto meglio in attacco. I raddoppi funzionano bene, così come la chiamata degli schemi. Benissimo anche la gestione del tiro, affidato alla classica barra della forza (con alcune utili indicazioni su schermo che aiutano a migliorarsi). Male, invece, l'IA dei compagni, soprattutto nella modalità Rising Star, dove l'unico loro obiettivo è passarvi la palla (cosa non proprio realistica). Insomma, tanti problemi che alla fine rendono le partite a NBA Live 16 molto meno avvincenti e talvolta, soprattutto in difesa, persino frustranti. L'avrete capito: nonostante la buona volontà, NBA Live è ancora lontano dall'essere una reale alternativa a sua maestà NBA 2K.

NBA Live 16 Per tornare al discorso iniziale, questo paziente non è ancora guarito. Certo, sta meglio, e continua a migliorare. Facendo leva sulle novità introdotte lo scorso anno, NBA Live 16 vanta una realizzazione tecnica più che buona, soprattutto per i volti e per certe animazioni dei giocatori, e un’offerta di opzioni e modalità di gioco che faranno felici i fan del campionato di basket americano. Sul campo, però, è ancora un gioco mediocre, che non riesce a offrire una simulazione convincente e soprattutto continua a cadere negli stessi errori (dalla macchinosità del sistema di controllo all’IA di compagni e avversari, da rivedere). Non è un gioco da bocciare del tutto, i miglioramenti ci sono e ed è giusto segnalarli. Ma, in tutta onestà, il paragone con NBA 2K16 è impietoso. Il titolo Visual Concepts non è soltanto la migliore simulazione di basket disponibile, ma anche una delle migliori simulazioni sportive degli ultimi anni. E se in campo ti presenti stanco, senza idee, con le scarpe rovinate, caro NBA Live, è ovvio che le speranze di giocare alla pari con il migliore della classe svaniscano in un attimo.

6

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