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Recensione Neon Chrome

Neon Chrome è un ibrido interessante tra rogue-like e twin stick shooter, palesemente imperfetto ma al tempo stesso divertente e appagante: Un gioco difficile ma non tremendamente punitivo, sempre attento a non frustrare il giocatore.

Versione analizzata: PC
recensione Neon Chrome
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  • Pc
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

I rogue-like ormai abbiamo imparato a conoscerli. Del resto, stiamo parlando di un genere interessato da una crescita di popolarità direttamente proporzionale a quella del sempre più chiacchierato mercato videoludico indipendente. Significa fondamentalmente "simile a Rogue", anche se molti dei nuovi esponenti del genere non hanno quasi niente in comune con il celebre gioco per Personal Computer di inizio anni 80 da cui traggono ispirazione. Ormai è una nicchia ben definita, che ha assorbito dal vetusto gioco con grafica in caratteri ASCII la cattiveria, il concetto di morte permanente e la passione per l'esplorazione, ma al tempo stesso rifugge senza mezze misure la sua natura eccessivamente caustica, frustrante e inutilmente punitiva. Neon Chrome ha scelto di allontanarsi ancora di più da tutto ciò, gettando nel calderone un gameplay da Twin Stick Shooter puro e una passione smodata per la fantascienza, addolcendo il tutto con una struttura leggermente più accessibile e bilanciata.

Neon e proiettili

Neon Chrome è perfetto per essere giocato a piccole dosi ma estremamente assuefacente, tanto che staccarsene diventa sempre più difficile di partita in partita. La struttura di gioco è molto semplice e immediata: ad ogni run verremo catapultati in tentacolari livelli generati proceduralmente, con lo scopo di esplorare in cerca di loot, massacrare nemici a più non posso e, infine, arrivare indenni alla porta di uscita. Dopo un certo numero di livelli ci troveremo faccia a faccia con un boss, che una volta battuto ci garantirà l'accesso al piano superiore del palazzo. Un po' come accadeva già in Rogue Legacy e molti altri congeneri, in Neon Chrome la morte non è necessariamente da considerare come una punizione. Anzi: in questo caso morire è estremamente importante e utile, quasi quanto il raggiungimento di un checkpoint; identifica il raggiungimento di un punto fermo da cui ripartire, più forti che mai, per costruire la run successiva. La morte permanente continua ovviamente ad essere un punto focale dell'impianto ludico, ma non è assolutamente frustrante o eccessivamente punitiva. O meglio: lo è soltanto per il nostro personaggio attuale, uno dei tanti soldati "usa e getta" che impersoneremo durante l'avventura. All'inizio di ogni partita potremo semplicemente scegliere tra un terzetto di personaggi generati proceduralmente, ciascuno con la propria classe di appartenenza e con i propri bonus e malus. Scegliendo di impersonare un hacker, ad esempio, saremo in grado di aprire casse e porte verso stanze all'interno della quali, altrimenti, non avremmo mai potuto rovistare. Da questo punto di vista, il gioco è in tutto e per tutto una versione cyberpunk dell'ottimo Rogue Legacy. Alla base della produzione c'è un gameplay ben calibrato ed appagante, che sceglie di non cancellare completamente il progresso compiuto dal giocatore dopo ogni fallimento. Nel tentativo di farci percepire un vero e proprio senso di progressione, Neon Chrome ci mette in mano uno scheletrico sistema di potenziamenti permanenti (avremo la possibilità di aumentare l'energia massima, il danno, la fortuna e così via), al quale associa la possibilità di sbloccare comode scorciatoie per ciascun piano del palazzo. Grazie a questo piccolo escamotage saremo invogliati ad andare avanti senza troppi patemi d'animo, consci del fatto che, dopo aver sconfitto l'immancabile "boss di fine piano", non dovremo necessariamente ricominciare tutto da capo. Non per forza, almeno: di tanto in tanto, un po' di farming nei livelli più semplici sarà comunque indispensabile. Perché se è vero che il quantitativo medio di "crediti al secondo" ottenibili nei livelli più avanzati si farà sempre più elevato, la considerevole difficoltà del gioco potrebbe rendere quest'operazione di raccolta di risorse troppo difficile per invogliarne la messa in atto nei piani alti dell'edificio. Ogni tanto è bene rallentare un po' il ritmo ed evitare di lanciarsi a testa bassa verso morte certa, prendendosi un po' di tempo per accumulare crediti (e di conseguenza potenziamenti) in ambientazioni a noi più familiari e abitate da nemici meno tosti e aggressivi, per poi tornare alla carica più pronti e preparati che mai in un secondo momento.Dal punto di vista tecnico non ci troviamo sicuramente di fronte ad un capolavoro, ma poco importa: il nuovo lavoro dei ragazzi di 10Tons ha un proprio stile ben definito, e risulta indubbiamente gradevole sia da vedere che da giocare.

L'impianto di gioco è asciutto ed essenziale, ma può vantare un utilizzo magistrale della distruttibilità ambientale, feature che, con nostra grandissima sorpresa, si è rivelata un elemento cardine del gameplay. Complici anche le strettissime stanzette in cui ci troveremo a combattere, per farci strada attraverso i vari livelli saremo costretti spesso e volentieri ad utilizzare approcci fantasiosi. Sparare attraverso i muri più fragili o rompere le vetrate laterali di una stanza con un attacco corpo a corpo nel tentativo di cogliere di sorpresa le guardie saranno pratiche all'ordine del giorno, con cui imparerete a convivere già dopo pochi minuti di gioco. E potete farlo senza preoccuparvi troppo delle conseguenze, dato che, a quanto pare, i nemici sono completamente sordi, e non vi attaccheranno mai prima di avervi visti. Caratteristica che denota una scarsa attenzione allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, per quanto non risulti poi così fastidiosa se inserita in un contesto fieramente arcade come quello del gioco in oggetto. Anzi: è utile a favorire la possibilità di eseguire attacchi alle spalle (che non uccideranno istantaneamente, ma aumenteranno semplicemente il danno subito dai primi colpi che andranno a segno), i quali, con buona probabilità, non avrebbero altrimenti trovato spazio in un contesto simile. Non aspettatevi dunque un twin stick shooter ipercinetico o di ampio respiro, perché in Neon Chrome non c'è alcuna traccia dei ritmi frenetici e schizzati del recente Alienation, né tantomeno del senso di libertà offerto dalla mappe - decisamente più ampie e spaziose - di Helldivers. Sebbene non riesca a replicare l'incantevole e adrenalinica carica blastatoria tipica dell'ultima creatura di Housemarque, ad ogni modo, sparare all'impazzata e liberare i vari piani da orde di nemici inferociti resta comunque un'operazione estremamente appagante e piacevole. Se avete degli amici con cui giocare in locale, inoltre, troverete sicuramente pane per i vostri denti. Giocare in multiplayer con le persone giuste aiuta sicuramente a godere a pieno della complessa struttura del titolo.

Neon Chrome Neon Chrome è un ibrido interessante tra rogue-like e twin stick shooter, palesemente imperfetto ma al tempo stesso divertente e appagante. Un gioco difficile ma non tremendamente punitivo, sempre attento a non frustrare o allontanare il giocatore. Sebbene mantenga inalterato il fascino del rischio e della morte permanente, riesce a far percepire al giocatore il peso dei propri progressi. Arrivare a concludere tutti i livelli del gioco richiederà diverso tempo e un po’ di grinding, ma già il semplice fatto di potersi dedicare all’upgrade di svariate caratteristiche dei personaggi dopo ogni run (a meno che questa non sia andata particolarmente male), aiuta a tener lontana la noia. Il gameplay, inutile negarlo, tende comunque ad essere abbastanza ripetitivo e davvero troppo legato alla sua componente casuale. Può capitarvi una run semplicissima, con milioni di medkit e stazioni di cura disseminate ovunque nei livelli, seguita da altre dieci in cui vi toccherà sudare le proverbiali sette camicie anche solo per superare i primi livelli. Sembra che il sistema di generazione procedurale dei livelli abbia bisogno di qualche ritocchino, ma niente di particolarmente grave. Se amate questo tipo di giochi, sarete sicuramente abituati a convivere con questi difetti, comunissimi all’interno del genere, e non mancherete di apprezzare l’impianto ludico di Neon Chrome.

7.5

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