(Dis)Comfort Zone: Outlast 2 Oggi alle ore 21:00

Primo episodio della dis)Comfort Zone dedicata ad Outlast 2!

Recensione Neptune Mk2

Dal Giappone, la seconda parodia di Compile Heart

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Neptune Mk2
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  • Ps3

Nel 2010 Compile Heart, software house principalmente nota per titoli di nicchia, decise di pubblicare un altro dungeon crawler dopo il relativo successo di Trinity Universe. L'approccio scelto fu però completamente differente: si optò per una parodia della cosiddetta console war, personificando le varie console come dee ed costruendo attorno ad esse il mondo di gioco (chiamato Gamegyokai, che non a caso è usato per definire l'industria dei videogiochi giapponese). Nacque così Cho Jigen Game Neptune (Gioco Super Dimensionale Neptune), poi importato anche da Nippon Ichi nel mercato Nord Americano ed Europeo, con il titolo di Hyperdimension Neptunia. Per Compile Heart si trattò di un successo senza precedenti, anche se il gioco presentava qualche scelta di design a dir poco discutibile (l'impossibilità di curarsi, tra le altre). Ad un anno di distanza, fu annunciato ed uscì Cho Jigen Neptune Mk2 (già annunciato per il mercato occidentale), un titolo che a detta della software house nipponica avrebbe dovuto sistemare tutti i numerosi problemi dell'originale. Sarà veramente così?
La versione presa in esame è quella giapponese: di conseguenza nomi, personaggi e abilità potrebbero avere nomi diversi nella versione per il mercato occidentale.

Console War!

Anno 20XX, Gamegyokai. L'organizzazione criminale Magiquone dal suo covo nel Cimitero dell'Industria, luogo dove tutte le antichità informatiche sono dimenticate, sta destabilizzando il mondo grazie al proliferare dei prodotti pirata di sua produzione. Le quattro dee dei principali stati di Gamegyokai, Neptune (Planetune), Vert (Leanbox), Noire (Lastation), Blanc (Lowee) e la candidata a dea Nepgear si recano nel Cimitero per dare battaglia, ma sono sonoramente sconfitte dal capo di Magiquone, Magic The Hard, e catturate. Tre anni dopo, IF e Compa (personificazioni di Idea Factory e Compile Heart), su indicazione del capo della chiesa di Planetune Histoire (già apparsa in Neptune), tentano un salvataggio che pero' riesce solo parzialmente, permettendo alla sola Nepgear di scappare. La situazione appare decisamente critica: le dee, che esistono solo se qualcuno crede in loro, rischiano di scomparire a causa della preponderanza dell'organizzazione criminale. Nepgear, con l'aiuto di IF e Compa, decide che è giunta l'ora di rimettere le cose a posto: nel corso dei suoi viaggi farà conoscenza delle candidate dee Uni, Rom e Ram, l'alchimista e amante del denaro Gust, l'autoproclamatasi "eroe della giustizia" Nippon Ichi, la cantante 5pb, l'avventuriera Falcom e la soldatessa Cave. Questo eterogeneo e bizzarro gruppo può fare veramente qualcosa contro i quattro generali di Magiquone e le loro immense risorse?
Sebbene sia tecnicamente un seguito, Neptune Mk2 è ambientato in un universo parallelo per cui è possibile ignorare quasi completamente gli avvenimenti del precedente episodio. Di contro i personaggi non sono per niente reintrodotti, il che può causare parecchia confusione ad un giocatore non avvezzo al capitolo precedente. Siccome persino la trama a volte gioca su questo particolare (i personaggi si chiedono se per caso non si sono incontrati in precedenza), è difficile decidere se si tratta di un difetto o meno.
Per quanto sia impossibile fornire un quadro preciso delle parodie che il gioco presenta, diamo almeno un'esposizione sommaria: si va dai riferimenti abbastanza ovvi come Nepgear (SEGA Gamegear), Uni (Playstation Portable), Rom & Ram (Nintendo DS), a citazioni più di nicchia come THE IDOLM@STER o i nomi dei vari capi delle chiese dei vari stati, che sono giochi di parole riguardanti i fan più sfegatati di questa o quella console.
Il gioco è diviso in sei capitoli, più un settimo opzionale (la cosiddetta "True End"), ma oltre agli eventi principali non mancano avvenimenti secondari che approfondiscono i personaggi oppure presentano le parodie più svariate (menzione particolare -tra gli altri- per una riproduzione nei minimi dettagli di un certo episodio dell'anime Puella Magi Madoka Magica). Gli intermezzi possono avere anche delle ripercussioni importanti sul finale, come si dirа più avanti.
Il primo Neptune presentava l'elemento parodistico dietro le quinte, puntando soprattutto su eventi bizzarri e personaggi strampalati. Il seguito rimodula gli elementi comuni in una storia più coerente e focalizzata, con momenti decisamente più seri, anche se non mancano gli eventi assolutamente bizzarri. I personaggi sono ben caratterizzati e, salvo rari casi, le gag funzionano ampiamente, offrendo un'esperienza decisamente piacevole. In definitiva un miglioramento rispetto ad uno dei pochi punti di forza dell'originale.

Rimesso a nuovo

Con Neptune Mk2 Compile Heart ha deciso di ricostruire le meccaniche di gioco completamente da zero, per ottenere un'esperienza più soddisfacente, ed i risultati (pur tenendo conto delle piccole dimensioni della compagnia) sono letteralmente stupefacenti se paragonati al primo episodio.
Mk2 rimane alla base un dungeon crawler come l'originale, ma a parte alcuni dettagli, le somiglianze si fermano qui. Uno dei primi punti di differenza è la presenza di una vera mappa del mondo, sebbene bidimensionale e utilizzata solo per spostarsi da una città ad un dungeon. Gli insopportabili dungeon di collegamento dell'originale sono spariti, sostituiti da aperture "selettive" delle locazioni, dipendenti dalla prosecuzione della storia.
Il sistema di battaglia è stato radicalmente modificato, e prende il nome di Active Point Battle System. Il sistema, che ricorda alla lontana Grandia, permette il movimento libero dei personaggi all'interno del turno, entro spazi definiti dalla mobilità di ciascun protagonista. Le azioni in battaglia costano "Action Points" (AP), che sono riguadagnati alla fine di ogni turno o mettendosi in difesa. Oltre agli AP sono presenti gli "Skill Points" che permettono l'uso di abilita' speciali. Ogni azione che non fa uso di Skill Points li fa accumulare, ed una parte dei punti non utilizzati possono essere conservati da una battaglia all'altra. Mentre gli attacchi normali consumano solo AP, le abilità speciali (solitamente molto più utili e potenti) fanno uso di entrambi, per cui occorre pianificare con cura le proprie mosse.
L'Item Skill System, uno dei peggiori sistemi di Neptune (che sostanzialmente lasciava al caso l'attivazione di sistemi di cura) e' stato completamente abbandonato, in favore di un sistema più tradizionale di oggetti che richiedono però un certo uso di AP per impedire usi ripetuti. Inoltre ogni personaggio possiede almeno una skill di cura, il che permette uno stile di gioco meno rigido e più orientato alle preferenze del giocatore. Il Chain Combo System dell'originale sopravvive nel sistema di attacchi: è infatti possibile equipaggiare Skill di attacco a seconda della combo (ognuna con un certo costo di AP) e, se il livello lo consente, effettuare alla fine di combo particolari un'ulteriore mossa nota come EX Finisher (da non confondere con le mosse speciali che sono definite Special Skill). Il sistema prevede anche una componente posizionale, sebbene non eccessivamente complicata: tenere il gruppo unito, specie contro i boss, significa spesso infliggere a tutti i membri danni considerevoli, anche se il giocatore stesso può sfruttare questa caratteristica a proprio vantaggio. La trasformazione in dea, uno dei punti salienti dell'originale, è stata modificata in modo da evitarne l'abuso. La forma di dea, per i personaggi in grado di usarla, si può attivare con un minimo di 100 SP e incrementa notevolmente il potenziale offensivo e difensivo. Di riflesso, ogni turno speso in questa forma consuma SP (in aggiunta a quanto consumato dalle varie abilità), e quando questi raggiungono lo 0 la trasformazione viene annullata. Di conseguenza, è importante usare questo potere con attenzione.
Il party è composto da quattro personaggi controllabili, più quattro personaggi nelle retrovie. I personaggi nelle retrovie sono "associati" al personaggio che combatte, offrendo diversi bonus. Certe combinazioni possono anche sbloccare attacchi combinati decisamente potenti. Tutti i personaggi, anche quelli non in gruppo, ricevono esperienza alla fine della battaglia, permettendo al giocatore (salvo imposizioni specifiche dettate dalla storia) di scegliere le combinazioni che preferisce. Globalmente si può dire che il nuovo sistema di battaglia risulta un enorme passo avanti: questo rende il gioco molto più piacevole, anche se a volte la curva di difficoltà si alza senza preavviso.
I dungeon sono simili a Neptune, ma è sparita la possibilità di salvare in ogni momento, sostituita dal classico save point. I nemici sono diventati visibili sulla mappa e possono essere attaccati preventivamente (mossa nota come "Symbol Attack"), ottenendo come vantaggio un bonus in AP ed SP a inizio scontro. L'unico problema è dato dalla telecamera fuori dalle battaglie, un po' imprecisa. Anche le abilità da utilizzare durante le esplorazioni sono state abbandonate, salvo per la ricerca di tesori nascosti.
Accedendo alle città si apre soltanto un menù, da cui è possibile accedere alla Gilda, al Negozio, o avviare la sintesi di un oggetto. E' presente anche una parodia di Twitter, che sblocca eventi speciali legati ai grado di “affettività” fra la protagonista e altri personaggi (il Lily Rank System, di cui si discuterà in seguito).
Nella Gilda si possono attivare quest come l'originale, che hanno luogo nei dungeon già visitati precedentemente. A questo proposito occorre far notare che a differenza del primo capitolo è possibile visitare i dungeon senza aver fatto alcuna quest, e di conseguenza evitare cambiamenti alla “barra di Share”, che indica l'influenza dei singoli stati nel mondo. Tale sistema, uno degli aspetti più astrusi e convoluti di Neptune, e mai menzionato neanche nel manuale, è stato semplificato. Ogni quest segnala esattamente le modifiche di Share che avverranno una volta finita la quest: di converso la manipolazione è più complessa a causa della presenza di altre variabili, che sono visibili subito e importanti solo per ottenere finali specifici.
Completamente rivisto è il sistema di sintesi degli oggetti. Materie prime utili per la sintesi sono sparsi per i dungeon, nonchè ottenibili come tesori dopo i combattimenti. Questi materiali possono essere convertiti in oggetti, a patto di possedere il progetto specifico, solitamente acquistabile dai negozi o ottenibile tramite eventi. Una volta ottenuto il progetto è possibile iniziare la sintesi, ma spesso, oltre agli ingredienti sono necessari altri fattori, come una combinazione particolare di membri del party o uno specifico livello del Lily Rank. A sintesi ultimata gli oggetti diventano acquistabili nei negozi, relegando principalmente la difficoltà al reperimento degli ingredienti. Per quanto il gioco non spinga tantissimo all'uso di tale sistema, la sua presenza è un elemento decisamente gradito.
Compile Heart fece molto discutere quando presentò per la prima volta il Lily Rank System, un sistema che, a detta del materiale pubblicitario, avrebbe permesso di "scegliere" il partner di Nepgear fra i vari membri del gruppo. La realtа è un po' diversa: il Lily Rank determina il livello di preferenza per Nepgear dei singoli membri. Eventi in città e l'utilizzo in battaglia possono modificare positivamente il livello, che in ogni caso non può mai decrementare. Oltre a permettere certi specifici gruppi di sintesi e a potenziare l'effetto tra Nepgear e il personaggio associato nelle retrovie, l'effetto più importante del Lily Rank System riguarda la gestione dei finali, otto in tutto. Al di là del tentativo pubblicitario fatto da Compile Heart, il Lily Rank non presenta particolarità degne di nota.
La longevità si attesta sulle 40 ore. Un parametro decisamente buono per un titolo del genere, e più alto della media di questo periodo. E' presente un'opzione "New Game+" che, unita alla presenza dei vari finali, permettere di estendere la durata del gioco. Compile Heart ha anche previsto un robusto supporto di contenuto scaricabile che va dal discutibile (oggetti di dubbia utilità), al buono (i due personaggi scaricabili, Cave e Falcom), all'ottimo (diversi dungeon, skill pack ed eventi completamente gratuiti). Anche da questo punto di vista non si può che lodare gli sforzi della piccola software house nipponica.
Tutto rose e fiori dunque? Non proprio. Oltre alla già citata curva di difficoltà non propriamente ottimale si segnala anche un'interfaccia che sebbene molto lontana dall'ammasso confuso del predecessore a volte nasconde i dati fondamentali in mezzo ai menu. Tuttavia il risultato globale risulta più che buono.

Tecnicamente

Compile Heart è sempre stata una casa che ha fatto del risparmio la sua carta vincente, il che si è tradotto, fino ad oggi, in titoli tecnicamente scadenti. Anche in questo caso Neptune Mk2 risulta avanti anni luce rispetto ai lavori precedenti della compagnia, sebbene non assolutamente ai livelli di produzioni più blasonate. Le scene di intermezzo continuano ad usare l'approccio stile visual novel, ma si è passati da artwork 2D semi statico (presente comunque in certi eventi minori) a modelli 3D che presentano un minimo uso di motion capture, e sfondi bidimensionali. Il passaggio al 3D permette ai personaggi di mostrare più dettagli e animazioni interessanti, anche se non si possono certo pretendere livelli da produzioni multimilionarie. Altra novità sono gli intermezzi filmati con il motore del gioco, che appaiono in momenti chiave della storia.
I dungeon, sebbene ripetitivi, sono molto più vari e dettagliati, anche se le texture non fanno certo gridare al miracolo. Durante le battaglie (che risultano molto colorate e vivaci a dispetto di modelli poligonali solo discreti) gli effetti fanno la loro parte, mentre gli attacchi speciali risultano sufficientemente accattivanti. L'unico particolare veramente negativo risulta la presenza di alcuni rallentamenti durante l'esecuzione di alcune mosse, nonché un limitato pop-in in alcuni dungeon, ma niente che vada a discapito della giocabilità.
Neptune, doppiaggio a parte, non brillava certo per la sua componente audio. Anche questo problema è stato risolto nel seguito. Le musiche risultano nel complesso varie ed azzeccate, specialmente per quel che riguarda gli scontri con i boss, anche se permane dall'originale una certa ripetitività. Ottime la sigla iniziale, "Kirihirake! Great Star!" ("Fai Strada! Great Star!") cantata da nao, e la sigla finale "Go! Love & Peace" cantata da ayane.
Il cast di Neptune Mk2 è di primissimo piano, ed include esordienti e veterane dell'animazione giapponese. Yui Horie (Nepgear) svolge benissimo il compito da protagonista, ed i comprimari non sono da meno. Si menzionano, tra le altre, Eri Kitamura (Uni), Kaori
Ishihara (Ram), Yui Ogura (Rom), Kana Ueda (IF, già nota ai più per il suo ruolo di Rin Tosaka in FateStay Night) e Rie Tanaka (Neptune). L'unica nota stonata in mezzo a tante eccellenze risulta 5pb, doppiata da nao, brava cantante ma assolutamente incompetente per quel che riguarda il doppiaggio.

Hyperdimension Neptunia mk2 Sino a qualche anno fa parlare di titoli prodotti da Compile Heart avrebbe suscitato l'ilarità dei più ed il consiglio ad evitarli a tutti i costi. Paradossalmente non è il caso di Neptune Mk2. Partendo dalla base costruita dal primo episodio, il titolo migliora praticamente in ogni singolo aspetto, e sebbene per le sue tematiche rimanga un prodotto di nicchia, risulta alla fine godibile, divertente e duraturo. Non sarà un prodotto adatto a tutti, ma sicuramente è un gioco raccomandato a chi cerca un RPG con una trama un po' pazzoide, un buon sistema di combattimento e personaggi simpatici. Chissà che poi si riesca anche a ridere sopra la console war, quella vera...

7.5

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