Recensione New Nintendo 3DS

Un restyle o una nuova generazione di portatili?

New 3DS

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New 3DS
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nel 2003, non contenta delle vendite stratosferiche dell'ottimo Game Boy Advance, Nintendo immetteva sul mercato una nuova versione della sua console portatile, chiamata Game Boy Advance SP. L'acronimo, per chi se lo chiede, stava per Special Project, e quella scatoletta richiudibile fu -per la casa di Kyoto- davvero speciale. Servì infatti a dare una nuova spinta alle vendite dell'hardware, si dimostrò resistente e perfetta per certe fasce di pubblico un po' meno attente alla cura della macchina (le stesse a cui Nintendo propone il tormentato 2DS?), e di fatto allungò la vita della console e continuò a vendere anche qualche anno dopo l'arrivo del primo “Dual Screen”.
Il redesign delle console portatili, insomma, è un processo naturale quanto quello delle controparti casalinghe: in certi casi piuttosto fruttuoso, in altri dannatamente futile e infelice (chi si ricorda la PSP Go o il GameBoy Micro?).
L'operazione che soggiace alla messa in commercio del New Nintendo 3DS, tuttavia, è un po' diversa. La console che arriverà sugli scaffali europei il prossimo 13 febbraio, del resto, se ne sta a metà tra il restyle ed il salto generazionale, dal momento che proporrà una line-up esclusiva di titoli non compatibili coi vecchi modelli (per il momento l'unico annunciato è Xenoblade, ma tanto basta).
Non si pensi che sia una cosa nuova, in casa Nintendo: basti pensare allo sfortunato DSi o al ben più popolare Game Boy Color, anche lui “meticcio” eppure vendutissimo.
Ecco, se dovessimo fare ipotesi su cosa passa per la testa dei dirigenti Nintendo, diremmo che la loro speranza, con il New Nintendo 3DS, è quella di replicare il successo della console uscita nel '98.
L'obiettivo del New Nintendo 3DS è evidentemente quello di favorire un trasferimento “fluido” della fanbase, senza creare un “gap” netto ed evidente, ma al contempo cominciando a lavorare per superare i limiti (hardware) del vecchio modello.
Probabilmente la stessa urgenza aveva guidato la creazione del DSi, ma lì mancò la convinzione: non c'erano esclusive di peso, ed il lancio fu accompagnato dalla pubblicazione di titoli in digital delivery quantomeno mediocri. Qui invece, oltre alla promessa di grande Action RPG, l'arrivo della nuova macchine viene salutato dai bundle che includono due prodotti letteralmente enormi come Majora's Mask 3D e Monster Hunter 4 Ultimate. Le cose potrebbero andare meglio, stavolta: ammesso e non concesso che la strategia comunicativa del publisher sappia, almeno stavolta, fare chiarezza e indirizzare i possibili acquirenti, schivando la confusione che sempre tende a crearsi di fronte alla frammentazione dell'offerta.
In attesa di capire come se la caverà Nintendo, diamo un'occhiata ravvicinata al nuovo modello.

Quasi Tutto Nuovo

Il New Nintendo 3DS sarà disponibile in due varianti: quella classica e la sua versione XL. Il form factor di entrambe le edizioni è in buona sostanza identico a quello delle vecchie controparti. A cambiare sono la disposizione di selettori, tasti d'accensione, slot e jack, ma peso ed ergonomia restano in tutto e per tutto comparabili con quelli delle console che già conosciamo. Anche la durata della batteria non cambia, con buona pace di chi sperava in un miglioramento su questo fronte.
Le due versioni non si differenziano esclusivamente per le dimensioni: è solo con la variante più piccola, infatti, che si possono utilizzare le cover intercambiabili. Qualunque sia il motivo che ha spinto Nintendo ad operare questa distinzione, adesso l'edizione “ridotta” del New 3DS non ha dalla sua solo la portabilità: le coloratissime cover sono infatti davvero ben realizzate e accattivanti, un bel guizzo creativo che tenta, al pari degli Amiibo, di far leva sulle manie di collezionismo di molti fan. Se insomma riuscite a rinunciare alla diagonale più ampia dello schermo dell'XL, il nostro consiglio spassionato è quello di orientarvi sul fratellino più “minuto”, che con le sue superfici lucide è un vero e proprio gioiellino.

Prese in mano, entrambe le console trasmettono una bella sensazione di solidità; i materiali costruttivi sono ottimi ed è evidente un generale raffinamento del processo produttivo. I cambiamenti rispetto alla versione “old” sono subito evidenti, almeno nell'edizione XL in nostro possesso. Adesso il selettore del volume è collocato al margine della parte superiore della console, ed è molto più facile da raggiungere con l'indice della mano sinistra. Anche i tasti Start e Select abbandonano la scomoda posizione centrale (dove è rimasto solo il pulsante Home). Sparisce del tutto lo slider per attivare e disattivare la connessione Wi-Fi: adesso è possibile farlo solamente tramite il menù interno.
Resta qualche rammarico relativo alla sparizione dello slot per la micro SD: non fosse bastato il passaggio al nuovo standard (che di fatto impedisce di usare le vecchie schede su questo modello), adesso lo slot per l'estensione di memoria è collocato sotto il vano di copertura, assieme all'alloggiamento per la batteria., e per raggiungerlo è necessario svitare le due viti di protezione.
Sulla parte inferiore dell'hardware trovano posto il vano per le cartucce e quello per il pennino, il tasto di accensione ed il jack per le cuffie.
Ma i cambiamenti più evidenti in termini design sono dovuto all'aggiunta di due tasti dorsali e del C-Stick, microscopica protuberanza che dovrebbe fare le veci di un secondo analogico.
Nintendo, insomma, dev'essersi accorta di quanto fosse scomodo il Circle Pad Pro, ed ha ben deciso di integrare i suoi sistemi di input direttamente nella scocca della console, a fronte dell'arrivo di titoli 3D che potrebbero largamente beneficiare dei controlli aggiuntivi.
Dobbiamo ammettere che è difficile restare pienamente soddisfatti dal piccolo “stick” (qui le virgolette sono d'obbligo), che è di fatto un sensore di pressione. Non ha la corsa di un analogico e, in determinate situazioni, le differenze con il “funghetto” destro si sentono eccome. Nel corso delle nostre prove con Monster Hunter 4 Ultimate il C-Stick è stato più che sufficiente per gestire il posizionamento della telecamera, ma abbiamo seri dubbi che, considerata la sua sensibilità e l'assenza di un “feedback” motorio vero e proprio, si troverebbe a proprio agio se fosse messo “sotto sforzo” ad esempio in un titolo in prima persona.
A dirlo sembra di non essere mai contenti, ma l'aggiunta del C-Stick è evidentemente un palliativo, per limitare gli effetti di una scelta di design che -al tempo dell'uscita del 3DS- fu piuttosto azzardata (non era bastata la PSP a dimostrare quanto fossero fondamentali due analogici?).
Comodissimi invece i due dorsali extra, che possono essere premuti con la punta dell'indice e lasciano che i “vecchi” L ed R finiscano proprio nell'incavo fra le prime due falangi.

Tra le altre novità di questa console troviamo il supporto alla tecnologia NFC, che ci permetterà di utilizzare gli Amiibo. Al momento del nostro test non è stato comunque possibile effettuare una prova. E' invece evidente che il “cuore” hardware del nuovo modello batta ben più intensamente. Il miglioramento delle prestazioni non si può intuire, ad oggi, dalla grafica dei titoli disponibili, dal momento che sarà proprio Xenoblade Chronicles, primo titolo esclusivo per New Nintendo 3DS, a sfruttare la nuova RAM. Tuttavia il New 3DS è più veloce a far partire i giochi e sicuramente molto brillante anche nel corso della navigazione, riducendo in maniera sensibile i tempi di caricamento e quindi migliorando non poco l'esperienza utente (ancora un po' spigolosa se guardiamo all'organizzazione dei menù e -soprattutto- alla struttura dell'eShop, che avrebbe bisogno di essere ammodernata). Il New 3DS, insomma, è sicuramente più “agile” del suo predecessore, e siamo davvero curiosi di scoprire come i team di sviluppo metteranno a frutto questa potenza aggiuntiva.
Nettissimi miglioramenti anche sul fronte dell'effetto 3DS: grazie al sensore ad infrarossi posizionato vicino alla telecamera, la console effettua una sorta di Head Tracking, grazie al quale riesce ad allargare notevolmente l'angolo di visuale in cui la stereoscopia continua a funzionare.
E' chiaro che questo miglioramento non vi farà cambiare idea se siete fra coloro che considerano l'effetto tridimensionale una funzionalità accessoria, eppure è indubbio che tenere il selettore del 3D attivo sia adesso molto più piacevole e l'effetto risulti più naturale e quasi mai bruscamente interrotto dagli spostamenti occasionali.
Finalmente, insomma, il New Nintendo 3DS ridà dignità e importanza ad una caratteristica che non ha mai convinto uniformemente tutta la community. Forse proprio a causa dei trascorsi non proprio entusiasmanti, l'eventuale acquisto della console non dipenderà certo da questo aspetto, bensì dalla potenza “maggiorata” e dalla presenza di sistemi di controllo finalmente in linea con certe esigenze dei generi contemporanei. In quest'ottica, l'acquisto del nuovo modello è sicuramente caldeggiato. Anche se, dobbiamo avvertirvi, Nintendo continua a perdersi in un bicchier d'acqua per quanto riguarda i servizi e l'infrastruttura di rete. Abbiamo scoperto infatti che non si può utilizzare lo stesso Nintendo Network ID su due console della famiglia 3DS, ed è quindi impossibile trasferire sulla nuova console gli acquisti digitali mantenendo al contempo attiva la vecchia. C'è la possibilità di effettuare un passaggio integrale (ma se per caso avete i salvataggi in una SD ricordate che non potrete utilizzarli), abbandonando poi il precedente modello. Una strategia poco condivisibile, e pure indicativa di quali siano i piani della casa di Kyoto: spingere l'utente a fare un piccolo “balzo generazionale”, senza però dirglielo chiaramente.

New Nintendo 3DS Ultimamente Nintendo non ha una strategia comunicativa proprio limpidissima, e per via di certe scelte poco comprensibili in tema di “nomenclatura” ha persino sofferto un po'. Al di là della consonanza tra Wii e WiiU, gli scaffali dei negozi saranno presto pieni di 3DS vecchi e nuovi, di modelli piccoli e versioni extra large, di edizioni senza 3D ed altre con l'effetto stereoscopico potenziato. E' chiaro che la nuova macchina si rivolga soprattutto a quelle fasce d'utenza generalmente “educate” e consapevoli, capaci anche di capire il delicato problema della retrocompatibilità (ammesso che sia lecito chiamarla così). Ma, come si diceva all'inizio dell'articolo, la frammentazione del mercato può creare potenzialmente non pochi grattacapi. Per il momento, anche al netto di uno startup del software più reattivo, non è possibile parlare di una nuova generazione di console, ma quando arriveranno i primi titoli esclusivi, forse sarebbe il caso di farlo. Forse. A dire la verità non lo sappiamo neppure noi, e pensiamo che questo sia identificativo per capire quanto nebulosa sia la strategia della casa di Kyoto. Ad oggi, considerati tutti i miglioramenti che abbiamo elencato nell'articolo, l'acquisto della macchina è incentivato per coloro che hanno interesse nella line-up primaverile: anche se non può sostituire un secondo analogico, il C-Stick rende molto meno nervosa l'esperienza di gioco con Monster Hunter 4 Ultimate e Majora's Mask 3D. Se poi la vostra collezione di Amiibo è in bella mostra sulle mensole di casa, il New Nintendo 3DS vi darà modo di utilizzarli ben presto. Insomma, se siete fan della Grande N il passaggio sarà quasi obbligato, e per fortuna la qualità costruttiva e le funzionalità inedite non vi faranno rimpiangere la spesa. Se invece non vi siete mai lasciati tentare dalla portatile Nintendo, considerando i prodotti in uscita nel 2015, diremmo che è il momento giusto per farci più di un pensiero.

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