Recensione New Super Mario Bros. 2

Mario si dedica alla raccolta di monete, nella sua nuova avventura 2D

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione New Super Mario Bros. 2
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  • 3DS
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Dev'essere un lavoraccio, quello di Super Mario, pieno di responsabilità. All'icona videoludica più famosa di tutti i tempi viene troppo spesso affidato il compito di ravvivare la Line-Up di una piattaforma, per superare con la leggerezza dei suoi salti qualsiasi difficoltà e guizzare d'un colpo in vetta alle classifiche. Stavolta New Super Mario Bros 2 arriva però in un periodo leggermente più rilassato per il Nintendo 3DS, accompagnato ad inizio estate da Theatrhythm Final Fantasy e Kingdom Hearts. A Mario tocca soltanto traghettarci verso il periodo autunnale, chiudendo un'estate abbastanza ricca per gli utenti.
Ma New Super Mario Bros 2 è visto da qualcuno con un po' di sospetto. Nintendo EAD ha deciso infatti di cambiare le carte in tavola e darsi, seppur restando fedelissima alla filosofia del classico platform bidimensionale, alla sperimentazione. Il titolo, presentato sul palco dell'E3, ha fin da subito chiarito quale fosse il suo insolito focus: la ricchezza, l'accumulo di monete, il suono ritmato del denaro, in un platform quasi “placcato in oro” e luccicante come pochi. Sulle prime questo concept aveva insospettito davvero tutti, ma le prove dirette avevano invece rivelato una certa vitalità dell'impianto di gioco, ravvivato in qualche modo da questa insolita “ossessione capitalista”.
Arrivata sugli scaffali (virtuali e non) la versione completa, siamo pronti quindi a tornare nel dorato mondo dei funghi, per capire come funzionano, sulla lunga distanza, le dinamiche di New Super Mario Bros 2.

Design spicciolo?

C'è Peach da salvare, rapita dall'eterogeneo manipolo al soldo di Bowser, e c'è il regno dei funghi da attraversare a perdifiato, di livello in livello. Le premesse di New Super Mario Bros 2 ci riportano in un lampo nel contesto di un titolo bidimensionale idealmente tutto concentrato sulle caratteristiche tipiche di ogni Platform firmato Nintendo: una specifica “poetica” del salto, un mondo colorato e vivace, un level design pronto a sottolineare la dimensione quasi artigianale dello sviluppo.
Nei primi livelli scopriamo che sul fronte delle dinamiche di gioco e della fisicità del salto, questo titolo si pone come prosecutore della tradizione inaugurata proprio su DS. Il feeling dei controlli, l'inerzia del protagonista, la dinamica del salto sono ripresi integralmente dal primo New Super Mario Bros, e a ricordacelo ci sono anche i due Power Up introdotti all'epoca (il mini ed il maxi fungo), che compaiono quasi distrattamente a sottolineare un'ideale linea dinastica.

La speranza è che il titolo non si faccia carico anche dell'eredità di un level design che ai tempi risultò un po' altalenante, molto tradizionale e senza guizzi. Ma ad onor del vero, i primi mondi di gioco sembrano invece accentuare questa situazione. Gli stage di New Super Mario Bros 2 fanno poco per sorprendere, con la loro estensione alle volte monocorde, schiacciati su un orizzonte che lascia poco, pochissimo spazio alle fluttuazioni. Non serve la reintroduzione della Tanooki Suit, che permette di librarsi in volo con la giusta rincorsa: le estensioni di Super Mario Bros 3 sono da dimenticare, e troppo spesso gli stage non ci lasciano gli spazi necessari a spiccare il volo.
Ecco allora che sulle prime ci si concentra soprattutto sui nuovi power up legati proprio all'accumulo di monete. In New Super Mario Bros 2 un contatore troneggia nell'angolo basso dello schermo, cercando di convincerci a raccogliere più “soldini” possibile, per scoprire cosa succederà al raggiungimento di certe soglie. Il team di sviluppo ha disseminato negli stage i più disparati elementi, per magnetizzare la nostra attenzione. C'è quindi il fiore dorato, con cui trasformare i mattoni in monete, utile anche per scoprire passaggi segreti. Il blocco d'oro, invece, si indossa come un copricapo e lascia una scia di “coin” mentre corriamo. Infine, oltre all'anello rosso che fa comparire le otto monete da raccogliere in un breve periodo di tempo, quello giallo -inedito- trasforma tutti i nemici in versioni scintillanti, facendo in modo ad esempio che i gusci dei Koopa lascino una scia di soldini e i Lakitu ci lancino addosso altri spiccioli.
Ma non sono solo i Power Up che sottolineano lo spirito da “Paperon de' Paperoni” di questo New Super Mario Bros 2. Negli stage si trova davvero di tutto: monete che compaiono all'improvviso quando attraversiamo un certo punto dello scenario, costringendoci quindi a tornare indietro per rimpinguare il salvadanaio, tubi che se colpiti con le sfere di fuoco producono una preziosa cascata dorata, zone segrete ricolme di ricchezze.
Anche se abbiamo scherzato in apertura, questa delle monete è una vera e propria “ossessione”, che finisce bene o male per coinvolgere il giocatore, attentissimo a non sprecare neppure un soldo. In certi casi questa trovata funziona bene, soprattutto quando il level design è abbastanza spigliato e prevede attraversamenti del livello abbastanza veloci. Con il blocco dorato sulla testa si massimizza il guadagno quando si corre, e lo stesso risultato si ottiene inseguendo a perdifiato un guscio koopa “placcato in oro”. Anche il fiore speciale ci permette di attraversare gli stage più in fretta, esaltandosi di fronte alle “esplosioni monetarie”. Quando invece questi strumenti si trovano in stage dai ritmi meno accesi, la formula funziona molto meno. Ad esempio, New Super Mario Bros 2 verrà ricordato come uno dei titoli con i peggiori stage subacquei di sempre: poco ispirati e abbastanza tediosi, non riescono davvero a salvarsi se non in qualche rarissimo caso.

Ed ecco che, complessivamente, New Super Mario Bros 2 risulta allora un po' “pasticciato”. Ci sono stage un po' piatti e stage invece fantastici per ritmo ed inventiva. Livelli divertenti da giocare e rigiocare, ed altri che si dimenticano qualche secondo dopo aver issato la bandiera di Mario. Il primo Playthough scorre entusiasmando solo a sprazzi, anche perché mancano tutte quelle trovate eccezionali che invece hanno reso 3D Land un prodotto incredibile. Sembra quasi che il team di sviluppo abbia voluto inserire, a livello strutturale, troppi elementi, senza poi sfruttarne tutte le implicazioni. Nell'ultimo mondo, ad esempio, si trovano piogge di meteore, grate che possono essere spostate lungo un'asse e piattaforme che cambiano direzione ogni volta che ci saltiamo sopra. Ma, così come il Maxi Fungo, sono elementi che compaiono una sola volta e poi svaniscono nel nulla, facendoci solo immaginare cosa sarebbe potuto succedere se fosse stati combinati insieme e sfruttati in variazioni su tema più intriganti. Meglio invece i Boss Fight, insolitamente eterogenei per struttura, che controbilanciano gli improbabili triceratopi che sostituiscono i Mid-Boss.
E' comunque un peccato che il team non sia andato fino in fondo, disseminando tracce ed indizi di un level design nuovo e creativo, ma poi concentrandosi invece su stage più canonici. Quello di New Super Mario Bros 2 sembra quasi un buffet di stuzzichini, approntato anche con l'intenzione di far leva sull'effetto nostalgia. Ed infatti ci sono i livelli “boschivi” di Super Mario World, corvacci che sembrano quelli di Yoshi's Island (anche il boss finale è un tributo a quello del platform per Super Nes), e stage influenzati da quasi tutti i capitoli più celebri.
New Super Mario Bros 2 sazia quindi solo in parte? Sicuramente questo è vero per i giocatori meno attenti, che mettono da parte il titolo una volta sconfitto il Re dei Koopa e attraversano gli stage con disappetenza. E' innegabile che anche per gli appassionati, al raggiungimento degli ending credits permanga un po' di rammarico. Ma la vera vita di New Super Mario Bros 2 comincia proprio una volta liberata la principessa. Strutturalmente parlando, il titolo è organizzato come il suo predecessore, con gli stage che si dispongono in una griglia tutt'altro che lineare. Molti livelli, dunque, hanno uscite secondarie che ci portano verso nuovi schemi, sbloccando segreti di ogni tipo. I livelli vanno dunque riattraversati con meticolosa attenzione e curiosità, per cercare qualsiasi indizio. Anche la raccolta delle Monete Stella, come sempre tre per ogni stage, si è fatta abbastanza complessa, incrementando non poco la fatica da spendere per chi vuole esplorare il Mondo Stella, sbloccato alla fine dell'avventura. Questo aspetto mitiga per altro la difficoltà non eccessiva del titolo, smussata anche dal fatto che, con tutte queste monete a disposizione, il contatore delle vite tende a superare il centinaio ben prima d'aver raggiunto l'ultimo castello.
Complessivamente, quindi, New Super Mario Bros 2 riesce a distinguersi, ma solo a patto di dedicarsi anima e corpo al suo completamento. Chi cerca invece un platform adatto al Pick up and Play, dal level design sempre brillante e sopra le righe, resterà forse deluso da questa interazione: meglio concentrarsi, in questo caso, sul capitolo 3D, sicuramente più spigliato da molti punti di vista.

Parallasse perduta

Tecnicamente parlando New Super Mario Bros 2 non ci lascia affatto stupiti. Da un Platform Bidimensionale non ci si aspetta certo lo sfruttamento intensivo delle capacità della console, ed è quindi futile stare a parlare di mole poligonale (tutti i personaggi sono infatti modellati) e qualità del dettaglio, anche se il passaggio al 3DS avrebbe potuto smussare l'aliasing, che si nota soprattutto sulla versione XL della console. Quello che però lascia un po' interdetti è il riciclo quasi totale degli asset dal vecchio capitolo, uscito ormai sette anni fa. E dire che l'edizione portatile non aveva brillato neppure per stile, posizionandosi sicuramente un gradino sotto alla versione casalinga per Nintendo Wii. Anche questo episodio soffre quindi di qualche leggerezza, con il design di alcuni nemici non troppo convincente (Martelkoopa su tutti) ed una selezione di texture un po' troppo cupi e male integrati con le tinte pastello delle ambientazioni. Apprezzabile è invece la varietà grafica degli stage, legata proprio a questa voglia di esplorare tutte le soluzioni adottate negli anni. Anche in questo caso i risultati migliori si hanno con i livelli più colorati: le spiagge invase di Cheep-Cheep o i ghiacciai trasparenti. Purtroppo c'è anche da mettere in conto un altro serio problema, legato all'utilizzo della visione stereoscopica. Per sottolineare i personaggi in aggetto, attivando la visione 3D tutto lo sfondo viene sfumato in un pasticcio cromatico senza contorni. L'effetto è davvero poco piacevole, e sembra quasi che questo abbia spinto il team di sviluppo a tralasciare gli sfondi, realizzati con poca cura. Un vero peccato: questo è uno dei pochi capitoli di Super Mario in cui la meraviglia visiva è meno accentuata del solito.

L'opera di riciclo si abbatte anche sulle musiche, piacevoli rivisitazioni dei temi classici, ma riproposte fin troppe volte come accompagnamento degli stage. E dire che gli strumenti per meravigliare non mancano al team di sviluppo: nel mondo della neve, ad esempio, la schermata di selezione del livello è accompagnata da un tintinnare di campanellini davvero magnetico. Nel corso dei livelli, però, la magia si perde e si torna ad ascoltare un'OST non troppo ricca.

Gold Fever

Una volta terminato il primo mondo, si sblocca la modalità Febbre dell'Oro, che si arricchisce pian piano di nuovi stage, una volta che questi vengono superati nell'avventura principale. In questo game mode siamo chiamati ad affrontare in sequenza tre livelli pescati a caso, cercando di accumulare più monete possibile. E' sicuramente questa modalità in cui il leitmotive monetario si trova più a suo agio: gli stage si percorrono in tutta fretta, cercando di massimizzare il guadagno con i salti finali (arrivare in vetta all'asta moltiplica per due il nostro tesoro). Così come le "scatole bonus" del capitolo in 3D, Febbre dell'Oro convince ad accendere la console anche per partite mordi e fuggi.
Disponibile anche una modalità per due giocatori in locale, come sempre molto divertente.

New Super Mario Bros. 2 New Super Mario Bros 2 è un buon platform bidimensionale. Da una parte tenta nuove vie, cercando di concentrarsi sull'accumulo di monete per vivacizzare la formula di gioco; dall'altra cerca di convincere i fan della Grande N riproponendo un catalogo degli elementi che di episodio in episodio hanno caratterizzato la conformazione degli stage ed il level design. Recuperando anche la tradizione più recente (proprio quella del suo predecessore su Nintendo DS), questo capitolo risulta però poco omogeneo, e non sempre incisivo sul fronte del level design, che accumula moltissimi elementi ma non li usa fino in fondo. In quei momenti in cui la sapienza degli sviluppatori svetta, i risultati sono eccellenti, ed i picchi di New Super Mario Bros 2 sono come sempre memorabili, ma in troppi casi gli stage si percorrono avanzando in maniera un po' monocorde. Il consiglio per godere appieno della produzione è quello di dedicarsi con meticolosa attenzione al recupero delle Monete Stella ed alla scoperta degli stage segreti: è soprattutto così che New Super Mario Bros 2 riuscirà ad intrigarvi. La modalità Febbre dell'Oro potrebbe invece convincervi a qualche partita saltuaria, ma a dispetto delle prime prove la “fame di monete” è un elemento in ultima analisi sacrificabile, e solo in certi casi ben integrato con la struttura degli stage. Considerati i passi falsi anche dal punto di vista stilistico, New Super Mario Bros 2 resta un capitolo qualitativamente inferiore sia alla versione casalinga per Nintendo Wii che al 3D Land uscito lo scorso anno (ma qui i paragoni sono delicati). Stiamo sempre parlando di Platform ad alti livelli, tanto che l'acquisto resta consigliatissimo ai fan, con la speranza che non si lascino scoraggiare dalle prime ore di gioco e vogliano dedicare a Mario il tempo che gli serve per ingranare.

8

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