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Recensione NHL 10

Nuovi trionfi sul ghiaccio per Electronic Arts

Versione analizzata: Xbox 360
recensione NHL 10
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Da tre anni a questa parte Electronic Arts, tra distribuzione e produzioni proprie, sta sfornando una quantità spropositata di capolavori.
Tra i tanti un tributo speciale va dedicato certamente agli immensi progressi compiuti nelle serie sportive, FIFA su tutte; senza ombra di dubbio la produzione interna di cui EA è più orgogliosa.
Oltre a FIFA, a partire dal 2008, c’è però stata un’altra serie di spicco; uno sport non molto in voga nel nostro paese ma che ha saputo comunque conquistare il cuore di molti videogiocatori.
Stiamo parlando dell’hockey su ghiaccio di cui EA Sports è diventata regina grazie all’omonima saga.
Nonostante la supremazia schiacciante sulla controparte 2K sia, da almeno un anno, indiscutibile, il team canadese ha voluto ancora una volta superarsi, proponendo, in NHL 10, evoluzioni e smussature capaci di rendere il brand ancor più votato al realismo.
Il titolo sarà disponibile nei negozi a partire dal 25 Settembre.

Simulazione sportiva o Fighting game?

In NHL 10 è stato inserito un nuovo sistema di fighting utilizzato nella tipica situazione in cui due giocatori si tolgono i guanti ed iniziano a darsele di santa ragione.
Per rendere il tutto più immersivo la prospettiva si sposta in prima persona e i controlli diventano simili, anche se molto più semplificati, a quelli di Fight Night.
Il divertimento è però frenato dalla mancata consistenza degli stessi: oltre ad un’eccessiva leggerezza nell’impatto non si vedono assolutamente graffi, occhi neri, lividi e, più in generale, sangue.
E questo non è tipico dell’NHL come la conosciamo.

Nuove sfide

Le prime novità presenti in NHL 10 si notano sin dalla comparsa dei primi menù di gioco, dai quali possiamo osservare l’ottima quantità di modalità presenti a nostro completo appannaggio.
Al di là del classico “Season Mode”, nel corso del quale condurre la propria compagine preferita sulla strada verso la Stanley Cup, spiccano infatti due nuove voci: “Playoff” e “Road to the Cup”.
La prima consentirà di mettere alla prova la propria franchigia preferita nella sola parte finale della stagione (i Playoff appunto), per sperimentare le tesissime atmosfere e l’enorme pressione psicologica di questa particolare fase dell’anno.
La seconda, invece, ci catapulterà ancor più in là, direttamente alla settima gara (la conclusiva visto che, durante i Playoff, ogni match si disputa al meglio delle sette gare) della finale, pronti a sollevare la coppa o a versare amare lacrime di rabbia.
Entrambe le modalità saranno giocabili in multiplayer locale con un amico, in maniera tale da mettere alla prova le proprie abilità.
Troviamo, infine, la possibilità di intraprendere un’intera stagione come General Manager della franchigia (Be a GM), gestendo unicamente il reparto amministrativo ed organizzativo e il classico “Be a Pro”, rinnovato per l’occasione grazie ad alcune interessanti new entry.
Prima di iniziare una carriera da giocatore di Hockey, subito dopo aver creato il nostro alter-ego con gli ottimi tool a disposizione, dovremo effettuare un provino (giocare una partita) dal quale uscirà una valutazione complessiva che ci posizionerà in una particolare classifica.
In base a questa graduatoria verremo selezionati (“draftati”, in gergo) da una tra le migliori o una tra le peggiori squadre della National Hockey League, la lega maggiore americana.
Da qui in poi inizierà il nostro cammino: partendo dalla panchina dovremo mostrare il nostro valore all’allenatore in maniera da farci riservare un posto da titolare, magari iniziando dalla terza linea.
A differenza delle precedenti edizioni, dove la prestazione non era debitamente ricompensata, in NHL 10 potremo sbloccare una buona serie di nuovi equipaggiamenti (da acquistare poi nel nuovissimo NHL Shop) per personalizzare il nostro beniamino.
I pezzi migliori, proprio come in un gioco di ruolo, avranno un certo numero di slot atto all’inserimento di particolari potenziamenti (anch’essi sbloccabili in seguito a particolari prestazioni).
Tali bonus saranno divisi a seconda del ruolo e della specializzazione (tiratore, passatore...).
Partita dopo partita guadagneremo, naturalmente, punti esperienza da spendere nel miglioramento dei parametri fisici e tecnici del nostro pattinatore.
L’esperienza “Be a Pro”, il cui fulcro consiste nell’impersonare un solo giocatore sul ghiaccio, si arricchisce quest’anno dell’opzione “Be a Tough Guy”, che consentirà di vestire i panni di una delle superstar della lega.
A tener conto delle proprie prestazioni, in un caso o nell’altro, ci sarà la classica “card”, che si arricchirà a seconda dei traguardi (“milestone”) raggiunti in carriera.

Pressochè immutato il comparto online: il gradevole ritorno delle leghe ufficiali (con statistiche automaticamente aggiornate) si unisce perfettamente alla possibilità di creare un team completamente composto da amici ed impegnarsi così in furiosi 5 vs. 5.
Le prestazioni, in questo caso, vengono leggermente inficiate da un nuovo sistema di gestione della connessione che adatta la qualità della stessa verso il basso, per rendere l’esperienza meno frustrante ai possessori di connessioni più deboli.
A conti fatti questa feature rende le partite con oltre due giocatori decisamente più lente dei classici 1 vs. 1, diminuendone l’appeal.
Un vero peccato se consideriamo che, viste le migliorie di quest’anno (di cui parleremo a breve) e l’ottimo net code nell’uno contro uno, NHL sarebbe potuto diventare l’esperienza sportiva multiplayer definitiva.

Realismo all’ennesima potenza

Dal punto di vista del gameplay in NHL 10 non troviamo vere e proprie rivoluzioni come accadde, ad esempio, tra lo 08 e lo 09, ma piuttosto un affinamento delle meccaniche ed un’aggiunta di elementi in grado di simulare con sempre più accortezza la realtà di questa magica disciplina.
Sin dalla prima partita disputata sul ghiaccio targato 2010 ci accorgeremo dei cambiamenti apportati dal team canadese di EA.
La modifica più importante riguarda sicuramente il puck, estrapolato da tutti i binari presenti sin alla scorsa edizione e depauperato dal fastidioso effetto calamita che lo attraeva verso i destinatari dei passaggi; gli stessi risultano ora molto più difficili da eseguire, in quanto richiederanno sempre un accurato direzionamento.
Anche la fisica del disco è stata rivista mostrando, finalmente, rimbalzi, carambole e traiettorie credibili; implementati, inoltre, i contatti fortuiti, quelli, ad esempio, tra i pattini ed il puck.
Si ovvia così ai problemi presenti nelle precedenti versioni nelle quali, in una situazione con disco a terra, il contrasto era possibile solo con la stecca, “merito” di un effetto “fantasma” del giocatore che veniva trapassato -letteralmente- dal disco.
Grazie ai due accorgimenti appena descritti è ora possibile un efficace utilizzo della balaustra, sulla quale far scorrere veloci passaggi per aggirare la rete senza doverci passare forzatamente con un giocatore, o ancora lanciare il puck per un compagno in progressione sul lato opposto senza preoccuparsi dell’eventuale intercetto nel mezzo.
I programmatori, sfruttando tutte queste nuove libertà, hanno inserito una feature completamente inedita nelle simulazioni riguardanti l’hockey su ghiaccio.
Premendo e mantenendo premuto un particolare tasto potremo appoggiarci al plexiglass (se in possesso del disco) o schiacciarvi un avversario per tentare di ottenere il possesso. Una volta entrati in questa situazione di momentaneo “stallo” le soluzioni saranno molteplici: se saremo noi a difendere il possesso potremo attendere un compagno e passargliela (calciandola con il pattino) lungo la balaustra o aspettare che la pressione avversaria si allenti per tentare di sfuggire; qualora, invece, fossimo in attacco, potremo chiamare un compagno per rubare il disco o tentarci noi stessi.
Di tanto in tanto, purtroppo, questa feature soffre di un bug che ne rende eccessivamente vantaggioso l’effetto.
Succede, ad esempio, che l’atleta lanciato lateralmente con il disco possa venire bruscamente fermato da un avversario in rincorsa, grazie ad un movimento che -pare- prendere l’attaccante per un braccio e sbatterlo sulla balaustra.
Nella realtà, vista la velocità e il peso medio di qualunque sportivo pratichi questa disciplina, chiunque può capire che questo movimento è decisamente irreale.
Questo piccolo problema, fortunatamente, non influisce pesantemente sul gameplay, grazie soprattutto alla buona intelligenza artificiale di cui sono dotati i compagni, capaci di proporsi saggiamente e venirci ad assistere in qualsiasi situazione pericolosa.
Un elogio lo meritano i movimenti senza puck: proprio come nell’ultimo FIFA (tanto per fornire un esempio più “italiano”) i giocatori si propongono tentando di smarcarsi per ricevere, attuando frequentemente schemi realmente esistenti.
Anche le routine che regolano il comportamento della CPU sono state implementate in maniera magistrale
Durante la lunga stagione, ad esempio, sarà difficile vedere due team giocare esattamente alla stessa maniera: ci saranno squadre capaci di far girare il puck ad alta velocità, altre fondate sulla corsa delle ali, altre ancora completamente affidate al forecheck e così via.
Piccolo appunto, come ogni anno, ai portieri, migliorati e peggiorati al tempo stesso.
Gli estremi difensori sono ora capaci di parate al limite dell’eroico, di colpi di reni spaventosi e di recuperi sulla linea; tuttavia soffrono di due pecche abbastanza clamorose, una di esse storica per la saga.
Stiamo parlando del movimento in uscita, effettuato inarcando il busto (quasi il puck fosse un macigno enorme) e lasciando un paio di secondi abbondanti all’attaccante per recuperare il disco e segnare.
A questo si aggiunge, almeno fino all’uscita della prima patch, un bug che vede il portiere buttarsi a terra (come per parare) in seguito a qualsiasi passaggio perpendicolare alla porta.
Prima di passare oltre va segnalato il sostanziale apporto al gameplay delle nuove animazioni.
Sono state infatti inserite una lunga serie di nuove opportunità -attive e passive- tutte legate a movenze mai viste prima nella serie: i giocatori saranno in grado di saltare per afferrare il puck in aria, posandolo a terra e continuando l’azione, potranno portarlo avanti calciandolo, tirare e passare al volo (con il timing giusto nella pressione del tasto adibito) e giocarlo per alcuni istanti con le mani qualora gli capitasse addosso dalla vita in su.
Un tocco di realismo non indifferente per chi conosce l’hockey giocato al di là dell’Oceano.

Graphic power

Dal punto di vista grafico NHL 10 rappresenta la punta dell’iceberg della serie.
Mai si sono visti in una simulazione sportiva modelli poligonali così curati, così perfettamente proporzionati e così precisi nelle sembianze (soprattutto del volto), tanto da sembrare quasi reali.
Tanta precisione risulta arricchita da un comparto animazioni d’alto livello che vede il leggero miglioramento della pattinata (ora più pesante e realistica), differenziata tra lo scatto in partenza e la corsa continuata.
Ottima come sempre la realizzazione dei palazzetti, curati nei minimi dettagli per somigliare alle controparti reali ma caratterizzati ancora una volta da un ghiaccio leggermente inferiore alla controparte 2K.
Quest’ultima presenta infatti una lucidità e una brillantezza sui campi tipica del passaggio (per partita e durante gli intervalli) della macchina per pulire il ghiaccio.
Grossi passi avanti sono stati fatti, invece, dal punto di vista della caratterizzazione dei match, presentati in pompa magna con tutta l’attenzione puntata sulla squadra di casa, con pregevoli effetti luminosi e accompagnamenti musicali all’altezza della situazione.
Ottima la partecipazione del pubblico, solitamente intento a sventolare sciarpe e tifare ma particolarmente coinvolto quando l’azione si sposta -violentemente- sulla balaustra: in questo caso, proprio come nella realtà, vedremo i tifosi delle prime file accalcarsi sbattendo i pugni sul plexiglass ed incitando al beniamino di turno.
Buona, come al solito, la campionatura sonora e perfettamente azzeccata la colonna sonora, che vede sostituirsi a melodie rap/pop un più consono (per l’hockey) mix tra trash, rock e metal.

NHL 10 Sebbene ancora un piccolo passo lontano dalla perferzione possiamo anche quest’anno affermare che NHL 10 è senza dubbio la miglior simulazione di Hockey su ghiaccio presente sulla piazza. Anche senza una vera e propria rivoluzione, il piatto che offre è sempre più ricco di feature, modalità di gioco coinvolgenti e gameplay al fulmicotone; il tutto corredato da un comparto tecnico che, quest’anno, punta tutto sul coinvolgimento del giocatore. Online come offline Electronic Arts rappresenta anche in questo caso l’unica scelta plausibile.

9

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