Recensione Ni No Kuni

Studio Ghibli e Level 5 insieme per un grande capolavoro

Ni No Kuni: Wrath of the White Witch

Videorecensione
Ni No Kuni: Wrath of the White Witch
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS
  • Ps3
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

C'è voluto più di un anno perché la versione PlayStation 3 di Ni No Kuni varcasse i confini patrii e giungesse sui lidi del vecchio continente, per altro completamente tradotta in italiano per la gioia degli utenti nostrani. Che il titolo di Level-5 fosse di quelli particolarmente interessanti, però, lo si sapeva ancor prima dell'uscita nipponica: a confermarlo era non solo la verve creativa di uno dei migliori team di sviluppo giapponesi, ma anche la partecipazione attiva di Studio Ghibli, che grazie alla benedizione del suo lavoro eccezionale ammantava il prodotto con atmosfere e fascinazioni non comuni. Dopo ore passate ad esplorare il mondo vibrante di Ni No Kuni, a sondare le specifiche del battle system, a saltare tra i due mondi che con tanta insistenza richiamano le attenzioni del protagonista, possiamo confermarlo senza troppi problemi: Ni No Kuni è un videogioco di rara bellezza, una pietra miliare del genere, che coniuga felicemente tradizione e modernità, esibendo al contempo il suo carattere tutto particolare. E allora, sia dolce l'attesa nei giorni che ancora vi separano dall'uscita del titolo nei negozi (fissata per il 31 Gennaio), attraversata dagli stessi fremiti che colgono i fanciulli prima dell'ascolto di una splendida fiaba.

Una fiaba moderna

Il primo contatto con Ni No Kuni è spiazzante. Così come succede anche nella saga dedicata al Professor Layton, Level-5 decide di sfruttare a volte sequenze d'animazione classica al posto delle cut scene realizzate con il motore di gioco, per raccontare così la storia di Oliver e scandire le tappe del suo viaggio. Con estrema leggerezza il titolo passa, già nella fase introduttiva, dalla meraviglia del disegno alla complessità poligonale di un cell shading ricercatissimo. Non sembra esserci un criterio ben definito che ha portato il team di sviluppo a preferire l'una all'altra soluzione. Forse, anzi, il discriminante è l'esigenza di una spettacolarità sommessa, colorata e vivace: quando Level5 vuole davvero stupire, abbandona poligoni e cell shading e lascia tutto nelle mani di Studio Ghibli. Che, come sempre, incanta lo spettatore con l'inatteso rifiorire di dettagli, con il tratto semplice che ricorda da vicino i grandi capolavori degli anni '80 e '90. Lo stile è essenziale, ma la cura per i particolari maniacale come di consueto. Quando racconta i piccoli incidenti domestici o le avventure notturne, Studio Ghibli penetra nelle cose, le muove e le esibisce come se dovesse esplorarle con la curiosità di un fanciullo. Non è da meno ovviamente la meravigliosa delicatezza della costruzione poligonale, lo studio attento delle animazioni, ma soprattutto la scelta meticolosa di colori ed effetti speciali, che dipingono -anche quando è l'engine che prevale sulla matita- un mondo vibrante. Può darsi allora che la connessione fra le due anime di Ni No Kuni sia proprio il gusto tutto particolare per il guizzo inatteso, per la minuteria ricercata. Basta pochissimo tempo, comunque, perchè l'evidente dicotomia si riduca e si smussi, consegnandoci un titolo con una poetica precisa ed unitaria.
La storia che il gioco ci racconta, poi, è di quelle intrise di un fascino snello e universale. Oliver, rimasto orfano dopo una serie di eventi che interrompono bruscamente la sua infanzia, risveglia per caso il Re delle Fate, l'improbabile Mr Lucciconio. “Uscita” da un semplice pupazzo di pezza, la buffa creatura racconta al protagonista dell'esistenza di un “altro mondo” (Ni No Kuni, appunto), in cui il potere di uno stregone nero minaccia la gioia di vivere e la varietà della magia. Solo un “puro di cuore” venuto dall'altro universo può spezzare il giogo di Shadar. Ed il prescelto delle profezie è ovviamente proprio Oliver, che parte con la speranza di salvare sua madre, cercando quella che nel “mondo di là” è l'anima affine di lei: giacché i due universi sono connessi, intrecciati, e ognuno ha un suo doppio.

La storia procede di lì in avanti secondo un canovaccio abbastanza rodato, seguendo tutti i canoni del racconto di formazione. Le prove dell'eroe, i tormenti del passato che si fanno sentire ogni notte, il senso di responsabilità che cresce, ed una ritrovata speranza che sembra contaminare anche gli animi ormai rassegnati degli improbabili abitanti del mondo incantato. Nonostante la generale semplicità dei temi trattati, la trama di Ni No Kuni sa incantare. Solo raramente ci sono sorprese o colpi di scena, ma anche se in fondo sappiamo tutti cosa aspettarci da questa favola antica, certi incontri e certi eventi rimangono nel cuore e commuovono.
Ci sono, in giro, prodotti ben più maturi e complessi dal punto di vista della sceneggiatura, che ragionano di tematiche importanti e non comuni. Ni No Kuni compie il processo inverso: elimina il superfluo e discute degli affetti semplici, dell'innocenza, del dolore legato all'affermazione dell'io. Della capacità di andare avanti, e della disillusione. Lo fa delicatamente, come una fiaba, tenendo col fiato sospeso fino alla conclusione.

Il dinamismo dei turni

Ni No Kuni è un gioco di ruolo molto classico nell'impostazione generale, che segue la tradizione dei grandi capolavori dell'epoca PlayStation. Uno di quelli, insomma, con la mappa del mondo (senza incontri casuali) che si alterna ai vari dungeon, e le grandi città in cui cercare negozi e quest secondarie. Anche il battle system abbraccia, in qualche modo, un moderato classicismo, massicciamente rivisto per infondergli un po' di dinamicità.
Sostanzialmente Level-5 recupera l'Active Time Battle dei migliori Final Fantasy, ed aggiunge un retrogusto da “Tales Of...”. L'insolito mix si rivela un tratto piuttosto caratteristico della produzione targata Level-5, e garantisce una certa originalità, che arriva a colpire persino gli appassionati che pensavano d'aver visto ormai quasi tutto.
Nel corso degli scontri, che si avviano quando l'avatar del protagonista tocca un nemico, il giocatore prende il controllo diretto di uno dei personaggi, che può muoversi liberamente sul terreno di gioco. Dal momento che Ni No Kuni non vuol essere un Action RPG nudo e crudo, qui non si gestiscono gli attacchi e le combo. Nella parte inferiore dello schermo compaiono invece delle nuvolette che permettono di eseguire una delle azioni disponibili: attaccare, lanciare incantesimi o utilizzare oggetti speciali. Una volta avviata, ognuna di queste azioni viene eseguita in automatico: se ad esempio si decide di attaccare, il personaggio si fionda subito verso l'avversario designato, colpendolo con la sua bacchetta per un certo numero di secondi. Ogni azione ha quindi una sua durata, e mentre viene eseguita si perde il controllo dei movimenti.
In ogni momento, tuttavia, è possibile annullare quello che stavamo facendo per tornare immediatamente

"Ni No Kuni è un titolo completo come pochi. Propone anzitutto una trama interessante, ma soprattutto un avanzamento brillante e ottimamente sostenuto, contrappuntato ottimamente dal tessuto di Side Quest."

al menù. Questo aspetto è molto utile quando ci accorgiamo che un nemico sta caricando un attacco potente o una magia: l'unica possibilità per limitare i danni è di selezionare il comando “Difendi”, che farà entrare il personaggio in guardia per un certo numero di secondi. Visto che dopo le prime ore di gioco Oliver non sarà da solo nel suo viaggio, è anche possibile raggiungere velocemente l'opzione “Tattiche” per stabilire il comportamento generale degli altri personaggi. In verità questa operazione è un po' noiosa, e soprattutto per gli scontri meno importanti mettersi a “discutere” sulle strategie dei propri compagni è un'evenienza rara. Questo fa sì che in certi frangenti i compagni agiscano di testa propria, consumando forse un po' troppe risorse (soprattutto il mana) o esponendosi inutilmente agli attacchi nemici. Nel corso degli scontri con i boss, comunque, le tattiche possono essere impostate per filo e per segno, e la sensazione di controllo risulta in ultima analisi buona. Anche perchè è possibile, al limite, cambiare al volo il personaggio che si controlla, per ordinargli direttamente le azioni da compiere.
Una volta presa la mano con il sistema di gioco, comunque, si scopre che per dare il meglio in Ni No Kuni bisogna avere colpo d'occhio e prontezza di riflessi. Mentre per gli scontri più semplici è sufficiente selezionare magie e azioni senza troppi problemi, di fronte agli avversari più tosti è fondamentale muoversi sul terreno di gioco per schivare gli attacchi, e rispondere prontamente. Addirittura, se si riesce ad impartire il comando nel momento esatto in cui l'avversario ci corre incontro (la voce del menù si colora di blu per indicare questa occasione), il personaggio esegue un contrattacco, che stordisce il nemico e lo lascia vulnerabile.
Queste meccaniche di gioco vengono portate alle estreme conseguenze durante i Boss Fight, davvero eccezionali: qui il tempismo e la strategia sono fondamentali. Riuscire a parare gli assalti avversari permette non solo di lasciare disorientati i giganti che stiamo affrontando, ma anche di evitare danni ingenti e relativo consumo di oggetti curativi.

Se già non bastasse l'ottima base ludica su cui appoggia il Battle System di Ni No Kuni, a tutto si aggiunge la possibilità di usare i Famigli. Si tratta di piccole creature nate dall'energia vitale della terra o degli uomini, che possono accompagnarci in battaglia ed andare allo sbaraglio al posto del protagonista. Come fossero degli originalissimi Pokemon, Oliver li fa uscire dalla gabbia e li invia direttamente sul campo di battaglia. Diciamo che le particolarità di ogni famiglio sono complementari a quelle dei protagonisti in carne ed ossa. Ciascun esserino ha le sue caratteristiche: alcuni sono potenti guerrieri in grado di infliggere danni consistenti, altri invece sono dotati di una notevole difesa magica ed al contempo riescono a curare status alterati e punti ferita. Ogni famiglio ha addirittura un sistema tutto particolare di difesa: ci sono quelli che sfruttano il modello classico, già discusso in precedenza, ed altri invece che utilizzano la schivata. Attivano il comando apposito, sarà possibile eludere tutti gli attacchi nemici, ma solo agendo col giusto tempismo. La particolarità di questo sistema è però che i famigli non hanno i propri valori di punti ferita e mana: condividono invece quelli dei protagonisti che li possiedono. Questo fa sì che il loro utilizzo non sia una scappatoia per ridurre la difficoltà delle battaglie, bensì una delle tante opzioni tattiche.
La presenza dei famigli, comunque, arricchisce notevolmente il titolo Level-5. Dopo qualche ora di avventura si sblocca la possibilità di catturare praticamente tutte le creature che incontriamo, per trasformarle in fedeli famigli. Ogni personaggio ne può portare tre, ed al gruppo è consentita anche una riserva. Raccogliere famigli di diverso tipo diventa ben presto un'attività che cattura il giocatore, anche perchè le creaturine sono ben caratterizzate e piuttosto diverse fra loro. Salendo di livello, i famigli possono persino evolvere, azzerando il loro livello con la promessa però di una crescita più vantaggiosa in termini di statistiche. Il giocatore si trova dunque di fronte ad un bivio: lasciare che la creatura muti in una nuova forma e ricominciare l'addestramento, oppure mantenere la versione base, temprata però da mille battaglie?
Ai passionisti dei GdR, insomma, Ni No Kuni offre davvero tantissimo, ed anche solo la curiosità di scoprire quali attacchi può apprendere la nuova forma di un famiglio spingerà molti a scegliere con attenzione i preferiti, girovagando per il mondo alla ricerca di mostri da catturare.
Non è solo la presenza dei famigli che tende a calamitare l'attenzione dell'utente, ma anche un sistema di crescita dei personaggi ben studiato.
Dopo ogni Level Up le statistiche di base degli eroi e dei loro famigli (che prendono esperienza anche se non sono stati usati direttamente in battaglia) vengono incrementate in maniera automatica, a seconda delle predisposizioni di ciascuno. Per modificare i parametri si utilizza l'equipaggiamento: ogni combattente può imbracciare un'arma e indossare due accessori, la cui tipologia varia molto a seconda del personaggio. Le caratteristiche dei famigli possono essere mutate anche grazie alle prelibatezze: sfiziose golosità con cui vanno nutriti. Ciascuna aumenta un diverso parametro, e starà all'utente aggiungere i punti dove crede che siano più utili, stando però attenti a non saziare troppo la creatura. Salendo di livello, i famigli impareranno poi nuove mosse e abilità, ed esattamente come accade in Pokemon, dovremo decidere quale “dimenticare” quando avremo raggiunto il limite, e quale rendere disponibile in battaglia. Sebbene sia parecchio semplificato, il sistema è quantomeno interessante, e sprona il giocatore alla ricerca delle giuste prelibatezze per nutrire i propri esserini.
C'è anche un altro tipo di progressione, non direttamente legata alle statistiche, bensì alle “ricompense dell'eroe”. Questi sono particolari oggetti che sbloccano abilità specifiche, molto utili in battaglia e non solo. Un paio di scarpe speciali permette ad esempio di correre più velocemente quando ci troviamo nella mappa del mondo, evitando così incontri indesiderati. Un altro bonus invece rende più facile assaltare alle spalle gli avversari, e un altro ancora incrementa il numero di oggetti recuperati cercando nel mondo di gioco.
Per ottenere queste ricompense l'unico modo è quello di dedicarsi anima e corpo agli incarichi secondari. Recandosi nella più vicina zona “Soluzioni al Volo” si può trovare una bacheca con tutte le quest disponibili nel villaggio, ma anche un elenco delle “taglie” attive. Queste ultime chiedono di sconfiggere mostri particolarmente potenti, mentre le quest cittadine spaziano dal recupero di oggetti alla cura dei “cuorinfranti”. Grazie alla magia di Oliver ci troveremo quindi ad estrarre le predisposizioni caratteriali dagli abitanti del villaggio che ne hanno in eccesso, per donarle alle vittime della magia nera a cui è stato strappato un pezzo di cuore. A qualcuno manca un po' d'entusiasmo? Bisogna correre a cercare qualche ragazzotto prestante che non vede l'ora di donarcene un pochino.
Per ogni quest portata a compimento con successo si ottiene un certo numero di timbri su una tessera, che una volta completata potrà essere scambiata con una ricompensa. Il sistema è davvero ingegnoso, dal momento che spinge l'utente a superare più side quest possibile. Le ricompense non sono necessarie per portare a termine il gioco, ma aiutano moltissimo e permettono anzi di evitare, in qualche caso, il grinding (che non è mai eccessivo, in ogni caso).
C'è da dire comunque che sulla lunga distanza le quest secondarie risultano non sempre ispiratissime: catturare alcune creature per consegnarle ad uno studioso, girovagare per la città alla ricerca di un “donatore di coraggio”, tornare sulla mappa per sfidare un mostro più baldanzoso. Il rischio è quello di sentire dopo un po' un certo peso.
Peso che invece non si avverte minimamente nella quest principale. Anzi, Ni No Kuni stupisce in positivo su questo fronte, proponendoci un'avventura varia come poche. La propensione “enigmistica” di Level-5 si mostra di tanto in tanto, quando anche all'interno dei dungeon dovremo superare delle prove d'ingegno o delle sessioni di gioco insolite, e non è raro vedere Oliver che sfrutta magie particolari per interagire con l'ambiente di gioco. Alcuni incantesimi che vengono aggiunti nel libro di Oliver servono esclusivamente a questo scopo, ma non è detto che il titolo non ci chieda di lanciare una palla di fuoco per accendere un braciere, rivelando così un uso ben creativo delle predisposizioni magiche del protagonista.
Oltre ad una discreta varietà di trovate e incarichi originali, è piacevole che il team di sviluppo insista a più riprese sulla connessione fra il mondo di Oliver (che abita a Motorville) ed il regno incantato da cui proviene Mr. Lucciconio. Spesso l'incantesimo “Transmundi” ci riporta alla vita di tutti i giorni: qui dobbiamo cercare i doppioni degli stravaganti abitanti, per scoprire indizi su come procedere o per eliminare le influenze malefiche di Shadar.

Tutto nel Calderone

Ni No Kuni non disdegna di integrane nelle dinamiche di gioco anche un sistema abbastanza basilare di crafting. Per tutta la prima parte dell’avventura Oliver e compagnia si imbatteranno in una serie piuttosto nutrita di ingredienti dalle funzionalità non chiarissime. Di tanto in tanto riso e carne tenera possono servire ad uno degli abitanti del villaggio per soddisfare la sua voglia di Curry, ma tutto sembra finire lì.
Poi d’improvviso, alla formula di gioco si aggiunge il potente calderone magico, al cui interno alberga un genio bofonchiante. Ed ecco dunque che il giocatore avrà la possibilità di creare oggetti di ogni tipo. Carni e pagnotte si possono mescolare per ottenere gustosi manicaretti, con cui recuperare punti salute, mentre gli intrugli di fiori e acqua sorgiva servono per la barra del mana.
I materiali metallici possono invece combinarsi con armi ed armature, per costruire così equipaggiamento sempre più potente. L’uso oculato del calderone permette ai fanatici della personalizzazione di chiudere un occhio sulla semplicità del sistema di potenziamento, di cui si è abbondantemente discusso, lasciando a disposizione molte occasioni per lavorare di lima sulle statistiche. I più creativi, invece di seguire le ricette suggerite da personaggi, possono anche “improvvisare” (ma non vale sbirciare le guide su Internet!). carina l’idea di fornire anche ricette incomplete, che vanno lette ed interpretate per capire con esattezza quali sono gli ingredienti previsti: anche in questo caso Ni No Kuni si sforza di fare un passo in più, per stupire il videoplayer con trovate azzeccate e piccoli colpi di genio.

Ritmi nuovi

Complessivamente, quindi, Ni No Kuni è un titolo completo come pochi. Propone anzitutto una trama piacevole, ma soprattutto un avanzamento brillante e ottimamente sostenuto, contrappuntato ottimamente dal tessuto di Side Quest. Probabilmente alcuni giocatori dovranno bilanciare con attenzione il tempo da dedicare alla storia principale e quello da spendere negli incarichi secondari, giusto per non venire sommersi da missioni che possono essere un po' ripetitive sulla lunga distanza. Questa eventualità viene scacciata con discreto successo da un sistema di crescita indovinato, che si concentra quasi tutto sui famigli. Anche se lo sviluppo dei personaggi non ha la profondità dei grandi capolavori del genere, allevare le proprie creature è un'operazione a cui molti si dedicheranno ben volentieri, proprio per la presenza di tanti esserini così ben caratterizzati. Resta vero che l'approccio “ibrido”, molto vicino alla progressione automatica ma senza eliminare totalmente l'importanza dell'intervento del giocatore, è pensato per un pubblico molto esteso piuttosto che per i puristi. Ma Ni No Kuni non è mai un titolo banale, ed anzi riesce a regalare anche ai più assuefatti una buona profondità.

Quello che più risalta, però, è il battle system: vario e dinamico come pochi, è indovinato e sempre divertente. Ni No Kuni ha da questo punto di vista un carattere tutto suo, che lo distingue dagli Action Rpg puri, preferendo un approccio più strategico. É il naturale svecchiamento di una filosofia tanto in voga negli anni '90, che solo adesso trova un'evoluzione rispettosa della profondità tattica che tutti i fan chiedono. Là dove Square Enix ha fallito, insomma, Level-5 ce l'ha fatta.

Panorami preziosi

Come avrete intuito dalla lunga disquisizione in apertura, Ni No Kuni è un gioiello anche dal punto di vista tecnico ed estetico. Oltre alla pienezza espressiva dei disegni, buona parte del merito va all’ottimo cell shading scolpito da Level-5. La sostanziale uniformità fra questi due poli dipende soprattutto delle scelte cromatiche: le tinte pastello scolorano naturalmente nei poligoni “nudi” dei personaggi, costruiti con attenzione e rispetto per la visione creativa di Studio Ghibli. Per mantenere una certa coesione il team si è concentrato sulle animazioni dei personaggi, così da creare un ponte ideale fra manuale e digitale. Il risultato è eccezionale, solido, moderatamente meraviglioso in quei momenti in cui prende il sopravvento la pienezza delle ambientazioni. La mappa del mondo si svela in un brulicare di elementi in movimento, fra le nuvole che solcano i cieli e proiettano le loro ombre minacciose, ed i mille dettagli che caratterizzano un mondo vivo. I colori degli alberi che si alternano alle radure, i ruscelli e le cascate che circondano il piccolo borgo di Gatmandù: Ni No Kuni si lascia ammirare per l’attenzione minuta nella creazione di ogni scorcio. Anche quando si entra all’interno dei dungeon o delle città, tutto è fantastico, ogni elemento posizionato con attenzione. Nelle prime fasi di gioco il team dimostra di saper lavorare con delicate atmosfere rurali: cittadine in fermento, boschi ombrosi e deserti solcati dalle carovane dei mercanti. Ma basta arrivare alla terza città per riscoprire quanto abbia influito sul processo creativo la poderosa visione unitaria di Studio Ghibli. Elementi steampunk e cromatismi aggressivi si aggiungono all’equazione, creando contrasti inattesi, mescolando stili e registri in un’opera coraggiosa anche a livello visivo.
E’ però l’accompagnamento sonoro quello che lascia senza fiato. Il lavoro di Joe Hisaishi è sensazionale e sconvolgente. Il compositore nipponico aveva già dato prova della forza comunicativa dei propri lavori, contrappuntando in maniera esemplare proprio le produzioni di Studio Ghibli, e per Ni No Kuni non si è risparmiato. I brani sono semplicemente perfetti, pieni, d’ampio respiro e ben orchestrati. Sembrano quasi dialogare con le sequenze di gioco, sottolineando con delicatezza inattesa le gioie semplici di una corsa fra i vicoli cittadini, e lasciando spazio poi alle emozioni più forti nel corso delle cut scene. Il punto di forza del commento musicale di Ni No Kuni è il non ridursi mai ad un sottofondo indistinto: anche quando il brano si fa tenue, quasi in disparte, decide poi di ripartire all’improvviso, con poche note e qualche accordo, che sembrano presagire a grandi eventi. Con una continuità quasi innaturale Hisaishi meraviglia il giocatore, forse perché tratta Ni No Kuni come un film d’animazione esteso invece che come un videogioco, e non accetta che nel trottante incedere della soundtrack ci siano tempi morti.
Anche il doppiaggio in inglese è ottimo, ben espressivo e ricco di inflessioni, mentre per i “filologi” c’è la possibilità di ascoltare i dialoghi in originale (giapponese). Sull’adattamento italiano si è già discusso abbondantemente nell’ultimo dei nostri speciali. Il lavoro si distingue per un uso molto plastico e creativo della lingua, ma ha qualche caduta di stile notevole, soprattutto legata all’uso del dialetto romano per uno dei co-protagonisti della vicenda. Si può chiudere un occhio, soprattutto poi per ritrovare molti guizzi originali disseminati fra i nomi di città e creature, oppure optare per i sottotitoli inglesi.

Abbecedabra

Quando fu annunciata la versione Nintendo DS di Ni No Kuni, uscita da tempo in Giappone e non prevista per il mercato europeo, uno degli elementi più curiosi era la presenza di un libro degli incantesimi fisicamente inserito nella confezione: al suo interno il giocatore avrebbe trovato le rune da disegnare con lo stilo per lanciare le magie a disposizione di Oliver.
Il libro in questione è proprio l’Abbecedabra che il nostro protagonista trova nascosto nel caminetto di casa. L’edizione PlayStation 3 non perde totalmente questo morboso rapporto con l’oggetto cartaceo, che è stato integralmente digitalizzato. Dal menù di gioco è possibile accedere all’edizione virtuale del tomo, sfogliando lentamente le sue pagine. Oltre ad includere una minuziosa descrizione di tutti gli incantesimi sbloccati, nel libro si trovano descrizioni dettagliate dei boss sconfitti e persino dei famigli. Studiare le loro possibili evoluzioni e gli attacchi caratteristici permette ai più attenti di scegliere meglio i compagni di viaggio.
La presenza dell’Abbecedabra è importantissima per sviluppare il “lore” del gioco, dal momento che il libro contiene una serie incredibile di curiosità e, persino, di favole e storie: i miti antichi di questo “secondo mondo”, o la descrizione delle varie aree di gioco. Anche il libro si disvela lentamente nel corso dell’avventura, assorbendo ad esempio i ricordi dei viandanti che hanno albergato nelle locande in cui ci fermeremo. Chi non vuole perdere neppure un briciolo del fascino di questo imponente lavoro, sappia che una versione materiale dell’abbecedabra è inclusa nella Limited Edition del titolo.

Ni No Kuni: Wrath of the White Witch Nu No Kuni è un gioco di ruolo come non se ne vedevano da anni. E’ un titolo letteralmente delizioso: nelle meccaniche, nella struttura narrativa, nelle trovate. Sono ovviamente due le cose che risaltano: da una parte il dialogo costante fra animazione classica e modellazione 3D, che sfocia in una commistione intrigante e fuori dal comune. Dall’altra un gameplay vario, profondo, facilmente assimilabile ma mai banale. Per i puristi le poche pecche imputabili al titolo deriveranno proprio da quest’ultimo aspetto: saranno legate ad un sistema di crescita un po’ limitato rispetto a quello dei grandi capolavori del genere, pensato probabilmente per strizzare l’occhio ad un’utenza un po’ allargata. Ed una generale semplicità si ritrova anche nella trama e nella sceneggiatura, vicine ai toni fiabeschi e persino commoventi, ma comunque senza troppi elementi di originalità. Originalissima è invece la caratterizzazione artistica complessiva, che sposa l’estro dello Studio Ghibli con il contrappunto poligonale di Level-5, gettando sulla scena un numero di ambienti, situazioni, musiche davvero fantastiche. E’ proprio grazie a questo aspetto che Ni No Kuni risulta trascinante dall’inizio alla fine. C’è anche da lamentare una certa ripetitività delle quest secondarie, smussata proprio dall’entusiasmo della scoperta, e da una struttura funzionale che spinge a esplorare ogni singolo angolo delle città e del mondo di gioco. La chiave di volta su cui si impernia tutta l’esperienza, resta però un battle system ben ponderato, profondo e soprattutto vario, che grazie alla presenza dei famigli apre un’infinità di possibilità strategiche. Il gameplay di Ni No Kuni, insomma, è unico: un miscuglio eterogeneo di tradizione e modernità. Per tutti questi motivi, l’acquisto è vivacemente consigliato, sia ai fan del genere, sia a chi non tocca più un Gioco di Ruolo dai tempi della PlayStation2: riscoprire un’ambientazione al tempo stesso vasta e bellissima, ed un gameplay facile da padroneggiare ma vario e profondo, potrebbe farvi tornare indietro nel tempo. Immergendovi, come non succedeva da un po’, in un Altro Mondo.

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