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Recensione Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste

L'inquisitore spagnolo partorito dalla mente di Valerio Evangelisti, prende forma in un'avventura grafica tutta italiana

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I videogame italiani hanno sempre un sapore speciale: in Italia sono pochi i team di sviluppo che si cimentano in questo mercato, gli investimenti sono bassi e, purtroppo, non c'è grosso interesse da parte di produttori e media. Concepito da Ivan Venturi e partito come progetto low budget, Nicolas Eymerich, Inquisitore ha continuato il suo percorso ottenendo sempre maggior riscontro e, grazie al supporto di TiconBlu ed Imaginomotion, è diventato un punta e clicca pronto a competere con le produzioni internazionali, che già si danno battaglia a suon di click e schermate in cel-shading. Il mercato delle avventure grafiche è in continuo fermento - vi abbiamo presentato giusto pochi giorni fa Chaos on Deponia - ma siamo sicuri che Eymerich, forte di gran sceneggiatura e molto carattere, saprà attirare numerosi avventurieri.
Molti dei lettori di Everyeye hanno già avuto a che fare con Nicolas Eymerich, domenicano spagnolo vissuto nel ‘300, rivisto e riletto in chiave fantastica grazie alle opere di Valerio Evangelisti, romanzi da cui prende ispirazione il videogame di Ivan Venturi. Così come le opere letterarie sono divise in dieci romanzi, anche l'Interactive Novel ricalca questa scelta episodica - un po' come avviene con altre produzioni del genere - e si suddivide in quattro volumi che ripercorrono la lotta tra Eymerich e La Peste. Ricordiamo che Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste è disponibile sia in digital delivery - presso TiconBlu e Zodiac - che in versione retail ad edizione limitata, per PC e MAC. Inoltre, l'avventura è già presente nello store di iTunes nella sua incarnazione iOS, mentre a breve arriverà anche in versione Android.
Siamo nel 1364 e Nicolas Eymerich non possiede più alcun potere di Inquisizione presso la Corona d'Aragona. Il domenicano, imbronciato e scontroso, sempre attento a combattere l'eresia e i peccati riscontrati nel prossimo, giunge a Carcassonne per volere del priore Padre Jean Vinet, dove lo attende una missione dalle tinte misteriose: fratello Jacinto Corona da Valladolid è stato inviato a Calcares, ma non si hanno più notizie sul suo conto da ormai un mese. La delicata situazione spinge Padre Vinet a trovare proprio in Eymerich un uomo che tenga alla faccenda e, nonostante le prime perplessità, l'arrogante servitore della Chiesa accetterà di montare in sella al cavallo e raggiungere il paese. Dopo un diverbio con lo stalliere e qualche problemino con una sella, la quiete verrà interrotta da un uomo che affermerà di aver avuto una visione della dea pagana Diana, figura demoniaca e portatrice di Peste.
È da questo momento in poi che la sceneggiatura si dipanerà: tra gli angoli più reconditi della sacra struttura si celano misteri e vergogne che Eymerich sarà pronto a mettere a nudo, rimandando il viaggio verso Calcares solo a quando le mura dell'abbazia non avranno più nulla da nascondere.

QUAL È LA NATURA DEL TUO CUORE?

La trama raccontata in Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste è matura, dedicata perlopiù a chi ama sceneggiature mistiche e rischiose che mettono in dubbio i valori della Chiesa e trattano racconti ponendo l'accento su temi delicati della storia e del comportamento religioso. Tutto si sposa con un costante scontro tra etiche morali, in cui diventa sempre più sottile la linea di separazione che divide il modo convenzionale di interpretare e distinguere giusto e sbagliato. Proprio per questo, è difficile categorizzare il protagonista, che già dopo i primi minuti di gioco perde l'abito diplomatico e riflessivo del domenicano per vestire quello dell'arrogante, presuntuoso, saccente, polemico, crudele e...chi più ne ha più ne metta, tenendo presente che parliamo di un membro dell'Ordine di San Domenico e non del comune avventuriero di turno. La caratterizzazione di Eymerich è senz'altro il punto saliente dell'avventura di TiconBlu, che gioca incessantemente su quanto scritto in precedenza: l'utente viene spinto al dubitare della vera bontà d'animo di Eymerich, non propriamente il modello perfetto del servitore di Cristo; ma appena si è pronti ad assumere che l'ex Inquisitore interpreta la fede nel modo sbagliato, ecco spuntare fuori il suo bisogno di racchiudersi in preghiera e rafforzare il legame col Signore, facendo ricredere nuovamente il videogiocatore.

"Siamo nel 1364 e Nicolas Eymerich non possiede più alcun potere di Inquisizione presso la Corona d'Aragona. Il domenicano, imbronciato e scontroso, sempre attento a combattere l'eresia e i peccati del prossimo."

L'abbazia di Carcassonne costringe il frate ad alternare il buono e il cattivo lato del suo carattere a seconda delle circostanze: la fede in Dio giustifica anche i comportamenti più oltraggiosi, nonostante possa venire meno il rispetto verso il prossimo. Qual è, dunque, la vera natura di Eymerich? Il designer Ivan Venturi ci ha giocato così tanto che il videogiocatore può decidere da quale parte schierarsi: per alcuni integralisti il fine giustifica i mezzi, per altri i modi del domenicano meritano piena censura e non rispecchiano il giusto. Di sicuro, la caratterizzazione originale del personaggio è indubbiamente qualcosa di intrigante, una perfetta trasposizione del Nicolas Eymerich raccontato da Evangelisti nei suoi numerosi romanzi.
L'avventura grafica proposta dai ragazzi italiani si discosta leggermente dalla formula narrativa utilizzata dall'autore: una narrativa che prevede un complesso intreccio di storie e sottotrame ambientate tra passato, presente e futuro, con una solida base a supporto di una trasposizione storica con elementi fantasy. Premesso dunque che il protagonista riesca a sorprendere dall'inizio alla fine, resta solo da capire quale sia la forza della sceneggiatura in sé. Il giudizio è puramente soggettivo: Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste non tratta tematiche interessanti a tutti e il rischio di annoiarsi è dietro l'angolo se non si è affini alle atmosfere. Il mondo delle avventure grafiche è bello proprio perché ogni produzione decide quale tema trattare, e lo fa con l'estrema calma dei dialoghi e degli enigmi. Laddove si riescono a trovare saghe dedicate all'umorismo, a tematiche sci-fi o fantasy, il lavoro di TiconBlu ha scelto una direzione poco esplorata, omaggiando lo scrittore Valerio Evangelisti e donando al protagonista una nuova anima.

PADRE, FIGLIO ED ENIGMI SANTI

Le avventure grafiche seguono sostanzialmente linee ludiche comuni, che caratterizzano l'intero mercato. Nicolas Eymerich, Inquisitore si adegua a questi dettami e offre un'esperienza videoludica fatta di interazioni con l'ambiente e dialoghi con i personaggi nel modo più naturale possibile.
L'inventario, posto in alto, è una barra orizzontale a comparsa che ospita circa una trentina di elementi in tutto: la maggior parte sono oggetti comuni e facilmente reperibili in un'abbazia. Gli enigmi seguono la scelta di mantenersi vicino all'utente, offrendo interazioni ben amalgamate al contesto. Durante tutta l'avventura è Eymerich stesso a suggerire cosa fare, pensando ripetutamente quale obiettivo soddisfare nell'immediato e proponendo la strada da seguire: in questo modo l'utente non si trova mai solo e, anzi, cliccando sul diario in basso a destra ritrova tutte i compiti da portare a termine e le situazioni già trattate. Non mancano le sfide più difficili, come l'individuazione di oggetti ben nascosti o estorcere un'informazione a qualche personaggio, fino a portare a compimento enigmi piuttosto delicati. La difficoltà dell'avventura non è per nulla proibitiva, anche se bisogna mettere in preventivo la necessità di dotarsi di pazienza e concentrazione durante la risoluzione dei dialoghi. Non poteva mancare un sistema di suggerimenti, che per l'occasione viene denominato Aiuto Divino: premendo il tasto MAIUSC, è il gioco a muovere il puntatore e selezionare tutte le giuste interazioni in un ciclo automatico, abbassando però il giudizio finale al termine dell'avventura. A tal proposito TiconBlu ha sparso per l'abbazia numerose azioni supplementari (e una sotto-trama nascosta) che permettono di incrementare ulteriormente la longevità del titolo.
Come già anticipato nell'anteprima, il gioco dispone della funzionalità Parser, ovvero lasciar riposare il mouse ed interagire con l'ambiente solo attraverso la tastiera. Il Parser è apparentemente difficile da gestire, tuttavia l'insieme di token - le parole chiave ammesse nel linguaggio - è vasto e flessibile, permettendo utilizzare più frasi: ad esempio, per parlare con una guardia, si può scrivere "parla alla guardia, parla ad una guardia, parla con la guardia"; il tutto supportato da suggerimenti di scrittura intelligenti.
L'avventura mette a disposizione anche la modalità Interactive Novel, grazie alla quale poter ridurre all'osso l'interazione con l'ambiente e godere esclusivamente della trama, un po' come è stato possibile fare con il terzo episodio di Mass Effect di Electronic Arts.
Un'esclusiva funzionalità che ci sentiamo infine di appoggiare fermamente come standard delle avventure grafiche è la modalità Audiogame, che consente ai non vedenti di godere del titolo attraverso la lettura delle didascalie e i pensieri di Eymerich.

ENGINE SPIRITUALE

Dal punto di vista tecnico è stato fatto il massimo per sfruttare l'engine Unity 3D, seppur il risultato grafico non faccia gridare al miracolo. L'avventura si vive sostanzialmente tra le mura dell'abbazia di Carcassonne, caratterizzata da 8 location principali e una manciata di personaggi con cui è possibile dialogare. Nonostante gli ambienti siano pochi, la caratterizzazione delle schermate è buona quanto la quantità dei dettagli visibili, forte anche di filtri di illuminazione ed ombre ben realizzate. L'aspetto grafico più affascinante di Nicolas Eymerich, Inquisitore è la realizzazione dei modelli poligonali: il viso di ciascun personaggio è stato ricostruito con l'ausilio di foto 3D, una tecnica che ha contribuito a rendere i dialoghi molto carismatici, ricchi di primi piani e senza rischiare di mettere a nudo i difetti del motore grafico. Era impensabile aspettarsi la perfezione da un piccolo progetto come quello di TiconBlu e Imaginomotion, pensato perlopiù per offrire qualcosa di diverso dai romanzi abbracciando l'ambito videoludico; tuttavia mettendo insieme i pezzi, ci si accorge del grande lavoro di sviluppo dietro il gioco: l'espressione del viso trasmette perfettamente le sensazioni emotive del personaggio che difende con vigore le proprie idee. Alcune scene diventano quasi epiche, altre spassose: sicuramente tutte in grado di trasmettere qualcosa, anche quando i temi si fanno più cupi e la tensione aumenta. La caratterizzazione dell'ambiente e dei personaggi, condita dall'ottimo doppiaggio, non trova però riscontro nella soundtrack, che conta solamente un brano riproposto in più varianti a seconda delle circostanze. Come avevamo anticipato in sede di anteprima, il gioco dispone di doppiaggio italiano e latino, a cui seguirà a breve la lingua inglese e un sostanzioso pack di sottotitoli che accontenterà anche altri videogiocatori europei.
La prova della versione beta aveva lasciato spazio a qualche perplessità, scomparsa nella versione finale da noi recensita a dimostrazione di un team di sviluppo molto attento ai feedback ricevuti: la risposta ai comandi è stata notevolmente velocizzata, così come le animazioni e gli effetti di fade che inizialmente rallentavano il feeling col gioco. Risolti i bug più fastidiosi denotiamo ancora qualche problema legato al puntamento, come ad esempio sezioni di hotspot troppo vaste, che invadono punti estranei all'azione o, al contrario, talmente piccole da non riuscire a trovare il giusto punto in cui attivare l'elemento.
La longevità del titolo si attesta attorno alle 10 ore: un ottimo risultato rispetto alla media di queste produzioni.

Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste Terminando l’avventura proposta in Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste, si assapora la qualità del lavoro nostrano in ambito videoludico. Le avventure grafiche appassionano da sempre gli utenti attraverso le storie ed i contesti più disparati, ed il lavoro svolto da Ivan Venturi, TiconBlu e Imagimotion ci porta a vivere un’esperienza molto coinvolgente, soprattutto se già si ha avuto a che fare con i romanzi di Valerio Evangelisti. Tutto ruota attorno al personaggio principale, risaltandone gli aspetti caratteriali e regalando punti di discussione sugli angoli più appuntiti della sua personalità, mentre esplora e giudica l’abbazia di Carcassonne. Alla stregua di una sceneggiatura che potrebbe annoiare chi non ama le delicate tematiche proposte, lascia l’amaro in bocca il comparto tecnico, che sfoggia interessanti sequenze grazie alla realizzazione dei volti e delle espressioni del viso, ma pochi elementi interattivi e scarsa quantità di location e personaggi. Le idee in fase di sviluppo non sono mancate, tanto da poter sfruttare diverse modalità di gioco e funzioni, come l’esperienza completamente dedicata alla trama, il Parser che richiama le vecchie avventure testuali e l’audiogame, che permette anche ai non vedenti di godere dell’avventura. Non indifferente il grande lavoro sul fronte audio: aldilà la soundtrack decisamente non ispirata, il gioco dispone già di due localizzazioni - italiano, latino - a cui si aggiungeranno il doppiaggio inglese e sottotitoli in francese e tedesco. Nicolas Eymerich, Inquisitore: La Peste è il primo Volume di quattro, del quale consigliamo una prova se non altro sulla fiducia e sul blasone del personaggio, che ha ampiamente meritato il suo originalissimo spazio tra i videogame.

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