Recensione Nihilumbra

A tre anni di distanza dall'uscita su PC, il puzzle Platform di BeautiFun Games sbarca anche sulla console portatile di casa Sony, beneficiando per altro del sistema di controllo touch.

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  • iPhone
  • iPad
  • PSVita
  • Wii U
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Originariamente destinato ai dispositivi iOS ma arrivato, nel corso del 2013, su Wii U e PC, Nihilumbra sbarca anche su PlayStation Vita.
Visto il concept originale, la proposta di BeautiFun Games si adatta con naturalezza al sistema di controllo touch del portatile Sony, e le qualità della produzione (un puzzle platform dalle atmosfere molto familiari) si fanno valere ancora oggi.
Il titolo, per altro, è stato inserito nella Instant Game Collection di Gennaio, e può essere scaricato gratuitamente da chiunque abbia sottoscritto un abbonamento al PlayStation Plus.

Un Vuoto Inarrestabile

Avviato Nihilumbra, le ispirazioni che hanno guidato il del team spagnolo durante lo sviluppo del gioco saranno chiare a qualunque amante del genere leggermente attempato: gli echi di Another World, Heart of Darkness e Oddworld, infatti, non si faranno attendere per molto, così come i rimandi stilistici e strutturali ai più recenti Limbo e Braid. Quello che sulle prime può sembrare un calderone fin troppo affollato, nella realtà, si presenta come un classico platform a schermate indipendenti ma scorrevoli. Prendendo in prestito un altro aspetto diventato popolare da Bastion in poi, la storia di Nihilumbra è raccontata principalmente dalla voce di un narratore fuori campo che, con l'avanzare del gioco, descriverà le gesta di 'Born', una creatura nata e fuggita da un mondo parallelo conosciuto come 'il Vuoto': lungo tutto il gioco, questo universo alternativo non si limiterà solamente ad esistere pacificamente nei meandri dello spazio-tempo, ma tenterà con tutte le sue imponderabili forze di recuperare il fuggitivo Born, portando con sé nella sua immensa vacuità qualsiasi ostacolo lungo il suo cammino.
Per sfuggire al proprio destino, durante il suo viaggio nel mondo 'reale', Born imparerà a conoscere e sfruttare le proprietà di cinque diversi colori, ognuno in grado di conferire al terreno una diversa capacità fisica: se con il blu potremo quindi usufruire di una comoda patina di ghiaccio in grado di accelerare i nostri movimenti e fornirci più slancio durane i salti, con il verde la superficie selezionata diventerà elastica, permettendoci di raggiungere altezze altrimenti inaccessibili e così via, fornendo al giocatore un ventaglio di poteri vario e non banale. L'utilizzo di questi particolari capacità avviene attraverso lo schermo touch della console, e risulta immediato e intuitivo. Ciò che, a volte, appare invece più forzata è la natura di qualche enigma che, alla luce della scelta di uno scrolling fisso, avrebbe potuto beneficiare di scelte di design differenti.

In generale, sia la qualità che la complessità degli enigmi si attestano comunque su livelli più che buoni, ma risultano divise in due sezioni ben distinte: se una prima, necessaria, fase introduttiva ci guida alla scoperta di tutti i poteri e delle meccaniche ad essi legate, la vera abilità del team di sviluppo nel creare enigmi complessi e ben strutturati è purtroppo relegata alle ultime sezioni di gioco. E' vero che, esaurito il primo playthrough, verrà sbloccato un 'The Void Mode' che incrementerà in maniera notevole la difficoltà del gioco sin dai primi momenti di una seconda run, ma il divario tra il tempismo, i riflessi, e sostanzialmente l'abilità richiesta tra le due modalità di gioco è troppo elevato per non instillare nella testa del giocatore la sensazione che, con una curva di difficoltà meglio studiata, entrambe avrebbero potuto regalare maggiori soddisfazioni agli utenti.

Non ti vedo ma ti sento (anche troppo!)

A livello artistico Nihilumbra dà sfoggio della propria personalità soprattutto grazie ad una componente grafica composta da animazioni e illustrazioni realizzate totalmente a mano, i cui unici punti deboli risiedono nella scelta di alcune palette di colori che, pur regalando ad ogni diversa area di gioco una propria identità, a volte appaiono eccessivamente piatte. Nonostante ciò, il tratto degli artisti di BeautiFunGames risulta comunque indiscutibilmente interessante e piacevole per tutta la durata dell'avventura; lo stesso non si può dire, purtroppo, della presenza fin troppo costante di un narratore chiaramente in vena di chiacchiere. Void Mode escluso, infatti, il nostro accompagnatore verbale non farà mancare la sua spiegazione, o opinione personale, praticamente su nessun aspetto ne mossa del nostro alter-ego, trasformandolo in una presenza più ingombrante di quanto potesse essere richiesto dalla sua natura.

Fortunatamente la colonna sonora che scandirà il viaggio di Born verso la libertà presenta brani orschestrali di assoluto livello, creati appositamente dal compositore spagnolo Alvaro Lafuente, in grado di accompagnare e sottolineare in modo egregio la malinconia e il sacrificio che si affermano come temi principali di tutta la narrazione.

Nihilumbra Dopo l'esordio sulle piattaforme iOS ed un discreto porting per PC, BeautiFun Games ripropone Nihilumbra su una console perfetta per valorizzare le origini "touch" della prduzione. Dietro la chiara ispirazione ad alcuni dei più grandi classici del platform, si cela un titolo in grado di far intravedere le indubbie capacità artistiche e di design del team di sviluppo che, purtroppo, vanno però a scontrarsi con un gameplay diviso in due, esattamente come le sue modalità di gioco: dopo un primo passaggio, dalla difficoltà poco superiore a quella di un tutorial, è infatti possibile sbloccare la ben più ostica modalità 'Void' che, con i suoi picchi di difficoltà elevatissimi, riuscirà a mettere in crisi (e talvolta frustrare) anche i più esperti giocatori di puzzle/platform. Se, comunque, questo è il tipo di sfida che siete soliti chiedere alla vostra collezione di titoli, inserirvi Nihilumbra non vi causerà alcun rimpianto. Dal momento che lo trovate gratuitamente nella Instant Game Collection di gennaio, potete farci un giro senza timore.

7

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