Recensione Ninety-Nine Nights 2

Recensito l'hack 'n' Slash Konami.

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Ninety-Nine Nights 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Quello degli Hack'n'Slash è un genere abbastanza problematico, ed i giocatori più attenti dovrebbero averlo capito. Sulla sua testa oscilla pericolosamente la spada di Damocle della ripetitività, il fantasma della noia. Senza qualche qualità particolare (una direzione artistica ispirata, un'intelligenza artificiale con qualche guizzo, un articolato sistema di crescita del personaggio), il rischio che corre ogni esponente del genere è quello di capicollare barbaramente nei domini oscuri del Button Mashing. Così, mentre la saga di Dynasty Warriors continua a sfornare episodi sull'orlo dell'inconsistenza, sono pochi i nuovi brand che abbracciano questo genere. Ninety-Nine Nights fu uno di questi. E, al tempo della sua uscita, riuscì persino a far parlare di se, sfruttando le potenzialità di calcolo delle console HD per portare su schermo un numero impressionante di nemici. Ma adesso che i tempi sono cambiati, quale accoglienza possiamo riserbare al suo seguito diretto?

Skip Intro

Ninety-Nine Nights II è, al di fuori di ogni ragionevole dubbio, un titolo sviluppato senza verve, con poco amore, e che appare derivativo e abusato in ogni suo aspetto. Si comincia già dalla trama e dalla caratterizzazione visiva dei personaggi: la prima, pesca a piene mani dall'immaginario Fantasy più classico che si possa immaginare, la seconda appare poco elegante e pacchiana, quasi grottesca, tanti son stati gli eccessi dell'art director. La storia racconta della lenta caduta del regno di Orphea, assalito senza preavviso da un generico signore del male e dalle sue truppe. Mentre i soldati del regno cadono sotto i colpi dei malvagi, toccherà a cinque eroi salvare le sorti dell'impero. Il gruppo in oggetto è composto in verità da tiepidi burattini senza carattere, stereotipati e non certo memorabili. Se il character design del primo capitolo riusciva ancora a meravigliare, proponendo un fantasy gotico e ridondante, qui le esagerazioni, così come le stilizzazioni, sembrano portate allo stremo, e nessuno dei cinque protagonisti, le cui storie si intrecciano variamente nel corso dell'avventura, riesce davvero a farsi amare. Cut-scene prive di drammaticità, spesso dai toni patetico-eroici troppo spremuti, e funestate dall'assenza di lip synch, danno il colpo di grazia al comparto narrativo (se così vogliamo chiamarlo), che accompagna N3II.
Ma si sa che le qualità di un Hack'n'Slash sono da ricercare altrove. Saltando le sequenze del plot, dunque, vediamo cosa ci regala il titolo Konami sul fronte del gameplay.

Gameplay da quattro soldi (o da due pulsanti)

Non nascondiamo che l'impatto con il gioco è discretamente positivo. La scenografia rievoca le maestose battaglie cinematografiche della trilogia fantasy più famosa di sempre, e le movenze del protagonista sono molto ricercate ed eleganti. Esplorando più a fondo il control scheme, si scopre che il gameplay si adagia sul classico standard che prevede due pulsanti d'attacco, deputati rispettivamente ai colpi veloci e potenti. Non manca la curiosità di sperimentare qualche combo, e sulle prime il titolo sembra un degno rappresentate del genere d'appartenenza. Non serve molto tempo, tuttavia, per capire che il più grosso problema di N3II è la quasi totale assenza del senso di sfida, dovuta all'imbarazzante intelligenza artificiale degli avversari. Citando le parole dell'esaltato producer del gioco, Ninety-Nine Nights II sarà anche capace di gestire un milione di soldati, ma la loro reazione agli stimoli è davvero ai minimi storici. Gli avversari, replicati un numero impressionante di volte, si assiepano attorno al protagonista, senza il minimo spirito di autoconservazione. Aspettano ordinatamente il proprio turno, finchè non vengono massacrati dalle spettacolari combo inanellate dal giocatore. La passività delle truppe avversarie smussa gli spigoli della progressione, che appare facilissima e poco gratificante. Nonostante sia possibile raccogliere (le classiche) “sfere rosse” per potenziare gli eroi e acquistare nuove mosse, ben presto si capisce che l'attività principale proposta dal titolo è un irriverente e continuo Button Mashing. Alternare qualche attacco speciale alle mosse di base si rivela divertente solo per gli effetti speciali, ma globalmente l'avanzamento diventa tedioso e frustrante. In alcuni momenti, infatti, la curva di difficoltà impenna vistosamente, lasciando l'utente spiazzato. Alcuni avversari possono uccidervi semplicemente perchè riescono, con le loro mosse, a tenervi costantemente a terra, senza darvi la possibilità di rialzarvi. I Boss, invece, piuttosto coriacei, vi costringono all'utilizzo intensivo della schivata, dotati come sono di routine comportamentali semplici, ma evidentemente sbilanciati per quel che riguarda resistenza e potere d'attacco. Spesso, prima di affrontarli, sarete costretti a ripetere qualche schema già affrontato in precedenza, solo per potenziare il vostro personaggio; con il risultato finale di prolungare il lieve tormento interiore che si prova nel corso delle lunghe sessioni di pressione sconclusionata dei tasti. Qualche curiosità naturale è suscitata dall'entrata in scena di nuovi personaggi, dalle caratteristiche apparentemente molto diverse. Si scopre in verità che la banalità intrinseca del gameplay affossa qualsiasi possibilità.
Per fortuna c'è una modalità cooperativa che riesce a salvare N3II dalla disfatta totale. E' un peccato non poter affrontare con un amico l'intera campagna, ma alcune modalità interessanti riescono ad intrattenere per qualche ora, integrando qualche interessante novità alla formula di gioco. Ad esempio, nella modalità “Labirinto”, si devono risolvere in coppia dei piccoli enigmi. Non si capisce perchè il team di sviluppo non abbia utilizzato espedienti del genere per vivacizzare la progressione del Single Player, monotona all'inverosimile.

Medioevo cadente

Dal punto di vista tecnico, Ninety-Nine Nights non brilla particolarmente. La costruzione poligonale non è eccellente, e mentre le animazioni del protagonista e gli effetti speciali delle sue mosse bastano a riempire la scena, non si può fare a meno di notare numerosissime cadute di stile. A partire dallo spietato riciclo di modelli avversari, arrivando fino alla mediocre qualità delle texture. Senza contare qualche incertezza più che evidente nella riproduzione di sbuffi di polvere e fumo, ancora realizzati con sprite bidimensionali in dissolvenza. Inciampa a più riprese anche il framerate, e dunque l'abbondanza di carne da macello tanto decantata dal team di sviluppo perde la sua ultima ragion d'essere: se oltre a sopportare un'IA evidentemente mutilata, anche l'ottimizzazione deve apparire carente, sarebbe stato meglio ridurre le truppe da massacrare per presentare un titolo stabile o, ancora meglio, più impegnativo.
Alla colonna sonora non manca qualche spunto brillante, per la presenza di alcuni brani orchestrali gradevoli. Purtroppo spesso l'accompagnamento musicale è sovrastato da campionature ripetitive e non certo ispirate, fra urli di guerra e generici rumori di spade.

Ninety-Nine Nights 2 Ninety-Nine Nights è un titolo senza aspirazioni, che arriva in un mercato affollato e aggressivo trascinandosi dietro problemi troppo evidenti per essere ignorati. Invece di cercare di superare i limiti fisiologici del genere Hack 'n' Slash, il team di sviluppo sembra volerli sottolinere. Un'intelligenza artificiale da buttare, con nemici che si lasciano massacrare senza reazioni, ed una disarmante tendenza al button mashing sono le crepe strutturali più evidenti. A queste, vanno aggiunte le incerte performance del comparto tecnico, ed una direzione artistica poco ispirata, che oscilla fra la più assoluta banalità ed un ritorto eccesso di esibizionismo. Un prodotto poco ispirato e mal realizzato, assolutamente da tralasciare.

4.5

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