Recensione Nintendo 3DS

Recensito il nuovo portatile di Nintendo

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Nintendo 3DS
Articolo a cura di
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Fra una settimana esatta anche nei negozi del Vecchio Continente arriverà il Nintendo 3DS, la nuova console della casa di Kyoto. Una console, invero, chiacchierata quanto mai, su cui uniformemente si depositano i dubbi e gli entusiasmi della Fan Base. La “Key Feature” di questo Handheld di nuova generazione, sembra evidente già dal nome, è il “3D senza Occhialini”, sostenuto da una tecnologia davvero intrigante, e capace di instillare in chiunque un sincero senso di meraviglia. Ma forse, ai tanti Hardcore Gamer che dal vecchio portatile hanno tratto immense soddisfazioni, questa “stereoscopia libera” appare di fatto un po' accessoria, se confrontata con le moltissime novità che coinvolgono connettività e funzioni prettamente ludiche (fra cui un rinnovato sistema di controllo e l'integrazione di giroscopi e accelerometri). In presenza di una Line-Up non certo esaltante, poi, e di un prezzo che non definiremmo del tutto concorrenziale, le resistenze non sono facili da abbattere. Messe le mani sul nuovo “pargolo” di Nintendo, anche noi ci apprestiamo a dare la nostra opinione, dopo aver pubblicato due speciali informativi dedicati all'Hardware ed alle Inedite Funzionalità del 3DS. In questa review, dunque, ci concentreremo soprattutto sul design, sul software preinstallato, e sull'efficacia del 3D. Prima del lancio, ci sarà tempo per pubblicare anche un articolo di approfondimento sulla Line-Up, che di fatto anticiperà una serie minuziosa e completa di recensioni dedicate ai singoli prodotti rilasciati sul mercato. Restate quindi sintonizzati su Everyeye, per il migliore coverage sul Nintendo 3DS.

Design, ergonomia, materiali

Aperta la confezione, il 3DS si concede all'occhio dell'utente come un tesoro prezioso e scintillante. Le finiture lucide di entrambe le colorazioni (Nero e “Aqua Blue”) colpiscono le pupille, stuzzicano la vista, impreziosendo un design che, inutile nasconderlo, non pare elegante e sobrio come quello dell'ultimo DSi o della sempreverde versione Lite. I riflessi della console (nerissima, nel nostro caso) trasmettono ancor prima del contatto diretto una sensazione rassicurante: l'idea di un oggetto solido, ben costruito, pregiato. E la stessa sensazione di solidità, il 3DS la trasmette al tatto. Più pesante del suo predecessore, il nuovo Handheld Nintendo sembra un gioiellino Hi-Tech con tutte le componenti al posto giusto. L'elevata qualità dei materiali, la sicurezza dello scatto d'apertura, le levette ed i tasti sicuri nei loro alloggiamenti, ci lasciano ampiamente soddisfati. Sfortunatamente, le ditate sembrano propense ad accumularsi sulla scocca in gran quantità. Per quel che riguarda la maneggevolezza, il 3DS si comporta bene, con un'ergonomia più che buona (anche se, complice il notevole spessore della parte inferiore, non sempre eccellente). Certo, i videogiocatori più attenti allo stile potrebbero storcere la bocca di fronte ai leggeri passi indietro in fatto di design. Le linee del 3DS non sono morbide e precise come quelle del “vecchio” portatile: il perno su cui ruota lo schermo superiore, spigoloso, così come le pungenti finiture degli angoli, non piaceranno proprio a tutti. Ed anche il lato superiore (con il jack per il caricabatterie e l'alloggiamento del pennino) pare abbandonare il minimalismo di DSi e successive evoluzioni, per tornare ad una composizione generale più spartana. Spiacevole il paragone con il primo, ormai dimenticato modello, quel “giocattolone plasticoso” così poco amabile. Spiacevole ed anche fuori luogo, proprio perchè il 3DS arriva sul mercato in forma smagliante, con una qualità costruttiva ed una solidità delle componenti davvero invidiabili. Ma un accenno pare doveroso, proprio perchè siamo pienamente certi che in futuro un inevitabile re-design migliorerà la situazione anche dal punto di vista della compostezza, delle dimensioni e dell'architettura.
Fortunatamente, sulla qualità (e sulla brillantezza) dello schermo superiore non si discute. La sua strana risoluzione (800x240 pixel, ma le linee verticali vanno divise per due, dal momento che i due occhi guardano sostanzialmente immagini diverse) abbraccia finalmente la grandezza dei 16:9, collocato al centro di una superficie (del coperchio) quasi specchiata. Molto meno pregevole il touch screen in 4:3, quasi intimidito dalle enormi dimensioni del suo “collega superiore”, ed alloggiato su una piccola sezione rialzata che ospita anche i tasti Start, Select e Home. I pulsanti, pur essendo meccanici, non sono visibili, coperti da un lungo adesivo che dovrebbe dare l'idea di tasti a sfioramento, ma assume invece un'aria un po' posticcia, nella sezione complessivamente meno elegante e riuscita dell'intera console.
Grande novità di questa portatile, l'introduzione dello Stick Analogico. O, come continua a chiamarlo la casa produttrice, Circle Pad. Un “funghetto” morbido e schiacciato che prende il posto del classico D-Pad, spostato lievemente più in basso. Alla “prova del pollice”, dopo un necessario periodo d'adattamento, il Circle Pad risponde in maniera praticamente perfetta, garantendo una risposta sempre precisa e immediata, ed una comodità d'utilizzo che i nostri primi test confermano senza remore. La lieve tensione delle molle sembra ben più appropriata rispetto a quella, in certe situazione un po' troppo incrollabile, della “collega” Psp. Viste le ottime prestazioni del nuovo stick, il ruolo del D-Pad diventa davvero molto marginale, anche perchè raggiungere i vertici della croce direzionale, adesso, non è così comodo e semplice. La crocetta, sistema di Input preferito per qualche genere videoludico particolare (picchiaduro in primis), rischia di diventare un'appendice piuttosto sacrificabile.
All'interno della confezione è presente, infine, una Base (Cradle) che dovrebbe rendere più comode l'operazione di Ricarica (abbastanza frequente), lasciando liberi tutti gli alloggiamenti in modo da permettere un'eventuale utilizzo vicino alle prese di corrente. In verità questa aggiunta non colpisce particolarmente: non troppo comoda, costruita con plastiche di qualità evidentemente inferiore a quella dei materiali usati per la console, di certo non sarà la soluzione più pratica e preferita dagli utenti. Forse, considerata la presenza di un piano inclinato, potrebbe fungere da supporto nel caso in cui l'utente desideri guardare contenuti in 3D per lungo tempo, opportunamente connesso alla rete elettrica. Ma continuiamo ad avere seri dubbi sulla sua efficacia.
Globalmente, al di là dell'arrivo del Circle Pad e dell'adozione dello standard 16:9 per lo schermo superiore, le nostre preferenze in fatto di architettura, compostezza ed eleganza vanno ancora alle ultime versioni del vecchio DS. Ma fortunatamente, oltre a mostrare una discreta solidità, questa nuova console arriva sul mercato con tutta una serie di innovazioni che ingolosiscono quanto mai.

Cheese!

Sulla scocca lucida del 3DS trovano posto ben tre fotocamere (tutte a risoluzione 640x480, 0.3 megapixel). La prima, quella interna, permette di riprendere direttamente il volto del videogiocatore mentre sono attive varie applicazioni ludiche. Le due telecamere esterne, sulla scocca esterna della parte superiore, sono poste a pochi centimetri di distanza. Attualmente la loro funzione è quella di scattare fotografie stereoscopiche, che possano poi essere visualizzate in 3D sulla console. Ad onor del vero, ci sembra questo un divertissment alquanto passeggero, del tutto superfluo una volta smorzata l'opportuna curiosità iniziale. Da una parte, infatti, si deve registrare che la qualità delle foto scattate con la console non è sempre eccellente: l'ottica delle fotocamere non è troppo “performante”, e buone condizione di luce sono necessarie per ottenere scatti decenti. In un ambiente interno (le mura domestiche) il risultato finale in termini di esposizione e qualità dell'immagine potrebbe lasciare molto a desiderare. Davvero sorprendente invece, la tridimensionalità. Così come fu per i giochi, il primo impatto con la stereoscopia “senza occhialini” applicata alle fotografie è davvero curiosissimo e straniante. Dubitiamo, tuttavia, che ripetuta la solita litania di fronte a parenti, amici e conoscenti interessati a meravigliarsi per questo elaborato trucco di magia tecnologica, userete abitualmente i tasti dorsali adibiti allo scatto. Si conti poi che le foto non possono essere condivise con facilità tramite connessione Wi-Fi, ma recuperato soltanto tramite Memory Stick.
Come vedremo, la funzione delle due fotocamere diventa molto interessante quando si lega in maniera più evidente al software preinstallato sulla console, facendoci sperare in un più stretto rapporto con le future applicazioni ludiche.

Software

Accesa la console, veniamo accolti da un menù che non tradisce l'impostazione “scheletrica” e rilassante ben conosciuta dai possessori di un DSi. Per rendere l'esperienza utente meno spigolosa e più personalizzabile, il 3DS concede diverse opzioni per la visualizzazione delle (molte) icone che già affollano lo schermo. Si può utilizzare un sistema identico a quello del già citato predecessore, facendo scorrere orizzontalmente i pulsanti virtuali con il pennino, oppure optare per una visualizzazione a griglia più o meno densa, che ricorda lontanamente quella della Home Console Nintendo. Praticità e immediatezza sono caratteristiche che non possono mancare: la giusta attenzione per gli spazi visivi, la morbidezza dei cromatismi, di fatto permettono di navigare nei menù con molta tranquillità, esplorando le nuove possibilità della macchina. Ancora un poco intricato il menù delle opzioni, ma niente che non si possa domare.
Fra la decina di Icone che appaiono al primo accesso, alcune sono vere e proprie novità. Si segnala ad esempio la NintendoZone, che permette di gestire in maniera molto più semplice e immediata l'accesso ad internet tramite la scansione degli Hot-Spot: del resto, ora che la console punta in maniera così evidente sulla connettività, questa introduzione ci sembra assolutamente opportuna, dal momento che permette davvero a tutti di proiettare sulla grande rete il nuovo gioiellino.
Meno interessanti, di contro, le altre opzioni evidentemente marginali e contingenti, alcune tutte nuove, altre recuperate direttamente dal vecchio modello. C'è ancora, ad esempio, la possibilità di registrare suoni e voci per qualche secondo, giocando poi con i “sample” acquisiti, aggiungendo qualche semplice effetto acustico. Una funzione assolutamente superflua. Più utile, invece, un vero e proprio Blocco Notes: non crediamo che gli utenti lo utilizzeranno nella vita di tutti i giorni, ma se si considera la possibilità di accedere al menù principale anche mentre si sta videogiocando, “mettendo in pausa” il software per riprenderlo successivamente, allora la sua presenza potrebbe far piacere a chi ama prendere appunti mentre sta affrontando la sua ultima avventura grafica. A livello di “Sistema Operativo”, proprio la possibilità di richiamare il menù principale è a conti fatti una delle più gradite. Ovviamente, questa opzione non è disponibile con il software DS, utilizzabile anche sul 3DS grazie alla retrocompatibilità.
Dal menù di base si può accedere anche al Centro di Creazione dei Mii. L'effetto novità è ovviamente spuntato, soprattutto per quegli utenti che con gli “avatar” di Nintendo hanno avuto a che fare sulla bianchissima Wii. Tuttavia è innegabile evidenziare il fatto che su di una console portatile, la dimensione sociale della “Mii Plaza”, integrata fra l'altro con l'eccellente idea dello StreetPass, potrebbe trovare un ambiente più vivace e creativo. Grazie alla fotocamera, inoltre, è anche possibile fra generare al sistema un Mii modellato sulle proprie fattezze, anche se ad onor del vero i risultati sono abbastanza lontani dalla verosimiglianza che è possibile perseguire con la creazione manuale.
Completa il set di applicazioni preinstallate qualche semplice minigioco, legato alla cosiddetta Realtà Aumentata. Nella confezione della console si trovano infatti delle piccole carte che, inquadrate direttamente dalle fotocamere, attivano alcune funzioni della macchina. In verità, il set iniziale è un po' avaro: di sei carte messe a disposizione, cinque raffigurano i più famosi eroi Nintendo. Inquadrandoli, sullo schermo si materializzeranno pupazzi tridimensionali, niente più che semplici “marionette automatiche”, da ammirare incuriositi per qualche minuto o da inserire nelle proprie fotografie. Ancora una volta, un passatempo assolutamente aleatorio: se le Carte AR vorranno diventare davvero uno standard ludico, i game designer dovranno impegnarsi non poco per inventare qualcosa di interessante, evitando magari di riproporre la stessa (bambinesca) interazione che già altri prodotti garantiscono iPhone o PSP (Invizimals e EyePet).
L'ultima delle Carte AR, in ogni caso, permette di accedere a qualche Minigame. Queste piccole attività (per una disamina più attenta, restate sintonizzati su Everyeye), assieme a “Caccia alla Faccia” compongono l'esile dotazione ludica di base del Nintendo 3DS. Non si pensi ovviamente di acquistare la console e divertirsi soltanto con queste chincaglierie: si rivelano né più né meno un piccolo “tutorial” interattivo per esplorare tutte le nuove funzionalità, fra cui il controllo attraverso Giroscopi e Accelerometri. Sono piacevoli e senza dubbio rappresentano un minimo plusvalore, soprattutto per chi si avvicina al mondo dei videogiochi per la prima volta, magari sospinto dal Tam Tam mediatico che ha anticipato il lancio. Ma chi gravita nel settore da qualche tempo può anche tralasciarli senza patemi. Nintendo, in ogni caso, con la dotazione Software di Base, sembra aver pensato anche alle fasce di pubblico generalmente estranee al nostro Medium, assicurandosi, proprio grazie alla Realtà Aumentata (invero molto esile e, attualmente, con poche prospettive) ed alle fotografie 3D, di intrigare anche gli utenti più spensierati e inclini ai facili entusiasmi.
Un peccato, invece, che neppure per il lancio italiano, la casa madre sia stata capace di inserire il Browser Web e lo Store Online. Se sul primo si può chiaramente soprassedere, l'assenza del negozio DSWare ci pare abbastanza pensante, soprattutto per una console che arriva in un momento storico molto concentrato sulla distribuzione digitale. Il potenziamento delle infrastrutture dello Shop, promesso a più riprese dai portavoce Nintendo, si farà dunque attendere però solo due mesi, dal momento che l'apertura dello Shop è prevista per Maggio.
Per tutte le informazioni riguardanti StreetPass, SpotPass, Codici Amico e Game Coin, vi rimandiamo nuovamente allo Speciale sulle Feature Inedite del 3DS. Scoprirete che, al di là delle icone del Meù, il Nintendo 3DS ha davvero la possibilità di garantirvi l'accesso ad un altro mondo, fatto di interazioni, attività quotidiane e molto di più.

Treddì

Numerose prove sul campo l'avevano già dimostrato: la stereoscopia senza occhialini del 3DS funziona alla grande. Ci sono molti compromessi da rispettare, ma messi di fronte alle “vive immagini” dello schermo superiore, il senso di meraviglia è notevole. Un entusiasmo fanciullesco davvero difficile da trattenere, un generale scombussolamento dei propri confini, come di chi sa di trovarsi di fronte a qualcosa di davvero nuovo. E, per certi versi, prezioso.
Ma è una meraviglia, invero, abbastanza effimera, che si diverte a vedervi sorridere appena per qualche ora, prima di essere seriamente ridimensionata dalla “voce della ragione”.
Cominciamo col dire che il 3DS, di fatto, “gioca” con i vostri occhi ingannandoli fisicamente. L'assenza del tramite fisico, delle lenti attive o passive che siano, di fatto impone un'insolita “ginnastica” ai bulbi oculari. E se è vero che alcuni giocatori potrebbero proprio non avvertire la profondità delle immagini, quello che ci preme sottolineare in questa sede è che l'esperienza di gioco con il 3D attivo è abbastanza stancante. Non è facile sopportare un'esposizione prolungata alla stereoscopia del 3DS, e basta qualche decina di minuti perchè il dito faccia scorrere lo slide posizionato al margine del “coperchio”, facendo sparire tutti i poligoni che uscivano dallo schermo, “appiattiti” in una più “comoda” visione classica. Certo, il limite di sopportazione varierà da utente ad utente, ma ci pare che il 3D sia una funzionalità da usare a piccole dosi, magari durante le Cut Scene più spettacolari. Le nostre prime prove su strada, inoltre, hanno già dimostrato che in titoli dal ritmo serrato (pensiamo a Kid Icarus, provato in occasione della GDC), la tridimensionalità rende di fatto difficile “leggere” chiaramente la scena.
Altre limitazioni dipendono dal fatto che, essendo un effetto che dipende dal posizionamento della console, il 3DS vada tenuto esattamente di fronte a voi, ad una distanza ben precisa. Alle volte, ammirando la magia di un cucciolo che sembra proiettato oltre i margini dello schermo, verrebbe quasi voglia di inclinare il portatile, esplorando la stanza dietro di lui. Ma basta una piccola torsione della macchina perchè tutto sparisca. In certe posizioni, dunque, potreste avere qualche difficoltà e dovervi accontentare della visualizzazione "classica".
Infine, bisogna sottolineare il fatto che attivare la stereoscopia ha effetti davvero gravi su uno dei grandi problemi di questa console: la durata della batteria. I nostri primi test, purtroppo, non si sono svolti su software videoludico vero e proprio. Navigando nei menù e dedicandosi alle molte attività disponibili con il 3D attivo, la durata della batteria non ha raggiunto le quattro ore di autonomia, superando di poco le tre ore e mezzo. Ma voci poco rassicuranti arrivano dai colleghi, che sostengono che le già poco dignitose performance possano scendere ancora nel caso di sessioni ludiche molto intense. Si parla addirittura di 2 ore e mezzo di autonomia. Per il momento non possiamo confermare, ma anche senza il 3D attivo, sono lontani i tempi in cui con il Nostro DS Lite potevamo resistere per quasi sette ore. Cinque sembra una stima accettabile, a patto di tenere sempre abbassato lo switch che regola la profondità dell'immagine.

Scheda Nintendo 3DS Come sempre succede, non è facile inquadrare una console e le sue specificità in un periodo così vicino al lancio ufficiale. Il 3DS, così come si presenta al pubblico, è una macchina comunque problematica. Ad una qualità costruttiva esemplare, ad una solidità dei materiali di fatto non comune, affianca un design claudicante ed un'ergonomia non eccellente. La lucentezza della scocca vince le prime resistenze, ed una volta accesa la console si resta piacevolmente impressionati dalle nuove funzionalità e dalla sobrietà dei menù. Ma tutte le feature ampiamente descritte in questa recensione e nello speciale precedente, andranno di fatto testate sul campo, perchè attualmente appaiono abbastanza marginali. Se non sarà integrata con il software, anche la Realtà Aumentata potrebbe rivelarsi davvero evanescente. Persino l'effetto 3D “senza occhialini”, vero e proprio “cavallo di Troia” per superare le perplessità del grande pubblico e assicurarsi una copertura mediatica senza paragoni, alla prova dei fatti deve convivere con le sue limitazioni, fra cui si segnala una predisposizione notevole a stancare la vista e l'inconveniente effetto che ha sulla durata della batteria, davvero ai minimi storici. Però, sia ben chiaro: non crediamo che la qualità di una console si misuri sulla base di questi parametri. Come sempre, a decretare il successo o la caduta di una piattaforma, saranno i giochi e l'applicazione costante di Terze Parte e casa madre. Attualmente, il 3DS non pare in una situazione molto rosea, con una Line-Up che convince a metà e qualche importante funzione tagliata di netto (lo Shop Online). Ma i nomi che si profilano all'orizzonte sono, come sempre, grandi, e il tempo non manca. Attualmente, tuttavia, l'acquisto deve essere seriamente ponderato, anche perchè il costo di 259€ non è molto popolare. Valutate bene i vostri interessi, i titoli della Line-Up, la vostra smania per i nuovi giocattoli tecnologici, e non fate scelte avventate. Anche se siete Fan sfegatati della Grande N, potreste voler aspettare un po': se non un restyle, almeno qualche gioco più “massiccio”.