Recensione Nintendo Pocket Football Club

Un gestionale calcistico minimale e semplice. Forse anche troppo.

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Nintendo Pocket Football Club
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

In questo periodo di calma piatta, in cui le uscite sulle piattaforme Nintendo si stanno facendo un po' troppo rarefatte, la casa di Kyoto pensa bene di anticipare la frenesia calcistica legata agli imminenti campionati mondiali rilasciando Nintendo Pocket Football Club. Il titolo è un manageriale calcistico leggero e immediato, che dovrebbe attirare un'ampia fetta di pubblico in virtù del suo look colorato e minimale, e di una estrema semplificazione delle dinamiche di gioco.
Dimenticatevi quindi statistiche complesse e interminabili sessioni di calciomercato: Pocket Football Club vuole ridurre al minimo i pensieri, proponendo un gameplay “stilizzato” e senza complicazioni.
Il gioco, in verità, arriva nel vecchio continente con colpevole ritardo: si tratta infatti dell'adattamento di un titolo uscito in Giappone ben due anni fa, quel Pocket League Soccer: Calciobit, che a sua volta è seguito di un fortunatissimo titolo GBA datato 2006.
Purtroppo, il tentativo di dare una collocazione occidentale alla saga targata ParityBit si infrange in maniera piuttosto vistosa, per via degli evidenti problemi di struttura che Pocket Football Club si porta dietro. Se sulle prime la “semplicità ad ogni costo” della componente gestionale potrebbe sembrare convincente, ben presto si capisce che che certi aspetti sono trattati in maniera troppo superficiale, e che i ritmi di gioco sono frammentati e tediosi.

Guardare ma non toccare

I primi momenti di gioco si passano sostanzialmente a personalizzare il proprio alter ego -un allenatore tutto d'un pezzo- e poi a gestire le caratteristiche principali della squadra, dal nome alle divise. Queste fasi preliminari servono soprattutto per fare la conoscenza di uno stile grafico semplice ma accattivante, che vuole ricordare da vicino la pixel art delle generazioni a 8 bit, ma che si mostra insospettabilmente attuale. Complici delle scelte cromatiche decise e sgargianti, ed un set di animazioni che, scesi in campo, renderà le partite piuttosto vivaci e piacevoli da vedere, Nintendo Pocket Football Club passa senza nessun problema la “prova carisma”, e incuriosisce quel tanto che basta per lanciarsi nella nostra brillante carriera di coach.
In verità, gettati sul campo con una squadra di pivelli, si capisce subito che l'impianto strategico del titolo ParityBit scricchiola in maniera molto evidente. Sostanzialmente, infatti, nel corso delle partite non è possibile intervenire in nessun modo sull'azione: trattandosi di un manageriale non avremmo richiesto il controllo diretto dei giocatori, ma almeno cambiare la disposizione degli uomini sul campo, il livello di aggressività o indicare le marcature sarebbe stato opportuno. E invece no: tutte le scelte riguardanti la formazione o la strategia vanno prese prima del calcio d'inizio, dopo il quale avremo solo la possibilità di effettuare le tre sostituzioni previste.

Quali sono, allora, le velleità strategiche di Nintendo Pocket Football Club? Sostanzialmente quello che ci è richiesto di fare è gestire gli allenamenti della squadra, utilizzando apposite carte che si guadagnano proprio durante i match: l'occhio clinico del coach individuerà i punti deboli dei propri pupilli, sbloccando così delle card con degli allenamenti specifici. Fra una partita e l'altra, quindi, potremmo prendere uno per uno i nostri atleti, e assegnarli tre compiti: dall'aerobica alla corsa, passando per il potenziamento fisico e l'allenamento sui calci piazzati. Se saremo particolarmente abili a combinare le tre carte a nostra disposizione per ciascun giocatore, potremmo scoprire delle “combo” speciali, così da aumentare in maniera più efficace le varie statistiche del pupillo.
Sostanzialmente la componente tattica si esaurisce qui: giocando partite con squadre più forti si guadagneranno carte migliori, sbloccando così allenamenti più utili, e stagione dopo stagione vedremo i nostri atleti diventare dei veri e propri campioni.
Idealmente sarebbe anche possibile rifinire la nostra rosa acquistando nuove promesse e ingaggiando i bomber più quotati, ma l'operazione è talmente complessa e legata al caso che spesso si preferirà fare di necessità virtù, allenando i ragazzi che avremo per le mani. Del resto gli ingaggi possono essere effettuati solo scegliendo fra una rosa di atleti generata casualmente, senza possibilità di cercare con attenzione i giocatori che farebbero al caso nostro.

L'aspetto forse più desolante di Nintendo Pocket Football Club è però legato alla totale futilità di certe scelte manageriali. Spesso e volentieri, cambiare la formazione o scegliere un atteggiamento difensivo piuttosto che una strategia aggressiva non avrà risvolti tangibili nello svolgimento della partita. Anzi, spesso e volentieri capiterà di notare una certa tendenza degli atleti a fare di testa propria: nel corso delle prime partite sarebbe bene selezionare una strategia difensiva per evitare di prender gol contro squadre sicuramente più allenate, ma guarda caso capita spesso e volentieri che la nostra formazione crei più occasioni di quando invece gioca, con atteggiamento spavaldo, contro i polli dell'oratorio. La scelta della formazione non influisce sul tipo di gioco, e sostanzialmente l'unica strategia tenuta in conto dalla CPU sembra esser quella di passare la palla al compagno più vicino.
Insomma, passi la volontà di creare un manageriale calcistico leggero e facile da approcciare, ma in Nintendo Pocket Football Club i risultati delle partite sembrano davvero troppo casuali, e molte delle scelte amministrative si rivelano vuote e senza conseguenze. Lo spirito della produzione, insomma, è tipicamente nipponico, concentrato più che altro sull'idea di far crescere le statistiche dei propri giocatori con un impegno iterativo e meccanico.
Forse, proprio in virtù dello stile grafico molto piacevole, questo approccio avrebbe potuto convincere qualcuno. Purtroppo, il colpo di grazia arriva da una scelta di design francamente incomprensibile: sostanzialmente, è impossibile velocizzare il ritmo di svolgimento delle partite, ed ogni volta che vogliamo scendere in campo ci toccherà assistere (quasi completamente inermi) a dieci minuti di match (cinque nel caso si decida di giocare un solo tempo), aspettando pazientemente lo sblocco delle nuove carte o le azioni da gol.
Francamente, con queste premesse è davvero difficile anche solo pensare di finire la prima stagione.

Nintendo Pocket Football Club Nintendo Pocket Football Club è un titolo con un look grazioso e accattivante, ma che si rivela davvero troppo insipido e tedioso. La componente gestionale si riduce sostanzialmente alla selezione degli allenamenti, che sfrutta un sistema di carte collezionabili: pur nella sua estrema semplicità, questo è l'aspetto più riuscito del titolo, che capitombola senza speranza una volta arrivati in campo. Non solo le nostre scelte tattiche riguardanti formazione e assetto, infatti, non avranno alcun risvolto tangibile nel corso della partita, ma l'esperienza di gioco di Nintendo Pocket Football Club sarà in buona sostanza esclusivamente spettatoriale. Costretti ad assistere alle prodezze del nostro undici pixelloso, finiremo per annoiarci in fretta. La prova europea di “Calciobit”, insomma, può dirsi integralmente fallita.

5.5

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