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Recensione No Heroes Allowed!

Manuale di creazione di un dungeon perfetto, volume tre.

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Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

La terza venuta del Signore del Male

Sotto il lungo e complicato titolo di Holy Invasion Of Privacy, Badman! What Did I Do To Deserve This? si nasconde un titolo che nel 2007 in Giappone, e nel 2009 nel resto del mondo, seppe ridefinire il concetto di Signore del Male e quello di Dungeon. Se tanti amanti dei giochi di ruolo hanno investito buona parte della loro vita dentro umidi e inospitali dungeon, mai gli era stata data la possibilità di costruirne uno e, addirittura, di popolarlo con le più rivoltanti mostruosità mai concepite. Il titolo partorito da Acquire era semplice nelle premesse e nell’impostazione grafica, ma un vero inferno quando si doveva abbandonare l’euforia iniziale e dedicarsi alla sistematica eliminazione degli eroi che osavano varcare la soglia del nascondiglio del Signore del Male.
Dopo il secondo capitolo uscito in Europa meno di un anno fa, la piccola PSP è nuovamente chiamata ad ospitare la saga. Il titolo, almeno questa volta, è più sobrio, ma ugualmente ironico: No Heroes Allowed!. Tre semplici parole e un punto esclamativo che, manco a dirlo, nascondono ancora una volta un gioco di strategia difficile, ma estremamente appagante.

Costruisci, popola e goditi lo spettacolo

Il nuovo capitolo della trilogia di Badman non cambia sostanzialmente di una virgola il gameplay che ha fatto la fortuna della saga. Ancora una volta sarete chiamati a costruire una lunga serie di dungeon a partire da una griglia di quadrati di terra, contando solo sul vostro fidato piccone.
Le premesse narrative sono esilaranti, condotte tramite dialoghi comici e pressoché immutate. Dopo aver conquistato “il mondo”, Badman si accorge che in realtà esiste un regno ancora più grande, libero dal suo tirannico giogo. Ancora una volta, dunque, non gli rimarrà altro da fare se non convocare voi, che in questo caso specifico vestirete i panni del terribile e onnipotente Dio della Distruzione.
Il compito, come già anticipato, è molto semplice: costruire un nascondiglio sufficientemente labirintico e popolato da mostruose creature, in modo da eliminare gli eroi che tenteranno catturare Badman.
Sfruttando un nostalgico e semplice 2D, No Heroes Allowed! inizialmente vi presenterà una fitta griglia di blocchi di terra. A partire da questi, utilizzando una sorta di piccone, dovrete scavare i vari sentieri che formeranno il vostro dungeon. Farlo vi porterà un duplice vantaggio. Innanzi tutto più strade, significa più luoghi dove nascondere il Signore del Male. Al termine di un certo lasso di tempo, infatti, arriveranno gli eroi di turno che faranno irruzione nel livello. Qui verrete chiamati a posizionare in un luogo specifico il vostro protetto. Naturalmente più intricata sarà la trama di sentieri da voi creata, più tempo ci vorrà per i nemici per trovarlo.
Dall’altra parte, il secondo vantaggio che otterrete nell’opera di scavo, sarà quella di dare vita alla mostruosa fauna che si batterà fino alla morte per difendere Badman e uccidere i maleducati invasori.
Il concetto è estremamente semplice: un mostro, se mangiato da un altro, da vita ad una creatura più forte. Questa pratica di endocannibalismo è tanto semplice sulla carta, quanto alla base di un vero e proprio esaurimento nervoso nella pratica. Sì, perché se i mostri base si auto-genereranno all’interno di alcuni blocchi di terra, e sarà quindi compito vostro portarli alla luce rompendoli con il piccone, per dare vita al processo di evoluzione dovrete indurre un vero e proprio mini-ecosistema in cui i vostri mostriciattoli prima “impollineranno” i blocchi adiacenti e, poi, si lasceranno fagocitare dai nuovi arrivati.
I problemi che si creano in merito a quest’ambito, sono principalmente due. Il primo è legato al gameplay stesso: il piccone infatti esaurisce il suo potere a mano a mano che viene utilizzato. Ciò significa che dovrete pianificare attentamente ogni mossa se non volete restare impotenti proprio nel momento meno indicato. Il secondo va invece a identificarsi come il difetto più grande, e ancora irrisolto, della saga. Nell’avventura non avrete modo di controllare direttamente i vostri mostri. Proprio per questo, spesso, invece che seguire il sentiero che avete creato per loro, ideale per dare vita alle creature più potenti di cui avete bisogno, cominceranno a bighellonare in giro facendovi perdere secondi preziosi. Fa parte del gioco, indubbiamente, ma a volte questo loro comportamento irresponsabile, vi costerà più di un game over.
Fortunatamente il titolo, come in passato, diverte e regala immense soddisfazioni, ma solo a patto che siate giocatori pazienti e attenti. Anche il primo livello, se affrontato con sufficienza, vi sarà letale. Al contrario, nonostante il difetto appena trattato, una buona pianificazione e una perfetta conoscenza delle meccaniche di evoluzione, vi regaleranno immense gioie e soddisfazioni.

Badman non è più solo

A questo punto, la domanda che sta sorgendo in alcuni di voi, è abbastanza prevedibile: ma cosa c’è di nuovo rispetto alle scorse edizioni? La risposta è altrettanto scontata: poco, ma ciò non è per forza un male.
Innanzi tutto la novità più sostanziosa riguarda la presenza del multiplayer. In questo nuovo capitolo due giocatori potranno aiutarsi vicendevolmente nella creazione del dungeon perfetto. Purtroppo il tutto è limitato al locale e alla sola modalità cooperativa, ma la possibilità offerta è comunque capace di aumentare a dismisura il divertimento. Inoltre sono state inserite tutta una serie di missioni che si affiancano alla classica avventura. Ogni giorno vi verranno sottoposti alcuni livelli al termine dei quali, in base al tempo e al modo con cui li supererete, verranno calcolate le vostre abilità relativamente ad alcuni parametri specifici.
Le novità insomma, non sono moltissime, ma se amate la saga, e se bramate da tempo per nuovi livelli, tanto basta per consigliarvi l’acquisto.
A livello tecnico No Heroes Allowed! mantiene inalterato lo stile 8-bit dei suoi predecessori. Le possibilità grafiche della PSP, dunque, restano ampiamente inesplorate, ma è impossibile non restare affascinati dall’impianto visivo 2D utilizzato da Acquire. Il discorso può essere tranquillamente prolungato anche nell’ambito del sonoro: pochi effetti, qualche nota qua e là. Poca quantità e qualità assolutamente retrò. Se piace il genere vi andrà bene così, altrimenti non avrete altra possibilità che disattivare l’audio.
Parlando di longevità infine, No Heroes Alloew! soddisfa in pieno. Certo, il multiplayer offre ben poco a dire il vero, ma la campagna principale e le missioni presenti sono più che sufficienti per tenervi impegnati a lungo.

No Heroes Allowed No Heroes Allowed! risulta l’ennesimo upgrade di questa saga che in pochi anni è già arrivata al terzo episodio. Le novità ci sono, ma né multiplayer, né le missioni, sono così determinanti da giustificare, da soli, l’acquisto di questo capitolo nel caso abbiate già sviscerato a fondo le edizioni passate. Ma se, pur avendo amato le vecchie iterazioni, non ne avete ancora abbastanza, acquistatelo ad occhi chiusi. Al contrario se vi siete stancati della proposta Acquire o se non avete mai amato la saga, tenetevi a debita distanza da No Heroes Allowed!

7.5

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