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Recensione No Time To Explain Remastered

Viaggi nel tempo, mostri alieni e tanto nonsense nella riedizione dell'atipico platform di tinyBuild Games, che torna sui nostri schermi “tirato a lucido” in una speciale versione rimasterizzata.

Versione analizzata: PC
recensione No Time To Explain Remastered
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • Xbox One
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Mentre vi trastullate nella vostra abitazione ancheggiando a ritmo di musica dinanzi alla tv del salotto senza pudore alcuno, un boato scuote la tranquillità dell'imbarazzante scena. Dall'enorme breccia apertasi nel muro che affaccia sul giardino osservate una perfetta copia di voi stessi venirvi incontro: "Sono te dal futuro. Non c'è tempo per spiegare!" urla l'uomo prima di venire afferrato e trascinato via dalla gigantesca chela di un enorme granchio alieno assetato di sangue. L'unica cosa da fare allora è recuperare l'arma lasciata cadere dal vostro doppione e tentare di sottrarlo alla mortale presa della bestia. É questo il folle incipit narrativo alla base di No Time To Explain: Remastered, versione "riveduta e corretta" del browser game rilasciato nel 2011 da tinyBuild Games. Un platform bidimensionale fuori di testa costituito da un livello di difficoltà molto elevato, che fa del trial & error il cuore pulsante della sua (piuttosto breve) esperienza. Se tali presupposti rievocano nella vostra mente le vette qualitative di un Super Meat Boy qualunque dobbiamo purtroppo deludervi: No Time To Explain si rivela un titolo scialbo, con un gameplay piuttosto noioso e uno stile grafico decisamente poco accattivante. Se a questa poco lusinghiera descrizione aggiungete che il gioco è venduto alla non proprio modica cifra di 15 euro capirete che il risultato finale non è certamente destinato a lasciare il segno.

Follia dal futuro

Come precedentemente accennato, obiettivo del nostro alter ego virtuale sarà quello di lanciarsi all'inseguimento del proprio io proveniente dal futuro, così da salvarlo e chiedergli delucidazioni riguardo l'attuale situazione del pianeta: sembra infatti che una razza aliena non meglio identificata stia attaccando la Terra, distruggendo tutto quel che incontra sul proprio cammino. Armati con un fucile laser di enorme potenza dovremo navigare i livelli bidimensionali che compongono la campagna sfruttando la forza propulsiva dell'arma da fuoco, così da superare i vari ostacoli posti sul nostro cammino e abbattere la minaccia nemica. Una volta entrati in uno degli stage dovremo aguzzare la mente e mettere alla prova la nostra abilità mouse alla mano, chiamati a confrontarci con un level design onesto seppur privo di particolari guizzi creativi di rilievo, che pone dinanzi al giocatore ostacoli e sezioni platform sempre più difficili e complesse. Quasi come fosse un enorme propulsore, potremo indirizzare il raggio dell'arma nella direzione desiderata, così da sfruttarne la spinta e raggiungere altezze inimmaginabili, superare burroni mortali oppure modificare la nostra traiettoria in volo a seconda delle esigenze. A renderci la vita difficile troveremo non solo spuntoni letali e pozzi senza fondo, ma anche piattaforme cedevoli, pannelli antigravitazionali coi quali spiccare altissimi balzi e tante altre amenità potenzialmente mortali partorite dalla mente degli sviluppatori. Al termine di ciascun livello vi sarà un boss ad attenderci, offrendo battaglie che tutto sommato costituiscono l'unico campo in cui No Time To Explain sembra avere qualcosa da dire, grazie a super nemici caratterizzati da pattern d'attacco variegati e impegnativi da memorizzare, oltre che da un design così fuori di testa da riuscire a strappare più di un sorriso. A variare il ritmo di una formula di gioco poco profonda, che diviene preda della noia piuttosto velocemente, si aggiungono alcune variabili relative all'arsenale a nostra disposizione: di tanto in tanto capiterà infatti che un ulteriore "io" proveniente da un'ennesima dimensione temporale, equipaggiato con una nuova bocca da fuoco, si sostituisca al nostro personaggio. Già nei primi livelli sarà infatti possibile utilizzare un potente fucile a canne mozze che si affiancherà al ricorrente cannone laser: così facendo le dinamiche alla base del gameplay vengono in parte riscritte, mettendo a dura prova i riflessi e i tempi di reazione del giocatore. Con questa nuova e potente arma infatti non potremo sfruttare il costante flusso di energia del laser, ma piuttosto affidarci ad un incredibile rinculo, la cui spinta andrà direzionata a dovere per avanzare e superare i vari ostacoli. Giunti alla metà della nostra avventura saremo invece chiamati ad utilizzare una sorta di raggio magnetico che spingerà il nostro personaggio nella direzione in cui viene direzionato il mirino, riscrivendo ancora una volta le regole di gioco e costringendoci a reinterpretare il design degli stage. Il tutto a sostenere una filosofia di platform "duro e puro", il cui cuore è costituito da un ricorrente trial & error, che, se da un lato stimolerà gli utenti più accaniti e "hardcore", dall'altro potrebbe rapidamente scoraggiare coloro che preferiscono una progressione meno convulsa e più fluida. Anche perché No Time To Explain non riesce minimamente a raggiungere le vette di complessità e qualità del level design di illustri esponenti del genere quali Super Meat Boy, tanto per citarne uno, risultando quindi poco stimolante nella sua ostica progressione. Avanzare in livelli di gioco molto lineari smorza qualsiasi entusiasmo derivato dall'anomalo utilizzo delle armi da fuoco; quest'ultimo avrebbe potuto costituire un aspetto sicuramente interessante della produzione tinyBuild, rivelandosi però, a conti fatti, poco approfondito e mal sfruttato.

Anche lo stile grafico adoperato non conquista, mostrandosi fin troppo essenziale, a tratti spartano, tradendo maldestramente le origini da browser game della produzione, nonostante il sottotitolo "Remastered" campeggi in primo piano nel menu principale. Una direzione artistica sottotono e poco ispirata completano un quadro piuttosto negativo, per un profilo tecnico del titolo che, complessivamente, non riesce a soddisfare, rivelandosi poco ispirato e sviluppato in maniera pigra e priva di qualsivoglia guizzo rilevante. Il passaggio di questa versione rimasterizzata ad un engine più performante come lo Unity 5 non ha portato con sé alcuna miglioria grafica, presentando una conversione effettuata col minimo sforzo. Se avrete la caparbietà di trascurare tutti i difetti sopra elencati riuscirete comunque a raggiungere i titoli di coda in poco più di due ore e mezza, conteggio totale del tempo di gioco che potrebbe aumentare qualora decidiate di recuperare tutti i copricapi nascosti nei livelli. Purtroppo, al di là del più sfrenato collezionismo, non si avranno grandi ragioni per impegnarsi nella raccolta dei cappelli, i quali non fanno altro che modificare parzialmente l'aspetto del nostro personaggio, senza portare con sé alcun bonus o modificatore che riesca a rinfrescare i ritmi del monotono gameplay della produzione. Ad aumentare parzialmente il fattore rigiocabilità interviene una modalità co-op in locale, assente nelle precedenti release, così da poter rigiocare l'intera campagna al fianco di un amico.

No Time To Explain Remastered No Time To Explain: Remastered è un'occasione in gran parte sprecata: riscrivere parzialmente le tradizionali regole di navigazione dei livelli tipiche dei platform bidimensionali poteva risultare una grandiosa idea, che viene però sfruttata male, senza ispirazione, affiancata da un comparto tecnico appena sufficiente e privo di sostanziale personalità, nonché un level design piuttosto scialbo e piatto. Fortunatamente le boss fight risultano sensibilmente più curate, costituendo certamente l'aspetto più interessante della produzione: chiariamoci subito, nulla di rivoluzionario rispetto a quello a cui il pubblico dei platform 2d è abituato ormai da decenni, ma gli scontri sono comunque ben studiati e divertenti da giocare. L'edizione Remastered sorvola sui tanti difetti che affliggevano il gioco già nel 2011, preferendo battere il sentiero del semplice “porting diretto” arricchito da un esiguo numero di elementi inediti che non riescono a risollevare le sorti del prodotto. Una longevità striminzita e un prezzo francamente troppo alto contribuiscono ad affossare il (poco) lavoro svolto dai ragazzi di tinyBuild Games con questa riedizione, rendendoci piuttosto difficile consigliarne l'acquisto.

5.3

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