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Recensione NotGTAV

Il gioco, come suggerisce il titolo, compie la coraggiosa impresa di fondere due mondi apparentemente lontani eppure vicini: ecco come è possibile mescolare Snake e Grand Theft Auto...

Versione analizzata: PC
recensione NotGTAV
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Le "reinterpretazioni" e le nuove versioni di classici come Blockade e Snake sono talmente tante che è persino difficile tenerne il conto. Un po' come accade nel caso di Flappy Bird, generalmente queste versioni alternative sono poco conosciute dalla maggior parte dei giocatori, e ad essere condiviso da tutti (anche dai non addetti ai lavori) è un bagaglio di conoscenze comuni riguardanti gli aspetti di gameplay costanti in ognuna delle variazioni sul tema. Pur non volendo (e non potendo, per questioni di spazio) risalire fino alle origini del "fenomeno-Snake", e dando per scontate le conoscenze pregresse di cui sopra, è bene forse ricordare alcuni degli esperimenti più recenti di rivisitazione di questo classico senza tempo, tutti in ambito indipendente: innanzitutto Pix the Cat di Pastagames, lo straordinario Line Bender di Terry Cavanagh e il geniale Curves, sviluppato da Levire per iOS e Android (Ouya compresa), gioco che pone l'accento sulla componente multiplayer locale, mettendo fino a quattro giocatori alle prese con un'unica "arena" da riempire di "scie". Vi è poi Mega Snake Coin DESTROYER, interessante versione (con una sorta di "scorrimento" orizzontale) realizzata dal team indipendente KEXXU, ora al lavoro sul RAT-engine, un motore per realizzare velocemente picchiaduro su Ouya.

Snake, così come è conosciuto dalla stragrande maggioranza dei giocatori, è un'esperienza arcade prettamente single player, è vero, ma non va dimenticata l'idea base di Blockade, ripresa in buona parte anche dal succitato Curves: due giocatori si fronteggiano in una gara di resistenza; il primo che si scontra con un ostacolo, semplicemente, perde. L'obiettivo non è dunque quello di raccogliere il maggior numero possibile di oggetti sparsi sull'area di gioco, ma quello di evitare la morte in una situazione che si fa via via più complessa e veloce. In quest'ottica occorre necessariamente recuperare titoli quali Tron (classe 1982), anche nella mitica e poco conosciuta versione handheld, per quanto riguarda il passato, oltre a S*M*O*K*E di AvB, per restare invece al presente videoludico. Tutte queste meccaniche di gioco vengono riprese anche dall'opera di cui intendiamo occuparci in questa sede, ovvero NotGTAV. Il gioco, come suggerisce il titolo, compie la coraggiosa impresa di fondere due mondi apparentemente lontani eppure (molto) vicini, come avremo modo di sottolineare meglio in seguito. NotGTAV, in breve, ci insegna come è possibile mescolare "Snake" e Grand Theft Auto...

In fila Indianapolis

Ad un primo sguardo, NotGTAV non sembra altro che una versione ironica e "satirica" dell'intramontabile Snake, con un "serpente" che si allunga ingerendo oggetti specifici sparsi sulla ristretta area di gioco (e il limite, ci torneremo, è fondamentale anche in questo caso) . Il giocatore è chiamato a indicare la direzione, facendo ruotare di 90° il serpente ad ogni pressione del tasto e cercando di evitare atti di auto-cannibalismo: chiudersi su se stessi, cosa meno difficile del previsto a causa dell'allungamento costante della "creatura", significa andare incontro al "game over".

Ma l'opera prima dei Not Games ha in sé anche un po' di Grand Theft Auto V, l'ultimo capolavoro di casa Rockstar. O, meglio, ha in sé la parodia e l'eccesso di GTA V, ma non rinuncia certo a prendere in prestito quelli che sono veri e propri elementi di gameplay del nuovo capitolo della serie. I limiti fisici della mappa di Snake potrebbero essere facilmente contrapposti alla struttura free roaming della saga "criminale", ma effettivamente i due mondi ludici rivelano molti più punti in comune di quanto non appaia immediatamente. Iniziamo prendendo in considerazione le variazioni che NotGTAV inserisce all'interno della formula "base" descritta poco sopra. Il primo elemento che salta all'occhio è la presentazione visiva, come si può intuire dalle immagini proposte: la grafica è tutta disegnata a mano, con uno stile che fa incontrare il collage, Paint e un corpo di animazioni essenziali e "frammentarie". Queste caratteristiche danno al gioco un aspetto simile a quanto visto in certi lavori di thecatamites, autore delle piccole perle contenute in 50 Short Games (e di molti altri titoli, tra cui Mouse Corp, Mystery Channel, Lake of Roaches e Lands 101). Quella che potrebbe apparire come una semplice scelta stilistica ha effetti importanti sulle meccaniche di gioco: i protagonisti, infatti, sono tre uomini (proprio come in GTA V), ognuno dei quali "abita" una "mappa" differente. A seconda dei casi i personaggi possono utilizzare un veicolo o ritrovarsi "appiedati", ma la sostanza non cambia. L'obiettivo (e qui incontriamo la prima differenza con il classico che tutti hanno giocato almeno una volta su cellulare) non è accumulare quanti più punti possibile, ma completare le missioni proposte di volta in volta a seconda dello scenario e, dunque, del personaggio. A complicare le cose interviene però un altro elemento...

Sono a pezzi!

Il "serpente", in questo caso, non è costituito da un unico corpo ben definito, ma da tante piccole parti che seguono la macchina o il corpo del protagonista. Questa semplice differenza grafica ha effetti geniali sul piano del gameplay: se già risulta difficile controllare un corpo lungo che non deve avvolgersi su se stesso, ancor più difficile è avere a che fare con un "organismo" formato da automobili, mucche, uomini e fogli tutti separati tra loro e caratterizzati da animazioni differenti. Di fatto si controlla una "fila indiana" (non) ordinatamente disposta dietro la "testa". Per comprendere meglio la "frammentarietà" riscontrabile nel gioco (nelle animazioni, si diceva, ma anche nella costituzione della fila, appunto) è necessario tirare in causa i concetti di "continuo" e "discreto": da questo punto di vista, NotGTAV è uno Snake vecchia scuola, in cui il movimento è determinato attraverso una struttura di "caselle" fisse, di "tile" che creano così un sistema molto discreto, a differenza di quanto accadeva, per esempio, nel già citato Curves, il quale dava la possibilità al giocatore di controllare una curva molto più fluida e meno "quantizzata", si potrebbe dire.

Tutto questo vuol dire che in NotGTAV si è chiamati a calcolare con precisione i propri spostamenti, cosa che diventa sempre più complessa man mano che aumenta la velocità, ovvero quando gli intervalli nello spostamento da una "casella" ad un'altra si fanno più brevi, aumentando contemporaneamente il livello di attenzione richiesto e la difficoltà nel calcolare con precisione i punti in cui è richiesta la svolta (al momento giusto). A tutto ciò si aggiunge anche la rappresentazione visiva degli sfondi, che spesso non facilita lo studio dei movimenti necessari: i prati, le mattonelle che costituiscono il pavimento di un bagno pubblico o l'asfalto di un parcheggio sembrano concepiti per confondere ancora di più le idee. Gli ostacoli sono disegnati con linee sporche e imprecise, ma le collisioni rispondono giustamente a quella sorta di griglia di cui sopra, ed è quindi richiesta al giocatore una certa abilità nel saper leggere correttamente la struttura dello scenario, i cui punti di riferimento sono talvolta ambigui. Inoltre, anche là dove pare sia presente un motivo in grado di aiutare la vista, come nel caso di mattonelle più o meno regolari, quando una "preda" viene "ingerita" dal "serpente", il sangue che schizza sul pavimento (e che, complice la visuale a volo d'uccello, ricorda un po' le pozze rosse di Hotline Miami) torna a complicare la vita del giocatore, confondendo ulteriormente i movimenti della fila.

Il missionario

Bisogna ora approfondire quanto accennato all'inizio: NotGTAV prende a prestito alcune intuizioni dalla serie di Grand Theft Auto, e in particolare dall'ultimo episodio. Innanzi tutto, come abbiamo già ricordato, è possibile controllare tre personaggi, ovvero Dafydd, Darrenn e... David Cameron. Notgames non ha avuto timore a infilare nel proprio gioco parodie varie ed eventuali: tra un rapper del "ghetto", un premier inglese che decide di far fuori tutti i liberali di Londra, hippie che vagano senza meta e vacanzieri in tenda da schiacciare con la macchina ce n'è veramente per tutti. Proprio come in GTA! È però possibile individuare, si diceva, anche un altro tipo di "parodia" all'interno del gioco, ed è quella riguardante il gameplay vero e proprio. Più che di parodia, in realtà, è meglio parlare di un "mix" di meccaniche di gioco che si credevano lontane e che si riscoprono invece sorelle. Vediamo come.

"NotGTAV compie un'impresa straordinaria, ovvero far incontrare due mondi che a un primo sguardo potrebbero sembrare lontani anni luce"

NotGTAV, prima di tutto, prende a prestito idee come quella del livello di pericolosità del protagonista per tradurla in indicatore di difficoltà delle missioni: gli obiettivi che si susseguono sono via via più complessi da portare a termine, e le stelline classiche della serie Rockstar diventano il segnale del punto di notorietà/ineleggibilità in cui ci si trova. Una volta raggiunte le cinque stelle (questo vale per ognuna delle tre mappe) è possibile passare al "colpo" finale che, come vedremo, è strutturato in maniera leggermente diversa rispetto alle altre missioni. Ecco, le missioni: la struttura a obiettivi successivi permette di passare liberamente in qualsiasi momento da un personaggio all'altro (tranne nella modalità Dark Souls, in cui bisogna completare un'area intera a grande velocità senza morire mai, e cambiare protagonista vorrebbe dire dover ricominciare da capo), ma ha soprattutto permesso agli sviluppatori di sperimentare con le dinamiche di gioco.

Il primo punto di contatto con GTA è proprio questo: spesso, per completare le missioni, non c'è una sola strada. All'interno dei limiti dati dal gioco è possibile sperimentare "liberamente" un certo approccio a un dato compito. Esemplare in questo senso risulta la mappa di Londra (quella che permette al giocatore di vestire i panni di Cameron), e in particolare la sezione dell'elicottero: questa è una di quelle missioni tipiche di NotGTAV in cui non si è chiamati a raccogliere tutti gli oggetti sparsi sullo scenario, bensì a scappare da un veicolo nemico. Una situazione di questo genere fa sì che il giocatore trovi la propria strada all'interno della mappa per schivare il nemico, che a sua volta continua a seguire il serpente in ogni suo spostamento. E allora Snake, grazie all'incontro con GTA, riscopre la propria componente "free roaming", la propria parte di libertà all'interno di un recinto chiuso e ben definito. D'altro canto, si può così riscoprire in GTA la parte di limitazione, fondamentale, presente eppure sapientemente mascherata e nascosta: in fondo anche nel vasto ed enorme mondo di Grand Theft Auto V il "confine" è sempre presente. Anche GTA è sostanzialmente una libertà di muoversi all'interno di recinto. NotGTAV fa proprio questo: estremizza il limite, lo porta all'eccesso, tanto da farlo diventare quasi parodistico, ma svela un meccanismo alla base di ogni videogioco.

Per quanto vasto sia il mondo "virtuale", per quanto riesca a ingannare la vista e le mani del giocatore, c'è sempre una parte inaccessibile, che si tratti della porta di uno dei mille negozi sparsi per Los Santos o della "fine" del mare. Insomma, NotGTAV si conferma un gioco geniale da molti punti di vista, non ultimo quello della colonna sonora, tutta composta da stratificazioni di voci, cori "a cappella" e radio (e torniamo a GTA!) piene di parole. Il tutto senza dimenticare quei momenti in cui il sonoro si lega a doppio filo con le meccaniche ludiche: senza voler rovinare la sorpresa, possiamo semplicemente dire di tenere d'occhio l'achievement "SPUD-A-MUD". Altro aspetto interessante della produzione, poi, sono proprio gli achievement, gli obiettivi "extra" che chiedono al giocatore di affrontare situazioni e aree già viste in maniera differente o facendo attenzione a dettagli solitamente considerati marginali. Questo elemento dà ulteriore prova della cura e dell'attenzione riposta dagli sviluppatori nella realizzazione di quello che è il level design del gioco. Vi sono poi le missioni finali che possono essere affrontate scegliendo tra due approcci, quello stealth e quello brutale. Nel caso si propenda per il primo, si dovrà evitare ogni nemico sulla mappa raccogliendo solo oggetti specifici (e ovviamente i nemici, normalmente bersagli "commestibili", si muovono liberamente sulla mappa, come nella maggior parte dei casi proposti dal gioco), mentre nella modalità brutale si è chiamati a uccidere anche tutti i testimoni presenti sulla scena. In definitiva, NotGTAV è un piccolo esperimento veramente riuscito e capace di divertire per ore, al netto di qualche bug talvolta fastidioso. Eppure il divertimento è anche lì, nella (ri)scoperta dei limiti della "macchina".

NotGTAV NotGTAV compie un'impresa straordinaria, ovvero far incontrare due mondi (Snake e GTA) che a un primo sguardo potrebbero sembrare lontani anni luce. Lo fa riempendo il tutto di satira e parodie (è impossibile non mettersi a ridere davanti all'effetto di transizione da un personaggio all'altro, chiaramente ripreso da GTA V). L'umorismo inglese permea anche quello che è il vero e proprio gameplay del titolo, con una grafica “disegnata” che arriva ad avere effetti persino sulle dinamiche di gioco. La “frammentarietà” delle animazioni si lega alla perfezione con il movimento “assoluto” (di casella in casella) e con gli sfondi disegnati appositamente per rendere più complesso il calcolo degli spostamenti necessari a non schiantarsi contro un muro. O contro se stessi.A tutto ciò si aggiunge un insieme di achievement geniali e un impianto a missioni in cui è possibile scegliere liberamente tra tre personaggi, ognuno caratterizzato da mappe ed obiettivi specifici. Completano il quadro una colonna sonora semplicemente fuori parametro, costituita com'è da stratificazioni di voci in loop, brani hip-hop “a cappella” e frasi ripetute all'infinito. Senza dimenticare il modo in cui riesce a mescolarsi al gameplay in una missione in particolare... Insomma, NotGTAV, opera prima di Not Games, è una piccola perla che nessuno dovrebbe lasciarsi sfuggire. Poco importano i piccoli problemi e i pochissimi bug presenti, perché non riescono davvero a rovinare l'esperienza.

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