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Recensione Obduction

Dagli autori di Myst arriva Obduction, nuova avventura protagonista di una campagna Kickstarter di enorme successo.

Versione analizzata: PC
recensione Obduction
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Coltivando la passione per i propri progetti si può arrivare lontano, contro ogni difficoltà. Non è una favola della buonanotte, ma la storia di Cyan Worlds, sviluppatori scomparsi da tempo dai riflettori dell'industria e tornati oggi con una nuova avventura grafica in seguito a una campagna kickstarter dal milione facile. Stiamo parlando di coloro che crearono il gioco che ha sdoganato il CD-ROM negli anni novanta, dando vita ad una delle serie più appassionanti e misteriose di sempre. Stiamo parlando dei papà di Myst, pietra miliare delle avventure in prima persona e da sempre sinonimo di enigmi complicati in panorami onirici, che spaziano tra la logica ferrea e un quadro di Dalì. E' quindi con sommo gaudio che accogliamo Obduction nelle nostre librerie digitali. Una nuova avventura di Cyan undici anni dopo End of Ages, il capitolo conclusivo della saga che li ha resi famosi; un nuovo sogno da vivere dentro mondi governati da regole aliene, interrotte da eventi imprevedibili nell'ineluttabilità del destino. Obduction è un'avventura in un universo alternativo, come da troppo tempo non ne giocavamo.

Quel treno per Hunrat

Inizia tutto con una cometa nel cielo, sotto nubi tempestose in riva a un lago sul pianeta Terra. Silenziosa e luminosissima, ad un tratto si imbizzarrisce, prende vita, illumina il grigiore di una riva al crepuscolo e disegna geometrie iridescenti nella bruma serale: uno spettacolo allo stesso tempo meraviglioso e inquietante. Accompagnati da una voce narrante che farnetica tranquilla di mondi distanti, veniamo teletrasportati in quella che sembra l'Arizona, con gli occhi ancora abbagliati dalla luce della cometa. Bastano pochi passi per accorgersi del muro invisibile che divide il canyon della cittadina mineraria di Hunrat da un paesaggio blu xenomorfo, con isole dai colori iridescenti che si perdono all'orizzonte, fluttuando gigantesche nella stratosfera. Il paesaggio è da mozzare il fiato. Il contrasto tra ciò che ci è famigliare, come i binari che attraversano il piccolo villaggio dimenticato, e l'impossibile e irraggiungibile distesa di un pianeta extraterrestre spiazza ogni logica umana. Siamo arrivati in un universo distante, governato da regole a noi ignote, e l'atmosfera che si respira oscilla tra l'inqiuetudine e il morboso fascino della frontiera. Tutto appare abbandonato, ma la vista curiosa degli spazi aperti di un mondo sconosciuto ci spinge insistente all'esplorazione. Scopriremo la storia di questa realtà silenziosa e onirica, le gesta di persone che come noi si sono trovate di fronte all'ignoto cercando di dissiparlo e chiamarlo finalmente casa. La narrazione è quasi completamente visuale, in Obduction, con molti testi da leggere che tuttavia non sono sempre necessari pe la comprensione, data la qualità delle ambientazioni ed il modo con cui l'esplorazione ambientale si lega al gameplay stesso. L'interfaccia è ridotta all'osso e siamo privi di inventario. L'unico oggetto sempre con noi è una macchina fotografica con cui scattare diapositive spettacolari nei mondi che esploreremo o, ancor meglio, degli indizi che troveremo sparsi tra dedali intricati. La forza tranquilla e affascinante delle avventure Cyan è proprio questa: l'immersione completa in panorami e strutture dalle logiche all'apparenza senza senso; il fascino della scoperta, che balena nella testa del giocatore dopo ore di esplorazione - ore di osservazione attenta di dettagli apparentemente insignificanti, che invece celano preziose chiavi di lettura del mondo che ci circonda. Molte avventure prima di Myst e dopo End of Ages hanno provato a riprodurre queste meccaniche, sfociando quasi sempre nel sotto-genere dei giochi a schermata fissa, molto popolare sui device quali tablet e smartphone. Alcuni titoli validi sono certamente usciti, come The Room e Tormentum, ma niente si avvicina a quanto vi aspetterà in Obduction, perché il mondo in cui vi ritroverete è stato plasmato con una perizia che solo l'enorme esperienza di questi veterani può raggiungere. Gli indizi sono sparsi dappertutto, esplicitamente su un tavolo o indirettamente attraverso un fascio di luce visibile dalla distanza, e starà solo a voi metterli insieme per procedere verso la rivelazione finale, il momento in cui capirete che cosa è accaduto in questo universo fuori dal tempo e dallo spazio, e che cosa ne sarà del suo destino.

Come fu per il titolo che ridefinì il genere delle avventure grafiche negli anni novanta, anche Obduction prende il toro per le corna e si spinge oltre alle conquiste tecniche dei suoi congeneri, anche per qualità dell'immagine. L'ultima iterazione dell'Unreal Engine dipinge paesaggi spettacolari con una definizione superba, in uno stile artistico ben definito e sempre coerente con l'immaginario fantastico di Cyan Worlds. Come fu allora, anche oggi il team si scontra con alcuni bug alla release, che abbiamo trovato piuttosto pesanti. I caricamenti tra una locazione e l'altra sono piuttosto lunghi e questo pesa molto, vista la progressione basata spesso sul backtracking. Proprio quest'ultimo tuttavia non è tedioso: i nostri movimenti non sono infatti su binari come quelli di Myst, ma ci si può muovere liberamente come in ogni gioco in prima persona, scoprendo quindi dettagli sempre nuovi nelle locazioni in cui ritorneremo.Dobbiamo citare comunque una scarsa ottimizzazione del titolo per i dettagli grafici più spettacolari, come l'illuminazione soft-shadow: vi servirà una macchina molto potente per garantire i 30 frame minimi giocando al massimo dettaglio. Anche abbassando strategicamente alcune opzioni, il titolo rimane un'idrovora di potenza digitale, ma vogliamo chiudere un occhio, perché i paesaggi renderizzati sono semplicemente da togliere il fiato e rasentano il realismo più spettacolare. Ci sono alcune sbavature, soprattutto sulla distanza del Level Of Detail (assisterete a pop-in), e su alcune texture secondarie, ma in generale anche queste ultime sono davvero eccezionali e promuoviamo in pieno l'aspetto artistico-tecnico, che in definitiva è stupefacente.

Ne vogliamo di più!

Tornando ai motivi per cui Obduction non deve mancare nella vostra libreria di acuti avventurieri, sarà bene fare qualche paragone con gli altri prodotti che ad esso si avvicinano per concezione. Due titoli, in particolare, hanno anticipato qualche anno fa il ritorno della prima persona nel genere di appartenenza, ovvero Dear Esther e The Vanishing of Ethan Carter. Grazie a loro abbiamo assistito ad una graduale evoluzione di questa particolare categoria di avventure: se Dear Esther ha di fatto rilanciato l'esperienza narrativa digitale, sfociata in altri titoli degni di nota come Gone Home e Firewatch, Ethan Carter ha ripreso la formula placida e contemplativa dell'esplorazione aggiungendo solidi elementi ludici.

Down by the Riven

Se non conoscete Cyan Worlds e le loro avventure fatte di mondi strani e curiosi, fatevi un favore e giocatevi il loro indiscusso capolavoro, ovvero Riven. Si, lo sappiamo. Vi aspettavate di leggere Myst (e vi consigliamo pure quello), ma è con il secondo capitolo della saga del libro del tempo cheil team si è superato. Lo trovate sul buon vecchio GoG e su Steam, ma la versione migliore è senza dubbio quella per iOS uscita di recente (cercatela a questo indirizzo), e i cui introiti hanno finanziato proprio Obduction!

Personalmente preferiamo questo secondo tipo di prodotti, più affine a ciò che un videogioco è sempre stato, ovvero divertimento interattivo e non un "ottovolante" in cui girare passivamente. Bisogna tuttavia ammettere che sia Ethan Carter che l'altra importante avventura esplorativa, SOMA, non sono riuscite a rinunciare alla priorità dell'aspetto narrativo-visuale, sempre principale nell'economia di gioco. È proprio grazie all'esperta mano di Cyan Worlds che un prodotto come Obduction compie questo passo fondamentale, presentandosi non tanto come una semplice esperienza di esplorazione e narrazione, ma come un complicatissimo dedalo di enigmi ambientali da risolvere grazie all'osservazione attenta e al pensiero laterale, così cruciale nel genere che ha dato la luce a capolavori diversissimi come Monkey Island e The Journeyman Project (quest'ultimo i più non lo conosceranno: rimediate!). Rimarrete bloccati, non capirete che cosa sta succedendo; che cosa siano quei bottoni liquidi sul pannello di fianco a una cassa del supermercato, o come connettere una sequenza di venti numeri a trenta manopole che governano un pannello luminoso. Quando ci riuscirete, però, la soddisfazione sarà immensa, perché rivelerete le leggi ancestrali di un mondo dimenticato, con enormi marchingegni che si muoveranno sotto i colpi decisivi della vostra mente acuta.

Non vi sveliamo di più, state tranquilli. Vi avvisiamo solo che l'ordine in cui affrontare i diversi enigmi non è lineare e questi cambiano leggermente a seconda di quali risolverete per primi. I bivi e le scelte del titolo Cyan non sono preponderanti, ma aggiungono quell'aura di mistero in più, quella difficoltà inaspettata che vi lascia senza fiato in una giungla disseminata di piattaforme ipertecnologiche o davanti allo scheletro gargantuesco di un dinosauro che non dovrebbe esistere.

Obduction Obduction è esattamente ciò che desideravamo da Cyan, e non solo. E' un nuovo punto di riferimento per le avventure che verranno, anzi è ciò che il genere aspettava da un bel po' per darsi una scossa. Nonostante la sua splendida realizzazione, l'altra avventura che proprio quest'anno è quasi riuscita nella difficilissima impresa, ovvero The Witness, purtroppo cadeva in una monotonia di fondo che alla lunga smorzava la meraviglia dell'esplorazione della sua splendida isola. Noi preferiamo Obduction per la varietà incredibile nelle ambientazioni e nelle regole che si svelano una dopo l'altra, nella sequenza di scoperte che caratterizza entrambi i titoli. Obduction è una perla di narrazione, level-design ed enigmi che non troverete altrove. Proietta i giocatori e lo stesso genere delle avventure grafiche in un'altra dimensione, e starà al vostro ingegno capire come tornare indietro. E non fidatevi di tutto quello che incontrerete: potreste morire brutalmente prima di toccare il cuore arboreo dell'ultima, irraggiungibile sfera.

9

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