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Recensione Oddworld: Munch's Oddysee HD

Anche in formato portatile l'avventura dello sfortunatissimo Munch

Versione analizzata: Playstation Vita
recensione Oddworld: Munch's Oddysee HD
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
Marcello Marcello "Pavo" Paolillo è videogiocatore da sempre, e da anni critico del settore; ha scritto e scrive attualmente su diverse testate online dedicate ai videogames e al cinema, passando anche per i fumetti. Pavo non è il suo nome anagrafico; ma è sicuramente il suo nome vero. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Oddworld è da considerarsi un vero e proprio mondo a parte per ogni videogiocatore che si rispetti. Abe, i Mudokon e tutte le altre creature antropomorfe che ospitano l'universo creato da Sherry McKenna e Lorne Lanning sono entrate nell'immaginario comune di chi dal 1997, anno del primo ed indimenticabile Oddworld Abe's Oddyssee, hanno imparato ad amare a modo loro i bizzarri protagonisti partoriti dal team di sviluppo Oddworld Inhabitants.
Oggi, dopo diversi anni lontana dai riflettori, la serie è timidamente tornata sulle scene, grazie anche e soprattutto al remake ufficiale in HD del primo capitolo della saga (Oddworld: New 'n' Tasty!), a cui fa seguito ora questo porting ufficiale del bistrattato Oddworld: Munch's Oddysee, primo capitolo ad essere stato realizzato in grafica 3D, rielaborato in alta definizione per PlayStation 3 un paio di anni fa ed ora pronto a sbarcare sulla piccola ma versatile PSVita. Aiutiamo quindi ancora una volta il simpatico Abe ed il piccolo e goffo Munch, ora in questa inedita veste tascabile.

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Oddworld Munch’s Oddysee fu non solo il primo titolo della serie ad offrire una veste grafica tridimensionale, ma anche il primo capitolo nel quale era possibile controllare due personaggi distinti, ognuno dotato di abilità esclusive (ed alternabili in qualsiasi momento del gioco con la semplice pressione di un tasto). Abe e Munch hanno infatti in comune solo l’obiettivo principale, ossia quello di salvare quanti più prigionieri possibile, risolvendo ogni enigma e sconfiggendo ogni avversario che gli si parerà dinanzi, riducendo al minimo le perdite. E in questa edizione PSVita del titolo la musica non è di certo cambiata: i nostri eroi per caso si troveranno sin da subito catapultati nel mondo tridimensionale di Mudos, con Abe in grado di muoversi nelle tre dimensioni non purtroppo senza qualche difficoltà. Molte delle azioni che si potevano eseguire nei primi due capitoli della serie sono infatti svanite: Abe non sarà più in grado di arrampicarsi o rotolare, ma solo saltare, correre, raccogliere e trasportare oggetti. Resta fortunatamente la possibilità di controllare “mentalmente” i nemici, usandoli poi a proprio piacimento per risolvere particolari puzzle ambientali (e successivamente farli esplodere dall'interno, in un ammasso di carne e metallo). Ciò avverrà grazie all'utilizzo di alcuni semi speciali, i “Spooceshrubs”, frutti di colore verdi che crescono nelle foreste di Mudos, necessari per sprigionare le abilità magiche del Mudokon ma anche per aprire porte o sbloccare altri meccanismi.

Anche il piccolo Munch potrà usare questi particolari germogli, pur non possedendo ovviamente le abilità del suo compagno d’avventura: grazie ad una specie di antenna posta sopra la sua testa, il piccolo protagonista potrà invece comandare a distanza alcuni dei macchinari nemici (gru o robot di sorveglianza), ed usare una piccola sedia a rotelle in miniatura per aumentare la propria velocità in superficie, essendo lui molto più a suo agio quando sguazza in qualche pozza d'acqua. Se la cooperazione tra i due personaggi è sicuramente un'idea vincente sulla carta, purtroppo non possiamo dire lo stesso del risultato sul campo: alcuni puzzle tenderanno spesso a ripetersi risultando tediosi dopo poco, mentre la composizione delle mappe (sia esterne che interne) soffre di qualche palese mancanza sul fronte del level design, con oggetti spesso messi li a caso o avversari mai troppo reattivi, addirittura privati anche di quella cattiveria e di quel sadismo caratteristici nei passati capitoli della serie.

Sfortunatamente, nonostante l'alta definizione e la gustosa sensazione di avere tra le mani un capitolo portatile della saga di Abe, il team di sviluppo ha poi svolto un lavoro appena sufficiente con il remake in HD tascabile di Munch’s Oddysee. I modelli poligonali del Mudokon Abe, del piccolo Tripedonte Munch e più in generale del mondo di gioco sono decisamente spogli e privi di dettagli significativi, risultando il più delle volte di una pochezza poligonale disarmante. Le animazioni dei personaggi principali e di contorno rimangono sostanzialmente le stesse viste sia nel capitolo originale che nella recente conversione per PlayStation 3, sebbene un livello di fluidità decisamente alto (ma non ai livelli della versione Ps3) donerà al titolo un aspetto quantomeno accettabile. A ciò va aggiunta l'insopportabile telecamera mobile, orrenda tanto qui quanto nel capitolo originale, la quale non mancherà di farvi innervosire più e più volte a causa della sua schizofrenia. Il sonoro recupera invece tutte le musiche e, cosa più importante, le voci grottesche e le frasi più famose dei due protagonisti. Peccato tuttavia che il gioco comprenda solo la lingua inglese.

Oddworld Munch's Oddysee HD Oddworld: Munch's Oddysee su console PSVita è uno di quei titoli che per tutta la sua durata vi farà esclamare “bene, ma non benissimo”. Il primo capitolo in 3D della saga, uscito originariamente sulla prima Xbox e successivamente convertito anche su PlaySation 3, è infatti un gioco che tenta goffamente di replicare le funzionali meccaniche da platform puzzle dei capitoli bidimensionali con protagonista Abe. Il risultato è un prodotto che, seppur dotato della consueta carica di humor nero e grottesca simpatia dei personaggi principali (incluso lo sfortunatissimo Munch) non riesce ad avvicinarsi alla perfezione estetica e di gameplay dei primi episodi della serie di Oddworld. E ad essere onesti, neppure alla frenesia del secondo capitolo tridimensionale in soggettiva, ossia il sottovalutato Stranger's Wrath, a causa di un sistema di controllo macchinoso e ad un comparto grafico non proprio allo stato dell'arte. Fatelo vostro, quindi, solo ed esclusivamente se desiderate portare con voi in questa veste tascabile le lande sperdute e un po' inquietanti di Oddworld.

6.5

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