Recensione Onechanbara Z2: Chaos

Mostri, donne mezze nude e tanto sangue: ha funzionato tante volte, perché non dovrebbe farlo ancora? La saga D3 Publisher sbarca su PlayStation 4, prosperosa come ce la ricordavamo. Eppure...

Versione analizzata: Playstation 4
recensione Onechanbara Z2: Chaos
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Francesco Serino Francesco Serino ha videogiocato tanto e a tutto, posseduto due diversi Tamagotchi e abbandonato un Furby in autostrada. Mentre cresceva i pixel rimpicciolivano, mentre leggeva ha iniziato a scrivere. E ora eccolo qua, dopo un salto nello spaziotempo atterra su Everyeye, ma già da tempo è su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Eccoli, sono là, per voi trenta nemici da sbudellare con la combo più lunga possibile! Eccoli, eccoli che si avvicinano. Combatti! Ora! Vai! E due chiappone riempirono lo schermo, rendendo difficilissima una cosa facilissima. Ecco ora un boss gigante, ti vuole picchiare per bene e tu vuoi fare altrettanto. Eccolo che si avvicina! È il momento, vai! E due tettone riempirono lo schermo, rendendo difficilissima una cosa facilissima. Le parti anatomiche delle quattro protagoniste di Onechanbara Z2: Chaos sono sempre in primo piano. Potrai ruotare la telecamera quanto vuoi, utilizzare il lock come viene diligentemente spiegato ovunque, ma la dannata telecamera del gioco andrà a finire sempre non sulla carne decomposta degli pseudo zombie presenti ovunque, ma su quella profumata e rosea di queste quattro sgallettate che potremo guidare in azione. Una telecamera che insomma "c'ha il chiodo fisso", non riesce a pensare ad altro. Persino in posizione ottimale è troppo vicina a quei culi, te li sbatte in faccia continuamente. E a un certo punto non puoi che urlare "basta, non ce la faccio più". La verità? Volete l'assoluta verità? Onechanbara Z2: Chaos è come cercare di masturbarsi su un toro meccanico: troppo scomodo che proprio non ne vale la pena. Non che sia una novità: con questo primo gioco per Ps4 questa serie giapponese arriva a quota dieci capitoli, e i problemi sono sempre gli stessi, come apparentemente il motore grafico. Il fatto è che il mondo dei videogiochi è andato avanti, e se alcuni anni fa la rozzezza di un gioco come Onechanbara poteva essere apprezzata come un "trashone" da ridere, ora la distanza dalla qualità media si è fatta troppo ampia e davvero, giocare a Onechanbara si è fatto fin troppo difficile, specialmente per chi già ci ha fatto un giro in tempi remoti.

Jackie Treehorn Presenta...

Per chi non lo conoscesse ancora, Onechanbara è un action game pieno di combo e mosse speciali, sulla falsariga dell'acclamato Devil May Cry per intenderci. Nelle prime release le protagoniste erano soltanto due, ma ora sono addirittura quattro. Due coppie nemiche che in questo ultimo capitolo dovranno unire le forze per battere il maledetto di turno, e su cui potremo fare affidamento in qualsiasi momento del gioco visto che è possibile saltare da un all'altra in modo completamente autonomo (anche se a volte limitato da situazioni precostruite) con la sola pressione di un pulsante. La loro presenza si farà sentire anche durante le combo e certe mosse speciali: sono presenti attacchi in tag team (con un'altra eroina che subentra in scena a darci man forte) e addirittura special con tutte e quattro i personaggi contemporaneamente, per un super colpo che andrà a segno in un'orgia di ciccia erotica digitale pazzesca, al limite della vergogna in certi casi. Tutto il cast ha a disposizione due diverse armi (anche queste intercambiabili senza nessun tempo morto) e ognuna di loro dovrà vedersela con l'appiccicoso sangue demoniaco degli avversari, che colpo dopo colpo sporcherà sempre di più la nostra attrezzatura limitandone velocità e danni: ma basta fermarsi qualche secondo e premere L1 per tornare splendidi e splendenti come in principio.
Sono presenti anche rallenty ad effetto sorpresa in concomitanza di schivate strafighe e combo dal timing perfetto (o giù di lì). Dico, questo Onechanbara sarebbe un titolo più che sufficiente se la telecamera non avesse l'intelligenza artificiale dell'inimitabile Tinto Brass, unita alla curiosità morbosa di un Mario Salieri, il maestro del porno partenopeo (autore tra l'altro di Sex Camorra e Mamma Infedele).

Meglio il Film

Se avete tanta voglia di Onechanbara ma siete abbastanza furbi da non volere pagare i quaranta Euro richiesti, fate così: scaricate il film! Questo lungometraggio è uscito nel 2008 e ha una protagonista decisamente all'altezza delle nostre altissime aspettative. Non sarà un capolavoro di trama, ma almeno regge (o quasi) con tutto il resto.

Ma c'è un altro grande problema che affligge il gioco, e sono gli stupidissimi nemici che ti fanno male pure quando sembra che si siano imbambolati davanti a un muretto (amano i muretti, ma preferiscono le grate: potrebbero stare a guardarle per ore). E non va bene così, dai, anche perché ancora una volta è un difetto che esiste da quando esiste la serie. I problemi con i nemici non finiscono qui, è anche il loro aspetto a non convincere: non sono belli (cioè brutti), non incutono timore e troppo spesso servono solo a riempire lo schermo di corpi pronti al macello. Anche i boss lasciano a desiderare, ma avanzando nel gioco almeno guadagneranno in grandezza e di conseguenza in spettacolarità.

Morning Glory

E allora uno si chiederà che cosa hanno fatto in dieci giochi questi sviluppatori. La risposta si trova nella customizzazione, che si è fatta via via più complessa, tanto da includere centinaia di oggetti divisi in capi di abbigliamento, pettinature, occhiali, cappelli, orecchini. La novità più divertente è la possibilità di ruotare, ingrandire, rimpicciolire e spostare ciascun oggetto: potrete così creare uno stivale fatto solo di occhiali multicolore, o piazzare un paio di lenti da aviatore sopra l'ombelico in modo che sembri un naso. E questo vale per tutti gli oggetti extra! Fortunatamente, proprio per dare modo a queste novità di risplendere, i corpi delle quattro protagoniste sono l'unica cosa tecnicamente valida di Onechanbara Z2: Chaos, mentre la realizzazione dei livelli è a dir poco imbarazzante: non esagero se vi dico che Deadly Premonition sembra The Order: 1886 in confronto.

Con la colonna sonora va un pochino meglio, ma a parte uno o due brani cantati di ottima qualità, il resto è appiattito su tamarrissime schitarrate giapponesi, di quelle che reggono su un progetto notevole (mi viene in mente l'intro di Dragon's Dogma) ma rompono le scatole in due minuti su un gioco come questo, dove anche tutto il resto non brilla certo di qualità. Almeno non ci sono grossi cali di frame rate.

Onechanbara Z2: Chaos Adoro i giochi a basso budget, ancor di più se sono Made in Japan: per esempio, non ce la faccio proprio a immaginare un mondo senza Earth Defense Force. E in passato apprezzai anche il primo Onechanbara. O il secondo, ora non ricordo bene. Ma come anticipiamo nel corpo centrale della review, oramai la differenza tecnica e la pulizia di gameplay si è fatta talmente abissale rispetto ad altri giochi minori che giocare a Onechanbara non trasmette più il divertimento di una volta. E adoro pure i giochi un po' porcelli, sia chiaro: proprio oggi ho scoperto che in Tecmo stanno facendo un nuovo Dead or Alive Xtreme (per Ps4 e PsVita) e non sapete quanto la cosa mi ha fatto felice (lo prenderò pure import, se ce ne sarà bisogno!). Le nudità delle quattro protagoniste di Onechambara è quindi ben accetta, almeno dal sottoscritto, però è innegabile che a volte forse va un po' troppo oltre (c'è addirittura un vestito con una banana al posto degli slip, bisogna aggiungere altro?), e il buon gusto ne risente. Lo vorrei un altro Onechambara, se lo merita e ce lo meritiamo perché alla fine è un prodotto puro, fatto con divertimento e per divertimento, che poi è il succo di ogni buon videogioco: ma serve urgentemente uno sforzo in più dal punto di vista tecnico, altrimenti non c'è chiappa che tenga.

4.7

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