Recensione Order of War

Lo strategico in tempo reale su larga scala che ripercorre gli eventi decisivi del secondo conflitto

Versione analizzata: PC
recensione Order of War
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Andrea Schwendimann Andrea Schwendimann nasce smontando un 486DX e divorando qualsiasi videogame da allora in avanti. Non ha resistito a nessuna piattaforma, appassionandosi a qualsiasi genere, pur prediligendo gli FPS, gli action-adventure, gli RPG e l'hardware da gaming in ogni declinazione. Lo trovate su Facebook, su Steam e su Google Plus.

Molti appassionati degli eventi storici che portarono e infine posero termine al secondo conflitto mondiale hanno ad oggi molte occasioni per rivivere quei tragici momenti sui loro schermi. Titoli come Men of War, Company of Heroes, Hearts of Iron 3 hanno già detto la loro. Square-Enix esce con Order of War, un nuovo titolo che ripercorre ancora una volta gli eventi che portarono dallo sbarco in Normandia alla disfatta del terzo Reich proponendosi come un RTS che mescola molti elementi presi dai titoli strategici citati. Quello che salta subito all'occhio è la quantità di unità controllabili che si avvicina più ai classici titoli del genere non strettamente appartenenti al filone storico, piuttosto che alla via delle poche squadre comandabili molto in voga negli strategici più recenti.

Operation Cobra

Fu il nome della prima vera offensiva verso il fronte franco-tedesco dopo lo sbarco da parte delle truppe alleate il 6 Giugno 1944, volta alla liberazione della Francia, nonchè il nome della terza missione di Order of War per la campagna degli Alleati. La ricostruzione storica è dunque un punto a favore per questo titolo che fa della fedeltà uno dei suoi cavalli da battaglia. Se in altri titoli già citati ci sentivamo parte del grande piano di liberazione tramite le nostre infiltrazioni o appostamenti, in Order of War saremo noi a dirigere le fila degli attacchi direttamente dal posto di comando di tutte le truppe sul campo. L'altra campagna disponibile è quella delle forze tedesche che ripercorre invece la dura resistenza contro le truppe sovietiche (qui la ricostruzione storica in verità cala di qualche punto, dato che i luoghi che si ripercorrono non sono esattamente quelli degli eventi storici). Manca purtroppo una controparte per le forze Sovietiche (invece presente in altri titoli come Men of War) anche se sono direttamente controllabili nelle partite Skirmish e Multiplayer.

Il prodotto Square-Enix parte subito con serratissimi livelli di azione e coinvolgimento. Molti i filmati che ci accompagneranno prima e dopo ciascuna missione nonchè altrettante le scene di intermezzo durante quest'ultime che ci daranno un immediato colpo d'occhio tattico sugli obiettivi. Entrambi gli aspetti sono veramente ben curati. I video in computer grafica sono un mix riuscitissimo tra filmati reali, scene di gioco precalcolate e schemi strategici che descrivono in modo tecnico gli obiettivi primari, le armi usate e la disposizione delle forze in campo. Se aggiungiamo anche una rigorosa timeline storica per ogni missione che affronteremo (rappresentata da una vera e propria linea degli eventi per gli alleati e da un orologio che ticchetta inesorabile per i tedeschi) non possiamo rimanere che pienamente soddisfatti dalla presentazione e dall'impatto iniziale di Order of War.

Feuer frei!

L'approccio di Order of War alla strategia in tempo reale è dunque assimilabile ai titoli della serie Total War piuttosto che a quelli in stile Company of Heroes, ritagliandosi così una buona posizione nel vasto mercato dei titoli in questione recenti. Ogni missione, molto ben introdotta dai suddetti filmati e dagli ordini diretti dei nostri generali, si sviluppa in più obiettivi come di consueto ma soggetti a cambiamenti e colpi di scena strategici inaspettati e non prevedibili (bellissima la prima missione tedesca in cui dopo un assalto iniziale dovremo spezzare un accerchiamento russo). Pur rimanendo su binari già scritti e non modificabili, entrambe le campagne risultano ben godibili fin dall'inizio e non verranno mai a mancare i momenti in cui verremo sorpresi su un fianco che, per necessità o per nostra incauta disposizione, avremo lasciato scoperto, sconvolgendo le carte in tavola.

Controlleremo dunque una serie di squadre -ognuna con quattro statistiche principali- selezionabili comodamente in una barra in basso a destra, mentre una classica mappa tattica ci offrirà un colpo d'occhio istantaneo sul corso dell'azione in basso a sinistra. Non avremo a disposizione alcun tipo di edificio da costruire e la strategia sarà tutta incentrata sull'uso delle truppe a disposizione (inclusi i rinforzi limitati a seconda della situazione) mentre gli obiettivi spazieranno dalla classica distruzione totale al più arduo controllo di posizione. La telecamera ruotabile e zoomabile a piacimento e i rapidi comandi impartibili tramite pochi tasti del mouse e tastiera, nonchè la possibilità essenziale di mettere in pausa per impartire gli ordini, sono tutto quello che ci serve per giocare ad Order of War che fa dell'immediatezza e della semplicità di controllo, oltre alla fedeltà storica, il suo altro più grande pregio.

Il Giorno più Lungo

A tutti gli appassionati di storia farà molto piacere giocare in prima persona gli eventi dell'invasione Alleata dipinti in maniera così fedele. Vi basti sapere che dovremo comandare le nostre truppe nella Saint-Mère Eglise di hollywoodiana memoria ripercorrendo attentamente le tappe di uno dei film più importanti e storicamente fedeli del filone bellico, fino a giungere allo sbarco vero e proprio di Omaha beach.

Mantenere la posizione

Sembrano quasi scarne le possibilità offerte da questo titolo per comandare le proprie unità, dato anche che solo pochissime possono garantire abilità speciali attivabili all'occorrenza, ma bisogna considerare un altro aspetto che porta un gameplay così semplice e a tratti banale verso un ottima sfida strategica per i giocatori: le posizioni territoriali e la linea di fuoco. Tipiche degli strategici a turni o dei gestionali, le penalità e i bonus del terreno su cui le vostre truppe stanno combattendo saranno cruciali e non potranno mai essere ignorate per poter vincere. Abbiamo già visto un approccio simile (e magistralmente riuscito) nella serie Total War e il titolo Square-Enix gli riesce a tener testa, sotto questo aspetto. Una semplice unità di fanteria con granate o lanciarazzi verrà devastata praticamente da qualunque cosa , eppure sarà la vostra arma migliore per fermare l'avanzata nemica nel caso riusciate a prendere posizione in una foresta, un'altura o una casa abbandonata. Anche la posizione della linea di tiro è fondamentale. Quasi ogni unità è equipaggiata con due tipi di armi con differenti raggi d'azione (tipicamente un raggio più ampio per le armi leggere e più corto per le armi pesanti). Prendere un carro sul retro, sorprendendolo dalla corta distanza sbucando con dei granatieri da una foresta, avrà un effetto molto più devastante per poterne fermare l'avanzata rispetto magari a un assalto diretto di una squadra di carri di eguale potenza. Oltre a tutto quanto già discusso, la velocità di riposizionamento di ogni unità (un gruppo di fanti si potrà muovere molto più agevolmente di una batteria di tank) e il territorio su cui agiscono dovranno essere presi obbligatoriamente in seria considerazione. In definitiva un gameplay così semplice, nasconde in realtà una complessa strategia da gestire totalmente in tempo reale e ringrazieremo ben più di una volta la nostra fida barra spaziatrice per mettere in pausa e ragionare, esaminando ogni unità sul campo.

Avanzare tra le linee nemiche

La combinazione delle statistiche di ogni squadra e del territorio in cui si trovano potrebbe non bastare nelle situazioni più difficili. Avremo quindi a disposizione, in numero limitato a seconda delle missioni, una serie di abilità speciali da usare per coprire la nostra difesa o avanzata negli inevitabili punti deboli. In generale disporremo di rinforzi addizionali e di bombardamenti di artiglieria di terra, aerea o navale. In questo caso starà a noi capire come utilizzare al meglio queste risorse senza sprecarle, eliminando ad esempio le postazioni anti-aeree nemiche prima di chimaare i bombardieri. In aggiunta a tutto questo, alla fine di ogni missione completata con successo riceveremo dei punti a seconda di come abbiamo risolto la battaglia. Questi punti potranno poi essere spesi per migliorare alcuni aspetti di tutte le nostre unità e spaziano da un maggiore raggio di tiro a una migliore difesa o movimento. Seppur molto semplice, introdurre un minimo di gestionalità pre-partita riesce a dare un livello di soddisfazione ragguardevole al giocatore che potrà provare effettivamente sul campo ogni potenziamento acquisito.

Un solido gameplay a volte non basta...

Per concludere con il gameplay di Order of War, dobbiamo portare alla luce due difetti che impediscono al titolo di ergersi come punto di riferimento nel genere. Il primo riguarda proprio il gameplay in generale. Abbiamo ben descritto quanto Order of War possa offrire al giocatore ma durante il corso delle partite, soprattutto andando avanti con la campagna, soffriremo purtroppo di una certa ripetitività del corso dell'azione. La varietà delle truppe, ben fedeli alle controparti che presero parte al secondo grande conflitto, non è sufficiente a mantenere alta la strategia necessaria per gestire il proprio esercito una volta capito come sfruttare al meglio i meccanismi di base. Inoltre l'IA nemica è altalenante e a tratti ci si chiede come mai stia ripiegando verso un fiume e non verso una vicina cittadina, andando incontro a morte certa. Le cose si risollevano leggermente affrontando il gioco a una difficoltà più elevata del normale ed è totalmente da sconsigliare il livello più facile che rende il tutto una brutta versione di Cannon Fodder. Il secondo aspetto che lascia l'amaro in bocca riguarda la gestione poco convincente di alcuni tipi di territorio, così essenziali ai fini del gameplay. Crediamo che per mantenere una certa semplicità i programmatori non abbiano differenziato a sufficienza le diverse componenti delle mappe, lasciando il tutto essenzialmente a coperture aperte (trincee, foreste), coperture fortificate (bunker, case) e alture. Una maggiore varietà generale in questi due aspetti -per truppe e terreno- avrebbe portato il gameplay verso vette d'inaspettata eccellenza che invece sono ben lontane dall'essere raggiunte. Scarso anche il comparto Multiplayer, che nonostante offra un buon supporto tramite la piattaforma Gamespy, soffre di povertà d'opzioni avendo solo 6 mappe e due modalità (1v1 e 2v2).

Graphics of War

Il comparto tecnico risulta ad un primo impatto piuttosto solido e ben fatto e, soprattutto, privo di fastidiosi bug che necessitano di patch correttive, cosa rara di questi tempi. Anche la flessibilità delle telecamere e la trasposzione sonora e visiva delle unità viene promossa a pieni voti. Le texture e i colpi delle armi sono di buon impatto e garantiscono un'ottima immedesimazione dalla loro parte. Dall'altra però Order of War mostra più d'una lacuna. Innanzitutto è presente un fastidioso bug sulle ombre dinamiche degli edifici e degli oggetti -in gergo, flickering- che però potrebbe anche passare in secondo piano se non fosse che il territorio risulta veramente poco vario e piuttosto piatto nella sua cosmesi grafica e le animazioni un pò troppo legnosette anche senza pretendere l'eccellenza di Company of Heroes. Anche gli effetti risultano poco degni di un qualsivoglia bombardamento a tappeto e le esplosioni sono piuttosto ridotte e poco soddisfacenti, complice una densità delle particelle non all'altezza delle produzioni concorrenti. Una novità introdotta è il Cinema Mode, in cui teoricamente dovremmo godere delle gesta dei nostri soldati una volta impartiti gli ordini da una prospettiva quasi in prima persona tramite sequenze cinematiche calcolate in tempo reale. Questa opzione, ottima sulla carta, risulta però poco efficace a causa di script non proprio entusiasmanti (che troppo spesso inquadrano un muro o dei cespugli) e dei pochi ma non invisibili difetti tecnici. Infine le musiche sono sempre incalzanti e invero piuttosto varie e apprezzabili anche se alla lunga, data la loro natura pomposa e sempre volta all'incitamento dell'azione, vengono a noia e andremo di certo a disabilitarle dalle opzioni.

Order of War Order of War è un titolo che riesce degnamente a ritagliarsi uno spazio ben specifico nel panorama degli RTS ovvero quello di strategico su larga scala ambientato nella seconda guerra mondiale. Un ottimo gameplay viene però appiattito da una scarsa varietà dell'azione e degli elementi di gioco, nonchè da qualche sbavatura nella parte tecnica. In definitiva consigliamo questo titolo a chiunque cerchi uno strategico specificamente ambientato in quei difficili anni che ripercorrono la fine del secondo conflitto o che abbia voglia di cimentarsi in un prodotto strategicamente molto allettante, senza badare troppo alla varietà che offre. Un buon titolo, che a causa di quanto detto, non riesce ad emergere dalla massa ma che comunque garantisce diverse ore di sano divertimento bellico.

7

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