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Recensione Osmos

Game Essential: fra i titoli imperdibili per iPhone, compare un lontano parente di flOw

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Di giorno in giorno sugli scaffali dell'AppStore si riversa un quantitativo francamente smisurato di titoli. Nel maremagno dello Shop Virtuale, si rischia dunque di perdere i punti di riferimento. Ed è per questo che Everyeye ha deciso di muoversi anche "all'indietro", tornando ad analizzare semmai le vecchie glorie, i prodotti usciti in sordina prima della grande diffusione del Melafonino. Fra questi titoli ce n'è uno che, importato sullo store Apple da una precedente versione per PC, è stato accolto rapidamente come una tra le più affascinanti applicazioni. Parliamo di Osmos, presentato su Steam nel 2009 e scelto da Apple come gioco dell'anno 2010 dopo la sua uscita su iTunes.

Pressioni osmotiche

Osmos sarà un titolo apprezzato soprattutto da chi ha amato titoli come flOw: esperienze che coniugano un gameplay basilare con un colpo d'occhio che punta ad estasiare con le sue sinestesie. La produzone ha per una somiglianza concettuale con il lavoro di ThatGameCompany: l'utnete controlla, come nel famoso titolo sopracitato, un piccolo organismo unicellulare senziente. In Osmos, questa creatura di forma sferica è capace di muoversi all'interno di un fluido, per fagocitare organismi più piccoli accrescendo le proprie dimensioni. La piccola cellula può anche essere attaccata e assorbita dagli altri organismi più grandi (spesso rossi, se inerti, o verdi, se senzienti), con i quali deve evitare di entrare in collisione, almeno fin quando non sarà cresciuto abbastanza da poterli sopraffare.
Un'idea semplice, che veicola un gameplay scheletrico ed essenziale. Ma non banale: anzi, sopravvivere con l'organismo unicellulare è alquanto difficile, quando l'unico modo per muoversi è quello di espellere parti della propria massa, generando una propulsione nella direzione opposta (in rispettosa osservazione del principio di conservazione della quantità di moto). Capirete subito le complessità: muovendosi, il microscopico "protagonista" vedrà diminuire le proprie dimensioni, rischiando di non poter assorbire organismi che poco prima erano più piccoli di lui. Osmos, per questo, non è certamente un gioco da casual gamer: mantenere il giusto equilibrio tra mobilità e dimensioni non sempre risulta facile, e il giocatore dovrà impegnarsi molto per portare a termine tutti i livelli proposti dalla modalità Odyssey. E' questa una sorta di storia che permette, con la progressione, di sbloccare varie modalità arcade, in cui gli schemi sono illimitati, sempre differenti e gradualmente più difficili.
I movimenti saranno effettuati con un tocco sullo schermo nella direzione in cui si vuole espellere la propria massa, ma nonostante una buona risposta agli input non saranno assolutamente semplici da controllare, considerata l'inerzia. Ad agevolare il giocatore troviamo la possibilità di modificare, muovendo orizzontalmente il dito sullo schermo, la velocità dello scorrere del tempo. Rallentandolo sarà dunque possibile controllare meglio il movimento tutte le volte la velocità eccessiva acquisita dalla particella renda le cose troppo complicate.

Varietà

Il titolo, nella sua "cervellotica semplicità", non sacrifica una discreta varietà. All'interno delle modalità arcade, infatti, troveremo tre principali tipologie di schemi: Ambient, Force e Sentient.
Nella modalità Ambient il giocatore si troverà in uno spazio pieno di organismi inermi, incapaci di muoversi volontariamente (ma spesso i livelli cominceranno già con qualche elemento in movimento, che procederà di moto rettilineo uniforme). In questo tipo di schema il giocatore dovrà semplcemente accrescere le proprie dimensioni, per assorbie poi organismi particolarmente grandi. Stando sempre attento alle "sfere di antimateria", che se assorbite causeranno la diminuzione della massa del proprio organismo.
Nella modalità Force ci si troverà ad orbitare attorno ad una particella molto grande, l'Attractor, come un satellite attorno al suo pianeta. In questi livelli una linea indicherà l'orbita della particella: se la linea sarà bianca indicherà che l'orbita è una linea chiusa attorno all'attractor: una traccia rossa starà a significare il pericolo di essere attratto ed assorbito. In questi scenari, quindi dovremo cercare di mantenerci alla giusta distanza dall'attractor.
L'ultima modalità, da un certo punto di vista ancora più complessa, è quella in cui devremo affrontare altri organismi senzienti, ciascuno con specifiche caratteristiche. Troveremo ad esempio l'Ovarium, capace di muoversi come il giocatore, o il Repulsor, difficile da assorbire poichè tende ad allontanarsi spontaneamete da qualsiasi tipo di altra particella. O ancora il Nemocyte, che pur di allontanare l'organismo controllato dal giocatore lo bersaglierà rapidamente con grandi quantità di sfere espulse della propria massa. Insomma, "un'avventura" davvero stracolma di insidie, capaci di mettere alla prova anche il più feroce hardcore gamer.

Brodo Primordiale

Osmos, definito sullo stesso appstore come l'incontro "tra asteroids e una lava lamp", non delude nemmeno sul fronte tecnico: il colpo d'occhio è ricco di dettagli, bolle organiche che racchiudono fibrosi filmanti di DNA. La scena è popolosa, ma comunque estremamente semplice, come ci si può aspettare da un gioco simile.
Per quanto riguarda il sonoro, oltre alla piccola gamma di effetti campionati, sono da lodare le musiche di sottofondo, che riportano alla mente le tranquille sonorità già ascoltate in flOw, senza stancare gli orecchi del videoplayer.

Osmos Osmos è un titolo fondamentale per chi ama giocare con il suo iPhone o iPad. Lo dimostra, se non altro, la sua presenza fissa fra i "game essentials" dell'appstore, assieme a titoli come Angry Birds, Flight Control e Fruit Ninja. E' importante ricordarsi, però, che non si tratta è un casual game, e che senza un po' di impegno non sarà facile terminare tutti gli schemi proposti, anche per una certa difficoltà a prendere la mano con il particolare sistema di controllo. La dimostrazione che anche su AppStore possono nascere piccole perle per chi non ama i videogiochi totalmente disimpegnati.

8.5

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