Recensione Overcooked

Un delizioso titolo a sfondo culinario, piacevole (ma limitato) in single player, davvero irresistibile se giocato in gruppo. Viva le cipolle!

Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Overcooked, per il sottoscritto, è stata la sorpresa dell'E3 2016. Ne parlavo a chiunque incontrassi, ossessivamente. Ero talmente convinto del suo valore che ad un certo punto anche i miei interlocutori avevano iniziato a crederci. O forse volevano solo assecondarmi, chissà. Fatto sta che ero rimasto stregato dal gioco degli sviluppatori inglesi di Ghost Town Games. Ricordo un collega di Everyeye - di cui non rivelerò il nome - che non faceva altro che parlare di sparatutto. Quant'è bello questo, quant'è bello quello. Basta sparare. Non vi siete stancati di sparare? Si possono fare così tante cose in un videogioco, perché ridurre sempre tutto agli scontri a fuoco? Overcooked è la dimostrazione che ci si può divertire assai pure con un pomodoro. Fine della premessa in prima persona, torniamo alla terza.

L'APOCALISSE CULINARIO

Dopo il gradito antipasto dell'E3, è giunta l'ora della portata principale. Overcooked non è certamente il primo titolo a sfondo culinario né sarà certamente l'ultimo. La sua formula è tanto semplice quanto promettente: mettere il giocatore nei panni di un cuoco alle prese con cipolle da tagliare, piatti da cucinare e servire nel minor tempo possibile. In effetti, il mondo dei fornelli si presta a fare da sfondo a un videogioco. Non gli manca niente: necessità di ottimizzare tempi e risorse, obiettivi che si susseguono uno dopo l'altro, ritmi frenetici e tanta coordinazione. Il commensale non è altro che il boss finale, l'ultimo ostacolo verso la gloria.
In Overcooked il boss finale è la Bestia in persona, un agglomerato vivente di spaghetti e polpettone. Il Regno delle Cipolle è sull'orlo dell'Apocalisse, la Bestia va sfamata per scongiurare la fine imminente. Peccato che gli chef protagonisti siano ancora alle prime armi, non ce la potranno mai fare. Al sovrano del regno non resta che mandare i nostri eroi indietro nel tempo, per l'esattezza al 1993, per dare loro modo di farsi le ossa ai fornelli. Viene così introdotta la campagna di Overcooked: un percorso a tappe fatto di cucine via via più bizzarre e clienti sempre più esigenti.

DA SOLI O IN COMPAGNIA

Giusto tre veloci indicazioni prima di procedere oltre. Sì, Overcooked consente di giocare da soli. No, Overcooked non contempla il multiplayer online. Sì, il multiplayer è solo in locale.
La grande incognita di un titolo simile riguarda proprio il single player. Il mondo delle cucine è multiplayer per definizione, anche nella realtà. È un lavoro di squadra, in cui ogni pedina ha un ruolo ben preciso: chi tiene d'occhio le ordinazioni, chi prepara gli ingredienti, chi affetta, chi mette pentola e padelle sul fuoco, chi fa attenzione alla cottura, chi impiatta e chi lava i piatti.

Una catena di montaggio complessa, in cui ordine e pianificazione giocano un ruolo chiave. Il multiplayer di Overcooked permette a un massimo di quattro giocatori di prendere parte alla frenesia culinaria, in una gara contro il tempo che vede i cuochi impegnati a preparare quanti più piatti possibili prima che il conto alla rovescia giunga al termine. È una questione di coordinazione, la confusione va evitata, è importante suddividere i compiti e all'occorrenza urlarsi addosso o picchiarsi. Ecco spiegata la necessità del multiplayer locale, unico strumento che consente di avere un contatto diretto con i compagni di viaggio. Le gesta del gruppo vengono valutate da una a tre stelle. Le stelle, proseguendo nell'avventura, servono a sbloccare nuove cucine. Inutile dire che Overcooked, giocato in multiplayer (cooperativo o competitivo che sia), è puro divertimento. L'avevamo già detto in sede di anteprima e lo ribadiamo. Si tratta di uno dei giochi multiplayer più semplici e divertenti degli ultimi tempi.

IL CUOCO SOLITARIO

L'incognita, si diceva poco più su, riguarda il single player. Che poi non è esattamente un single player, perché il giocatore solitario si ritrova comunque a guidare due cuochi. Nel caso non abbiate amici a disposizione, con un solo joypad potete passare da un cuoco all'altro pigiando un semplice tasto. Mentre un cuoco taglia la cipolla, basta passare all'altro e ottimizzare i tempi lavando i piatti, per esempio. Si può anche optare per la configurazione condivisa, che consente di usare mezzo joypad per guidare un cuoco e mezzo per guidare l'altro, in contemporanea. Da soli non funziona granché, a meno di non essere bipolari, però alla bisogna dà modo di giocare in due con un solo joypad. Torniamo tuttavia alla domanda iniziale: Overcooked, giocati da soli, merita? La risposta è ni. Una cucina professionale richiede un gioco di squadra, l'abbiamo già detto; passare da un cuoco all'altro non è sempre intuitivo e a volte si rivela pure macchinoso, soprattutto considerando che il conto alla rovescia richiede di svolgere veloci azioni in simultanea che da soli diventano più ostiche. Si perde il piacere della cooperazione e si dimezza il divertimento; la fluidità dell'azione a tratti si inceppa.

Non vogliamo certo penalizzare Overcooked per un single player che non è evidentemente il fulcro del gioco. Overcooked è pensato per il multiplayer e in compagnia è puro divertimento. Ci sembrava però doveroso sottolineare alcuni dei limiti della campagna in singolo. Ghost Town Games si dimostra capace di tener viva la sfida offrendo cucine via via più surreali: banconi in movimento, pedoni che intralciano il cammino, pavimenti ghiacciati e scivolosi. Se non siete eremiti ma persone socievoli, se la vostra casa è un porto di mare, Overcooked è il gioco che fa per voi.

Overcooked Overcooked ci aveva piacevolmente impressionato allo scorso E3 e ora possiamo tranquillamente dirlo: le nostre aspettative non sono andate deluse. Poco importa che il gioco non preveda il multiplayer online, la sua formula rende al meglio in locale. Il salotto di casa è l'unico luogo in cui quattro giocatori possono coordinarsi al meglio, urlarsi addosso e picchiarsi all'occorrenza. La magia della compresenza di quattro amici è ciò che rende Overcooked una prelibatezza. Gli sviluppatori hanno pensato anche ai giocatori solitari. Per quanto il titolo funzioni comunque, è innegabile che l'azione non sia fluida quanto in multiplayer: le meccaniche a tratti s'inceppano, il tasso di divertimento in parte cala. Non basta però a penalizzare un titolo chiaramente pensato per il lavoro di squadra. Lunga vita alle cipolle, abbasso le pistole!

7.8

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