Owlboy Recensione

Dopo una lunghissima gestazione sbarca finalmente su Steam Owlboy, platform bidimensionale solido e curato caratterizzato da ottimi valori produttivi.

Versione analizzata: PC
recensione Owlboy
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  • Pc
Dario Bianchi Dario Bianchi Accanito videogiocatore dall'età di 6 anni, Dario adora le emozioni e le forti suggestioni trasmesse dal mezzo videoludico. Quando non impugna un pad si dedica alla lettura, alla birra e al rock, accompagnato dalla sua amata Fender Telecaster! Lo trovate su Facebook e Twitter.

Dieci lunghi anni di sviluppo. Non stiamo parlando di quel The Last Guardian dal quale ci separano solo tre, interminabili, settimane, bensì di Owlboy, secondo progetto del piccolo team indipendente D-pad Studio. Incredibile ma vero, l'inizio dei lavori per Oldboy risale addirittura al lontano 2007: l'idea di base era quella di offrire un platform bidimensionale di spessore, una celebrazione di quelle indimenticabili produzioni che contribuirono al boom commerciale del gaming nella prima metà degli anni '90, con gli hardware SEGA e Nintendo pronti ad accoglierne i successi. Con un corposo ritardo accumulato sulla tabella di marcia, Owlboy arriva finalmente su Steam, presentandosi in buona forma nonostante i tempi dilatati di una gestazione preoccupantemente lunga: un platform-adventure solido e non privo di spunti interessanti, lontano dalla perfezione, eppure caratterizzato da valori produttivi eccellenti per un progetto indipendente.

Un gufo per eroe

Uno degli aspetti meglio riusciti di Owlboy è certamente da ricercare nella caratterizzazione del cast col quale saremo chiamati ad interagire vestendo i panni (e le piume) del piccolo Otus. Il nostro alter ego è l'esponente di un'antica civiltà che da sempre abita la terra e i cieli di Vellie, ovvero quella degli Owls, gufi dalle fattezze antropomorfe un tempo unici detentori di conoscenza e saggezza. Oggi però gli Owls si contano sulle dita di una mano, e la loro sopravvivenza è minacciata dalle pericolose scorribande di pirati robotici senza scrupoli, i quali non solo mirano ad annientare i rivali, ma anche ad impossessarsi di tre potenti manufatti creati dai gufi, grazie ai quali controllare il mondo. In compagnia del silenzioso Otus e dei suoi simpaticissimi amici osserveremo prima inermi l'avvento dei nemici e la caduta della roccaforte di Advent, per poi impegnarci nel contrastare l'avanzata dei pirati lungo un plot decisamente denso di eventi e colpi di scena, che forse non brilla in quanto ad originalità ma che certamente propone spunti narrativi interessanti e ben elaborati. Come già accennato, Owlboy si presenta come un platform-adventure bidimensionale caratterizzato da un'incredibile pixel art e da una colonna sonora di assoluto spessore, ad impreziosire un gameplay improntato sulla cooperazione tra Otus e i suoi strampalati compagni di avventura. Il giovane gufetto è infatti in grado di volare liberamente per il mondo di gioco sfruttando le sue ali, trasportando i giro oggetti di varia natura così come vari personaggi secondari. Durante il corso dell'avventura ci ritroveremo a collaborare con i simpatici Geddy, Alphonse e Twig, strambe personalità da far svolazzare tra grotte e templi dimenticati, sfruttandone le relative abilità per avanzare di livello in livello. Dopo aver recuperato uno speciale dispositivo durante le prime fasi di gioco potremo passare da un membro all'altro del team con la semplice pressione di un tasto dorsale, oppure teletrasportare nelle vicinanze il malcapitato di turno ogniqualvolta lo desideriamo. Ciascun compagno apporterà il proprio contributo alla causa dei gufi: Geddy è armato di un comodo blaster col quale abbattere i nemici o distruggere semplici ostacoli, il pirata pentito Alphonse utilizza invece un potente lanciafiamme grazie al quale bruciare enormi piante e illuminare l'oscurità, ed infine troviamo Twig, un millepiedi che si crede un ragno gigante, impegnato a tessere tele con le quali spostarsi rapidamente tra crepacci e cascate, sfidando correnti ascensionali contro le quali le piccole ali di Otus non possono nulla.

Owlboy costruisce la propria sostanza ludica attorno ad un level design sempre attento ad esaltare i talenti della nostra squadra, presentando scontri non proprio memorabili contro le creature del cielo, alternati ad enigmi ambientali elaborati quasi sempre con gusto e cura. Il titolo fa di tutto per assicurare al giocatore una progressione sempre ritmata e stimolante, ed il risultato può dirsi globalmente riuscito: ereditando i tratti dei più celebri metroidvania, Owlboy si dischiude pian piano grazie all'introduzione progressiva di abilità e variabili di gioco sempre nuove, che invitano il giocatore a studiare e sfruttare l'ambiente circostante alla ricerca di nuove forme di interazione. Alle volte dovremo utilizzare i nostri amici come veri e propri "pesi" per attivare determinati meccanismi, altre volte sarà invece l'utilizzo sinergico delle abilità di quest'ultimi a permetterci di superare ostacoli altrimenti invalicabili. Non mancano poi alcune simpatiche sequenze stealth, durante le quali saremo chiamati a muoverci furtivi nell'ombra, o a farci scoprire di proposito per sfruttare a nostro vantaggio le forze di difesa dei pirati. Droni a ricerca possono essere immobilizzati con la tela di Twig per poi venir lanciati dal nostro Otus quasi fossero granate. In altre occasioni potremo utilizzare il lanciafiamme di Alphonse per attirare creature in grado di sopportare il calore delle fiamme, e che noi sfrutteremo come torce semoventi per avanzare in lugubri e bui corridoi. Presenti all'appello anche vere e proprie fughe contro il tempo, quando la morte ci inseguirà rapida sfidando i nostri riflessi, così come boss fight dal gusto decisamente tradizionale, eppure costruite sempre con cura ed inventiva. Owlboy offre quindi al giocatore varietà e ritmo, ma nonostante le buone intenzioni non sempre riesce a colpire nel segno: lo testimoniano le sessioni finali dell'avventura, durante le quali la formula inizia a mostrare un po' di stanchezza, cadendo preda di una prevedibilità che di certo non rovina quanto di buono espresso, ma ne limita parzialmente le ambizioni. I problemi sono da ricercare in un level design caratterizzato da troppi alti e bassi, dove l'abbondanza di situazioni offerte non sempre riesce a sintetizzare ritmi adeguatamente vivaci e sostenuti. Owlboy decide di porre l'accento sulla componente esplorativa del genere d'appartenenza, sacrificando le fascinazioni di quei platform in cui la precisione del salto e la prontezza di riflesso la fanno da padrone, con successi però alterni, complice una difficoltà tarata generalmente verso il basso e l'assenza di un vero e proprio sistema di potenziamento del protagonista, il quale si limiterà a raccogliere monete nascoste per incrementare la propria barra vitale. Fortunatamente l'interesse del giocatore verrà costantemente stimolato da un cast ricco di personalità strambe e sopra le righe, al centro di siparietti comici quasi sempre efficaci e ben scritti, e da un gameplay che mostra comunque una propria identità ben precisa grazie agli interessanti enigmi offerti, nonostante alcune piccole ed ineleganti flessioni.

Splendidi cieli di pixel e sprite

Se quindi l'identità ludica della produzione può dirsi ben caratterizzata nonostante imperfezioni evidenti, a brillare in Owlboy troviamo un comparto tecnico impressionante. La pixel art proposta dal team norvegese, composto da soli cinque sviluppatori, vi lascerà senza fiato in più di un'occasione, non solo per la complessità artistica degli elementi che compongono i vari stage, ma anche per l'incredibile abbondanza di dettagli dei singoli modelli bidimensionali.

Navi pirata, foreste innevate, rifugi di fortuna e grotte vulcaniche in cui si fondono natura e tecnologia sono tutte location riprodotte splendidamente, per una varietà degna di lode. La fedeltà e la precisione degli sprite e delle animazioni ha dell'incredibile, riuscendo serenamente ad eguagliare mostri sacri del genere del calibro di Metal Slug, sostenendo la buona direzione artistica di un titolo ricco di personalità. Menzione speciale per il comparto sonoro, caratterizzato da una componente effettistica di discreta fattura, ma sopratutto da una colonna sonora che lascia il segno, abbandonandosi alle suggestioni di capolavori del calibro di The Legend of Zelda, sempre pronta a tratteggiare l'esplorazione degli ambienti di gioco con la giusta dose di pathos ed epicità. Peccato per una longevità non proprio entusiasmante: i completisti potranno tirar fuori dal titolo qualcosa in più, impegnati nel recupero di tutte le monete e di alcuni speciali glifi in grado di sbloccare un dungeon segreto, ma per gli altri il tempo in compagnia di Otus e compagni scorrerà via fugace, esaurendosi in poco più di 5-6 ore.

Owlboy Dopo 10 lunghi anni di sviluppo era lecito nutrire qualche timore per il destino di Owlboy. Un progetto portato avanti con tenacia e caparbia da un team indipendente che ha dimostrato di possedere tutti gli strumenti per proporre un'opera matura e curata, sviluppata con grande consapevolezza rispetto al genere d'appartenenza. La formula di Owlboy si dimostra decisamente interessante grazie alle dinamiche offerte dalla cooperazione tra i membri del nostro eroico team, complice un corposo numero di enigmi ambientali ben scritti e sempre gratificanti per il giocatore. Non mancano purtroppo alcune imperfezioni che pregiudicheranno l'esperienza finale dell'utente, con ritmi non sempre adeguatamente sostenuti causati dall'incapacità del titolo di sapersi rinnovare efficacemente durante tutta la sua durata, e da un tasso di difficoltà decisamente basso. Ad ogni modo non possiamo che consigliare l'acquisto di Owlboy, una produzione che saprà affascinarvi grazie ad un comparto tecnico di gran spessore, per un'avventura forse un po' breve ma godibile e curata.

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: i5 2500K
  • RAM: 8 gb
  • GPU: Nvidia GTX 960
8

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