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Recensione Pac-Man Museum

Una raccolta che ripercorre trentacinque anni di Pac-Man

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Pac-Man Museum
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • 3DS
  • Wii U
  • Pc
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Più che Pac-Man Museum, la nuova raccolta distribuita in formato digitale da Namco-Bandai avrebbe dovuto chiamarsi Pac-Man Collection. Perché in fondo, il titolo non fa veramente nulla per catalogare, informare e coinvolgere il visitatore-giocatore: semplicemente, accatasta una decina di titoli dedicati alla giallissima mascotte degli anni '80, e ci lascia l'opportunità di giochicchiarli pigramente, “ricompensandoci” di tanto in tanto con uno sticker o un modellino 3D.
Ecco: forse l'aspetto più deludente di Pac-Man Museum è proprio questo: manca totalmente un apparato di “paratesti”, che serva all'utente per scoprire (o riscoprire) la storia di Pac-Man, le curiosità dietro allo sviluppo di un episodio più strambo degli altri, il successo stratosferico avuto dal “mangiapillole”. E pensare che da dire ci sarebbero state tante cose, su uno degli arcade che è connaturato all'idea stessa di videogame, e che negli ultimi 35 anni non si è mai fatto mancare comparsate su quasi ogni console da salotto o portatile. E invece no: il menù di Pac-Man Museum è spoglio, essenziale, tremendamente sgonfio, e per quanto ci si metta a cercare non c'è verso di trovare una sezione “curiosità”. Persino le istruzioni per ognuno dei giochi a disposizione sono scritte in maniera sommaria e sbrigativa.
Dalla schermata iniziale possiamo finire su di un album in cui verranno appiccicati vari adesivi, ottenuti al completamento di particolari condizioni in questo o quel titolo; oppure ancora in una stanzetta che sarà poi addobbata con modelli poligonali neppure troppo ben realizzati. Ma questa smania tutta nipponica per il collezionismo futile e la caccia all'achievement elaborato non riesce proprio a stimolare il giocatore, e dubitiamo che saranno in tanti, a cercare di superare gli improbabili hi-score di un cabinato del 1980.

Waka Waka

Nel caso in cui vi colga questa vampa da retrogamer incallito, Pac-Man Museum vi permette di sfogare le vostre urgenze con ben dieci titoli, che coprono un lungo trentennio di storia videoludica.
In realtà i giochi inclusi nella lista sono nove, ma se acquistate la raccolta entro qualche settimana dall'uscita, potrete scaricare gratuitamente anche (il non fondamentale) Ms. Pac-Man, uscito un anno dopo l'originale.
Il numero di produzioni incluse nella collection potrebbe pure sembrare sostanzioso, ma a dire la verità ci sono molti (anzi: troppi) giochi che si possono avvicinare soltanto se si è dotati di un incrollabile spirito filologico. A onor del vero anche il primo, storico Pac-Man, oggi fatica a nascondere tutta la sua anzianità, soprattutto se confrontato con l'incredibile Championship Edition del 2007, senza ombra di dubbio il pezzo forte del pacchetto e probabilmente l'unico titolo che finirà veramente per rapirvi.
Siamo invece piuttosto sicuri che la schermata verticale con proporzioni da cabinato, in cui vengono visualizzati i capitoli degli anni '80, la vedrete poche volte e solo per sfizio. E del resto Pac-Man Museum non fa proprio nulla per invogliarvi a rincontrare i classici: anzi ve li mette lì davanti con degli enormi bordi coloratissimi e degli artwork di una bruttezza imbarazzante, che neppure si sforzano di ricreare suggestioni e atmosfere da retrogaming.

Insomma, persino i giocatori più “attempati” e i nostalgici del “those were the days” videoludico resteranno piuttosto scontenti, dal momento che Pac-Man Collection sembra impegnarsi proprio tanto per fare tutto quello che una raccolta non dovrebbe fare.
Poco a poco, fra l'altro, il lungo elenco di titoli a cui sopra si accennava si vedrà indiscutibilmente ridotto, perchè nel catalogo c'è più di un prodotto francamente ingiocabile. Ad esempio il Pac-Land del 1984, uno strano platform a scorrimento accompagnato da una musichetta ossessiva, è un incomprensibile tentativo di esplorare altri contesti al di fuori di quello arcade, fallito miseramente nelle intenzioni e nei risultati. Persino Pac-Mania, datato 1987, oggi non può essere che considerato un episodio orribile, con la sua visuale isometrica (posticcia quanto quello di Sonic 3D) e l'assurda possibilità di saltare a rovinare il bilanciamento del gameplay.
E poi c'è Pac-Attack, poco convincente clone di Tetris del 1993, che chiude il decennio buio (anzi: tetro) della mascotte Namco.
Per fortuna gli ultimi anni ci portano titoli sicuramente meglio riusciti. Se non il colorato Pac-Man Arrangement, timido ma coloratissimo inizio della risalita, proprio Pac-Man Championship Edition salva la raccolta in extremis, galvanizzando oggi come al tempo della sua uscita non solo gli appassionati, ma qualsiasi videogiocatore. Ritmato, assuefacente, luminoso (nel concept come nel look), Pac-Man Championship Edition è un vero e proprio capolavoro arcade, la prova provata che non esiste, nel videogioco, un'idea “vecchia”, ma solo un vecchio modo di presentarla.
Se non l'avete mai giocato, ecco: questa è una buona ragione per considerare caldamente l'acquisto di Pac-Man Museum.

In verità, per i maniaci del collezionismo ma non solo, nella raccolta spunta anche Pac-Man Battle Royale, titolo uscite tre anni fa ma rimasto confinato in Giappone. Si tratta di una diretta evoluzione del concept di Championship Edition (con le sferette che appaiono progressivamente, in zone diverse della mappa, e la stessa estetica psichedelica), declinata però in un versus per 4 giocatori. In questa insolita ma coinvolgente declinazione multiplayer i “pilloloni” permettono di mangiare gli avversari oltre che i fantasmi, ed è pure possibile prendere a spintoni i Pac-Man controllati dagli altri giocatori per farli finire nelle fauci di Clyde e compagni. E in effetti, a patto di avere tre amici a portata di mano, questa edizione “battagliera” si rivela piuttosto divertente, rappresentando assieme alla Championship una delle poche perle (per altro inedita) della raccolta. Ma insomma, ci sembra un po' poco, per la bellezza di 20 euro.

Pac-Man Museum Pac-Man Museum è una raccolta che non farà felice nessuno: non i vecchi giocatori incalliti, non le nuove leve che vorrebbero -magari attratti dalla promessa di un approccio “museale”- scoprire qualcosa di più su Pac-Man e sui titoli inseriti nella raccolta. Senza tenere conto dei metodi con cui si dovrebbero riproporre oggi i cabinati di trentacinque anni fa, senza includere nessun tipo di scheda informativa o testo a supporto, ma semplicemente limitandosi a insacchettare una decina di giochi, la collection di Namco-Bandai si tiene in pedi per miracolo: soltanto grazie alla presenza di Pac-Man Championship Edition e dell'inedito Battle Royale, che da soli - e soprattutto se non avete mai provato il primo - valgono l'acquisto.

6

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