Paper Mario Color Splash Recensione

Il coloratissimo Paper Mario Color Splash arriva finalmente su Wii U con il suo carico di colori, vivacità e allegria.

Versione analizzata: Wii U
recensione Paper Mario Color Splash
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Andrea Dresseno Andrea Dresseno ha iniziato a giocare alle elementari, prima a scrocco, poi si è reso autonomo. Scrive di videogiochi da quasi vent'anni, ma nel mezzo ci sono state alcune pause di riflessione: durante una di queste ha dato vita all'Archivio Videoludico, per cui ora si dedica anche alla conservazione del medium. Si dice sia nintendaro, ma non esistono prove. Lo trovate su Facebook.

Facciamo un gioco. Senza cercare su Google, descrivete i cinque episodi della serie di Paper Mario, soffermandovi in particolare su trama, tema e sistema di combattimento. Avete un minuto per fare mente locale. Trascorso il minuto iniziate a esporre. Se non riuscite a completare l'esercizio, pur avendoli giocati tutti, state sereni: non siete soli. Paper Mario possiede un reset naturale, attiva un interruttore nascosto nella mente dei giocatori che riazzera il contatore. Paper Mario è l'unico RPG di cui nessuno ricorda né la trama, né gli scenari. È come ricominciare ogni volta, stupirsi ancora per quella casa infestata, quel deserto assolato, quel buffo categnaccio. Amiamo sentirci raccontare sempre la stessa storia e non c'è nulla di male: è il piacere di tornare bambini.
Certo che un RPG in cui la trama risulta puramente accessoria non s'è mai visto. Possiamo chiudere un occhio giusto perché si tratta dell'universo di Mario e giusto perché Paper Mario non è esattamente un RPG. Come non è un RPG? Ma se hai detto poco fa che è l'unico RPG che bla bla bla. Avete ragione, in effetti la serie è nata come RPG (pur all'acqua di rose), ma nel tempo si è talmente ibridata che oggi risulta difficile parlare di gioco di ruolo. Diciamo che Paper Mario: Color Splash è un platform-adventure-RPG, può andare?

Mario Mix

Color Splash può essere tranquillamente affiancato al precedente Sticker Star per 3DS, col quale condivide molti aspetti, a partire da una semplificazione degli elementi da gioco di ruolo per arrivare all'utilizzo di carte abilità - che nel precedente capitolo erano adesivi - durante gli scontri. Il nuovo corso preso dalla serie sembra un mix tra la deriva platform-sperimentale di Super Paper Mario per Wii (se potete, recuperatelo!) e l'anima più tradizional-GdR dei primi due capitoli per N64 e GC. Non ci dispiace affatto, pur con qualche riserva che già era stata sollevata in occasione della recensione del precedente episodio.

La prima parola d'ordine, in ogni caso, è "delizioso". Su Wii U, il mondo di Paper Mario si dimostra solido e vivace, un regno materico in cui la carta acquista spessore e consistenza. La bidimensionalità dei personaggi, colorate figurine di cellulosa, si accosta alla perfezione col cartone di sfondo, con i fili che in lontananza sorreggono l'impalcatura. Sembra un piccolo teatro dei burattini made in Nintendo. Un piacere per gli occhi. La leggerezza della materia si avverte nelle onde che rimangono sospese dopo lo tsunami, nei balletti stile Bollywood dei Toad ritrovati, nella buffa Olo-Peach che ricorda la principessa Leila.

Mario Splatter

Tutto ha inizio da un misterioso Toad accartocciato che viene recapitato, con apposito francobollo, a casa di Mario. Dev'essere successo qualcosa all'Isola Prisma, bisogna andare a controllare. All'arrivo, Mario e Peach trovano ad accoglierli un paese deserto. Niente movida, un silenzio assordante e quel che è peggio, qualcuno s'è rubato i colori. Chiazze di bianco deturpano i muri, la splendida fontana cittadina, solitamente un trionfo di spruzzi e sfumature, è a secco. Qualcuno ha rubato le preziose vernistelle, afferma una lattina di colore. Una lattina? Ebbene sì, vi presentiamo il vostro braccio destro, colei che vi introdurrà al mondo di Color Splash e vi accompagnerà durante l'avventura. Inutile dire quale sarà il vostro obiettivo: recuperare le vernistelle e riportare il colore in quel mondo sfigurato. A vostra disposizione il solito martello, qui nella doppia versione tradizionale e potenziata: un colpo ben assestato e quella macchia bianca sarà solo un lontano ricordo.

De Blob

Come avrete intuito, è il colore a farla da padrone in Color Splash. Dal punto di vista strutturale, questo nuovo episodio della serie ricorda da vicino Sticker Star. La progressione si gioca per livelli disseminati lungo una mappa stile Super Mario Bros. 3. Ogni livello ha una sua narrazione interna, un contesto da esplorare, vernistelle da recuperare.

Come dicevamo in apertura, gli adesivi di Sticker Star vengono qui sostituiti da carte collezionabili, acquistabili presso il rivenditore del villaggio o recuperabili all'interno dei livelli, tramite blocchi o nemici. A ogni carta è legato un tipo di attacco, per cui sta al giocatore selezionare la carta migliore da usare in battaglia. All'esplorazione si alternano infatti scontri a turni che si spostano su un piano differente e vedono il nostro Mario alle prese coi soliti vecchi avversari: Goomba, Tipi Timidi e così via. La dimensione RPG, come in Sticker Star, è parzialmente alleggerita: Mario non guadagna esperienza né aumenta le sue statistiche attraverso gli scontri. Per quanto le battaglie possano rivelarsi strategicamente divertenti - è necessario sfogliare il proprio mazzo sul GamePad, scegliere le carte più adatte per il tipo di avversario, "lanciarle" sul campo e badare al tempismo di attacco/parata - si ha l'impressione che gli scontri non siano mai realmente necessari. Talvolta viene quasi voglia di evitarli, per non interrompere l'esplorazione. Ovviamente non sono inutili - consentono per esempio di accumulare monete con cui acquistare nuove carte o power-up per aumentare la quantità di colore trasportabile da Mario - ma qualcuno potrebbe trovarli ripetitivi o a tratti fastidiosi. Il fatto che talvolta si preferisca evitarli, o vengano vissuti come una spina nel fianco, non è un segnale positivo (per quanto molto soggettivo). Fortunatamente l'esplorazione vanta un ritmo ben calibrato e la quantità di nemici non è mai estenuante.

Scopri le carte

Si parlava di quantità di colore. Gran parte degli oggetti dell'Isola Prisma, una volta colpiti col martello, regalano colore. Mettetelo in saccoccia, perché serve non solo a ridare tono al mondo di gioco, ma anche a colorare (leggasi: potenziare) le carte. Molte carte sono infatti ancora bianche. Prima di lanciarle sul campo di battaglia, potete/dovete colorarle per renderle più efficaci e dannose.

Sebbene si tenda a usare quasi sempre le carte martello o salto, durante i boss si rivela necessario l'utilizzo di carte speciali - che potete ottenere strizzando alcuni oggetti sparsi nel mondo di gioco - senza le quali il game over è dietro l'angolo. Color Splash non è mai realmente difficile, ma la progressione è ben gestita e ogni pixel trasuda estrema cura. Non mancano divertenti variazioni sul tema, come quando Kamek vi mette i bastoni tra le ruote rubandovi le carte o impedendovi di decifrarle, oppure quando il titolo vi sfida al gioco della morra (che la dea bendata vi aiuti).

Giochi di parole

Una menzione speciale per il lavoro di traduzione. Se ne parla troppo poco spesso e invece è bene sottolineare quanto gli sforzi compiuti in sede di adattamento restituiscano dialoghi piacevoli, frizzanti, giochi di parole intelligenti. La trama non brillerà per originalità, ma è raccontata con gusto e garbo, non senza citazioni dal passato. Color Splash è un episodio solido e divertente, minato solo da un battle system non del tutto convincente perché non perfettamente integrato con la struttura generale dell'opera.

Paper Mario Color Splash Paper Mario: Color Splash rappresenta probabilmente l'ultima esclusiva di valore per un Wii U che si avvia inesorabile sul viale del tramonto. Non citiamo volutamente il nuovo Zelda, che uscirà anche su NX. Sebbene non sia un titolo perfetto - minato come il predecessore per 3DS da un sistema di combattimento non del tutto convincente in termini di bilanciamento e ritmo interno - rimane un'opera di indubbia qualità. Ricco di citazioni, delizioso da vedere, ascoltare ed esplorare. Allieta costantemente il giocatore con piccole trovate, variazioni sul tema e strampalati divertissement. È un'avventura “giocosa”, un mix di RPG e platform che forse non accontenterà gli estimatori né di un genere né dell'altro, ma raggiunge l'obiettivo: divertire e sorprendere.

8

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