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Recensione Parasite Eve 2

A breve distanza dal capitolo per PSP, su PSN torna il secondo episodio

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    Disponibile per:
  • Ps3
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Ancora Square-Enix per ricordarci del passato

Dopo il lungo, interminabile e snervante black-out del PSN in molti si sono ritrovati a fremere non tanto per l’impossibilità di concedersi una partita online e FIFA o al Call Of Duty di turno, ma per la mancanza di nuovi titoli retrò da scaricare. Emulando quanto fatto da Nintendo con la sua Virtual Console, Sony ha infatti deciso di proporre, mese dopo mese, due classici della mai dimenticata PsOne. Se qualche giorno fa vi abbiamo allietato con la recensione dell’indimenticabile Final Fantasy VI, bello tanto oggi quanto ieri se giocato tenendo a mente determinati compromessi, oggi è il turno di Parasite Eve 2.

Da New York a L.A. per combattere mostri

Oggi come allora il titolo esce in Europa non preceduto dal capitolo originale, dai più ritenuto migliore del suo diretto sequel. Dimenticandoci, ma solo per un attimo, dell’ennesimo dispetto fattoci dai giapponesi, Parasite Eve 2 rappresentò a tutti gli effetti il tentativo di Square di rispondere ai survival horror di Capcom e Konami: quei Resident Evil e Silet Hill che crearono un genere a parte, ammaliando critica e pubblico. Se infatti il capitolo originale puntava in maniera più netta sulle meccaniche ruolistiche, il seguito stordiva l’utente con un ritmo d’azione più concitato e un gameplay più fluido.
La trama prende avvio proprio dove il prequel terminava. La bella e letale Aya Brea, dopo gli eventi accaduti a New York nel 1997, si ritrova all’inizio del millennio a Los Angeles, in qualità di membro della M.I.S.T (Mitochondria Investigation Suppression Team). Nel futuro fantascientifico generato dalla penna di Hideaki Sena, scrittore del libro al quale la saga si rifà, l’umanità deve combattere la minaccia dei N.M.C. (creature neo-mitocondri): mostri dotati di poteri paranormali e dalla smisurata ferocia. Il compito dell’unità operativa di Aya è proprio quello di contrastare le incursioni di queste creature, che si fanno sempre più minacciose, numerose e sparse per tutto il globo.
Pur non raggiungendo la finezza tematica e stilistica di Silent Hill, pur evitando l’eccessivo intreccio di fatti e personaggi di Resident Evil, il plot di Parasite Eve 2 si dimostra generoso di colpi di scena, personaggi carismatici e spettacolari scene in CG che, nonostante gli evidenti segni del tempo, stupiscono ancora oggi grazie a una regia capace di sottolineare con efficacia il pathos e l’adrenalina di ogni scena.

Spaventosi ibridi

In termini di gameplay Parasite Eve 2 si dimostra un titolo sicuramente intrigante sia per gli amanti dei survival horror vecchio stampo, sia per chi mastica statistiche e abilità speciali ogni giorno.
E’ bene dirlo subito: stiamo parlando di un gioco pubblicato nell’ormai lontano 1999, basato su standard diversi da quelli attuali. Ciò che balzerà immediatamente all’occhio del videogiocatore moderno, sarà la capacità di movimento dell’avatar. Esattamente come accadeva in Resident Evil 2, per girarvi e correre dovrete prima muovere tutto il corpo di Aya, per poi dirigerlo nella direzione desiderata. Inoltre, come voleva la tradizione del tempo, mentre sparerete alle varie creature non potrete muovervi. Chi insomma si lamentava della relativa legnosità dei controlli di Resident Evil 5, non potrà che odiare Parasite Eve 2.
Al contrario i nostalgici o chiunque riuscirà a scendere a compromessi con questa meccanica, si imbatterà in un survival horror estremamente soddisfacente anche in termini di gameplay.
Innanzi tutto è bene specificare che nonostante una veste grafica ormai sorpassata, il prodotto Square è tutt’ora capace di farvi balzare più di una volta dalla sedia dallo spavento. Grazie anche a un comparto sonoro ineccepibile, aggirarsi per le ambientazioni del gioco è sempre una sfida con sé stessi. Tra incursioni improvvise e silenzi assordanti, in più di un’occasione potreste trovarvi a spegnere la console per la troppa ansia e stress accumulato.
Ciò che rende veramente speciale e unico Parasite Eve 2 rispetto alla concorrenza, tuttavia, è la sua componente ruolistica tutt’altro che secondaria. Ogni uccisione, tanto per cominciare, vi regalerà punti esperienza, da investire poi in migliorie per l’arsenale a vostra disposizione. Tra mitra, pistole e lanciarazzi avrete di che sbizzarrirvi, decidendo di volta in volta se potenziare i danni inferti, l’ampiezza dei caricatori e così via. Grande importanza la rivestiranno poi i proiettili, divisi in diverse tipologie ognuna più efficace in una determinata situazione o contro una certa razza di creature.
Altre due feature, infine, concorrono a rendere ancor più profondo il gameplay del titolo: la possibilità di fondere due diverse armi, unendo i benefici di entrambe, e le abilità speciali e paranormali di Aya. Essendo portatrice sana della malattia che ha dato origine alle strane creature, la protagonista ha sviluppato particolari capacità che, durante l’avventura, potranno essere progressivamente apprese e sfruttate nel momento più opportuno.
Tirando le somme, le meccaniche di gioco alla base di Parasite Eve 2 sono sicuramente intriganti e appassionanti. Tuttavia la sua natura ibrida potrà non farsi apprezzare né dagli amanti dell’azione, né da chi avrebbe gradito un maggior peso delle statistiche negli scontri a fuoco. Inoltre è bene tenere in considerazione le limitate capacità motorie di Aya, all’epoca vero e proprio motore del fattore horror, oggi elemento che potrebbe causare l’allontanamento precoce di buona parte dei videoplayer.
Dal punto di vista grafico, anche in questo caso Square ha voluto riciclare il lavoro di Capcom, affiancando modelli poligonali a fondali pre-renderizzati. Il risultato è tutt’oggi piuttosto gradevole, nonostante un pesante aliasing e animazioni non più convincenti come una volta.
Maestoso il comparto audio, penalizzato dalla mancanza di un doppiaggio nei dialoghi in-game. La colonna sonora si adatta perfettamente alla situazione, mentre gli effetti sonori vi causeranno più di un infarto.
Infine, parlando di longevità, Parasite Eve 2 vi impegnerà per almeno una quindicina di ore, quantità di tempo in linea con le produzioni del genere.

Parasite Eve 2 Parasite Eve 2 è un gioco capace di stupire, impaurire e divertire oggi come ieri. Certo, il tempo è passato e ciò si nota soprattutto nel comparto grafico e in alcune meccaniche di gioco ormai vetuste, che allontaneranno alcuni videogiocatori. Se tuttavia amate i survival horror e se siete attratti dall’ibrido di azione e GDR proposto da Square, allora non dovete affatto temere di restare delusi: l’avventura di Aya Brea saprà indubbiamente catturarvi.

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