Recensione Party Hard

L’intuizione di coniugare meccaniche strategiche e stealth con un’atmosfera da slasher movie è sicuramente interessante, anche se non è stata ben implementata nel nuovo titolo di Pinokl Games.

Versione analizzata: PC
recensione Party Hard
INFORMAZIONI GIOCO
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Pc
Giuseppe Arace Giuseppe Arace ha iniziato a venerare i videogiochi e il cinema quando, a soli 4 anni, è rimasto folgorato dalla schermata d’avvio del Sega Mega Drive e dai titoli di testa di Toy Story. Nato con un pad tra le braccia, vorrebbe morire con un Oscar. Non ama molto i social network e bazzica raramente solo su Google Plus.

"Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire."
Jep Gambardella (La Grande Bellezza)

Agli Indie Prize Game tenutisi ad Amsterdam lo scorso febbraio, Party Hard di Pinokl Games si è distinto tra tutti gli altri concorrenti ottenendo il Critic's Choice Awards: di certo un ottimo biglietto da visita per un prodotto nato durante una game jam (il cui prototipo è giocabile qui) ed ora ampliato e perfezionato in occasione della pubblicazione su Steam. Tale riconoscimento permette inoltre al cosiddetto "third person urban conflict simulator" (come lo definiscono gli stessi sviluppatori) di evitare anche eventuali controversie legate al particolare gameplay, che ci chiede di compiere brutali omicidi di massa nell'America degli anni '90. Lo sfoggio di violenza gratuita non è però paragonabile a quello di giochi profondamente discussi come Hatred o Hotline Miami, perché si colora di grottesca ironia, e alleggerisce la gravità delle nostre azioni senza prendersi mai realmente sul serio, ed anzi sfociando spesso nel surreale e nel nonsense. Il team ucraino ha tentato di creare un ibrido tra stealth game ed elementi strategici, prendendo in prestito qualche soluzione tattica dai titoli della serie Hitman e l'estetica retrò della già citata opera di Dennaton Games: il risultato è un gioco immediato e piacevole, ma anche troppo semplicistico, che non si allontana di molto dalla superficiale formula da flash game del prototipo originale.

Quando la festa si fa dura...

...gli assassini iniziano a festeggiare. E lo sa bene il detective West, rude sbirro all'antica con voce gutturale, sulle tracce di un killer che s'infiltra nelle feste più gettonate degli USA, architettando efferatissime stragi d'innocenti.

In Party Hard vestiremo proprio i panni del cattivo di turno, uno psicopatico col volto coperto da una maschera che non si fa scrupoli a compiere atroci delitti nei luoghi più affollati, divertendosi a giocare costantemente al gatto e al topo con testimoni e forze dell'ordine. I motivi che si celano dietro questo sfogo di ferocia si scopriranno poco alla volta nel corso dei 12 livelli del gioco, intervallati da brevi cut scene che dipanano una storia in cui tutti i personaggi coinvolti soffrono, a modo loro, di una profonda psicopatologia aggravata, legata a traumatici drammi famigliari o a malsane ideologie che si fanno portavoce di una visione epuratrice e salvifica della violenza. I toni della narrazione, pur essendo piuttosto cupi e sofferti, sono inscenati in modo troppo frettoloso, ed arrivano con poca coerenza a un colpo di scena finale abbastanza scontato e quindi scarsamente efficace. Lo stile 8-bit delle cinematiche ha però un tocco da noir urbano che contrasta piacevolmente con l'atmosfera invece scanzonata e venata di divertito humor nero che caratterizza il gameplay. Non appena inizieremo la partita, l'inquadratura a volo d'uccello ci mostrerà l'intera mappa di gioco e tutti gli NPC da eliminare, in modo tale da offrirci un'ampia visione d'insieme sulle possibilità di spostamento ed interazione: lo scopo sarà infatti quello di uccidere tutti i partecipanti ai party cui ci imbucheremo, possibilmente senza essere individuati o destare alcun sospetto. Per farlo disporremo non solo del nostro fidato coltello da macellaio provetto ma anche, e soprattutto, dell'intero ambiente di gioco, in cui attivare trappole di diversa natura, che vanno da bombe a tempo fino al classico cocktail avvelenato, passando per gas mortali e persino zampate di cavallo opportunamente imbestialito per l'occasione. Come insegna l'Agente 47, dovremo curarci anche di trasportare i cadaveri e nasconderli in appositi tombini o contenitori dell'immondizia, per evitare che qualche altro invitato li scopra e chiami la polizia. L'idea alla base del gameplay è senza dubbio stuzzicante, a patto comunque di non chiederci perché, dinanzi a una serie di omicidi, gli altri festaioli continuino imperterriti a divertirsi e rimanere sul luogo del delitto invece di scappare a gambe levate. Le possibilità elusive ed offensive sembrano piuttosto varie durante le prime fasi di gioco, nelle quali possiamo sbizzarrirci nel cercare soluzioni innovative che non facciano scattare l'allarme e incrementino di conseguenza il nostro punteggio alla fine di ogni livello. Purtroppo la struttura degli stage tende a ripetersi già dopo poche partite, imponendo un pigro reiterarsi delle medesime tattiche omicide. Le trappole disposte in ogni mappa sono generate in modo procedurale e la loro posizione e tipologia vengono modificate casualmente dopo un certo numero di tentativi andati a vuoto. Alcune di esse sono però decisamente più efficaci di altre, e molte volte la possibilità di eliminare un buon numero di vittime senza essere scoperti dipende in gran parte dal tipo di trappola che vi toccherà in sorte. All'interno di determinati livelli potremo poi rimpinguare i nostri strumenti di morte grazie a delle speciali valigette che contengono gadget potenzialmente utili, come una katana in grado di uccidere più bersagli con un colpo solo, bombe fumogene ad orologeria ed un comodo ricambio d'abito per non essere rintracciati dagli sbirri alle nostre calcagna. Il gioco invoglia indubbiamente a tentare un approccio stealth alle missioni, premiandoci con un punteggio più elevato dopo ogni uccisione silenziosa, ma l'agire di soppiatto non si rivelerà certo la soluzione più immediata. Ciò dipende non soltanto da un level design strutturato con poco criterio, sovraffollato, stretto e avido com'è di luoghi in cui nascondere i cadaveri, ma anche da un'intelligenza artificiale che reagisce con troppa casualità alle nostre azioni: capiterà, infatti, che i testimoni non ci notino quando accoltelliamo una vittima proprio davanti ai loro occhi, per poi individuarci mentre trasportiamo un corpo sanguinante nonostante si trovano in un'altra stanza. Elementare anche l'implementazione del grado d'allerta della polizia (che va dal singolo agente di pattuglia sino alla SWAT) e degli altri partecipanti alla festa, che si limitano a insospettirsi progressivamente e a divenire più aggressivi nei nostri confronti, senza però utilizzare diverse strategie di copertura o ricognizione. Il livello di difficoltà è inoltre sì punitivo ma mal calibrato: scappare dalla prima ondata della polizia sarà relativamente facile, perché basterà correre fino a quando l'agente cesserà di inseguirci, mentre in quelle successive diverrà quasi impossibile, a causa di un sistema di fuga grossolano, che ci vede impossibilitati a utilizzare per due volte la stessa scorciatoia, altrimenti un omino vestito da Super Mario ne sbarrerà l'accesso.

Siccome il grado d'allerta dipende maggiormente dai capricci dell'intelligenza artificiale che da nostre concrete mancanze, ne deriva un tasso di sfida più snervante che stimolante. Insomma, anche se ogni livello potrà essere completato in circa 10 minuti, è probabile che per superare ognuno di essi vi occorreranno diversi tentativi: sarà meglio calcolare allora circa mezz'ora abbondante per ogni stage, sperando che la fortuna sia dalla vostra parte per quanto riguarda il numero ed il tipo di trappole a disposizione, senza contare strambi (ma spassosi) eventi casuali che potrebbero venirvi in aiuto, come un'invasione di zombie che trasforma tutti gli invitati in non-morti ancora più stupidi (e quindi non in grado di testimoniare alcun omicidio) o addirittura un attacco di squali assassini portati da un tornado (chiaro riferimento al film Sharknado della Asylum). Party Hard è, del resto, intelligentemente incline a questi simpatici easter egg citazionistici, che coinvolgono anche il reparto audiovisivo: basti menzionare, a titolo d'esempio, la possibilità di ascoltare la colonna sonora di Psycho quando si uccide un bersaglio nella vasca da bagno. Queste piccole curiosità salvano in extremis un comparto tecnico con poca personalità, in cui la pixel art sembra più una soluzione di comodo che una ponderata scelta artistica: l'aspetto grafico tenta infatti di omaggiare l'era 8-bit in modo confusionario e caotico, generando un ammasso informe di cloni a schermo che, nei momenti più affollati, rischiano persino di farci perdere di vista il nostro personaggio. Il sonoro propone infine ripetitivi temi musicali à la Hotline Miami (che è una chiara fonte di ispirazione per lo stile adottato), senza mai raggiungerne minimamente né l'efficacia visiva né la follia lisergica.

Party Hard Party Hard è complessivamente un gioco piuttosto divertente, e per questo strappa una piena sufficienza. L’intuizione di coniugare meccaniche strategiche e stealth con un’atmosfera da slasher movie non è stata tuttavia ben implementata, per via d’una certa superficialità nell'architettura del level design e nella struttura delle missioni, piagate da una ripetitività che poco si adatta ad un titolo che vorrebbe fare della varietà degli approcci omicidi il proprio elemento disntivo. Un po’ Hitman in 8-bit, un po’ Hotline Miami senza il genio che lo contraddistingue, Party Hard avrebbe potuto essere un’opera crudele e appagante nelle mani di sviluppatori più esperti, i quali avrebbero dovuto privilegiare l’abilità del giocatore rispetto al fattore fortuna, che invece predomina sulla maggior parte delle partite. Seppur minato da simili, evidenti debolezze, il “third person urban conflict simulator” di Pinokl Games potrebbe comunque invogliarvi, con la sua scanzonatezza ed il suo citazionismo surreale, a partecipare come (letale) guest star a questo sadico party videoludico.

6

Che voto dai a: Party Hard

Media Voto Utenti
Voti totali: 1
8
nd