Recensione Perfect Dark

Joanna Dark torna nella next gen con la sua avventura originale

Versione analizzata: Xbox 360
recensione Perfect Dark
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  • Xbox 360

Pietra miliare

Nell'immaginario collettivo dei giocatori più esperti ed “anziani” il nome Joanna Dark non ricorda l'eroina del discreto - ma insipido - titolo di lancio della Xbox 360, ma la protagonista indiscussa di uno dei giochi più gloriosi ed affascinanti che abbiano mai visto la luce su console (Nintendo 64), erede spirituale del magnifico Goldeneye e punta di diamante tra gli fps di un paio di generazioni addietro.
Un pacchetto sofisticato e succulento a cura della storica Rare, casa che ha raggiunto la chiave di volta col meraviglioso Donkey Kong Country su Super Nintendo ed il successo planetario con Killer Instinct, del quale ancora oggi si paventa una conversione - alla stregua del qui presente Perfect Dark - per il canale XBLA di Xbox Live.
Perfect Dark ha rappresentato il non plus ultra in termini di grafica, giocabilità e contenuti offerti per il suo tempo (uscì nel “lontano” 2000), grazie alla solida eredità di Goldeneye - del quale, nonostante le differenze tematiche, Perfect Dark è un seguito a tutti gli effetti - ha sbaragliato la concorrenza e generato una schiera di fan che ancora oggi promuovono con affetto il loro vecchio pargolo: dopo 10 anni ed una tonificante ma non denaturalizzante cura di restyling, Joanna Dark riuscirà ancora ad ammaliare il proprio pubblico? Scopritelo leggendo la nostra recensione.

License to kill

Joanna Dark è un agente segreto del cosidetto Carrington Institute (capeggiato dall'omonimo personaggio), agenzia in lotta con l'acerrima rivale DataDyne impegnata in una non meglio specificata azione di sabotaggio contro l'istituto: assoldata per 17 articolate missioni, la protagonista del gioco ha a disposizione un vastissimo arsenale ed una serie di gadgets tecnologici per portare a temine i pericolosi incarichi assegnati dal signor Carrington e scoprire la verità dietro le malefatte della DataDyne: questa, a grandissime linee, è la trama del futuristico gioco riportato in vita da 4J Studios, autori di una conversione piuttosto distante dal “modus facendi” dei remake moderni, dov'è soprattutto il comparto tecnico a godere delle maggiori implementazioni e limature.
Per mantenere inalterato lo spirito del prodotto originale la rifinitura grafica ha riguardato soprattutto la stabilizzazione del framerate (ora inchiodato a 60 fps ma piuttosto “ballerino” nel Perfect Dark su Nintendo 64), mentre il comparto textures oltre aver goduto dei benefici dell'alta definizione è stato sapientemente ritoccato nei punti strategici, per un lifting per nulla invasivo e totalmente “devoto” al design operato dalla Rare.
Anche i modelli poligonali sono stati migliorati sotto molteplici punti di vista, pur restando fedelissimi alle proporzioni originali e giovando di un upgrade non tanto qualitativo ma piuttosto di rifinitura, di concerto con le caratteristiche dell'alta definizione: il risultato globale è una sorta di tributo al gioco originale, epurato dai problemi dell'epoca pur mantenendo inalterata una fisionomia estremamente datata al cospetto delle produzioni odierne.
Anche il comparto audio è rimasto fedele all'opera originale con l'applicazione di filtri leggermente migliori per le campionature, che tuttavia risultano decisamente sottotono rispetto agli standard qualitativi attuali, mentre la soundtrack resta godibile ed orecchiabile ancora oggi.
Il design delle mappe - fatte di lunghi e tortuosi corridoi, porte e stanze che si ripetono -, le animazioni dei personaggi (molte delle quali copiate ed incollate da Goldeneye), l'intelligenza artificiale rozza e poco incline agli spunti dei titoli moderni, il concept di alcune missioni e persino i menù di gioco sono aspetti che difficilmente saranno apprezzati dai giocatori di nuova generazione, tuttavia la grandiosità del titolo Rare risiede nella giocabilità eccellente - è anche possibile impostare i comandi alla Halo o alla Call of Duty - e nel divertimento di poter condividere l'esperienza con altri giocatori (sia collaborando che combattendo contro).
Come già riportato in sede di premessa Perfect Dark fissò nuovi standard per quanto concerne gli sparatutto in prima persona su console, non solo per il gameplay assuefacente semplicemente perfetto ed i contorni da spy story futuristica elegantemente raccontati, ma soprattutto per la modalità multiplayer a schermo condiviso che non rappresentava un semplice corollario alla modalità principale in singleplayer - com'era prassi, o quasi, per l'epoca - ma un vero e proprio gioiello del divertimento in compagnia.
Al giorno d'oggi il multiplayer online è inserito praticamente in quasi tutti i giochi (anche dove se ne potrebbe fare ampiamente a meno) ed è praticamente indispensabile in uno sparatutto in prima persona, ma ai tempi di Perfect Dark - perlomeno su console - giocare con altri esseri umani voleva dire star seduti sullo stesso divano con lo schermo diviso a spicchi: poter rivivere le medesime emozioni di un tempo e proiettarle nel gioco in rete (fino ad 8 giocatori) è sicuramente uno degli aspetti più interessanti di questo remake puro, plasmato sulle linee del codice originale senza stravolgimenti di sorta.
Le uniche aggiunte faranno felici soprattutto i vecchi fans del bellissimo Goldeneye, grazie alla possibilità di utilizzare il completo arsenale di Pierce Brosnan&company in Goldeneye e di tre mappe multiplayer prese in prestito dallo stesso gioco, tra le quali ricordiamo Facility per essere stata una delle più amate e meglio riuscite nel design.

Perfect Dark Per 800 Ms Points si porta a casa un pezzo di storia del videogioco, rifinito e “impacchettato” per l'alta definizione ma non snaturato nella fisionomia come accade per molti remake attuali. Splendido tuffo nel passato per i nostalgici e per gli appassionati della Joanna Dark originale, Perfect Dark XBLA rischia comunque di rimanere indigesto ai giocatori di nuova generazione non solo per aspetti datati nel comparto tecnico, ma anche per meccaniche di gioco spesso superate e level design d'altri tempi (non di rado vi troverete a vagare per i lunghi livelli senza sapervi orientare con precisione). Se si avranno forza e volontà di superare determinati scogli concettuali avrete per le mani una delle esperienze multiplayer più divertenti mai concepite e suffragata da un solidissimo gameplay, oltre ad un'avventura in singolo che nonostante i 10 anni di età risulta ancora godibilissima.

8

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