Recensione Picross 3D

I picross entrano nella terza dimensione

Versione analizzata: Nintendo DS
recensione Picross 3D
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • DS

Picross 3D è l'ultimo puzzle game di Nintendo per la sua console a doppio schermo. Gli sviluppatori della HAL Laboratory, storica software house da sempre legata a Nintendo, ci propongono un rompicapo dallo stampo classico, ma portato per la prima volta nella terza dimensione.
I picross sono puzzle in cui al solutore è chiesto di annerire alcune caselle di una griglia basandosi unicamente sulle indicazioni numeriche poste a lato di ogni riga e sopra ogni colonna. Spuntando i quadratini e facendosi strada per mezzo della logica, il giocatore è infine premiato con una immagine composta dai pixel anneriti.
Questa vecchia formula, che in più di una trasposizione videoludica si è dimostrata vincente (si pensi a Picross DS, sempre per il portatile Nintendo), viene ora svecchiata riproponendo le terze meccaniche non più su di un piano ma nello spazio tridimensionale. Vediamo se questa scelta ben si adatta allo spirito del picross.

Pixel art scultorea

Il gameplay e le regole base di Picross 3D sono spiegate in maniera eccellente dal tutorial presente nel gioco, il quale alterna efficacemente e senza annoiare spiegazioni testuali, prove pratiche e piccoli schemi di prova.
L'area di gioco è un parallelepipedo le cui dimensioni variano da schema a schema, senza mai superare le dieci caselle per lato. Gli indizi numerici, riportati sui lati delle caselle indicano quante di questa vadano colorate. Ogni numero, il cui indizio si riferisce a tutte le caselle poste in corrispondenza del lato su cui è stampato, può essere di tre tipi: normale, inserito in un cerchio o inserito in un quadrato. Un numero normale indica che un corrispondente numero di caselle sono da colorare in maniera consecutiva, senza buchi; un numero inserito in un cerchio indica che vanno colorati due gruppi di caselle separati da almeno uno spazio, la cui somma da lo stesso numero. Infine i numeri inseriti in un quadrato sono simili ai precedenti, ma stavolta i gruppi di caselle sono tre o più. Le caselle che non devono essere colorate possono essere eliminate fisicamente in modo da comporre via via la forma nascosta del picross.
Lo schema può essere ruotato a piacimento ed in ogni momento semplicemente trascinandolo nelle varie direzioni mediante il pennino, in modo da poter osservare tutte le facce del parallelepipedo, mentre per studiare le caselle interne e dunque nascoste alla vista sono presenti due icone che se trascinate “tagliano” il picross secondo la larghezza o la lunghezza.
Proprio come nel puzzle originale, queste semplici regole sono tutto ciò che occorre per scolpire i picross 3D e portare alla luce gli oggetti nascosti dalle caselle in eccesso. Ben presto il giocatore apprende le regole non scritte e più importanti del gioco, riguardo il posizionamento forzato dei blocchi colorati in base agli indizi ed alle caselle rimaste in gioco. Ad esempio, se in riga da quattro caselle ne dobbiamo colorare tre consecutivamente, le possibili configurazioni sono due: tre caselle colorate ed una no oppure una casella non colorata e tre sì; in ogni caso le due caselle centrali vanno colorate, e grazie a queste potremo sfruttare indizi posti in altre direzioni per colorare le restanti caselle.
Le meccaniche fondamentali del picross sono dunque rimaste intatte ed il passaggio al 3D non ha modificato in modo sostanziale le regole ed il divertimento regalato dalle stesse. Ciò che però penalizza Picross 3D è l'abbassamento del livello di difficoltà, o meglio il mancato raggiungimento delle vette di scervellamento raggiunte dai suoi predecessori, pecca assolutamente inevitabile ed imputabile proprio alla nuova meccanica tridimensionale. Se Picross DS arrivava ad avere schemi delle dimensioni di 20 caselle per 25, dei veri e propri giganti che occupavano uno schermo intero, Picross 3D propone puzzle delle dimensioni massime teoriche di 10x10x10, che nella pratica non vengono mai raggiunte.
Le dimensioni ridotte sono poi accompagnate da una disposizione degli indizi che rende superfluo il procedere per ipotesi. Questa strategia di gioco, necessaria nei titoli precedenti ed infatti supportata da apposite opzioni per effettuare delle operazioni di prova da annullare o eseguire una volta finito, consiste nel fare un'ipotesi (ad esempio: questa casella va colorata), procedere nel puzzle seguendo le indicazioni dei numeri ed eventualmente arrivare ad una situazione in cui gli stessi indizi si contraddicono, concludendo che ad essere sbagliata fosse l'ipotesi di partenza (e dunque, per l'esempio precedente, cancellare la casella). Tale procedimento, che ricalca le dimostrazioni per assurdo utilizzate in matematica, risulta certamente dispendioso, ma regala grandi soddisfazioni di natura logica ed è del resto inevitabile quando gli indizi risultano insufficienti per una risoluzione diretta del picross.
Le considerazioni appena fatte non devono però far pensare che Picross 3D sia un titolo semplice e non in grado di regalare soddisfazioni. Semplicemente, chi adorava passare ore intere sulla risoluzione di un picross non troverà nell'attuale titolo una sfida degna di tal nome, mentre tutti gli altri potrebbero forse anzi gradire l'eliminazione di una meccanica di gioco così cervellotica e involuta.

Modalità

Gli oltre 350 schemi di Picross 3D sono suddivisi in tre livelli di difficoltà e vanno completati seguendo due criteri: commettendo meno errori possibile e impiegando meno tempo possibile. Nel caso in cui un picross è completato senza commettere errori ed al di sotto di una soglia di tempo prestabilita si viene poi ricompensati con delle stelle che se accumulate danno accesso ad alcuni schemi aggiuntivi. Completare i diversi livelli di difficoltà premia il giocatore con alcuni extra come nuovi sfondi, musiche di sottofondo e simpatiche animazioni realizzate con i modelli portati alla luce durante il gioco. Gli stessi modelli sono inoltre raccolti in alcuni diorama a tema ed ognuno di essi è accompagnato da una breve descrizione.
Alcuni picross rappresentano delle sfide particolari. In alcuni casi non si può commettere alcun errore, pena il game over immediato, mentre in altri il tempo a disposizione è estremamente ridotto. Le sfide dell'architetto poi sono dei gruppi di quattro o più picross che una volta risolti si compongono in un modello dalle dimensioni più grandi del normale.
I giocatori più creativi hanno la possibilità di progettare i propri picross grazie ad un editor semplice e funzionale che permette di aggiungere, togliere e colorare i blocchi con un tocco del pennino e mette a disposizione una serie di “adesivi” da applicare alle caselle per dare alle proprie creazioni ancora più carattere.
Un grande aiuto alla longevità, comunque buona di per se, deriva dalla componente on-line. Mediante la Nintendo Wi-Fi Connection è possibile mandare le proprie creazioni per partecipare a dei concorsi a tema o scaricare dei pacchetti di schemi totalmente gratuiti e che vengono resi disponibili di settimana in settimana, un po' come accade nei titoli della serie Professor Layton. Purtroppo lo scambio dei picross creati dal giocatore può avvenire esclusivamente tramite collegamento locale e dunque non via internet. Questa limitazione è un netto passo indietro rispetto a quanto visto in Picross DS, in cui ogni giocatore poteva scaricare i picross personali dei propri amici di altre città, previo scambio di Codice Amico.
Sul profilo tecnico non sono molte le parole da spendere. Dovendo gestire una grafica tridimensionale composta da una manciata di poligoni, il DS può permettersi il lusso di applicare l'antialiasing (lo smussamento delle scalette dei poligoni tramite sfumature di colore) ai modelli 3D, tecnica grafica non molto sfruttata dai titoli per il portatile Nintendo. Tuttavia il design artistico non convince in pieno e si avverte una certa mancanza di ispirazione. Senza infamia e senza lode le musiche di sottofondo, che accompagnano bene il ragionamento ma non risultano particolarmente orecchiabili. Ancora una volta Picross 3D non raggiunge il suo predecessore, il cui stile grafico sobrio e funzionale e le cui godibilissime background music rimangono impressi ancora oggi.

Picross 3D Picross 3D tenta di rinnovare un gameplay classico scendendo necessariamente a compromessi. Se l'inclusione della terza dimensione rappresenta un gradito e ben realizzato svecchiamento delle meccaniche classiche, la difficoltà di gioco risulta ridotta e non raggiunge le vette delle precedenti incarnazioni del picross. Un buon numero di schemi e la possibilità di scaricare dei pacchetti aggiuntivi gratuiti giovano ad una longevità che non risulta infinita solo per l'impossibilità di scambiare le proprie creazioni mediante internet, ma solo in collegamento locale. In totale un ottimo puzzle game che potrebbe però deludere chi ha amato il precedente Picross DS.

7.5

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