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Recensione Pixel Junk Shooter

L'ultimo titolo della serie Pixel Junk rivisita i classici shooter vettoriali

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Pixel Junk Shooter
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3

La serie PixelJunk, prodotta interamente dal team “Q-Games”, ha spiccato nel panorama del digital delivery per la sua capacità di rivisitare alcuni generi videoludici ormai collaudati, offrendo elementi originali e letture sempre molto caratteristiche. Dopo Racers, Monsters e Eden, arriva alla conclusione la prima serie di prodotti, con questo “Shooter”. In vista di un'eventuale seconda serie, vediamo dunque quali sono le caratteristiche del nuovo prodotto.

Shoot em up ma non troppo

Partiamo subito col dire che - come si evince dal titolo - Shooter si rifà ai classici shoot 'em up del passato, in cui a bordo di navicelle si dovevano sconfiggere migliaia di nemici divincolandosi tra i loro colpi mortali. Tuttavia le somiglianze finiscono qua, perché in Shooter l'obiettivo principale è quello di salvare vari superstiti di un disastro geologico all'interno di cavità naturali, interagendo con elementi quali acqua e fuoco. Se il primo impatto con il look scheletrico del titolo potrebbe ricordare gli sparatutto bidimensionali con grafica vettoriale, ben presto si capisce che il gioco si avvicina di più ad un intricato puzzle game che ad un frenetico arcade. Il punto focale dell'esperienza è, infatti, quello di sfruttare gli elementi ambientali, i laghi sotterranei e le pozze di magma, combinando fra loro i fluidi per ottenere le più disparate reazioni. Già nei primi schemi di gioco vengono introdotte le dinamiche fondamentali. Mescolando acqua e lava, ad esempio, otterremo della roccia, facilmente distruttibile con il fuoco primario e quindi perfetta per creare i passaggi necessari alla nostra avanzata. Bisogna però ponderare ogni colpo, anche quelli diretti contro i numerosi nemici che infestano le varie zone: il nostro compito è sempre quello di raccattare i dispersi, e travolgerli accidentalmente con un fiume di fuoco o con un missile non gioverà alla causa. Il magma incandescente è letale anche per la navicella, che potrebbe incorrere in guasti irreparabili soltanto surriscaldandosi. Così, l'acqua rappresenta una vera e propria ancora di salvezza, attraverso la quale possiamo raffreddare la temperatura. I primi momenti di gioco scorrono piacevoli e incuriosiscono. Il team di sviluppo ha centellinato con coscienza gli elementi da concedere all'utente, che aumentano gradualmente rimpolpando il numero di variabili da considerare. Fra rocce-spugna e boccioli pieni di acqua pare che il titolo possa garantire una buona varietà ed una discreta qualità degli enigmi. Anche la presenza di molti bonus (fra cui zone segrete e cristalli nascosti indispensabili per accedere agli stage successivi) stimola l'utente ad esplorare metodicamente ogni area. Purtroppo, avanzando poco oltre le fasi iniziali, si capisce che il livello di difficoltà è tarato verso il basso (vista la possibilità di morire un numero infinito di volte), e che il level design non si spinge mai oltre le soglie di una creatività davvero limitata. Esistono, è vero elementi in grado di modificare radicalmente l'approccio al gioco (come un Power Up che ribalta le condizioni termiche dell'astronave, che diventa così resistente alla lava e vulnerabile al freddo), ma tutti i potenziamenti sono offerti in maniera troppo "guidata" al giocatore, che non deve certo sforzare più di tanto la sua materia grigia.
Dunque, nonostante la buona diversificazione delle varie zone, che mutano sia dal punto di vista cromatico che da quello dei materiali costituivi, qualcuno potrebbe sentire il peso di una progressione un poco smorta. A vivacizzare le cose ci pensano, in primis, i boss finali di ogni Zona: anche in questo caso infatti, così come per la quantità di elementi in gioco nelle fasi canoniche, si nota un'ottima varietà di situazioni. Le tattiche da utilizzare per sconfiggere i “guardiani” sono tutte diverse le une dalle altre, ed il ritmo di gioco molto più sostenuto.
La carenza maggiore del prodotto, ovvero un level design poco ispirato, di fronte al quale l'intuizione su come procedere arriva in maniera troppo repentina, è in parte colmata dagli ultimi livelli, quando il gioco comincia finalmente ad ingranare da questo punto di vista. L'introduzione di nuovi elementi da vita a spettacoli visivi impareggiabili, tramite i quali si intravede finalmente una realizzazione "ragionata" dei livelli... peccato duri poco.

L'erba del giardino dell'Eden è sempre più verde

Dal punto di vista della tecnica e dello stile, il gioco appare più "scarno" rispetto ai precedenti giochi di PixelJunk, considerando che in Eden il minimalismo era dettato da uno stile ricercato e assolutamente voluto al fine di ricreare un'atmosfera suggestiva. In questo caso lo stile e la grafica si avvicinano molto di più allo strategico Worms che a qualsiasi altro lavoro dei Q-Games. La grafica appare essere ben definita, sopratutto su schermi HD, tuttavia non spicca particolarmente rispetto ad altri titoli, risultando quindi piuttosto banale e scontata.
Una delle cose che più abbiamo apprezzato è la fisica dei fluidi. Seppur abbozzate, le animazioni convincenti e realistiche, e gestire le grandi masse liquide del pianeta lascia un bel senso di completezza e gratificazione nel giocatore.

E poi dicono che l'universo è enorme...

E adesso veniamo al punto dolente: il gioco è davvero corto, e si può finire tranquillamente in due pomeriggi di applicazione. A disposizione dell'utente, infatti solo 3 zone costituite da 5 livelli, ognuno terminabile in 10-20 minuti, a seconda se si intende o meno raccogliere tutti i cristalli ed i superstiti.
Giunti ai titoli di coda si rimane perplessi: proprio mentre il gioco comincia ad ingranare, con puzzle sempre più convincenti e difficili, Shooter si interrompe bruscamente, lasciando un senso di vuoto e perplessità. La facilità con cui è possibile raggiungere il 100%, poi, annichilisce anche senso di sfida, il che influisce ulteriormente su una longevità già precaria. Nei precedenti giochi della serie PixelJunk la longevità era garantita anche da un livello di difficoltà medio-alto, a discapito tuttavia della varietà di situazioni, che in questo gioco invece è esemplare. La sensazione si smacco è poi acuita da un finale che lascia chiaramente intendere che ci sarà un secondo episodio, o quantomeno un DLC: di certo i finali tronchi infastidiscono la maggior parte dei giocatori.
Oltre alla modalità single player il gioco non ha altro di particolare da offrire. C'è il solito multiplayer in locale a 2 giocatori, che non si discosta in alcun modo dall'esperienza offerta dalla trama, mentre l'online è supportato solo per quanto concerne le classifiche (come da tradizione PixelJunk). C'è poi una sezione dove sono collezionati alcuni superstiti recuperati e considerati "speciali" in quanto, a differenza di quelli "normali", hanno l'obiettivo di arricchire la trama del gioco con storielle striminzite e fini a se stesse, riconsultatili quando si vuole visitando l'apposita sezione del menù nella quale sono "collezionati".

Pixel Junk Shooter Non è facile consigliare senza riserve l'acquisto del gioco, che costa praticamente o Euro. Il titolo è infatti originale, divertente e giocabile: e gestire i fluidi da una certa gratificazione, e l'approccio ad un genere diffusissimo appare creativo ed esemplare. Eppure, ma la longevità abbassa almeno di un punto il voto finale: un totale di 4 ore di gioco per terminare la modalità principale pare davvero troppo poco. Se siete perfezionisti, e la vostra intenzione è quello di completare l'avventura al 100%, allora aggiungete pure qualche altra ora, ma anche in questo caso il livello di sfida è troppo basso per garantire un intrattenimento duraturo. Se il team di sviluppo si fosse preso le sue responsabilità, allungando l'esperienza principale e offrendo altri enigmi ambientali della qualità di quelli degli ultimi schemi, allora avremmo avuto di fronte un'altra ottima esclusiva. Così come stanno le cose, è bene che gli utenti procedano con più cautela, preparandosi psicologicamente ad una probabile delusione...

7

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