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Recensione Pixel Junk Shooter 2

Recensito il Sequel diretto dello scrolling shooter di PixelJunk

Versione analizzata: Playstation 3
recensione Pixel Junk Shooter 2
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

La serie Pixeljunk, sviluppata da Q-Games in esclusiva per Playstation 3, è sempre stata una garanzia di qualità. Dopo il piccolo passo falso di Racer, ben al di sotto delle aspettative in quanto a divertimento, Monster, Eden e, soprattutto, Shooter, hanno proposto meccaniche non nuove, ma svecchiate e inquadrate in uno stile ben preciso, condito dalla solita rifinitura maniacale alla quale i ragazzi di Q-Games ci hanno ormai abituato.
Il primo Shooter è stato pubblicato nel 2009 e ha ottenuto un buon successo di critica e pubblico, basando tutto il suo appeal sull’ormai abusato stile dei twin stick shooter, aggiungendo però dei tocchi di genio, come un innovativo sistema di gestione dei fluidi e la modalità cooperativa a due giocatori.
Pixeljunk Shooter 2 riparte esattamente da dove era terminato l’episodio precedente. Vediamo quali sono le novità inserite in questo atteso seguito.

Dalla miniera allo stomaco del mostro

Se il primo Shooter proponeva i capitoli dal primo al terzo, nella lunga discesa all’interno delle caverne nel tentativo di salvare i minatori intrappolati al loro interno, Shooter 2 parte proprio dal quarto capitolo ed esattamente dal momento successivo ai titoli di coda dell’episodio precedente.
I primi minuti serviranno proprio per mostrare cos’è accaduto subito dopo la fine di Shooter, aiutando a rientrare nell’ambientazione o introducendo sommariamente i novizi al mondo di gioco.
La struttura è rimasta uguale al passato: una visuale prettamente bidimensionale mostra i livelli di gioco che si possono estendere anche oltre i confini della singola schermata.
Il giocatore controllerà una piccola astronave di salvataggio: con lo stick sinistro si attivano i reattori mentre con il destro si può sparare in una direzione a scelta, anche differente da quella in cui si sta avanzando.
Quando entrambe le levette puntano nella stessa direzione il mezzo prende notevole velocità aggiuntiva, fattore da tenere in seria considerazione nei numerosi momenti in cui si dovrà fuggire dai frequenti pericoli, naturali e non, di cui sono disseminati i livelli di gioco.
Lo sparo è deputato al dorsale destro, che se premuto permette il lancio di missili a ricerca, mentre il corrispondente sinistro rilascia un gancio utile per salvare i minatori intrappolati nelle varie gallerie.
Un indicatore nella parte inferiore dello schermo mostra il riscaldamento del proprio mezzo, in ascesa quando si viene colpiti o se ci si avvicina troppo a sostanze calde, come la lava. Superato il livello di guardia la navetta esploderà mentre basterà andare in una zona fredda, anche immergendosi nell’acqua, per farlo tornare nei limiti consentiti.

Danger, danger, danger

Sopravvivere nelle miniere di Shooter 2 non è affatto facile: oltre al ritorno di elementi naturali quali lava, acqua, gas e fluido magnetico fanno il loro ingresso altri ambienti, quali acido, ghiaccio e la temuta oscurità.
Il contatto con le pareti non è quasi mai punito, tranne nelle ambientazioni all’interno della pancia del mostro, nelle quali l’acido domina la scena, e tutti gli elementi rispondono alle leggi dettate dalla gravità.
Come nel primo capitolo, quindi, ogni livello sarà un piccolo insieme di differenti puzzle, nei quali dovremo sfruttare gli elementi naturali e le loro trasformazioni per raggiungere l’uscita, salvando nel contempo più minatori possibili ed evitando di fargli fare una fine orribile.
Tra le novità possiamo citare proprio le pareti mobili, quasi gommose, spesso rivestite di sostanze corrosive, e numerosi nuovi nemici, come le sfere che sparano un numero impressionante di colpi, spesso avvicinando Shooter 2 ad una sorta di bullet hell e che vanno avvicinate con circospezione, tirate a se con il gancio trattore e bersagliate rapidamente senza pietà.
Proprio nei momenti più concitati si noterà come i controlli siano stati rifiniti rispetto al capitolo precedente, in modo da garantire al massima manovrabilità dei mezzi: solo la sensibilità del giocatore farà la differenza tra un minatore salvato in extremis e un nemico distrutto, rispetto ad una morte rapida, dovuta a una pioggia di fuoco.
Ritorna anche l’apprezzata modalità cooperativa, nella quale due giocatori in locale possono unire le forze per cercare di superare gli enigmi e raggiungere l’uscita nel più breve tempo possibile.
Rispetto al primo Shooter i livelli sembrano strutturati meglio, proprio per un approccio in due: spesso i minatori sono posizionati in aree difficili da raggiungere, oppure in sezioni nelle quali un colpo sparato senza troppa attenzione può ucciderli. Entrambi i giocatori devono quindi mantenere la concentrazione, cercando di coordinarsi meglio rispetto al passato.

Un po’ di sana competizione

L’altra grande novità inclusa in Shooter 2 è la presenza del multiplayer competitivo online.
Si tratta di una singola modalità uno contro uno, da giocare su mappe apposite disegnate in maniera speculare, in modo da non dare un vantaggio a nessuno dei due contendenti.
Le partite si svolgono su una coppia di turni, nei quali si alterna chi gioca in attacco e chi in difesa: il primo deve cercare i minatori superstiti ed agganciarli per portarli alla propria base, segnalata sulla mappa con un cerchio tratteggiato del proprio colore; il secondo deve andare a caccia dell’avversario, distruggendone la navetta e recuperando così l’icona che verrà posizionata nel punto in cui l’ultimo colpo è andato a segno.
Ogni minatore salvato è un punto e ogni avversario sconfitto fa terminare immediatamente il turno; vince chi alla fine dello scontro ha più punti, con un eventuale turno aggiuntivo in caso di parità.
In maniera simile ai moltissimi titoli multigiocatore, soprattutto first person shooter, disponibili sul mercato, anche Shooter 2 offre un sistema di progressione basato su livelli, ognuno dei quali è rappresentato da un pianeta, da raggiungere grazie ai punti guadagnati giocando e, soprattutto, vincendo.
Giocando si raccolgono anche dei crediti, utili per acquistare degli oggetti aggiuntivi da equipaggiare sul proprio mezzo: prima di ogni scontro è possibile scegliere ed installare sulla navetta fino a tre gadget, attivali con i tasti quadrato, triangolo o cerchio.
Si va dai missili a ricerca con una forza esplosiva aggiuntiva, fino al power-up che inverte temporaneamente i controlli dell’avversario.
I più costosi permettono di manipolare a piacimento la materia, andando temporaneamente a scambiare la lava con l’acqua o ribaltando la gravità del livello per un periodo di tempo prefissato.
Sempre con i crediti di gioco è possibile scommettere sull’esito di uno scontro, in modo da guadagnare un maggior numero di punti esperienza in caso di vittoria.
L’unica modalità presente, sebbene limitata, è perfetta per una partita rapida e nasconde una profondità notevole: ogni scontro, se si vuole uscirne vittoriosi, va pianificato e una volta in gioco è necessario agire d’astuzia, eludendo le mosse dell’avversario e cercando di prevedere quale sarà il suo prossimo obiettivo.

Tra extra e musica

Le musiche di Shooter 2 sono nuovamente opera di High Frequency Bandwidth, duo composto da Alex Paterson e Dom Beken, in grado di scrivere una colonna sonora che si integra perfettamente con lo stile del gioco, decisamente minimalista ma che vira spesso su toni acidi o tenebrosi.
A differenza della serie Bit.TRIP, nella quale le musiche sono parte integrante del gameplay, in Shooter servono solo come accompagnamento ma formano un mix perfetto tra audio e immagini.
Shooter 2, inoltre, è infarcito di piccoli extra ed easter egg, come gli scontri con i boss, che si ispirano ai grandi titoli del passato, non lesinando citazioni, oppure dettagli simpatici, come alcuni richiami a titoli della scena indie, come l’ormai affermatissimo Minecraft.
Geniale anche la possibilità di muovere il proprio mezzo mentre si attende un avversario online, raccogliendo piccoli globi gialli che valgono un credito: un buon metodo per tenere impegnato il giocatore anche in un tempo che normalmente è di pura attesa, garantendogli un premio.

Pixel Junk Shooter 2 Qualcuno potrebbe pensare a Shooter 2 come ad una versione 1.5 del primo capitolo. Le novità sono però abbastanza marcate a livello di gameplay, con numerose aggiunte in termini di sostanze da manipolare, nemici da sconfiggere e livelli fuori dagli schemi. Proprio questi ultimi rimangono il fiore all’occhiello della produzione Q-Games: è incredibile come le nuove meccaniche siano state applicate a stage sempre nuovi ed interessanti, che mettono a dura prova l’abilità del giocatore, sia in singolo che, soprattutto, in modalità cooperativa. La presenza del multiplayer, benché limitato, è un’aggiunta di primissimo ordine: l’unica modalità disponibile nasconde un’estrema varietà e sebbene non durerà a lungo, come nel caso delle modalità competitive dei moderni FPS, saprà regalare numerose ore di divertimento a chi vorrà provarla, rimanendo probabilmente innamorato del concept, del bilanciamento accurato e della freschezza dell’idea. Un seguito fantastico per chi ha apprezzato il primo capitolo, un titolo decisamente consigliato, al pari del precedente, per chi non si è mai avvicinato alla serie.

8.5

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