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PS4 Lancio

Recensione PlayStation Camera

La telecamera Sony si rivela al momento una periferica tutt'altro che fondamentale

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  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

PlayStation Camera non è, e non vuole essere, la risposta di Sony a Kinect. Fin da quando è stata presentata, la console targata Microsoft ha voluto legarsi ad un'idea molto particolare di entertainment di nuova generazione, basata anche e soprattutto sulla revisione dell'interfaccia e dei sistemi di interazione fra utente e console. Questa visione si è appoggiata fin da subito a Kinect, periferica che la casa di Redmond considera fondamentale ed imprescindibile per l'esperienza che vuole proporre, tanto da infilarla obbligatoriamente nella scatola della console, glissando sulle molte richieste di chi invece avrebbe gradito una Xbox One "Kinect-Free" venduta ad un prezzo più contenuto.
Alla prova dei fatti, le prime settimane passate assieme a Xbox One hanno dato ragione a Microsoft: Kinect influenza in maniera consistente il rapporto con l'hardware e la navigabilità, di fatto rappresentando un sistema a suo modo unico di interagire con la dashboard.
PlayStation Camera, ad oggi, è invece una periferica tutt'altro che fondamentale per tirare fuori il meglio dalla Ps4. Il riconoscimento facciale e i comandi vocali (disponibili anche via microfono) sono funzionalità curiose ma -allo stato attuale- male integrate con il sistema operativo, e le applicazioni che sfruttano l'evoluzione di Eye-Toy scarseggiano. Come vedremo, l'hardware ha le sue qualità e, se Sony vorrà spendere energie creative per renderlo più centrale nell'economia dell'esperienza ludica con la sua console Next-Gen, la situazione potrebbe senza ombra di dubbio migliorare. Ma ad oggi il pericolo è quello che PlayStation Camera faccia la fine della sua ben più "giocattolosa" antenata: dimenticata dagli utenti e dai team di sviluppo, e messa da parte svaniti gli entusiasmi della curiosità iniziale.

Qualità e funzionalità

PlayStation Camera esce dalla scatola esibendo un design molto compatto e certamente elegante. Il corpo largo circa 18 centimetri sembra composto da piccoli blocchi cubici allineati, su due dei quali sono in vista le ottiche delle due fotocamere (1280x800 a 60fps). Le plastiche lucide rendono la periferica abbastanza elegante, anche se la sensazione di solidità non è buonissima. Sul lato destro la telecamera ha un cardine in plastica, che permette di ruotarne il corpo in verticale, in modo da effettuare le regolazioni di posizione. É in particolare questo meccanismo che sembra un po' fragile, ed in generale trasmette l'idea di una qualità costruttiva standard, senza particolari meriti.
PlayStation Camera è una periferica abbastanza discreta: alta pochi centimetri, svanisce di fronte alla base del televisore, o sul bordo del mobiletto. Chi volesse posizionarla sulla parte alta dello schermo dovrebbe acquistare (al prezzo non esorbitante di quindici euro) un'apposita clip che funge da aggancio universale e risulta piuttosto stabile.
Una volta agganciata alla porta ausiliare sul retro della console, PlayStation Camera sblocca alcune funzionalità aggiuntive, a cominciare da quella per il riconoscimento facciale.
Ad ogni profilo registrato sulla console è possibile associare un volto, grazie ad una procedura molto breve che ci chiede di scattare delle istantanee della nostra faccia in diverse posizioni.
Una volta immagazzinati i dati l'operazione di riconoscimento avviene in maniera molto rapida all'accensione della console, rivelando le buone qualità del software e l'ottima qualità del segnale video registrato dalla periferica. Tuttavia l'accesso tramite "facial recognition" è tutt'altro che immediato: PsCamera non effettua automaticamente il login della persona inquadrata, ma avvia semplicemente un processo che ci chiede di spostare la Lightbar del Dualshock 4 in un'area posizionata poco sotto al volto. Sicuramente si perde meno tempo ad effettuare l'accesso con qualche click, e siamo sicuri che, una volta eseguito qualche test per pura curiosità, tutti i giocatori prediligeranno il sistema classico.
C'è da dire comunque che il flusso video registrato da PsCamera ha una risoluzione idealmente più che sufficiente per sviluppare applicazioni elaborate. Rispetto a Kinect, comunque, si tratta di un sistema di riconoscimento evidentemente meno raffinato. L'assenza di un sensore ad infrarossi lega la qualità del riconoscimento alle condizioni di luce: un problema che ha funestato sia il vecchio Kinect che Eye-Toy, e che rappresenta, in questa next-gen, uno scoglio non da poco.
Per fortuna l'angolo di visione è invece estremamente esteso, e sono sufficienti due metri di spazio di fronte al televisore per poter giocare senza intoppi.
Idealmente la presenza di due lenti permette di rilevare i movimenti del giocatore anche in profondità, ma mentre le applicazioni disponibili per Kinect mettono in risalto l'ottimo lavoro che la periferica svolge in questo ambito, non abbiamo avuto riscontri precisi di quello che può fare PsCamera: neppure il Just Dance di Ubisoft ci viene in aiuto, utilizzando un sistema di riconoscimento dei movimenti tutto sommato abbastanza "antico". Dovremo quindi aspettare l'arrivo di qualche titolo appositamente dedicato alla periferica Sony, ma anche in questo caso le prospettive non sembrano molto rosee: del resto, dato che PsCamera non è venduta in bundle con la console, non è possibile che i team di sviluppo la considerino uno "standard", ed è veramente difficile pensare che la base installata sia tale da spingere qualche publisher ad investire in progetti specificatamente pensati per il motion gaming.
Le vendite della periferica potrebbero invece essere aiutate dalla possibilità di trasmettere in streaming, oltre che la propria partita, anche la propria faccia: un'opzione fondamentale per dare più carattere alle dirette su Twitch, che sicuramente ingolosirà i maniaci della condivisione.
Restano infine da citare i comandi vocali, che possono essere "impartiti" alla console grazie alla presenza di quattro microfoni montati su PsCamera. Il riconoscimento vocale è tutto sommato buono, anche se le parole vanno scandite in maniera nitida e regolare. Ma i problemi dei comandi vocali sono esattamente gli stessi che si incontrano utilizzando un (sicuramente meno costoso) microfono: li abbiamo analizzati in questo articolo, e ribadiamo che si tratta di una funzionalità al momento poco integrata con il sistema operativo e tutto sommato superflua.

Playstation Camera E' difficile consigliare l'acquisto di PlayStation Camera a chi ha deciso di approdare alla nuova generazione con PlayStation 4. Dal momento che i comandi vocali possono essere utilizzati anche con un semplice microfono (va benissimo l'headset incluso nella confezione), l'unica funzionalità aggiuntiva sbloccata dalla periferica riguarda l'accesso tramite riconoscimento facciale, che ad oggi si rivela futile e mal gestito. Solamente chi vuole fare Live Streaming potrebbe considerare l'acquisto, usando la telecamera per trasmettere in rete la propria faccia durante le sessioni di gioco. Ad oggi anche le applicazioni che usano PsCamera sono pochissime: come vedremo in un articolo dedicato l'entusiasmo per The PlayRoom svanirà in poche decine di minuti, e insomma il rischio è quello di rimanere con un gadget poco utile ed ancor meno utilizzato. Molto meglio investire in un secondo controller.

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