Sony Playstation VR - Lancio Italiano
Sony Playstation VR - Lancio Italiano Dal 13/10/2016 al 23/10/2016

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PSVR

PlayStation VR Worlds Recensione

PS VR Worlds è uno dei giochi di lancio di PlayStation VR: una raccolta che include cinque diverse esperienze per il nuovo visore Sony.

PlayStation VR Worlds

Videorecensione
PlayStation VR Worlds
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • PS4
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Nelle intenzioni di Sony, PlayStation VR Worlds dovrebbe essere un'esperienza introduttiva alla Realtà Virtuale, una porta d'ingresso che permetta agli utenti di scoprire questa nuova tecnologia, avvicinandola in maniera graduale. Strutturalmente parlando, il titolo si presenta come una raccolta di giochi e situazioni davvero molto eterogenea, capace di mettere insieme discese oceaniche, sport futuristici, racconti di malavita e avventure sci-fi. Per quanto le singole esperienze siano ben assemblate, tuttavia, è difficile non interpretare il prodotto come una collezione di brevissime tech-demo: la durata davvero risicata delle cinque proposte incluse in VR Worlds getta un'ombra scurissima sulla produzione, che esaurisce i suoi stimoli davvero troppo in fretta.
In America il titolo di London Studio era incluso all'interno della conveniente offerta Pre-Order di PlayStation VR, ed in quell'ottica assumeva tutto un altro senso. Veduto invece ad un prezzo non proprio lusinghiero, resta sicuramente meno appetibile rispetto ad altri prodotti paragonabili per durata e finalità.

Mondi lontanissimi

Avviando PlayStation VR Worlds veniamo trasportati all'interno di un salone misterioso, dove una luce magica illumina cinque diverse statue. Sembra di trovarsi all'interno di uno strano tempio, con figure che celebrano eroi spaziali, criminali londinesi, mostruosità marine. Dopo questa breve ma evocativa introduzione il menù ci permette di scegliere tra cinque esperienze, molto diverse per complessità, ritmi e tematiche.Una delle più conosciute, utilizzata come dimostrazione delle potenzialità del visore in diverse fiere di settore, è Ocean Descent. Si tratta di un'avventura puramente passiva e spettatoriale: il giocatore viene infilato all'interno di una gabbia, e calato lentamente nelle profondità dell'oceano. L'esperienza principale ci porta "Faccia a faccia con lo Squalo", mentre una voce narrante cerca di darci un contesto narrativo, raccontando la scoperta di un insolito relitto. A parte un paio di momenti in cui il terribile predatore marino si avvicina all'improvviso, lasciando l'utente lievemente preoccupato, Ocean Descent non ha guizzi particolari. C'è anche la possibilità di effettuare immersioni più "contemplative", per ammirare i colori dei pesci, le anemoni flessuose, la meravigliosa luminescenza delle meduse. Lo stile adottato e la modellazione poligonale non proprio traboccante di dettagli non riescono però a conservare a lungo "l'effetto meraviglia", e Ocean Descent esaurisce i suoi stimoli dopo una manciata di minuti. Cambiando completamente contesto si arriva a VR Luge, un prodotto dal sapore molto più arcade. Il gioco ci chiede di effettuare spericolate discese utilizzando uno slittino da strada, e cercando di evitare traffico e ostacoli. Ogni impatto imprevisto ci fa perdere velocità, e si rischia quindi di non raggiungere in tempo i vari checkpoint, che tradizionalmente rimpinguano il cronometro. Lo slittino si controlla soltanto con l'inclinazione della testa: dopo i primi secondi di adattamento, il metodo risulta molto naturale. Il ridotto numero di percorsi, in ogni caso, abbassa notevolmente l'appeal di questa esperienza, curiosa ma tutt'altro che irrinunciabile.
Anche Danger Ball si colloca nel filone arcade della raccolta: si tratta in pratica di uno sport futuristico che ricorda, persino dal punto di vista dello stile, le battaglie coi dischi di Tron. Qui, come il titolo lascia intendere, dovremo però colpire una sfera, cercando di superare le difese degli avversari, controllati rigorosamente dalla CPU. Anche in questo caso non servono controller: spostando la testa si muove una sorta di griglia in grado di far rimbalzare la palla. È possibile imprimere al colpo degli effetti particolari, dando una sorta di "stoccata" al giusto momento. Gli avversari che ci sfideranno saranno dotati di abilità particolari: alcuni saranno in grado di sdoppiare la sfera, altri di trattenerla per qualche istante, per poi scagliarla con forza contro di noi. L'esperienza di gioco non è affatto malvagia, ed anzi questa sorta di pong del terzo millennio ha i suoi bei momenti. Purtroppo ad affossare Danger Ball è tutto il contesto: non ci sono classifiche, e ovviamente nemmeno l'ombra del multiplayer.

È un peccato che il team di sviluppo non abbia puntato su questo prodotto un po' più convintamente: avrebbe potuto permettere anche all'utente di scegliere un'abilità speciale (da attivare magari con un comando vocale), rendendo poi il tutto più appetibile grazie all'aggiunta di una modalità multigiocatore.Ma la sensazione di forte occasione sprecata si ha giocando alle ultime due avventure incluse nel pacchetto: London Heist e Scavenger's Odyssey. La prima ci immerge nel sottobosco criminale di Londra, proprio nel bel mezzo di una lotta di potere. Ci troveremo ad essere pedine inconsapevoli delle macchinazioni di un gangster locale, in una storia a tinte torbide divisa fra sequenze puramente narrative e due scene d'azione in cui bisogna tirare fuori le armi. In entrambi i casi London Heist mostra idee interessanti: nelle fasi più rilassate ci permette di giocare con gli oggetti, interagire con l'ambiente virtuale in maniera creativa e partecipe. Durante le sparatorie invece bisogna raccogliere i caricatori ed infilarli nel calcio della pistola, accucciarsi dietro ai ripari, sporgersi per ottenere una buona linea di tiro. È, quest'ultima, un'esperienza davvero convincente, ed anche se il gioco ci suggerisce di restare seduti, soprattutto nella prima fase è bello invece inginocchiarsi, sporgersi, usare le coperture con più cognizione di causa, percependole come se fossero proprio davanti a noi. Non nascondiamo che giocheremmo davvero volentieri un'avventura di questo tenore e con queste qualità, magari con qualche sequenza in stile Time Crisis ed una maggiore varietà di armi. Purtroppo London Heist finisce troppo in fretta: le sequenze action sono solo due, ed in poco più di mezz'ora vedremo l'epilogo (o gli epiloghi?) della vicenda. London Heist è insomma una bella idea in cui nessuno ha creduto più convintamente.
Lo stesso vale, purtroppo, anche per Scavenger's Odyssey. In questa avventura fantascientifica vestiremo i panni di un alieno a bordo di un mech tetrapode, impegnato nella ricerca di un misterioso manufatto. Nella prima fase del gioco dobbiamo familiarizzare con il sistema di controllo del mezzo, procedendo in nel bel mezzo di quello che sembra un grande cimitero di navi spaziali: possiamo effettuare dei balzi per spostarci tra detriti e asteroidi, e utilizzare un gancio per rimuovere ostacoli.

Il mech si controlla con le leve del pad, ma spostando la testa possiamo mirare e far fuoco sulle aggressive larve di una strana specie aliena. Il sistema di controllo è simile a quello di RIGS, efficace e tutt'altro che straniante, anche per via della velocità delle rotazioni laterali, molto ridotta. Anche se Scavenger's Odyssey non impressiona sul fronte tecnico, mostrando modelli molto grezzi ed un ampio riuso di elementi grafici, l'emozione di pilotare un mezzo così imponente è tanta, e l'entusiasmo per i primi minuti di questa avventura spaziale è percepibile. Peccato che anche in questo caso tutto finisca in poco meno di un'ora, lasciando i giocatori a bocca asciutta. Battlezone e RIGS sono al momento due (costose) alternative, ma visto il prezzo di PlayStation VR Worlds ci aspettavamo che almeno una delle cinque esperienze avesse una discreta autonomia.

PlayStation VR Worlds PlayStation VR Worlds è uno dei titoli meno interessanti della line-up di lancio di PlayStation VR. E non tanto perché le esperienze in esso contenute siano poco significative o mal sviluppate. Eccezion fatta per Ocean Descent e VR Luge, gli altri tre componenti della raccolta mostrano tutti delle buone idee, e a volte addirittura delle ottime intuizioni dal punto di vista ludico. Eppure, per la loro brevità quasi disarmante, è impossibile che riescano a saziare davvero. Si tratta di mini-avventure dallo scarso replay value, collocate in una struttura che non spinge a viverle una seconda volta. Inquadrato come introduzione alla Realtà Virtuale, tuttavia, PlayStation VR Worlds funziona, ed è molto interessante da far provare ad amici e parenti, magari selezionando proprio quelle proposte più leggere come Ocean Descent. In ogni caso, non si può fare a meno di considerarla come una raccolta di tech demo, infiocchettata per sembrare un prodotto completo. Vista la finalità quasi “didattica” non ci sarebbe nulla di male, ma la politica di prezzo avrebbe dovuto essere davvero più rispettosa dell'utente finale.

6

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