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Recensione Pokemon Art Academy

Si può davvero imparare a disegnare con i Pokémon?

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Pokemon Art Academy
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • 3DS
Lorenzo Lorenzo "Kobe" Fazio ama il basket, o per meglio dire i Los Angeles Lakers, l’Hip Hop e il teatro. Dopo aver rincorso la carriera del finto regista, dal 2007 si spaccia anche per finto esperto di videogiochi scrivendo su Everyeye.it. Lo appassionano le belle storie e gli stili visivi ricercati. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Alle medie il mio incubo era la professoressa di educazione artistica. Non era la classica insegnante inflessibile per scelta didattica, severa di natura e geneticamente predisposta a seminare il terrore tra i banchi. Era la sua sottile ironia a mandarmi nel panico. La sottile e macabra ironia con cui mi metteva di fronte all’illimitata, totale e annichilente inabilità con matite e colori. Mi bastava vederla entrare in classe per essere scosso da paure ancestrali e pervaso da dubbi esistenziali.
Prima che ve lo chiediate, no: non sono il tipo d’alunno che si vede nei film. Quello che con impegno e tenacia ribalta la situazione, diventando impeccabile proprio dove faceva più fatica. Dopo innumerevoli disegni abortiti, la mia abilità è rimasta identicamente sotto la sufficienza.
Quale cavia migliore, dunque, per verificare la bontà di un software che almeno sulla carta si pone come obbiettivo quello di insegnare a disegnare utilizzando i Pokémon come modelli? Dopo l’inefficace Impara con Pokemon: Avventura tra i Tasti, le creature di Game Freak ritentano la carta della didattica. Andrà meglio questa volta?

Altro che Gioconda: Leonardo alle prese con i Pokémon

Pokémon Art Academy si compone di una quarantina di lezioni in cui, attraverso disegni dalla complessità sempre maggiore, intende fornire all’utente preziosi consigli ed esercitazioni mirate con cui incrementarne l’abilità con matite e colori. Come da tradizione, anche questo software del brand pone il tutto all’interno di una cornice narrativa ben precisa. Nei panni di una matricola del prestigioso istituto che dà il titolo al videogioco, dopo un brevissimo preambolo farete la conoscenza del simpatico Professor Leonardo e del vostro unico compagno di corso. Il primo non farà altro che riempirvi di suggerimenti didattici e interessanti curiosità sui Pokémon che disegnerete. L’altro vi strapperà qualche risata ogniqualvolta mostrerà i suoi orribili e assurdi disegni. Il duo ha il pregio di infondere nei più giovani quel pizzico di competitività e voglia di darsi da fare che li spingerà a non abbandonare anzitempo le lezioni e anzi a migliorarsi sempre più. Il contesto narrativo, in questo senso, si rivela efficace, nonostante la pesantezza di alcuni passaggi che metteranno a dura prova la pazienza di chi è esclusivamente interessato a imparare a disegnare Pikachu e compagnia bella.
Il primo impatto con il cuore del software è indubbiamente positivo. Il numero di strumenti utilizzabili è soddisfacente. Pennarelli, matite, gomma e pastelli sono tutti lì, con l’ovvia possibilità di cambiare la dimensione del tratto: non manca davvero nulla. Ognuno di essi è riprodotto con grande fedeltà rispetto alle controparti reali: la china, solo per fare un esempio, grazie alle sue proprietà di assorbimento sulla carta, è ideale per disegnare cerchi e le curve più difficili. Anche per i colori è garantita la massima libertà. Tramite l’apposito menù scegliere la tonalità adatta è un gioco da ragazzi, ma il software si prenderà la briga di consigliarvi una palette più ristretta relativamente al modello da riprodurre.
In ogni ritratto verrete seguiti passo dopo passo dal Professore, scegliendo autonomamente se rispettare alla lettera i comandi impartiti o inserire in qualsiasi momento qualche tocco personale. Sullo schermo superiore sarà visualizzata la “mossa” da compiere, su quello inferiore la vostra opera. Potrete scegliere se visualizzare le linee di contorno da ricalcare o se disattivare qualsiasi ulteriore aiuto oltre a quelli forniti da Leonardo. Inoltre, agendo sui dorsali potrete annullare l’ultimo tratto effettuato, cancellando al volo un piccolo errore senza per questo affidarvi alla gomma, che spesso comporta il rischio di ulteriori sbagli. Proprio in questi casi, tuttavia, torna utile lo zoom: imprescindibile quando si tratterà di curare i dettagli più piccoli.

Pokémon Art Academy ha insomma tutti gli strumenti e le feature necessarie per non far mancare nulla sia al provetto illustratore che al principiante alle prime armi. Oltre alle Lezioni, sono presenti altre due modalità: Libera, che non ha certo bisogno di spiegazioni e si avvale di un buon numero di disegni a cui vanno aggiunti quelli scaricabili online, ed Esercizi, in cui le spiegazioni diminuiscono drasticamente rispetto alle Lezioni, ma senza farvi mai mancare tutti gli aiuti del caso.
Le ottime premesse e l’incoraggiante primo impatto vengono tuttavia parzialmente rovinati non appena ci si accorge di due problemi fondamentali che influenzano negativamente l’esperienza proposta. Il primo è la mancanza di una valutazione dei ritratti effettuati. E’ possibile pubblicarli sul Miiverse (e quindi, potenzialmente, di rimettersi al giudizio della rete), salvarli sulla SD così da mostrarli in qualsiasi situazione, inviarli tramite il Wi-Fi ai propri amici, ma in nessun caso il Professor Leonardo si prenderà la briga di stimare la vostra abilità e gli eventuali progressi registrati. Siamo consapevoli dell’impossibilità di creare uno strumento valutativo affidabile (del resto “bello” e “brutto” sono oggettivamente indefinibili). Allo stesso tempo però una tale lacuna scoraggerà i più giovani: i meno abili nell’autovalutazione e i primi che potrebbero annoiarsi di giocare a qualcosa che non mostra chiaramente i progressi e i risultati ottenuti.
Il secondo problema di cui soffre Pokémon Art Academy è una qual certa imprecisione nel sistema input. Sia chiaro: il 3DS è un’ottima console, che non ha mai offerto il fianco a critiche circa la sensibilità del touch-screen. Purtroppo però, dovendo spesso lavorare “di fino”, per quanto perderete tempo nella calibrazione, vi scontrerete con i limiti fisiologici del portatile. Qualche cerchio non si chiuderà alla perfezione, qualche linea non vi verrà completamente dritta, un po’ di colore sbaverà fuori dai contorni. Indiscutibilmente avere a che fare con la versione XL dell’handheld migliora sensibilmente la situazione, ma non sperate di vedere sparire del tutto questo difetto. Del resto, spesso e volentieri, è lo stesso Professor Leonardo a consigliarvi di ribaltare il 3DS in modo da eseguire più facilmente le linee curve: un trucco efficace, ma che denuncia la non felicissima relazione tra software e hardware.

Pokemon Art Academy Pokèmon Art Academy è servito per migliorare le mie indecenti abilità pittoriche? Sì e no. Da una parte ho imparato a scendere a patti con le piccole imprecisioni del sistema input, diventando un provetto disegnatore del faccione di Pikachu, anche disattivando tutti gli aiuti del caso. Dall’altra, lamentando un sistema che in qualche modo biasimasse i miei scarsi progressi, non appena ho tentato di staccarmi dalla semplice riproduzione di Pokémon sono ripiombato nella stessa incapacità che avevo alle medie. Al di là dell’esperimento a cui mi sono posto in prima persona (cavia allo stadio terminale di inabilità all’arte figurativa), comunque in qualche modo significativo, Pokémon Art Academy soffre di alcuni indiscutibili problemi che si sommano all’inefficacia del software nel formare didatticamente un disegnatore nel vero senso della parola. Tuttavia, se il vostro sogno è unicamente quello di ritrarre i mostriciattoli di Nintendo o volete fare un delizioso e intelligente regalo al vostro nipotino, potrebbe trattarsi di un acquisto azzeccato. Il piacevole contorno narrativo e il buon grado di libertà offerto dal software bastano per intrattenere a dovere un pubblico giovane e per scatenare l'estro creativo dei più dotati.

7

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