Recensione Pokemon GO

Pokemon GO è ufficialmente disponibile anche in Italia da qualche giorno: lo abbiamo provato in maniera approfondita, camminando per quasi 70 Km.

Versione analizzata: iPhone
recensione Pokemon GO
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Lorenzo Morlunghi Lorenzo Morlunghi gioca ormai da oltre 20 anni a quasi tutto e adora parlare di videogiochi e farci video sopra, soprattutto per ridere. Nel tempo libero guarda anche film e legge qualche fumetto, ascoltando per lo più musica elettronica. Lo trovate su Facebook.

A 12 anni volevo fare l'allenatore di Pokémon. Prendere uno zainetto, mettermi un cappellino e girare il mondo per completare il mio pokédex. Ricordo che immaginavo improvvise apparizioni di qualche creatura sbucata da dietro un cespuglio, e mi chiedevo quali carte mi sarei giocato per riportare a casa un Bulbasaur. Col tempo, poi, la forza dell'immaginazione si affievolisce, la razionalità si fa avanti, e gli altri problemi della vita prendono il sopravvento. Fine dei giochi. Ma all'improvviso, un giorno arriva l'annuncio di Pokémon Go, dritto come un pugno nello stomaco, a risvegliare la speranza di diventare un orgoglioso capopalestra. Non solo ti viene promesso un innovativo sistema di cattura che sfrutta la realtà aumentata del tuo cellulare, ma il gioco prevede proprio di "girovagare per il mondo", come Giorgio Vanni cantava 16 anni fa nella storica prima sigla. È in momenti come questi che capisci che quella fiamma dentro di te in realtà non si è mai spenta e che c'è un mondo intero che aspetta solo di essere scoperto, stavolta oltre il monitor o lo schermo del Gameboy. Ho camminato a lungo (quasi per 70km), e anche se il mio pokédex è lungi dall'essere completato posso dirvi che me ne sono successe tante di cose in questi 10 giorni, tra ragazzini agguerriti, ronde notturne e crash improvvisi.

Campagna vs Città

Avendo a che fare con i primi 151 pokémon, la scelta degli starter riguarda i "leggendari" Bulbasaur, Charmender e Squirtle (anche se c'è chi ha trovato il modo di iniziare con Pikachu): una decisione più o mena ardua, che segna l'inizio della nostra carriera di allenatori. È proprio in questa primissima fase che si può prendere dimestichezza col sistema di cattura, uno dei punti forti della produzione specialmente per quegli utenti che vogliono sfruttare la realtà aumentata.

Attivando la fotocamera è infatti possibile guardarsi intorno e scovare letteralmente la creatura da acciuffare, così da potergli poi lanciare addosso delle pokéball con una traiettoria allineata alla sua posizione. Un'impresa, questa, più semplice a dirsi che a farsi, poiché spesso le creaturine faranno di tutto per impedirci di portarle a casa: schivano, respingono e addirittura deviano la traiettoria della sfera, obbligandoci a una ricerca precisa dell'istante giusto in cui tirare. Una volta infilato il Pokémon nella sfera, bisogna sperare che non riesca a liberarsi: il momento in cui la pokéball oscilla, e il suo ospite fa di tutto per liberarsi, è di quelli che -soprattutto quando stiamo cercando di acchiappare una creatura rara, tiene con il fiato sospeso. I pokémon possono essere trovati in giro semplicemente camminando e variano in continuazione a seconda dell'area o dell'orario, aumentando l'imprevedibilità e la necessità di giocare spesso per incrementare le possibilità di arricchire il proprio pokédex. In basso a destra è possibile aprire un menu con le razze presenti nei dintorni, segnalate con una serie di orme che aumentano man mano che il pokémon in questione si allontana da noi, ma tale strumento è tuttora piuttosto impreciso e -di fatto- inutilizzabile a meno che non si sia davvero molto vicini al bersaglio. Le nostre passeggiate saranno comunque orientate dalla presenza dei pokéstop, posizionati nei pressi di monumenti e luoghi d'interesse in base ai suggerimenti di Google Maps. Queste postazioni, una volta rientrate nel nostro campo d'azione (all'incirca una ventina di metri) potranno essere aperte per rifornirci di pozioni, sfere e altri strumenti utili alla nostra causa, diventando una tappa obbligatoria specialmente nelle fasi avanzate, quando le ricompense automatiche dei livelli scarseggeranno e le sfide diventeranno via via sempre più ardue. È infatti importante ricordare che il nostro alter ego sarà l'unico a guadagnare esperienza in maniera diretta, eliminando purtroppo quel senso di crescita dei propri pokémon che tanto aveva caratterizzato gli esponenti della saga su console portatili. È proprio questo uno dei primi, evidenti limiti della produzione, che si presenta con un sistema ruolistico semplificato.
Il gioco prevede un sistema di progressione dei pokémon molto spicciolo, costringendo soprattutto a far affidamento alle nuove catture, mediamente molto più forti delle precedenti. La differenza tra un nuovo giocatore e uno navigato non la fa il tipo di pokémon incontrati (che sono per tutti gli stessi, nel caso viaggiaste in gruppo), né la tattica durante gli scontri, ma la potenza generale delle creature, sensibilmente più alta man mano che aumenta il livello del giocatore. La forza dei pokémon è espressa in un generico quantitativo di Punti Lotta (PL): questo valore può essere aumentato con l'Evoluzione o con il Potenziamento, ma nel tempo diventa sempre meno conveniente investire sui membri deboli della squadra, finendo per ricorrere ai nuovi arrivati e dimenticandosi dei nostri primi amici, in particolare dello starter. È un panorama triste per coloro che sono abituati a un vecchio modo d'intendere il mondo dei Pokémon, ma a conti fatti si tratta di una scelta necessaria a rendere il titolo godibile anche da coloro che, per tempo o per voglia, decidano di dedicarvisi con meno assiduità. Va specificato che entrambe le forme di potenziamento sopra accennate richiedono dei materiali specifici accumulabili principalmente attraverso la cattura: la Polvere Magica e le Caramelle. La prima è identica per tutte le razze e serve solo in caso di Potenziamento, mentre le seconde variano in base al ceppo genetico, così da aver bisogno delle stesse Caramelle per migliorare, ad esempio, Machop, Machoke o Machamp. Pensate per coloro che si dedicano a lunghe passeggiate e amano le sorprese, le uova rappresentano l'altro metodo per ottenere nuove creature. Suddivise in 3 categorie che coincidono con la rarità del nascituro (2, 5 e 10 km), queste funzionano esattamente come nei giochi originali, schiudendosi una volta percorso il giusto quantitativo di strada e dando la luce a un pokémon che potrà anche avere un livello molto alto. Questo sistema permette inoltre di accumulare rapidamente Polvere e Caramelle, che saranno fornite in gran quantità al momento della schiusa, ripagandoci di tutte le nostre fatiche.

Tale sistema ha comunque due importanti limitazioni. La prima riguarda le incubatrici in cui le uova vanno inserite affinché possano schiudersi: il gioco ne fornisce una sola ad uso infinito, ma è possibile comprarne delle altre nel negozio, accumulando monete o comprandole con denaro reale. Alcune incubatrici rientrano nelle ricompense di aumento livello, ma passerà davvero poco tempo prima che sentiate il bisogno di averne altre, poiché, al di là di quella base, tutte le restanti hanno un limite d'utilizzo settato a 3 uova. La seconda limitazione riguarda i "furbetti" che volessero approfittare di un viaggio in macchina per ottenere rapidamente queste succose ricompense: il gioco sfrutta il gps per tracciare i nostri movimenti e qualsiasi spostamento superi i 20km/h viene tagliato fuori dal calcolo dei metri percorsi. Va segnalato che il riconoscimento del percorso ci ha dato qualche problema anche andando a piedi, con aggiornamenti lenti e intere tratte andate perse a causa di server instabili. Certo è che le lunghe passeggiate rimangono il fulcro di Pokémon Go, titolo che indirettamente assume i tratti di un personal trainer che ci guida, evento dopo evento, alla scoperta di aree inesplorate delle nostre città e, perché no, prova a rimetterci anche un po' in forma. L'unico limite enorme della produzione riguarda il suo fare troppo affidamento ai punti d'interesse dettati da Google Maps, generando un'eccessiva disparità tra i giocatori che abitano in un centro cittadino e coloro che invece vivono in campagna. I primi finiscono per essere molto più favoriti nel livellamento e nella caccia, magari vivendo proprio sopra un pokéstop a cui si può accedere nella comodità del proprio salotto, e ritrovandosi sommersi di pokémon mettendo semplicemente un piede fuori dal portone di casa. Dall'altro lato troviamo lo sconforto di chi debba camminare a lungo per poter trovare qualcosa di interessante, finendo poi per rimanere attorno a un unico pokéstop aspettando il reset ogni 5 minuti. Uno scenario non proprio roseo che dovrebbe trovare una qualche forma di speranza nella recente possibilità data da Niantic di richiedere una maggiore densità di punti d'interesse nella propria zona. Sull'altro versante troviamo invece i disagi degli abitanti della metropoli, i quali, travolti di pokémon e possibilità, avranno il loro ben da fare per riuscire a gestire in maniera efficiente il diabolico sistema delle palestre.

Il destino di un allenatore

La cattura e le lunghe passeggiate sono infatti interessanti, ma ciò a cui gli allenatori più abili punteranno sarà la conquista delle palestre sparse per le nostre città. Raggiunto il livello 5 saremo messi di fronte a un'altra scelta, per certi versi peggiore di quella dello starter, in cui ci verrà chiesto a quale fazione vorremo unirci (Gialla, Blu o Rossa). All'atto pratico non riceveremo alcun tipo di bonus da tale decisione, ma ci schiereremo una volta per tutte decidendo quali giocatori potranno intervenire in nostro aiuto e quali invece boicotteranno i tentativi di allargare la nostra influenza.

Ogni palestra può infatti essere conquistata dai membri di uno dei tre team, aprendo le porte all'unica forma di combattimento attualmente presente in Pokémon Go. Niantic ha progettato un sistema basato sul prestigio di tali avamposti, ancora una volta avvicinandosi più alla filosofia di Ingress che non a quella degli rpg made in Game Freak. Il non troppo esaustivo tutorial contribuisce a donare al giocatore un'immagine poco chiara del combattimento in palestra, che può essere sommariamente diviso in Conquista e Mantenimento. Se la palestra appartiene a uno dei due team avversari, avremo la possibilità di sfidare i pokémon lasciati al suo interno, gestiti in autonomia senza l'intervento dei loro padroni. Prima di lanciarci nell'arena è possibile scorrere uno per uno gli avversari da abbattere, sapendo in anticipo i singoli PL e facendosi un'idea della fattibilità dell'obiettivo; inoltre si potrà scegliere l'ordine della propria formazione, costituita da 6 pokémon. Ogni vittoria riportata all'interno della palestra diminuirà il prestigio della medesima, andando a intaccare le riserve di punti esperienza e causando, nella migliore delle ipotesi, un calo di livello, rimuovendo il pokémon più debole tra quelli a difesa. In questo modo le sfide saranno via via sempre più semplici e, a patto di avere sufficienti oggetti per curare la propria formazione di volta in volta, lentamente si potrà ridurre a zero il numero di slot complessivi, cacciando gli avversari e rendendo la palestra nuovamente neutrale. È a questo punto che subentra la fase del Mantenimento. Una palestra vuota potrà essere conquistata da qualsiasi giocatore a portata, il quale potrà insediare un pokémon a piena salute, che tornerà al proprio padrone solo quando il prestigio calerà al punto da perdere lo slot dedicato al nostro difensore. Ogni giocatore può lasciare un solo esemplare per avamposto, pertanto è necessario cercare alleati che possano darci manforte fin da subito, onde evitare una continua riconquista da parte di eventuali avversari in zona. I primi slot a disposizione saranno disponibili dall'inizio, ma arrivati a 2-3 pokémon sarà necessario aumentare il prestigio della palestra. Il modo più semplice è sperare che questa resista agli attacchi dei rivali, ma si tratta di un'eventualità troppo rara e indipendente dalla nostra volontà. Per ovviare a tale limite il team ha introdotto la possibilità di combattere contro tutti i pokémon già insediati, così da aumentare ad ogni vittoria il prestigio complessivo: una sorta di farm interno alla fazione, ma eseguibile con un solo pokémon. Un'attività non proprio emozionante, anzi spesso sfiancante specialmente se non si riesce ad andare oltre i primi difensori, che ci ricompenseranno con un quantitativo davvero irrisorio di esperienza e ci obbligheranno a utilizzare spesso i preziosi oggetti di rigenerazione. Per quel che è stata la nostra esperienza, difficilmente abbiamo mantenuto a lungo il dominio di una palestra, specialmente se collocata in una posizione centrale e trafficata, nemmeno quando abbiamo lasciato i nostri pokémon migliori. Molto più vantaggioso è un equilibrio fatto di cattura e contro-cattura in determinate fasce orarie, in modo da garantirsi un numero sufficiente di occupazioni per riscattare il relativo bonus giornaliero. Pokémon Go permette infatti di ottenere quotidianamente 500 Polvere e 10 Monete (altrimenti acquistabili solo con denaro reale) per ogni palestra attualmente in nostro possesso al momento del riscatto: un premio che in nessun modo vorrete lasciarvi scappare. La gestione strategica delle palestre è uno spunto interessante per i giocatori più accaniti, che potrebbero organizzare delle ronde apposite per conquistarne il più possibile in poco tempo e garantirsi un bonus alto e senza rischi, ma il sistema di conquista finisce per essere intaccato da un combat system davvero minimale, probabilmente l'elemento più debole dell'intera produzione.
Tutti gli scontri si riducono ad un tap game in cui si vince premendo rapidamente il display e schivando (quando il lag lo consente) le mosse speciali che ci vengono lanciate contro, eliminando tanto le strategie turn-based, quanto la crescita ponderata dei nostri pokémon e delle loro abilità. Gli attacchi a nostra disposizione saranno due, uno base e uno speciale da caricare e eseguire tenendo premuto lo schermo, ma saranno scelti a caso al momento della cattura e cambieranno ad ogni evoluzione, cancellando eventuali tentativi di allevamento programmato. Lo diciamo senza mezzi termini: i puristi della saga e coloro che si aspettavano le epiche battaglie di Rosso e Blu rimarranno seriamente delusi, poiché tutto si riduce all'avere il valore di PL più alto e, al limite, un elemento vantaggioso rispetto all'avversario. Inoltre, qualora una palestra fosse troppo ardua per essere abbattuta in solitaria, è possibile attaccarla contemporaneamente con altri amici, demolendo definitivamente ogni prospettiva di strategia a lungo termine o di bilanciamento. Qualora cercaste un'esperienza più strutturata, Pokémon Go potrebbe quindi farvi storcere il naso in più di un'occasione, ricordandovi continuamente il suo spirito social e la sua apertura verso tutti i giocatori. Un obiettivo quest'ultimo centrato però solo in parte, dato che mancano ancora due aspetti fondamentali per dare realmente la possibilità ai giocatori di interagire al di fuori delle palestre: il PvP e lo scambio. Si tratta di funzioni che sono state annunciate come feature in arrivo, ma che attualmente limitano di molto le attività che possono essere svolte in gruppo con i propri amici.

Tutti a caccia!!

Pokémon Go è però un titolo che, al di là del valore più o meno marcato del software, è in grado di offrire un'esperienza innovativa che difficilmente è riscontrabile in altre produzioni, specialmente nella sua capacità di aggregare le persone in modi differenti dal solito. È proprio grazie allo spunto che questo titolo ci dà che, specialmente chi si è abituato a un gaming di tipo domestico, può riscoprire il divertimento di uscire all'aria aperta senza sacrificare la volontà di videogiocare con i propri amici, magari solo per andarsi a riprendere una palestra perduta o scoprire quali pokémon si annidano in quell'area. Tutto questo senza considerare tutti quegli interessanti giochi di sguardi imbarazzati tra due sconosciuti che scoprono di essere "casualmente" finiti nella stessa zona sperduta, a metà strada tra il cercare di negare l'evidenza e l'ammettere tacitamente che si è lì per lo stesso motivo. Una sensazione inizialmente buffa, che ci rende impacciati, ma che richiede a modo suo il "coraggio" di esporsi e chiedere all'altro se fa parte del nostro stesso team e se magari ha voglia di conquistare insieme una palestra per mantenerla il più a lungo possibile. Chi vi scrive non sempre ha avuto la faccia tosta di farsi avanti, ma in quei rari casi in cui è successo si è reso poi conto che molte delle barriere che ci costruiamo cadono con estrema facilità, e che se è possibile attaccare bottone con un collega giocatore in una chat è possibile farlo tranquillamente anche in una piazza.

Le occasioni del resto sono davvero infinite, poiché il boom di Pokémon Go è stato talmente grande da garantire la presenza di almeno un giocatore in ogni momento della giornata, al punto da mettere in difficoltà la stessa Niantic riguardo la stabilità dei server su scala globale. Arriviamo infatti a un altro lato negativo della produzione, che ha mostrato il fianco a continui problemi di lag e disconnessione, specialmente in concomitanza con l'alba nei territori d'oltreoceano. Gli ultimi giorni in particolare sono stati un vero incubo per chi avesse deciso di passare il primo weekend disponibile a catturare pokémon. Anche se la situazione sembra essersi stabilizzata, rimangono alcuni problemi di fondo legati alla lentezza del sistema e ai continui crash. Fin troppo spesso abbiamo dovuto riavviare l'app dopo una cattura di cui non conoscevamo l'esito, e abbiamo incontrato pokéstop inagibili o palestre in cui l'ultimo pokémon rimaneva con un solo punto ferita e da solo sconfiggeva la nostra intera squadra. Si tratta di situazioni spiacevoli che confidiamo saranno risolte al più presto con i dovuti aggiornamenti dell'applicazione e dei server, ma che purtroppo costituiscono solo una parte del problema. Anche la possibilità di attivare il giroscopio e la fotocamera per catturare i pokémon osservandoli attorno a noi è un piacere unico, ma l'agganciamento ballerino e la necessità di rimanere più che fermi per centrare l'obiettivo portano la maggior parte dei giocatori a disattivare tali funzioni nel late game, optando per un normale sfondo 3D. L'ultima nota dolente riguarda i consumi che Pokémon Go richiederà ai vostri dispositivi, tanto in termini energetici, quanto in consumo di traffico dati: sperare infatti di affrontare un'intera giornata di avventure perennemente con gps e internet accesi, anche mantenendo al minimo la luminosità del display, è pura utopia. Il titolo attualmente non funziona in background ed è quindi necessario che rimanga in primo piano e con lo schermo acceso affinché segnali eventuali presenze o conti i nostri passi. Tra le opzioni è disponibile una modalità a risparmio energetico che riduce al minimo la luminosità quando si tiene il telefono in mano al contrario, ma si tratta di una soluzione relativa, che peraltro ha bloccato l'app fin troppo spesso durante i nostri test. Indipendentemente dal modello del vostro telefono, l'unica soluzione è affidarsi a una powerbank dall'amperaggio consistente, soprattutto se avete intenzione di girare tutto il giorno e non siete disposti a troppi compromessi con la luminosità del display. Per quanto riguarda il traffico dati abbiamo quantificato un consumo approssimativo tra i 6 e i 10 MB all'ora, pur sfruttando il trucco del download preventivo delle mappe, pertanto assicuratevi di avere GB sufficienti per le vostre sessioni di caccia. Sarà interessante provare il braccialetto bluetooth dedicato, che dovrebbe abbattere i consumi e rendere l'app vivibile anche da chi non sia perennemente attrezzato con le powerbank del caso, ma speriamo che alcuni miglioramenti riguardino anche i possessori del gioco "base". Pur essendo un'app free to play, Pokémon Go offre ai propri utenti la possibilità di acquistare alcuni utili oggetti nel negozio in-game, sfruttando delle monete d'oro ottenibili, come detto poco sopra, tanto quotidianamente, quanto con denaro reale. Gli acquistabili sono perlopiù strumenti recuperabili facilmente ai pokéstop e pertanto decisamente sconsigliati a meno che non abbiate davvero molta fretta di accumulare esperienza.

Interessanti invece gli ampliamenti dello spazio per l'inventario e per i pokémon, i quali rimangono perennemente vincolati al vostro account e garantiscono (a una cifra neanche troppo alta) di stare più sereni durante il percorso quotidiano. Anche le incubatrici costituiscono un investimento interessante, tenendo sempre a mente il limite fissato a 3 utilizzi, ma, almeno in queste prime fasi, abbiamo preferito orientarci verso qualcosa di duraturo nel tempo e -lo specifichiamo- ottenuto in forma completamente gratuita. Per diventare dei maestri di Pokemon GO, vi proponiamo una guida con trucchi e strategie per scoprire tutti i segreti del gioco.

Pokemon GO Pokémon Go non è l’app che ci aspettavamo, ma rappresenta comunque un piccolo miracolo nel panorama videoludico, capace di smuovere le masse e di far riscoprire nei più grandi quel bambino che non ha mai smesso di sognare nascosto in ognuno di noi. Fermi restando i limiti di una produzione che a conti fatti è solo l’ombra di quell’insuperabile Ingress uscito tre anni fa, tutti i problemi magicamente scompaiono nel momento in cui si esce e si va di pokéstop in pokéstop alla ricerca di quel tassello mancante nel nostro pokédex. Un sistema di combattimento minimale e una crescita dei nostri pokémon su cui non si ha quasi alcun potere, vanno incontro al semplice desiderio di andare in giro, catturare e divertirsi con vecchi e -perché no- nuovi amici, realizzando finalmente il sogno che tutti gli appassionati aspettavano. Se Niantic riuscirà con i prossimi aggiornamenti a correggere i problemi di stabilità e consumo, nonché ad aggiungere alcuni contenuti mancanti, potremmo davvero ritrovarci a stringere tra le mani una delle esperienze di pokémon più coinvolgenti di sempre. E indipendentemente da questo, dategli una chance: catturare un pokémon fuori dalla porta di casa potrebbe strapparvi un sorriso anche in una buia giornata.

7.8

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