Recensione Pokemon Ranger: Tracce di Luce

Recensito il terzo episodio dello spin-off più interessante della serie Pokemon

Versione analizzata: Nintendo DS
recensione Pokemon Ranger: Tracce di Luce
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  • DS
Adriano Della Corte Adriano Della Corte Da quando ha ricevuto in regalo il suo primo Gameboy all'età di 5 anni, non ha mai smesso di giocare. Grande appassionato di platform e di epiche avventure. Cercatelo su Twitter e su Google Plus.

Tra i tanti spin-off dei di videogiochi dedicati ai Pokemon, la serie di Pokemon Ranger è certamente quella che più si è impegnata nella ricerca di un gameplay originale e alternativo, pur mantenendo abbastanza inalterate le principali caratteristiche degli RPG classici (la collezione e la cattura dei mostri tascabili). I risultati dei primi due episodi sono stati tuttavia modesti, a causa di qualche problema di fondo che ha limitato il valore delle produzioni Tracce di Luce è il terzo esponente di questa saga parallela, ed arriva funestato dagli stessi difetti che hanno afflitto i precedenti episodi: dinamiche fin troppo semplificate ed una certa ripetitività di fondo. Sarà riuscita Nintendo, nonostante tutto, a proporre qualche novità sostanziale in questa nuova avventura?

Un atollo da proteggere

Tracce di luce ci lancerà subito nel mezzo dell'azione, nel corso di un'importante missione di salvataggio affidata a due Pokemon Ranger. Abbandonate infatti le vesti di novelli apprendisti, il nostro compito sarà infatti quello di contrastare i "Bricconieri" di Pokemon, che con i loro loschi piani di conquista del potere stanno mettendo a soqquadro l'insieme di isole che compongono la regione di Oblivia. Se siete già accaniti giocatori di Pokemon Rager saprete benissimo che non ci saranno Poke Ball da lanciare per catturare i Pokemon: un ranger utilizza invece lo Styler, uno strumento capace di far nascere un legame d'amicizia tra noi ed i mostri selvaggi. La cattura avverrà nuovamente sfruttando il touch screen della console: il pokemon si muoverà sullo schermo, e ad intervalli regolari sferrerà uno dei suoi attacchi. Il giocatore, con lo stilo, dovrà tracciare una serie di cerchi intorno alla preda, evitando che le linee concentriche vengano spezzate dai colpi inferti dal Pokemon: si riempie così una barra che indica il completamento della fase di cattura. Dopo ogni missione otterremo poi dei punti esperienza, che potremo spendere per potenziare il nostro strumento: potremo aumentare la lunghezza della linea, la sua potenza, ed influenzare altri fattori ci permetteranno di eseguire catture sempre più efficaci. I Pokemon raccolti (ne potremo portare fino a 7) saranno indispensabili in due componenti del gioco. Nel momento in cui dovremo utilizzare lo Styler, potremo posizionarli nel campo di battaglia, e in base alla loro natura i loro attacchi potranno indebolire ulteriormente i Pokemon selvatici: bisognerà però fare attenzione perché se il nostro aiutante verrà colpito, fuggirà e non saremo più in grado di utilizzarlo. Nelle fasi esplorative invece, ogni mostro avrà una speciale mossa con un numero abbinato, che indica la sua potenza; lungo il cammino incontreremo numerosi ostacoli come tronchi, rocce, barriere, che richiederanno l'uso di questi attacchi con un determinata potenza: spesso basterà utilizzare solo un Pokemon, ma in alcuni casi dovremo andare alla ricerca di più mostri per combinare i loro attacchi e raggiungere la forza necessaria per distruggere l'impedimento. Ogni volta che sfrutteremo un Pokemon per proseguire nel nostro cammino, questo verrà liberato. Ciò infonde una nota di strategia spicciola, dal momento che dovremo scegliere i mostri da conservare e quelli da "sacrificare" per rimuovere gli ostacoli. Per fortuna però i Pokemon con abilità particolari, indispensabili per proseguire, saranno sempre nelle vicinanze dell'ostacolo da distruggere. Questo elimina qualsiasi forma di Backtracking, dal momento che l'avanzamento risulta molto lineare. A variegare ulteriormente il gameplay, troviamo inoltre dei Pokemon Leggendari, che ci saranno di estremo aiuto: una volta conquistata la loro fiducia, potranno essere richiamati sul campo disegnando dei grafemi, dei particolari simboli sullo schermo.

Tracce di novità

La longevità di Tracce di Luce si attesta sulla ventina di ore, grazie soprattutto ad una vasta mappa di gioco, e a numerose quest secondarie per ricevere extra e bonus. Sebbene la durata del titolo sia stato uno degli aspetti migliorati rispetto alle passate esperienze, purtroppo il gameplay non sembra aver subito gli scossoni necessari per renderlo più appetibile ed interessante. Dopo poche ore di gioco, le dinamiche principali arresteranno la loro evoluzione, costringendo il giocatore a svolgere sempre le stesse azioni: incontrare Pokemon, catturarli tracciando cerchi sullo schermo, e superare gli scarni enigmi ambientali e i vari scontri contro i Bricconieri. Certo qualche spunto interessante è presente di tanto in tanto: missioni subacquee dove dovremo evitare gli ostacoli nuotando grazie all'uso del pennino, o sessioni di volo altrettanto piacevoli. Tuttavia, queste quest alternative fanno soltanto da contorno ad un gameplay fin troppo monotono.
Anche la componente multigiocatore wireless, che permette fino a quattro giocatori di intraprendere missioni speciali, con l'introduzione di tecniche alternative di cattura, o la possibilità di scaricare missioni speciali via Wifi Connection, risultano essere espedienti marginali che sicuramente non influiscono sull'esperienza complessiva di gioco. L'unico aspetto interessante, ma che coinvolge solo i veri appassionati dei mostri Nintendo, è la possibilità di recuperare Pokemon rari da poter trasferire all'interno delle copie di Pokemon Diamante, Perla, Platino, Heart Gold e Soul Silver.

Tecnicamente parlando Tracce di Luce offre un comparto sonoro e una grafica all'altezza della situazione, con varie ambientazioni nella regione di Oblivia ben diversificate e magistralmente ricreate, con colori vivaci e cura nel dettaglio. Peccato per un level design che pur essendo elaborato nella struttura, non lo è affatto in termini di interattività: agli occhi del giocatore i dungeon risulteranno solo corridoi con Pokemon sparsi un po' ovunque e qualche ostacolo da superare.

Pokemon Ranger: Tracce di Luce Pokemon Ranger: Tracce di Luce è un titolo ben realizzato, ma che recupera tutti i pregi e i difetti dei passati episodi della serie. Un gameplay alla lunga ripetitivo e poco diversificato compromette purtroppo il risultato finale, e la produzione appare così dedicata ai soli appassionati dei Pokemon. Un'ulteriore occasione mancata per poter sviluppare un concetto originale e interessante, trattato con fin troppa superficialità.

6.5

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