Recensione Pokemon Rubino Omega e Zaffiro Alpha

Tornano su 3DS due dei capitoli più amati della saga Game Freak

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Pokemon Rubino Omega e Zaffiro Alpha
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  • 3DS
Matteo Mangoni Matteo Mangoni è un grande amante della tecnologia e, soprattutto, del medium videoludico. Programmatore di giorno e gamer incallito di notte (o viceversa), ha avuto fra le mani la sua prima console all'età di 6 anni, e da allora per lui niente è più stato lo stesso. Soprattutto le bollette della luce. Lo trovate su Facebook e Twitter.

L'approdo dei Pokémon su 3DS ha segnato sicuramente una svolta per la serie: per la prima volta le piccole creature tascabili - da sempre una delle proposte più interessanti e vincenti di Nintendo per il mercato handheld - hanno avuto modo di muoversi liberamente in un mondo tridimensionale, lontani dalle limitazioni dei capitoli usciti sulle vecchie console portatili. Non stiamo parlando di un semplice restyling grafico, ma di un cambiamento profondo che ha impreziosito in modo evidente l'esperienza di gioco a partire da Pokémon X e Y: una ricchezza delle ambientazioni senza precedenti e la presenza di animazioni facilmente distinguibili, pertinenti e ben realizzate per gli attacchi delle piccole creature hanno cambiato in modo deciso la percezione del gameplay del titolo, nonostante questo fosse tendenzialmente lo stesso di sempre. Una realizzazione tecnica di livello superiore tutt'altro che fine a sé stessa, insomma, che non è sicuramente passata inosservata agli occhi dei fan e dei critici che pochi mesi fa ne hanno tessuto le lodi quasi all'unanimità. Visto l'incredibile successo riscosso da quest'ultima evoluzione della serie, Nintendo ha deciso di cogliere la palla al balzo lasciando nelle mani dello storico sviluppatore Game Freak - autori di tutti gli episodi principali della serie - una rivisitazione in salsa current-gen dei titoli di una delle generazioni di Pokémon più apprezzate di sempre: la terza, quella che nel 2002 (2003 per noi europei) faceva capolino per la prima volta su Gameboy Advance. Ecco quindi arrivare Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha.

UNA NUOVA DIMENSIONE

Il gioco inizia con un chiaro omaggio al passato, una sbiadita reminiscenza di ciò che Rubino e Zaffiro sono stati per i tanti che li hanno giocati nella loro incarnazione precedente: sullo schermo c'è il professor Birch e l'immagine è nella risoluzione originale dei giochi per Gameboy Advance, quella con cui dodici anni fa lo stesso professore si mostrava per la prima volta al giocatore. Anche la grafica - ovviamente - è quella classica, fatta di semplici sprite dalla scelta cromatica limitata e tutt'altro che esaltante. Quei bordi neri che circondano la piccola immagine nel centro dello schermo significano molto: sono il segno indelebile del progresso, di un avanzamento tecnologico esemplificato in modo impeccabile da quelle immagini in bassissima risoluzione, poco più della metà di quella dello schermo del 3DS. Se siete fan di vecchia data del brand godetevi questi pochi istanti, perché saranno gli unici punti di contatto col passato: quella di Rubino Omega e Zaffiro Alpha non è una riproposizione nostalgica delle vicende narrate nei giochi originali, bensì una rivisitazione degli stessi in chiave moderna, un'evoluzione figlia dell'introduzione di meccaniche inedite e di tutte le migliorie - non solo tecniche - che hanno fatto la fortuna dei primi due capitoli della serie nati su quest'ultima generazione di console portatili. Una volta sbrigate le classiche formalità col professore ci ritroveremo infatti in un mondo completamente tridimensionale, diretti verso la nostra nuova casa: un'abitazione in cui, come al solito, non resteremo molto a lungo.

La trama principale, trattandosi di un remake, resta sostanzialmente la stessa di Rubino e Zaffiro. Ci troveremo quindi a compiere nuovamente il classico viaggio verso la gloria, una corsa alle medaglie interrotta spesso e volentieri dalle deliranti macchinazioni del Team Magma e del rivale Team Idro, la cui brama di potere ci costringerà a vestire i panni dell'eroe e sventare una minaccia di dimensioni gigantesche, della quale preferiamo non parlare più approfonditamente per non anticipare troppo a coloro che non hanno ancora giocato a Rubino e Zaffiro e, magari, stavano aspettando queste riedizioni per tuffarsi per la prima volta nelle terre di Hoenn. Ciò che colpisce maggiormente di questi remake, comunque, è il sottile lavoro di riscrittura che si nasconde sotto al loro - apparentemente immutato - intreccio narrativo: il gioco è reso ancor più appetibile da un riadattamento tanto poco invasivo quanto evidente della progressione, uno sforzo produttivo che forse non ci saremmo neanche aspettati da un prodotto del genere. In fondo, diciamolo chiaramente: il gioco si basa su una formula collaudata che - nonostante un palese eccesso di staticità a livello di gameplay - continua a macinare vendite senza la minima battuta di arresto. Sarebbe stato molto facile cedere alla tentazione di creare un remake puramente estetico e privo di reali novità contenutistiche, ma in questo caso - per fortuna - le cose sembrano essere andate diversamente. Non stiamo parlando di cambiamenti eclatanti, sia chiaro: Rubino Omega e Zaffiro Alpha sono nati e cresciuti come remake a tutto tondo: versioni potenziate, rivedute e corrette degli originali; riletture moderne capaci di scaturire, nonostante i corposi cambiamenti, le stesse emozioni di allora. L'introduzione delle controverse megaevoluzioni e di tante altre novità - alcune riprese da X e Y, altre completamente inedite - donano però al titolo una dimensione nuova, forse ancor più importante della "terza dimensione" su cui poggia il potenziamento grafico che ha stravolto il mondo di gioco.

UN'ULTERIORE EVOLUZIONE

A complemento dell'intreccio narrativo mutuato da Rubino e Zaffiro e delle meccaniche di combattimento classiche che da sempre costituiscono inamovibili il cuore pulsante della serie, durante questa nuova avventura potremo godere di numerose aggiunte secondarie, piccoli frammenti di innovazione disposti con ordine lungo il nostro cammino. Avremo ad esempio la possibilità di ottenere un buffo Pikachu cosplayer, il quale potrà essere utilizzato attivamente all'interno del nostro team. Il Pokémon in questione, un curioso esemplare femmina di uno dei mostri tascabili più famosi di sempre, sarà disponibile dopo aver vinto la nostra prima gara Pokémon; successivamente, invece, potremo cambiarne il travestimento (in tutto ce ne sono ben cinque) nei camerini delle varie "Arene delle Virtù" sparse per la regione. Quando faremo indossare alla piccola Pikachu un nuovo costume, questa dovrà necessariamente imparare una mossa speciale ad esso legata, andando di fatto a renderla più o meno adatta ad un determinato tipo di combattimento piuttosto che ad un altro.
Un'altra caratteristica unica di quest'ultima iterazione della serie è quella di concedere, per la prima volta, la possibilità di sorvolare liberamente la mappa di gioco. Per farlo avremo bisogno del Flauto Eone, strumento che otterremo verso la fine del nostro viaggio, con il quale saremo in grado di richiamare il nostro fido Latios e solcare i cieli della regione di Hoenn. Non crediate di poter atterrare in qualunque location del gioco immediatamente, però, perché questo non sarà possibile. Il funzionamento è all'incirca lo stesso dell'ormai famosa tecnica "Volo", anch'essa presente nel gioco: potremo atterrare solo ed esclusivamente nei luoghi che abbiamo già visitato. Le differenze fra le due opzioni sono fondamentalmente due: usando il flauto non avremo bisogno di far apprendere alcuna tecnica ai nostri Pokémon e potremo effettivamente volare all'interno di una riproduzione interamente tridimensionale della mappa, anziché scegliere la destinazione selezionandola con una semplice freccia.
Se siete collezionisti sfegatati, invece, gradirete sicuramente l'introduzione di meccaniche inedite anche per quanto riguarda l'esplorazione ed il tracking delle specie presenti nelle singole aree del gioco. Grazie all'utilizzo del NaviDex potremo sapere in anticipo quali pokémon vivono nella zona in cui stiamo transitando, scorgendo sul suo schermo la sagoma di quelli che abbiamo già incontrato e vedendo chiaramente quelli già catturati; nel caso in cui avessimo già collezionato tutte le creature presenti nell'area, invece, verremo avvisati da un'apposita icona posta in alto a destra del dispositivo. Lo stesso NaviDex, inoltre, ci consentirà di raccogliere informazioni su eventuali pokémon visibili ad occhio nudo presenti nei paraggi, che in questi nuovi capitoli non esisteranno a far capolino dai classici fili d'erba. Tali Pokémon, talvolta anche delle vere e proprie rarità, saranno ingaggiabili avvicinandoci di soppiatto, con una pressione leggera dello stick analogico. Ma non fate troppo rumore, altrimenti scapperranno via immediatamente!

Una delle aggiunte più importanti al classico gameplay di Zaffiro e Rubino, ad ogni modo, è rappresentata dal ritorno del concetto di megaevoluzione già visto in Pokémon X e Y, qui introdotto in fretta e furia da una breve sottotrama non troppo riuscita. Una deviazione nata da quello che, a conti fatti, sembra pun incontro casuale piuttosto che uno spunto narrativo ben ponderato. Avevamo sperato in qualcosa di meglio, onestamente. Le storyline dei vari capitoli della serie non sono mai state legate a chissà quali premesse narrative, questo non possiamo negarlo, però sono sempre riuscite in qualche modo a stuzzicare il giocatore grazie ad uno sviluppo della trama in grado di catturarne lentamente l'attenzione, mentre in questo particolare frangente sembra davvero di trovarsi di fronte ad un elemento estraneo che cerca di inserirsi a forza in un contesto a cui non appartiene. Nessun problema comunque: in fin dei conti si tratta di un semplice intermezzo che dura pochi minuti.
Una volta ottenuto il megabracciale con cui attivare il potere delle pietre, potremo utilizzare le megaevoluzioni nello stesso identico modo in cui le abbiamo utilizzate nei capitoli X e Y: basterà assegnare ad un Pokémon la rispettiva pietra e da allora, ad ogni turno, potremo decidere di farlo megaevolvere toccando l'apposita icona presente nello schermo di selezione delle tecniche; questa particolare evoluzione resterà in essere fino alla fine dello scontro ed impedirà - per tutta la durata dello stesso - la megaevoluzione degli altri mostriciattoli della nostra squadra. In linea di massima, dobbiamo ammettere di non essere mai stati grandi fan di questa novità, che pur rappresentando sicuramente uno dei pochi aspetti inediti a livello di combat system introdotti dalle origini della serie ad oggi, sembra comunque un'aggiunta un po' fine a sé stessa, ai limiti del fanservice.

Immobilismo Ludico

Zaffiro Alpha e Rubino Omega sono due remake piuttosto ben riusciti, ma - se escludiamo le megaevoluzioni, riprese così com'erano da X e Y - non presentano cambiamenti degni di nota per quanto riguarda il combat system, che resta ancorato ad una concezione degli scontri apparentemente troppo semplicistica e talvolta poco appagante per l'utente medio. Anche il bilanciamento della difficoltà resta invariato, presentando un grado di sfida non troppo alto ed esaltante anche qualora decidessimo di non passare troppo tempo ad allenare i nostri pokémon, proseguendo spediti verso la Lega Pokémon. Anzi, grazie alla reintroduzione del tanto discusso "Condividi Esperienza" già visto in X e Y, il gioco sembra voler semplificare ulteriormente il leveling delle creature, in quello che sembra a tutti gli effetti un tentativo di rendere ancor più semplice un brand che, comunque, negli anni ha già fatto dell'accessibilità il proprio marchio di fabbrica. Il focus è chiaramente spostato verso l'elemento collezionistico, quello decisamente più riuscito delle opere di Nintendo e Game Freak.

Speriamo solo che in futuro vengano introdotte variabili nuove anche nei combattimenti, le cui dinamiche iniziano a scricchiolare in modo inequivocabile, schiacciate dall'inesorabile peso degli anni; qualcosa che vada oltre ai discutibilissimi incontri con "gruppi di pokémon", in cui verremo attaccati da cinque esemplari della stessa creatura, tutti rigorosamente ad un livello molto inferiore rispetto al nostro per venire incontro alla necessità di affrontarli utilizzando un solo pokémon: in questi casi la differenza di potenza sarà però così importante da impedirgli di infliggerci una quantità di danni degna di nota, rendendo di fatto gli scontri piuttosto piatti e noiosi. Il gioco diventa invece molto più interessante durante le battaglie online, che richiederanno un approccio più tattico e ragionato. Per competere con profitto in rete, dovremo inoltre spendere molto tempo ad allenare a dovere i nostri pokémon, pratica che in fondo resta sempre piuttosto divertente, complice anche una profondità non indifferente per quanto riguarda il sistema di statistiche.

LE NUOVE TERRE DI HOENN

La regione di Hoenn è cambiata davvero tanto in questi dodici anni: il lavoro di restauro effettuato sul mondo di gioco ci regala un feeling completamente diverso, ma al contempo estremamente familiare. La nuova regione di Hoenn è costituita in larga parte della stessa sostanza di cui era composta la prima incarnazione della serie su Nintendo 3DS: torna quindi la tanto acclamata grafica tridimensionale, caratterizzata anche qui dallo stessa cifra stilistica e dagli stessi pregi e difetti visti in Pokémon X e Y. Il motore grafico è completamente identico e, nonostante la qualità della produzione sia sempre incredibilmente alta, porta a galla tutte le problematiche dell'hardware su cui gira, tutt'altro che un mostro di potenza: la modellazione poligonale essenziale, l'aliasing a tratti molto pronunciato - problematica ricorrente in molti titoli usciti su 3DS - e la scarsa definizione di alcuni elementi dello scenario, sui quali per altro il gioco tende spesso ad indugiare a distanza ravvicinata, sono una chiara testimonianza delle limitazioni dell'hardware dell'ultima console portatile della grande N. Ma non importa, davvero: il risultato non manca mai di lasciarci sinceramente stupiti, sia nelle fasi esplorative che durante le battaglie, impreziosite dalle spettacolari animazioni con cui i vari attacchi sono rappresentati, spesso diversificate fra loro anche in base alla creatura che li esegue. Il tutto è confezionato con la cura maniacale di sempre, un lavoro magistrale che rende giustizia alla tradizione della serie e alla qualità che da sempre la contraddistingue. Un'opera di primo piano, tanto distante dagli originali Rubino e Zaffiro da sembrare un'entità completamente nuova.

Discorso ben diverso invece per l'utilizzo svogliato del 3D stereoscopico, ormai definitivamente retrocesso - almeno nelle idee di Nintendo e Game Freak - allo status di elemento accessorio, superfluo e di poco appeal. L'uscita del Nintendo 2DS ha fatto da spartiacque nella storia della console della casa di Kyoto, la sola esistenza di quella console è un sintomo inequivocabile di una chiara ridefinizione delle priorità: se prima il 3D era una feature indispensabile, la base di partenza in funzione della quale creare i giochi, ora è soltanto un aggiunta di poco conto; una gimmick da implementare senza perderci troppo tempo, giusto per far contenti i fan di questa peculiare caratteristica. E questo è vero per tutti e quattro i giochi legati all'universo Pokémon nati su 3DS, in cui la funzionalità 3D è utilizzata - con risultati discutibilissimi - solo nelle cutscene e durante i combattimenti. Non che se ne senta particolarmente la mancanza, però avremmo gradito almeno un'ottimizzazione migliore rispetto a quella di X e Y. Invece no: tutto è rimasto immutato, compresi i vistosissimi cali di framerate durante le animazioni degli attacchi, presenti solo ed esclusivamente con il 3D attivo. A questo punto, forse era meglio non metterlo proprio.

PIU' SIAMO, MEGLIO E'

Nintendo e il gioco online non sono mai andati molto d'accordo, ma per un gioco come Pokémon questo aspetto è sicuramente fondamentale. In Rubino Omega e Zaffiro Alpha l'online si arricchisce ulteriormente grazie al ritorno delle basi segrete, dei veri e propri nascondigli arredabili e personalizzabili a piacimento in cui invitare i propri amici virtuali, ora più funzionali ed accessibili grazie alla possibilità di connettersi ad internet tramite Wi-Fi: il fatto di dover necessariamente utilizzare il cavo link per collegarsi con gli amici aveva un po' limitato la loro importanza negli originali Zaffiro e Rubino. Le nostre Super Basi Segrete, questo il nome della versione potenziata di questa richiestissima feature, saranno condivisibili attraverso la creazione di appositi QR Code: a Nintendo, quando si parla di internet, le cose semplici sembrano proprio non piacere. In linea di massima crediamo che, pur rappresentando una piacevole aggiunta, questa tipologia di interazione fra gli utenti soffra comunque la mancanza di un sistema centralizzato per la gestione dell'online sulla falsariga di quello della concorrenza, idea che Nintendo sembra ancora ben lontana dal voler abbracciare con convinzione. Adottare soluzioni di condivisione omogenee e non frammentare l'offerta online dei propri titoli di punta sarebbe sicuramente il primo passo per scongiurare l'utilizzo di soluzioni articolate come i QR Code e simili, sicuramente fantasiose ma poco pratiche.
Poche invece le novità dal punto di vista della componente online tradizionale del gioco, quella che ci permette di effettuare scambi e scontrarci con altri allenatori da tutto il mondo. Anche perché, a dire la verità, questa è da sempre una delle parti più riuscite della produzione, una delle componenti più apprezzate dai veri fan della serie. Sarà chiaramente possibile interagire e sfidare i possessori di Pokémon X e Y, ma con limitazioni legate all'impossibilità di utilizzare alcuni oggetti particolari e mosse aggiuntive presenti solo ed esclusivamente in Rubino Omega e Zaffiro Alpha qualora dovessimo scontrarci con allenatori che stanno giocando ai "vecchi" titoli. Stesso discorso anche per gli scambi: fra i due giochi potranno essere scambiati tutti i Pokémon del Pokédex nazionale, a patto di sottostare - ancora una volta - ad alcune limitazioni: sarà possibile scambiare senza restrizioni tutti i pokémon di X e Y, anche se muniti di megapietra, ma a quanto pare i giocatori dei primi due capitoli usciti su 3DS non potranno ricevere le nuove megaevoluzioni introdotte con i due remake. Niente di nuovo sotto il sole, comunque: un comparto online contenutisticamente solidissimo, che assumerà come sempre importanza primaria per gli utenti più esigenti.

Pokemon Rubino Omega e Zaffiro Alpha I pokémon sono tornati su 3DS, e noi non possiamo che esserne felici. In fin dei conti, quella delle piccole creature tascabili di Nintendo è una delle serie più longeve ed apprezzate nel mondo delle console portatili. Pur trattandosi solamente di due remake, lo stacco fra il passato ed il presente del titolo è netto, ben delineato dall'introduzione di tutti gli accorgimenti che in questi dodici anni hanno contribuito ad impreziosire i titoli della serie, compreso il restyling grafico che circa un anno fa ha fatto la sua parte nei riuscitissimi capitoli X e Y. Non mancano inoltre alcune interessanti novità inedite, purtroppo troppo marginali ed incapaci di cambiare in modo sensibile le dinamiche dello statico combat system della serie. L'aspetto collezionistico è sempre il motore trainante dell'offerta ludica della serie: stando alle dichiarazioni ufficiali, i possessori di tutti e quattro i capitoli usciti su 3DS potranno completare il Pokédex nazionale senza ricorrere agli scambi con altri allenatori. Ci troviamo quindi di fronte ad un'offerta completa e soddisfacente, fatta su misura per tutti gli amanti dell'universo videoludico legato ai pokémon e della struttura di gioco classica che da sempre li contraddistingue. Se vi aspettavate grandi novità, invece, potreste rimanere delusi. Ma è comprensibile, stiamo pur sempre parlando di due remake: produzioni da cui certamente non potevamo aspettarci chissà quale evoluzione dell'impianto ludico della serie.

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