Recensione Pokemon Super Mystery Dungeon

720 Pokemon da catturare in questo Dungeon Crawler. Chunsoft non si allontana dalla formula usata con i predecessori, ma riesce a stuzzicarci con qualche novità, in fatto di contenuti e gameplay.

Versione analizzata: Nintendo 3DS
recensione Pokemon Super Mystery Dungeon
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  • 3DS
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Le creature di Satoshi Tajiri quest'anno spengono la bellezza di venti candeline e sembrano esser ancora ben lontane dal rischio di una qualsivoglia parabola discendente. Anzi, le generazioni si susseguono senza sosta grazie ad un buon grado di fervore creativo. Da quel "lontano" 1996 i Pokémon si sono via via affrancati dal mero medium videoludico divenendo un vero e proprio fenomeno di costume conosciuto a livello planetario che da sempre trascende età, barriere culturali e gusti soggettivi. 
Dal punto di vista che più ci interessa, dopo il buon riscontro di pubblico e critica ottenuti da X ed Y, i primi "veri" episodi della serie regolare a popolare la nuova famiglia di handheld Nintendo, sul finire del 2014 abbiamo potuto metter le mani sugli ottimi Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alfa, remake di quei Rubino e Zaffiro rimasti nel cuore di molti. È da un po' che si sentiva la mancanza di un buon titolo tascabile dedicato ai mostriciattoli della folta scuderia brandizzata The Pokémon Company, la quale sembra aver tutte le intenzioni di fare le cose in grande stile per il ventennale del franchise. E, a giudicare dalla nostra esperienza con il particolare spin off Pokémon Super Mystery Dungeon, la ricorrenza è iniziata in maniera davvero esplosiva. 

Che Pokemon sarai?

Come anticipavamo nel nostro provato le premesse narrative sono presto dette, dato che l'impalcatura generale non si discosta più di tanto dalle precedenti incursioni di questa particolare meta-serie a base di dungeon procedurali. Il nostro alter ego digitale è un ragazzo umano, improvvisamente catapultato nell'edulcorato mondo dei mostriciattoli tascabili. Il tunnel spazio-temporale in cui ci troviamo vorticosamente a roteare rappresenta il perfetto pretesto per un veloce questionario che servirà a stabilire, tramite domande molto generali relative al nostro carattere ed ai nostri gusti, il Pokémon che più ci rappresenta tra i venti disponibili nel roster iniziale. Non solo. Visto che saremmo accoppiati ad un amichetto che ci accompagnerà lungo tutta l'avventura, il test stabilirà quello più compatibile a noi. 
Una volta sbrigate le pratiche iniziali siamo pronti a partire per un'avventura che, senza strafare sul piano dell'originalità o della verve narrativa, risulta tutto sommato gradevole da seguire sino in fondo in maniera spensierata.
Ma procediamo per gradi. 
Trasformati in baby Pokémon colpiti da un'improvvisa amnesia, non abbiamo idea del motivo per cui ci troviamo catapultati nell'idilliaco paesino di Borgo Quieto con dei brutti ceffi alle calcagna. La scuola, però, non può aspettare e, iscritti immediatamente dal nostro solerte anfitrione, iniziamo a far conoscenza con i nuovi compagni di classe e con il nostro futuro migliore amico che, da subito, ci confida di avere un grande sogno: entrare nel leggendario Gruppo Investigativo Pokémon e girare il mondo alla ricerca di mirabolanti avventure. Ovviamente non possiamo che condividere questa particolare filosofia di vita ed accodarci, anzitutto per capire cosa ci è successo e, poi, per scoprire chi si nasconde dietro alla pesante ombra che si sta allungando sulle placide terre del continente. 

Squadra che vince...

Borgo Quieto, come recita il suo nome evocativo, rappresenta il punto di partenza perfetto per muovere i primi passi in tutta tranquillità e familiarizzare con tutto quello che il titolo può offrirci. Gli intenditori si troveranno immediatamente a loro agio, ritrovando tutte le feature più apprezzate dei capitoli precedenti traslate qui senza grandi stravolgimenti, seguendo saggiamente il principio "squadra che vince non si cambia". Chi, invece, ha intenzione di avvicinarsi per la prima volta a questa particolare meta serie si troverà davanti ad un ottimo (e, dobbiamo riconoscere, ponderato) sistema di progressione che, attraverso diversi dungeon introduttivi, presenteranno in modo chiaro le basi del gameplay e le novità che ci attendono lungo il cammino.
Super Mystery Dungeon, pur proponendosi in modo molto più accessibile rispetto ai mostri sacri del genere, si adagia sull'antica e blasonata tradizione dei dungeon crawler, ricoprendoci di labirinti generati proceduralmente, tutti da esplorare con un team di tre Pokémon, grazie ad un gameplay ibrido in equilibrio tra esplorazione in tempo reale e classico combattimento turn based. Quest'ultimo rispetta in tutto e per tutto i canoni a cui ci ha abituati la serie ruolistica principale.
Ogni membro del gruppo ha a disposizione quattro tipologie di attacco, selezionabili attraverso una ghiera richiamabile attraverso la pressione del dorsale sinistro. Gli attacchi e le modificazioni di stato varieranno, ovviamente, a seconda del tipo di Pokémon utilizzato e, mano a mano che si sale di livello si sbloccheranno nuovi attacchi speciali con cui variare il parco mosse. 
La rigiocabilità è potenzialmente infinita dato che, come potete immaginare, il sistema genera in modo del tutto casuale il contenuto e la morfologia di ogni dungeon ed ogni piano. Quindi, non ci troveremo mai nella situazione di conoscere preventivamente l'ubicazione dei nostri obiettivi, delle trappole e dei bonus sparsi per le varie stanze. Ciò ci obbliga a preparare lo zaino in modo certosino prima di partire in esplorazione, senza eccedere né in eccesso né in difetto considerato che, in caso di K.O., si perderà tutto. Una possibilità per recuperare il bottino, però, c'è. L'immancabile Isola Pelipper; luogo che abbiamo già visto nelle precedenti iterazioni della serie.
L'Isola può esser visitata dal menu principale e svolge, sostanzialmente, la funzione di base di primo soccorso. Da lì possiamo allestire una nuova squadra di tre elementi, selezionabili tra tutti i Pokémon sbloccati, e partire al salvataggio del team principale. Possiamo, inoltre, inviare la nostra squadra tramite Street Pass, per portare aiuto anche ad altri giocatori.

Link'em all!

Super Mystery Dungeon introduce, inoltre, alcune novità di rilievo tanto in termini contenutistici, quanto di gameplay che, all'atto pratico, si sono rivelate comunque una pregevole aggiunta alla formula già ampiamente rodata. Sotto il profilo dei contenuti, abbiamo già ampiamente accennato al fatto che il titolo propone una pletora di dungeon procedurali ricchi di insidie. Questi non sono legati unicamente alla storyline principale (che, la maggior parte delle volte, costringe ad alcune restrizioni controproducenti), bensì potranno essere esplorati liberamente per grindare oro, esperienza e nuovi strumenti, oppure per portare a termine le missioni secondarie. Queste ultime ci vengono proposte attraverso l'Intersfera, ossia una sorta di PokedIn che tiene traccia dell'intera costellazione Pokemon, con ben 720 stelle da recuperare. Gli allenatori più esperti sanno bene che questo comporta ricerche e grinding a non finire per portare il nostro piccolo esercito verso la perfezione, visto che tutte le creature che si connetteranno a noi entreranno subito a far parte del roster. 

Una volta che il nostro alter ego tascabile entra in collegamento con un altro Pokémon (o perché l'ha salvato o perché ha portato a termine la missione secondaria correlata) si sbloccheranno nuovi possibili collegamenti e, di conseguenza, nuove side quest in una sorta di effetto a catena che potenzialmente vi terrà impegnati per decine di ore.
Venendo alle novità legate prettamente al gameplay, Chunsoft ha voluto calcare sul concetto di "squadra" proponendo un attacco speciale in Sincronia che coinvolge tutti e tre i membri attivi del party. Attraverso la pressione del dorsale destro è possibile richiamare l'attacco sincronizzato e settare le mosse che ognuno dei tre combattenti andrà ad eseguire. La variante di squadra si è dimostrata una pregevole aggiunta, davvero utile in certi frangenti (come gli scontri contro i Pokémon più potenti), ma non ha avuto un effetto così impattante sul gameplay, dato che ogni giocatore può scegliere la strategia di gioco che più gli aggrada potendo benissimo far passare questa novità in secondo piano. 

Diverso discorso deve essere fatto per i "Cerchi", ovvero speciali bracciali in dotazione ad ogni membro del team e personalizzabili con le gemme (anche queste randomiche tanto nell'apparizione quanto negli effetti) che si trovano all'interno dei vari dungeon e che avranno effetto unicamente all'interno del luogo in cui vengono trovate. Una soluzione a nostro avviso interessante che, soprattutto sulla lunga distanza, ha dimostrato la sua utilità donando varietà ed un pizzico di imprevedibilità alle sessioni di gioco. 
Infine, per ciò che concerne l'aspetto puramente stilistico, Super Mystery Dungeon dimostra d'avere carattere deliziandoci con un comparto grafico tridimensionale leggero, pulito e stabile - anche con la stereoscopia al massimo - supportato da una soundtrack ben fatta e sempre sul pezzo la quale accompagna in modo apprezzabile l'esplorazione e l'avventura senza mai strafare o stonare.  
Insomma, in attesa della prossima fatica di Game Freak le celebrazioni per i vent'anni dei mostriciattoli tascabili non potevano iniziare meglio di così. 

Pokemon Super Mystery Dungeon Il ventesimo anniversario delle creature di Satoshi Tajiri si apre nel migliore dei modi grazie a Chunsoft, che ci delizia con un antipasto di tutto rispetto adatto tanto agli allenatori della prima ora quanto ai novellini. Pokémon Super Mystery Dungeon non si discosta dalla formula di gioco da dungeon crawler che ha permeato, da sempre, i suoi predecessori, ma riesce comunque a proporci qualcosa di nuovo sia in termini di gameplay (nonostante alcune scelte non abbiano grande impatto nell'economia di gioco) sia sotto il profilo dei contenuti, grazie all'ottimo sistema dell'Intersfera. Ben 720 (!) sono, infatti, i Pokémon da recuperare ed allenare attraverso una pletora di dungeon generati proceduralmente. Rispetto al passato, strategia e preparazione giocano un ruolo più evidente per la successiva fase di esplorazione e combattimento. Pokémon Super Mystery Dungeon rappresenta non solo un ottimo modo per iniziare le celebrazioni per il ventennale, ma anche un ottimo titolo da spolpare in attesa della prossima fatica firmata da Game Freak (e dei molti spin off che si susseguiranno nel corso di quest'anno). 

8

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