Recensione Portable Shrine Wars

Un folle DsiWare arriva sullo store Online

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  • DS
Alessandro Mazzega Alessandro Mazzega prende confidenza fin da tenera età con pad e tastiera e si appassiona rapidamente al mondo dei videogiochi, lavorando come giornalista sulle principali realtà online e occupandosi di sviluppo, attualmente in Forge Reply. Bassista fallito, ha ormai venduto lo strumento per passare dietro al microfono, sia per cantare che per condurre il podcast Gaming Effect. Cercatelo su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Si discute spesso del calo di popolarità, in parte legato alla qualità, di molti titoli nipponici.
La produzione ormai è formata da giochi ideati con un pubblico occidentale in mente, rivelatisi poi dei fallimenti commerciali, come nel caso del recente Shadow of the Damned, o rapidamente trasformatisi in icone, come Bayonetta.
L'alternativa sono i titoli tipicamente nipponici ad alto tasso di originalità, che spesso sconfina nella follia, tra i quali il recente Catherine a rappresentare la fascia delle produzioni più complesse e Portable Shrine Wars per quanto riguarda quelle a basso budget.
Incredibilmente per un titolo del genere, Portable Shrine Wars ha trovato la via della pubblicazione in digital delivery per DSi in occidente.

Carro allegorico

Portable Shrine Wars di inserisce in quel filone di titoli apertamente folli, quasi nonsense, che gli appassionati di un certa tipologia di produzioni nipponiche hanno imparato ad apprezzare con Tomena Sanner e Muscle March.
Questa volta però non avremo a che fare con impiegati in ritardo al lavoro o muscolosi culturisti inseguiti da orsi ma, "semplicemente", con una delle tipiche feste popolari giapponesi, a base di carri sormontati da dragoni, sorretti alla base e trasportati da solerti adepti in marcia verso il tempio.
Da un presupposto tanto comune per la cultura orientale è nato un titolo ibrido e fuori dagli schemi, che mescola meccaniche da shoot'em up old school e da racing game anni '80 con visuale dall'alto.

Di corsa verso il tempio

L'inquadratura, infatti, è a volo d'uccello e la visuale si estende su entrambi gli schermi: la parte centrale è rappresentata dalla strada, delimitata ai lati da transenne assiepate di persone comuni che si godono la parata.
Lo scrolling è strettamente verticale, senza alcuno spostamento laterale da parte della camera, fattore che aiuta quindi concentrare tutta l'attenzione sull'avanzamento, all'inizio lento e stentato ma in seguito furioso, ai limiti della leggibilità dell'azione.
Proprio l'avanzata del carro è un punto focale dell'intera produzione: l'hud minimale presente su schermo mostra anche il numero di persone da cui è formato il mezzo: maggiori sono i compagni che aiuteranno a sorreggerlo più alta sarà la velocità. Tale numero aumenterà semplicemente passando sopra ai corpi di quelli caduti dagli altri carri, anch'essi in corsa, e diminuirà se decideremo di lanciare uno dei nostri verso un altro mezzo utilizzandolo com proiettile, con l'obiettivo di far ribaltare un team avversario per raccogliere tutti gli occupanti e farli entrare nelle nostre fila.

Minacce divine

I vari tracciati da seguire saranno poi costellati di buche da saltare, possibilmente sfruttando l'onda d'urto formatasi dell'atterraggio per sfavorire altri concorrenti, e raccogliendo power-up collocati sul terreno come le placche presenti sulle piste di un qualsiasi episodio di Wipeout.
Chiude il tutto la presenza di numerosi boss, sia a metà stage che alla fine di ognuno, che rappresentano la punta massima di follia presente nell'intera produzione: si va da furgoni motorizzati che sganciano barili esplosivi, fino a carri dotati di una gigante trivella in stile Big Daddy o che trasportano un'intero gruppo di ninja, armati delle tipiche stellette e di trucchi di ogni tipo.
Graficamente il gioco si presenta con uno stile in pixel art volutamente poco elaborato e con animazioni ridotte ai minimi termini, riuscendo a trasmettere una sensazione di lo-fi che richiama molto bene il gaming degli anni '80.

Portable Shrine Wars Portable Shrine Wars è l'ennesima follia nipponica che passerà inosservata agli occhi della maggior parte dei giocatori ma che brillerà per alcuni altri, perennemente in cerca di titoli originali e fuori dagli schemi che difficilmente riescono a raggiungere i mercati occidentali, tanto in versione retail quanto in digital delivery. Il prezzo inferiore ai due Euro, poi, lo colloca ad armi pari con molte produzione per piattaforme iPhone e Android, le quali offerte ludiche difficilmente riescono a proporre titoli tanto giapponesi nel profondo, originali e fuori dagli schemi.

7

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