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Xbox One Lancio

Recensione Powerstar Golf

Microsoft insegue senza troppo successo le orme di Everybody's Golf

Versione analizzata: Xbox One
recensione Powerstar Golf
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox One
Francesco Fossetti Francesco Fossetti scrive di videogiochi -fra una cosa e l'altra- da più di dieci anni, e non ha ancora perso la voglia di esplorare il mercato con vorace curiosità. Ammira lo sviluppo indie e lo sperimentalismo, divora volentieri tutto il resto. Lo trovate su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Xbox One è ormai in dirittura d'arrivo, e la Line-Up della nuova console Microsoft è sicuramente densa e di richiamo. Sul fronte dei titoli retail, oltre ai multipiattaforma spiccano tre esclusive belle forti (Forza, Ryse, Dead Rising), e pure l'offerta in Digital Delivery vede in prima linea l'ottimo Killer Instinct di Double Helix. Oltre al picchiaduro, tuttavia, gli altri prodotti arrivati sugli scaffali digitali non sono proprio eccezionali: LocoCycle è un racing fuori di testa ma senza verve, e Crimson Dragon evidenzia in maniera troppo netta la sua genesi di vecchia generazione. Purtroppo neppure Powerstar Golf riesce a spiccare: l'arcade sviluppato da Zoe Mode vorrebbe proporsi come la risposta di Microsoft all'ottimo Everybody's Golf, ma per confrontarsi ad armi pari con il rivale gli mancano contenuti e bilanciamento.
Sviluppato con competenza ma senza convinzione, Powerstar Golf chiude il quadro su un'offerta digital che deve necessariamente migliorare per allinearsi alla qualità che il pubblico di Xbox One si aspetta da questa generazione.

Semplice e immediato

Zoe Mode è un piccolo team di sviluppo inglese che ha lavorato su una serie di progetti davvero eterogenea. Nel curriculum dello studio si trova Chime come Singstar, ma in generale il focus dei ragazzi di Brighton dev'essere quello sui casual game, almeno a giudicare dai lavori su Haunt e Zumba Fitness. Anche Powerstar Golf, quindi, si presenta come un prodotto molto leggero, sia nel look che nelle dinamiche. Sul fronte del gamplay, del resto, è difficile inventarsi qualcosa quando si parla di un golfistico di stampo arcade. E infatti Powerstar recupera integralmente il sistema "a tre click", basato sul tempismo e sulla prontezza di riflessi. Una volta selezionato il legno e dopo aver direzionato la pallina (tenendo conto della direzione e della forza del vento), si avvia l'operazione di tiro: un click per cominciare lo swing, uno per bloccare la barra della potenza dov'è più opportuno, e l'ultimo per chiudere il colpo, cercando appunto di bilanciare il movimento e toccare la palla nel punto desiderato. Il sistema è semplice e immediato, e tutti possono trasformarsi in atleti provetti con un po' di pratica.
C'è da dire che Powerstar Golf prova ad andare un po' oltre a questa impostazione molto basilare, permettendo anche di decidere la zona d'impatto della pallina, così da permettere al giocatore di curvare le traiettorie o imprimere uno "spin" che, all'impatto col terreno, allungherà i rimbalzi o smorzerà il rotolamento. Complessivamente l'approccio funziona per il titolo Zoe Mode come funziona per tutti i colleghi, anche se qui va messa in conto un'influenza molto maggiore delle imperfezioni in fase d'esecuzione e degli agenti atmosferici. Un colpo vibrato a piena potenza ma magari non perfettamente centrato avrà una traiettoria molto diversa da quella prevista, e spesso anche il vento modifica in maniera un po' esagerata il percorso aereo della pallina. Anche dopo molte buche la sensazione di controllo sarà tutt'altro che convincente, con tiri clamorosamente sbagliati senza aver capito pienamente quale sia il motivo.
Il problema principale del titolo, comunque, dipende da un altro fattore: l'esagerata influenza degli elementi arcade inseriti nella formula di gioco. Ognuno dei golfisti che possiamo selezionare (due sono disponibili fin da subito, gli altri si sbloccano progredendo in carriera) ha un potere speciale che possiamo attivare due volte per match. Ci sono vecchi maestri zen che dilatano il tempo permettendovi di eseguire un colpo perfetto, avvenenti signorine che magnetizzano la pallina per farla avvicinare alla buca nel caso in cui finisca nel green, e grossi omaccioni che invece la spediscono in aria a velocità supersonica.

Se giocando in singolo queste skill rappresentano solo l'occasione per uscirsene con un colpo più efficace degli altri, in multiplayer (anche asincrono) generano spesso e volentieri diversi nervosismi, tendendo a sbilanciare molte partite. Non tutte, per altro, sono utili alla stessa maniera, e dopo aver metabolizzato bene la tecnica ed i ritmi per eseguire un buono swing sarà infinitamente più conveniente una "palla magnetica" di un tiro ad alta potenza. Questo fa sì che per essere veramente competitivi in rete si debba limitare la nostra scelta ad un paio dei golfisti disponibili. Stesso dicasi per i caddie, anch'essi dotati di abilità speciali che solitamente prevedono la predizione precisa della traiettoria o i consigli sul legno migliore.
La situazione complessiva che si viene a creare, insomma, è quella di un titolo dove l'abilità non conta quanto dovrebbe. E quest'idea è ulteriormente ribadita dal fatto che sia possibile equipaggiare, per ogni gara, fino a tre power-up generici, che è possibile acquistare in "buste chiuse" dallo shop in-game, magari acquistando la valuta di gioco con soldi reali. Questa ossessione per le microtransazioni che, sfortunatamente, hanno tutti i titoli di lancio Xbox One (persino Forza e Ryse) risulta in verità un po' antipatica: ma nel caso di Powerstar Golf determina un'evidente sbilanciamento dell'esperienza di gioco, e va quindi assolutamente condannata.
A tutti questi problemi si aggiunge una mole di contenuti non eccezionale (appena quattro ambientazioni), un'interfaccia non completamente funzionale (che costringe, in fase di tiro, a spostare costantemente la visuale dal golfista alla zona d'impatto per le regolazioni di fino), ed un stile che, per quanto colorato e vivace, risulta tremendamente derivativo, avvicinandosi in maniera fin troppo esplicita a quello di certe produzioni DreamWorks. Ovviamente al comparto tecnico non si possono chiedere miracoli, e sul fronte grafico e sonoro il titolo Zoe Mode fa il minimo indispensabile: aspettatevi quindi un colpo d'occhio generalmente pulito ma tutt'altro che dettagliato, e motivetti rilassanti eppure un po' insipidi.

Powerstar Golf PowerStar Golf è un titolo casual sviluppato senza ambizioni, che si contenta di recuperare il modello, i colori e lo stile di tanti altri colleghi, ma non fa nulla per distinguersi. Il look è troppo derivativo, la mole di contenuti non esaltante. Ed anzi gli unici innesti originali nella formula di gioco, ovvero le abilità di caddie e golfisti, finiscono per sbilanciare l'esperienza di gioco, minare il divertimento in multiplayer e concentrarsi troppo sulle microtransazioni e sugli acquisti in-app. Siamo sempre ben disposti ad accogliere uno sportivo arcade ben fatto e curato: purtroppo Powerstar Golf non risponde a queste caratteristiche.

5.5

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