Recensione Prison Architect

Dopo una fase Early Access eccezionale e ben tre anni di sviluppo alle spalle, è giunta finalmente su Steam la versione 1.0 del gestionale carcerario realizzato da Introversion Software.

Versione analizzata: PC
recensione Prison Architect
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  • Pc
Angelo De Martini Angelo De Martini è un famelico appassionato di videogiochi, dategliene uno di qualsiasi genere e ne farà un boccone in compagnia del suo fidato PC. Se potesse scapperebbe con lui in Giappone, continuando ad amare la scrittura e a videogiocare come un matto. Lo potete trovare su Facebook.

Ehi! Ce l'ho con te che stai leggendo. Sei un amante dei simulatori o dei gestionali? Hai desiderato, almeno una volta nella vita, diventare come il temibile Samuel Norton ne "Le Ali della Libertà"? Non sai chi è? Dai, quello che vestiva i panni del direttore di un carcere di massima sicurezza e umiliava il protagonista. Te lo chiedo perché ho una storia molto stuzzicante da raccontarti. Ho passato le ultime settimane in compagnia di uno dei prodotti realizzati da Introversion Software, una piccola e ridente software house indipendente fondata ben quindici anni fa nel Regno Unito. Nella loro carriera hanno sviluppato alcuni videogiochi piuttosto interessanti, tra cui cito DEFCON e Uplink; niente di straordinario, sia ben chiaro, ma si tratta comunque di titoli molto apprezzati dal pubblico di nicchia. Negli ultimi tre anni, tuttavia, si sono spesi anima e corpo per realizzare il loro progetto più importante, dando vita ad uno dei migliori Early Access mai visti su Steam, con oltre 30 build in fase alpha e migliaia di aggiunte e bugfix, per poi, una volta raggiunta la piena maturità, pubblicare finalmente la versione 1.0 della loro creatura. Lascia che te lo dica, questo titolo ha la stoffa per essere uno dei migliori gestionali degli ultimi anni: grezzo in superficie, ma con un'anima sofisticata; apparentemente semplice da capire, ma davvero complicato da padroneggiare. Insomma, non ti solletica l'idea di poter essere il deus ex machina di un'intera struttura penitenziaria? Bada bene, non una struttura qualsiasi, ma una che creerai tu da zero, e che poi dovrai gestire in ogni suo aspetto, da solo. Avrai tra le mani le vite di centinaia di detenuti, bisognosi di essere raddrizzati e rispediti nella società per non smarrirsi definitivamente. Te la senti allora? Hai detto sì? Bene, salta su, Prison Architect ti aspetta. E mi raccomando: procurati tanto, tantissimo, tempo libero. Ne avrai bisogno.

Nessuna Pietà

Il percorso da affrontare per diventare un buon manager carcerario non è di quelli più semplici. Minacciato com'è da continui eventi imprevedibili e numerosi grattacapi, vi obbligherà ad armarvi di tanta pazienza e costanza. Il più importante dei requisiti richiesti, essenziale se si tiene al benessere finanziario della propria prigione, è riconoscere fin da subito che nessun detenuto si trova rinchiuso per una causa ingiusta. Omicidi, stupratori, rapinatori, ma anche semplici attaccabrighe, sono tutti rei di almeno un crimine, e il nostro compito sarà unicamente quello di accoglierli, garantirgli i diritti essenziali, salvaguardare il budget aziendale (perché sì, la prigione è una grande azienda) e cercare in qualche modo di riformali, per poi risbatterli nella società, con il caloroso ringraziamento dello stato. Prison Architect si impegna fin da subito a mettere nero su bianco la necessità di questo requisito, e lo fa attraverso una breve campagna di cinque episodi: semplici scenari-prigione intrecciati l'uno con l'altro con un unico filo narrativo, che ci permetterà di mettere a nudo gli svariati retroscena dell'incarico del direttore carcerario, e di fare la conoscenza di alcuni interessantissimi personaggi. Al di là degli scopi narrativi, comunque incarnati da discrete cutscene realizzate con il motore di gioco e arricchite con bozzetti fumettistici dalle sfumature noir, lo scopo principale delle missioni sarà quello di svolgere la funzione di tutorial, fornendoci dapprima l'infarinatura necessaria per costruire gli elementi essenziali di una prigione, per poi guidarci rapidamente nell'avanzato sistema gestionale, dove l'intera struttura, con tutti i suoi meccanismi complessi, verrà affidata alle nostre mani ancora inesperte. Il primo obiettivo della campagna, ad esempio, sarà quello di realizzare una funzionale stanza delle esecuzioni, costruendo una cella dove il malcapitato consumerà il suo "ultimo pasto" e riceverà la visita del cappellano per l'estrema Unzione, e un grosso salone per accogliere la sedia elettrica e tenere le esecuzioni. Non avendo alcun problema di budget (esclusivamente in questa missione, sia chiaro), il nostro compito filerà via liscio come l'olio, semplificato soprattutto dall'ottima interfaccia di gioco, poco invasiva e con tutti i consigli e gli obiettivi ben in vista. Procedendo nella campagna, naturalmente, le cose si faranno più complicate, arrivando persino a gestire, tra le altre cose, enormi incendi e brutali risse con decine e decine di detenuti coinvolti. Giocare la Campagna, come in ogni sandbox che si rispetti, non è obbligatorio, e fin da subito potremo partire con la costruzione di una nuova prigione. Tuttavia, il nostro consiglio spassionato è quello di spenderci le poche ore richieste per completarla, così da apprendere il maggior numero di informazioni utili per potersela cavare da soli.


Dalle fondamenta...

Superata la fugace campagna introduttiva e ottenuti gli strumenti basilari per poter gestire una prigione già avviata, dovremo finalmente metterci alla prova con la realizzazione del nostro carcere. Selezionando una nuova partita, oltre a poter scegliere la grandezza dell'area su cui andremo ad erigere le fondamenta del penitenziario, potremo selezionare svariate opzioni di personalizzazione della partita. Ad esempio, per agevolarci nella gestione della prigione, potremo eliminare la cosiddetta "nebbia di guerra" (così da avere sempre sotto controllo i settori sprovvisti di guardie), mentre se volessimo testare nuove soluzioni o semplicemente affrontare una partita rilassante, potremo scegliere di avere a disposizione fondi illimitati; per godervi appieno l'esperienza offerta da Prison Architect, naturalmente, vi sconsigliamo entrambe le opzioni. Una volta raggiunta l'area iniziale di gioco, sempre inquadrata da una visuale dall'alto, davanti a noi si estenderà un enorme terreno desolato suddiviso in piccoli quadratini, con solamente una piccola strada asfaltata ben visibile. Quest'ultima servirà per far transitare e accogliere tutti i mezzi diretti alla prigione, da quelli della polizia penitenziaria, con a bordo i detenuti in arrivo (il cui numero sarà sempre deciso da noi), a quelli con il cibo per la mensa e le risorse edili. A questo punto, come se ci trovassimo di fronte ad un foglio di progettazione, dovremo letteralmente disegnare sul terreno i perimetri degli edifici e dei percorsi necessari ad accogliere i primi detenuti, scegliendo il miglior compromesso tra il nostro gusto personale e lo sfruttamento intelligente dello spazio messo a nostra disposizione. Quest'ultimo aspetto, che va comunque inteso come una regola generale per l'intera durata della partita, sarà ancora più essenziale nelle prime ore di gioco, quando non avremo ancora accesso alla possibilità di acquistare gli appezzamenti di terra circostanti all'area iniziale, e saremo quindi limitati dagli stretti confini iniziali. Una volta che avremo disegnato le sagome dei perimetri, dovremo provvedere alla costruzione delle reti idriche ed elettriche, posizionando la pompa d'acqua ed il generatore elettrico in un luogo sicuro, e, successivamente, i condotti sotterranei fino a raggiungere l'interno degli edifici. Davvero meraviglioso sarà osservare gli operai raccogliere il materiale edile dall'area di consegna e raggiungere frettolosamente la zona del cantiere, per poi erigere, mattone dopo mattone, tutte le strutture da noi richieste.

Escape Mode

Oltre alla campagna e alla modalità "libera", in Prison Architect sarà integrata una modalità chiamata "Escape Mode". In questa interessantissima modalità extra, potremo impersonare uno dei detenuti incarcerati nella nostra prigione, e, ovviamente, dovremo tentare di evadere. Per riuscire in questa impresa dovremo compiere dei piccoli crimini, come attaccare altri detenuti o distruggere le forniture carcerarie, ottenendo in cambio dei punti reputazione, che ci permetteranno di diventare più forti e di creare una gang con altri carcerati per riuscire ad evadere più facilmente.

I metodi di costruzione offerti da Prison Architect sono davvero semplici ed intuitivi, e per disporre pareti, pavimentazioni e gli oltre 70 oggetti messi a disposizione ci basterà semplicemente selezionarli dai menù dedicati e cliccare con il mouse nella zona desiderata, visualizzando anche un'anteprima a schermo della spesa che dovremo sostenere per realizzarli. Una volta eretto il guscio esterno della struttura sarà necessario realizzare e separare le stanze interne, tenendo ben presente che ognuna di esse avrà sempre dei requisiti fondamentali da soddisfare prima di poter entrare in funzione. Una cella, ad esempio, oltre a necessitare di uno spazio minimo in quadratini (le celle d'isolamento non hanno questo requisito), dovrà sempre avere una porta di sicurezza, un letto ed un gabinetto. Starà a noi, nel caso volessimo aumentare l'indice di gradimento della cella (c'è una tabella valutativa dedicata) posizionare alcuni comfort extra, come un soffione per la doccia (per evitare la calca nella doccia comune) o una finestra con sbarre. All'inizio, tuttavia, considerato il budget risicato a nostra disposizione, avremo a malapena i fondi sufficienti per costruire il recinto di protezione (che poi potremo sostituire con un muro perimetrale) e le strutture di prima necessità, come la cella di custodia e la cucina. Per iniettare nuovi fondi nelle nostre casse, verranno in nostro soccorso le cosiddette "sovvenzioni" (fino a due contemporaneamente), dove dovremo impegnarci con l'amministrazione statale per migliorare l'operatività del nostro penitenziario. In cambio, riceveremo immediatamente un anticipo monetario e una lista di obiettivi, che dovremo completare per ottenere il resto della sovvenzione. Tra i vari incarichi statali figurano, ad esempio, la costruzione di un intero blocco di celle, oppure la realizzazione di un sistema a circuito chiuso per aumentare la sicurezza della prigione, garantendoci, tra l'altro, la possibilità di accogliere criminali più pericolosi e, quindi, più remunerativi (lo stato ci versa una quota per ogni detenuto, determinata dalla sua categoria). Insomma, avviare una prigione in Prison Architect sarà sempre un'operazione molto lenta e ragionata, volta soprattutto ad evitare di finire precocemente al verde, ma comunque capace di appassionarci ore ed ore per sistemare anche il più insignificante degli oggetti.

...alla gestione

Dopo aver raggiunto la giusta quadratura tra gli edifici di base e la prima cinquantina di detenuti alloggiati, sarà la volta di sondare l'anima più gestionale di Prison Architect. Ogni nuovo strumento di gestione sarà acquisibile tramite il pannello della Burocrazia: una sorta di albero di ricerca, dove, spendendo ingenti somme di denaro, potremo sbloccare nuovi complessi meccanismi di "macro" e "micro" gestione, oltre che assumere elementi specializzati nello staff. Dal contabile, al comandante delle guardie, passando per il medico, lo psicologo, l'inserviente, il giardiniere e l'avvocato, ognuno avrà un ruolo ben preciso all'interno della prigione, utile a migliorarne la qualità complessiva e a garantirci l'accesso a nuove fondamentali funzioni. Grazie allo psicologo, ad esempio, potremo visualizzare tutti i bisogni primari dei detenuti (fame, sonno, tempo libero, comfort, igiene), scoprendo immediatamente le aree che hanno bisogno di essere migliorate per diventare più efficienti nel servizio offerto. Grazie al Primo Giurato, invece, potremo impiegare buona parte dei detenuti per lavorare nella lavanderia o come inservienti, riducendo il nostro personale specializzato e, quindi, i costi di gestione. Una volta raggiunto un numero elevato di detenuti, diventerà necessario conferire alla nostra prigione un'identità più specifica, scegliendo la quantità e la tipologia di criminali che vorremo accogliere tra le nostre mura (minima sicurezza, media sicurezza, massima sicurezza e braccio della morte). I detenuti minori, cioè coloro con la fedina penale macchiata dai reati più piccoli, non avranno bisogni particolarmente impellenti, e saranno facilmente controllabili con un manipolo limitato di guardie. I criminali di massima sicurezza, invece, oltre a presentare alcuni tratti distintivi (letale, picchiatore, istigatore, duro), andranno gestiti con un regime penitenziario più rigido e sistemi di sicurezza più avanzati. Ad esempio, quelli con la reputazione di "letali", avranno un'elevata probabilità di eliminare con un solo pugno un altro carcerato o una guardia durante le risse, rappresentando una minaccia molto seria per l'intera prigione. Inoltre, i detenuti più scaltri, durante il loro soggiorno tenderanno ad organizzarsi in gang e a strutturare delle vere e proprie reti di contrabbando, recuperando tutto il necessario (sigarette, veleni e persino armi) dalle stanze del personale o dai familiari durante l'orario delle visite, per poi nasconderli nell'intercapedine del gabinetto o dentro il materasso (con le forbici si scaveranno dei tunnel sotterranei per evadere). Per contrastarli potremo avviare a nostro piacimento delle perquisizioni a tappeto, mentre sbloccando la funzione di "intelligence" dal pannello della Burocrazia, otterremo la possibilità di assoldare degli informatori affidabili direttamente tra i detenuti, così da individuare più facilmente le reti criminali. Altrettanto fondamentale, per mantenere elevata la reputazione della nostra prigione, sarà sventare tutti i possibili tentativi di evasione da parte dei detenuti, imbastendo una rete efficace di pattugliamenti attorno alle mura (con unità cinofile e poliziotti armati di taser), oppure posizionando dei metal detector nei punti nevralgici della prigione. Nel caso non dovessimo riuscire a gestire la situazione con l'aiuto delle nostre guardie, per esempio durante una rissa o un incendio, potremo far giungere alla prigione fino a due unità speciali antisommossa o dei vigili del fuoco, che dovremo guidare manualmente nelle aree più caotiche del penitenziario. L'ultimo grande elemento gestionale di Prison Architect riguarderà i numerosi metodi con i quali potremo "riformare" i nostri detenuti. Ci sarà possibile creare delle aule per tenere dei corsi di cultura generale; costruire un'officina per fare produrre ai detenuti delle targhe (che potremo rivendere); assumere dei dottori per tenere delle sessioni di disintossicazione farmacologica dall'alcol e dalle droghe nell'infermeria; costruire una cappella per avvicinare i carcerati alla spiritualità e alla redenzione. Insomma, anche in questo caso le opzioni sono davvero tante e ben differenziate, e ogni detenuto deciderà di sua spontanea volontà a quale corso partecipare. Inoltre, questi provvedimenti, non solo ci permetteranno di guadagnare dei soldi in base alla "produttività" dei carcerati, ma ci daranno soprattutto modo di ridurre il tasso di "recidività" di ogni detenuto, parametro fondamentale che determinerà la possibilità che i detenuti possano commettere nuovamente un reato una volta rimessi in libertà. Raggiunto l'ultimo quarto della pena, infatti, ogni detenuto potrà affrontare un'udienza speciale di scarcerazione preventiva, dove un algoritmo valuterà il "curriculum" dell'imputato durante il suo soggiorno e terrà conto dei giorni passati senza aver causato problemi alla prigione. In caso di fallimento, ovvero se dovesse essergli riconosciuto un tasso di "recidività" ancora troppo elevato, il detenuto sarà costretto a scontare il resto della pena, continuando a pesare sulle casse del carcere e diminuendone la valutazione complessiva.

Dal punto di vista tecnico, Prison Architect non cerca in alcun modo di brillare, adottando uno stile più minimale, con i personaggi realizzati come fossero icone stilizzate, e, più in generale, fondando tutto il suo carattere sulla funzionalità di un design bidimensionale.

Prison Architect Prison Architect è davvero uno dei pochi titoli che può fregiarsi di essere riuscito a completare il lungo percorso di Early Access su Steam. Un percorso quasi perfetto, compiuto da sviluppatori competenti e arricchito dalla collaborazione di migliaia di fan, che grazie ai loro consigli sono riusciti a dare vita ad un titolo gestionale profondo ed efficace, capace di rapire per ore il giocatore nelle sue complesse dinamiche di costruzione e gestione di un penitenziario di massima sicurezza. La campagna rappresenta sicuramente un valore aggiunto, utile a dipingere i retroscena interessanti nascosti dietro l'incarico del manager carcerario e a fornire i primi basilari strumenti gestionali. Siamo sicuri che, nonostante abbia raggiunto ormai la versione 1.0, il percorso di arricchimento di Prison Architect si amplierà ulteriormente, anche grazie alle strepitose mod realizzate dall'affiatata community di gioco e alle numerosi revisione che il titolo riceve costantemente dai ragazzi di Introversion Software. Vi state chiedendo se Prison Architect sia un gestionale meritevole d'acquisto? La risposta è, senza alcuna esitazione, positiva.

Con la versione 1.0 disponibile su Steam

CONFIGURAZIONE PC DI PROVA

  • CPU: Intel I5-3570K
  • RAM: AMD Radeon R9 280X
  • GPU: 8,00 GB
8.3

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