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Recensione Pro Evolution Soccer 2014

Konami rilancia il suo simulatore calcistico

PES 2014

Videorecensione
PES 2014
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • Psp
Andrea Vanon Andrea Vanon è appassionato di videogiochi sin dal 1995, quando passava le giornate tra SNES e Game Gear. Da sei anni tra le "penne" e le "voci" di Everyeye.it fagocita qualsiasi produzione con curiosità, mantenendo un’incrollabile fedeltà verso gli sportivi "made in U.S.A.". Lo potete seguire su Facebook, su Twitter e su Google Plus.

Passato (si fa per dire) il clamore legato all'uscita nei negozi di GTA 5, tutta l'attenzione del popolo videoludico italiano si rivolge nuovamente ai titoli sportivi del momento. Ai simulatori calcistici.
Il primo a giungere sugli scaffali, questo 19 Settembre, è PES 2014, che ha dimostrato più volte di poter dire la sua, forte soprattutto del convincente Fox Engine. Qualche defezione dell'ultim'ora (niente condizioni climatiche variabili, stadi spagnoli ed editor degli stadi) ha fatto calare un po' l'appeal rispetto al prodotto Konami, già notorialmente "castrato" dalla cronica mancanza di licenze ufficiali. Solo la recente versione demo ha risollevato gli animi, mostrando che, in termini di gameplay, Pro Evolution Soccer 2014 c'è!
Ma allora qual'è il verdetto? Per farla breve PES 2014 è un'ottima simulazione sportiva, molto convincente ed appagante. Volendo utilizzare un termine calcistico, però, manca di concretezza: non riesce a rifinire con l'ultimo guizzo quanto ha anche quest'anno tanto ben costruito. Si tratta di aspetti che non danneggiano la qualità complessiva del titolo, sia chiaro, ma gli impediscono di mettere finalmente piede sul gradino più alto del podio.

L come Licenze, S come Stadi

A livello contenutistico l'offerta di PES 2014 non differisce in maniera consistente da quanto già il suo predecessore aveva mostrato. Riviste e ri-ammodernate quanto basta troviamo infatti Master League, Diventa un Mito e la possibilità di cimentarsi in una delle competizioni che tutti ben conosciamo: dalle classicissime coppe più o meno personalizzate ai campionati nazionali, per finire con Champions League, Copa Santander Libertadores ed AFC Champions League, comprensive di licenze ufficiali. Il torneo asiatico è una delle novità di quest'anno, che darà ai calciofili più incalliti la possibilità di andare a scovare talenti spingendosi nei più remoti angoli del Pianeta, riportando alla mente dolci ricordi grazie alla presenza di qualche squadra della J-League oppure permettendoci di vestire i panni di Marcello Lippi alla guida del Guangzhou Evergrande.
Modalità e tornei presentano in linea di massima la stessa strutturazione, con l'eccezione della Master League, che presenta diversi cambiamenti. Tutti i processi sono stati snelliti, andando ad eliminare le tediose scenette d'intermezzo con segretari e preparatori e sostituendole con la consegna del pallone d'oro o la presentazione della squadra. Alcuni valori di mercato sono stati modificati (non sempre per il meglio) e le meccaniche ancora una volta snellite. Si tratta senza dubbio di un deciso passo avanti verso una miglior fruizione, che conferisce però anche la sensazione di una certa mancanza di rifinitura.
In ogni caso non ci sono cambiamenti epocali, il che implica la solita grande solidità di fondo ma, allo stesso tempo, la mancata risoluzione dei problemi dovuti ad una navigazione molto macchinosa. Ci imbatteremo dunque in un ermetismo tutto nipponico, fatto di schermate su schermate, tempi di caricamento spesso esagerati e una costante mancanza di dinamismo. Ma, dopo tutto, si tratta di problemi marginali, poiché giunti al nucleo della questione i game mode soddisfano e mantengono incollati allo schermo, tra la necessità di soddisfare le esigenze del mister e della dirigenza e le nostre personali manie di grandezza. Un po' meno "soddisfacente", in questo senso, l'Allenamento, che non si rivela sempre impeccabile nelle sue funzionalità propedeutiche, costringendoci spesso ad interpretare istruzioni poco chiare o comandi basati esclusivamente sulle impostazioni personalizzate. Si denota insomma una carenza di duttilità piuttosto diffusa.
Purtroppo non siamo riusciti, causa mancanza di implementazione nel codice ricevuto, a provare le modalità online in prima persona. Possiamo al momento confermare semplicemente la presenze delle stesse feature dello scorso capitolo, con Master League Online e Diventa un Mito Online a troneggiare con qualche piccola novità come una miglior suddivisione in sotto-leghe a seconda del tipo di gioco prediletto ed un più completo matchmaking. MyPes e componenti sociali non mancheranno, così come da Ottobre, tramite una patch, verrà introdotta la possibilità di disputare match undici contro undici. La speranza è che le connessioni reggano.
Riprendendo dopo la "parentesi online", a lasciare maggiormente interdetti è la solita costante assenza di licenze importanti. Se per una ristretta nicchia di calciofili la presenza delle squadre cilene, argentine, brasiliane o cinesi è una vera chicca, soprattutto tenendo in considerazione le coreografie e tutto il contorno dedicato e bellissimo che le manifestazioni ufficiali offrono, per tutti gli altri l'assenza di importanti compagini (come quasi tutte le tedesche) e il solito tam tam di Merseyside Red & Blue, Man Blue, North London e compagnia bella in Premier League pesa e non poco. Al danno, in questo PES 2014, si aggiunge la beffa, dato che non saranno presenti gli stadi spagnoli. Nessuno. Un problema che non può in questo caso essere arginato nemmeno attraverso l'editor, tolto di peso almeno per quanto riguarda i campi da gioco.
Anche con tutti i modder del Mondo all'opera (l'editor delle squadra è sempre presente) il problema viene solo "arginato" e non del tutto risolto. Konami dimostra in questo caso un atteggiamento sin troppo lassista, una mancanza di spunti d'investimento -anche rischiosi- a sostenere e rendere completo un prodotto veramente bello a livello di gameplay. Un vero peccato, perché se siamo contenti della Serie A, della Ligue 1 e della Liga BBVA, non possiamo certo non storcere il naso di fronte all'idea di interpretare una Champions League alla guida del London FC.

Evoluzione della specie

Se PES 2014perde del terreno in completezza, sicuramente ne riguadagna altrettanto saggiandone il comparto ludico, che presenta in questa incarnazione diverse novità interessanti. Partendo dalle basi possiamo osservare nuove modalità di tiro e di sfruttamento del passaggio filtrante "avanzate", ovvero in grado di darci un controllo ancora maggiore sul gesto. Si tratta di meccaniche molto utili ma altrettanto difficili da padroneggiare: la necessità di una breve pressione sul tasto dedicato prima del caricamento vero e proprio, nonché la comparsa di un bersaglio da spostare contestualmente al movimento per indirizzare il pallone, si rivelano scelte strumentali azzardate. Per quanto si possano provare e riprovare nei tutorial dedicati, la loro applicazione nei match che contano richiede destrezza e pratica certamente non affinabili in una mezz'ora. E, in questi contesti, le meccaniche si sono rivelate molto utili, ma non certo indispensabili.
Discorso diametralmente opposto, invece, per quel che concerne le Finte Automatiche, un nome preoccupante che sottende ad una feature, invece, davvero ottima. Con un colpetto sullo stick destro in una qualsiasi direzione ed uno susseguente sul sinistro in direzione del movimento, il calciatore in possesso della palla eseguirà un movimento a smarcarsi: una finta tecnicamente coerente alla sua abilità. Considerando che questo particolare movimento può essere eseguito solamente a velocità ridotta (senza sprint, dunque) le risultanti si rivelano ben meno preoccupanti del previsto. Tutto si basa sul tempismo del videoplayer e sulle abilità dei due contendenti (chi è in possesso e chi lo fronteggia), in maniera decisamente equilibrata. La prova con mano ha più volte dimostrato la bontà di questa feature, che contribuisce a liberarsi di quella macchinosità (a dire il vero ancora minimamente presente) che aveva sempre impedito ai calciatori in PES di muoversi bene nello stretto. Si aggiungono, inoltre, nuovi controlli di prima intenzione, utili al momento della ricezione per liberarsi di un avversario o smarcarsi immediatamente per la conclusione. Anche in questo caso lo strumento principe sono gli stick analogici, da cliccare o spostare a seconda delle intenzioni. Tutto questo giostrare, in verità, risulta un po' complesso, specialmente al giocatore meno smaliziato che, tra tempistiche da rispettare rigorosamente e precise combinazioni da interiorizzare, rimarrà spiazzato. A differenza dei tiri e dei filtranti avanzati di cui abbiamo già parlato, tuttavia, queste opzioni si rivelano dopo poco veramente utilissime e, in ultima analisi, non così complesse da imparare/mettere in pratica. C'è inoltre un'importante componente di divertimento nello sfruttare queste particolarità, dettata da una certa spettacolarità dei movimenti; mai esagerata al punto da sembrare irreale ma assolutamente galvanizzante per il videoplayer.

La riuscita dei trick, una segnatura, un passaggio o un cross divenuto assist confluiranno poi quest'anno in una feature tutta nuova: senza ombra di dubbio la più interessante dell'intero pacchetto. Si tratta della Motivazione, traducibile, se vogliamo, anche come "convinzione nei propri mezzi". Un'azione particolarmente spettacolare, un tunnel o un goal farà infiammare il pubblico e crescere, nel giocatore responsabile, la Motivazione. Il parametro, segnalato dal viraggio al rosso del mini-avatar di riferimento, permetterà al calciatore di ottenere un aumento momentaneo delle statistiche, portandolo ad una possibile "striscia positiva". Una possibilità che potrebbe riflettersi anche in negativo, naturalmente, andando ad inficiare una prestazione. Si tratta di un'introduzione davvero molto ingegnosa da parte di Konami, che rende ancor più realistico il già ottimo impatto del pubblico. Valutarla con cognizione di causa, tuttavia, è davvero molto difficile: il suo impatto ci è apparso molto sottile, quasi intangibile sulla singola partita e più efficace, ad esempio, in un campionato. Una decisione saggia da parte del team, che promuoviamo in questo caso a pieni voti.
Tra una novità e l'altra, non ultima la possibilità di portare ben due compagni in pressione simultanea sul portatore di palla, viene prima o poi il momento di scendere in campo ed appurare il funzionamento dell'intero "pacchetto". Alla prova con mano PES 2014 offre sensazioni veramente positive: il Fox Engine mostra i muscoli e quanto accade in campo, grazie a nuove animazioni e fisicità riscritta, mostra una predilezione per il realismo veramente encomiabile. Nella costruzione dell'azione PES 2014 è ancora imbattibile: i tocchi, la protezione della palla con il corpo e l'arrancare incalzati da un avversario; gli spazi, gli inserimenti dei compagni e le situazioni di gioco. Tutto vi farà pensare di trovarvi all'interno di una partita vera. L'inerzia forse un filo troppo accentuata non rende comunque melensa e farraginosa l'azione, rendendo soltanto il ritmo più blando e perciò più adatto a chi cercasse una più complessa simulazione.

"Per quanto le conclusioni non riescano a convincere del tutto, lo sviluppo della manovra è semplicemente fantastico, quasi perfetto. CPU amica ed avversaria si muovono con cognizione di causa e con grande personalità, ogni passaggio ed ogni cambio di fascia sono uno spettacolo"

Questo naturalmente non vuol dire che in PES 2014 non si possa giocare in velocità, o di prima; semplicemente che per farlo occorrerà grande abilità e che il fluire corale della manovra sarà, in ultima analisi, quasi sempre l'opzione migliore. Tutti i reparti sono costantemente coinvolti in un'azione il cui sviluppo è davvero un piacere: un'azione sempre varia, credibile e convincente. Pur sporcata, di quando in quando, dalla presenza di qualche binario di troppo. Ed anche se i controlli "manuali" richiedono ancora l'attivazione tramite grilletto, la gestione complessiva non risulta per nulla scriptata, tutt'altro.
Non dimentichiamo poi un altro aspetto fondamentale della produzione Konami: la personalità! Le compagini guidate dalla CPU giocano in maniera diversa, si muovono in maniera diversa e ragionano in maniera diversa. I campionissimi svettano e le squadre lavorano per loro. E' un punto di forza che PES ha sempre avuto e che PES 2014 mette ancor più in evidenza grazie ad una manovra ancor più ragionata e completa in ogni suo aspetto. La tattica, anche nell'arco di una singola partita, è dunque importantissima, e, non a caso l'aggiunta del TeamPlay calza a pennello. Si tratta di una serie di strategie veloci da mettere a punto prima del match e sfruttare alla pressione di un solo tasto. Un ventaglio piuttosto nutrito che, tra fuorigioco e ripartenze darà ai più esperti la facoltà d'imbastire vere e proprie partite a scacchi.
Se a tutto questo aggiungiamo il grande impatto del pubblico il coinvolgimento risulta persino maggiore. Eppure, come abbiamo detto in apertura, PES 2014 non concretizza: arriva fino al traguardo con una manovra quasi perfetta e s'inciampa. Lo fa presentando un sistema di conclusioni ancorato al passato, quasi preistorico. Non c'è troppo "gusto" nel segnare un goal a PES 2014, perché le conclusioni non hanno mai forza e grinta tali da portare all'esultanza sconsiderata. Si tratta di un problema non da poco, che inficia in parte un gameplay assolutamente splendente, dove -finalmente- anche l'Iintelligenza Artificiale dei portieri è stata revisionata per il meglio. Le conclusioni a rete mancano insomma di un pizzico di varietà in più, di peso e di sostanza, ma anche di immediatezza. La sensazione, pad alla mano, è che i calciatori necessitino sempre di mezzo movimento in più per arrivare alla conclusione, che stiano sempre in qualche maniera arrancando. Un vero peccato visto come si era arrivati sin qui; forse un retaggio del motore grafico totalmente nuovo.

Un engine tutto nuovo

A far parlare maggiormente, per quanto riguarda le novità di PES 2014, è ed è stato senz'altro il Fox Engine, croce e delizia Konami. Delizia perché ha permesso al dev team di implementare una schiera di animazioni tutte nuove, che cambiano in buona sostanza il gameplay, migliorandolo. Croce perché, nonostante mostri modelli poligonali fotorealistici per quanto concerne i calciatori più famosi, ha portato un netto peggioramento in tutti gli altri, che risultano ora quasi irriconoscibili. Inoltre, non dimentichiamolo, ha impedito al team di implementare le condizioni climatiche in PES 2014, tagliando completamente tutte le variabili sottese all'inzupparsi del campo e al divenire sempre più scivolosa della sfera: un must per ogni simulazione calcistica che si rispetti. Si tratta, vogliamo precisarlo, di una mancanza grave, che non può passare inosservata e che inficia la qualità generale del prodotto e la sua valutazione.
Chiuso il discorso "pioggia" va d'altra parte sottolineata l'ottima modellazione dei (pochi) stadi a disposizione, abbellita da una texturizzazione di altissimo livello per quanto concerne il manto erboso e da una gestione dell'illuminazione di grande impatto. Abbiamo già citato le coreografie, ma preferiamo tornarci sopra. Si tratta di una delle maggiori chicche di PES e di PES 2014 in particolare. L'atmosfera che si respira negli stadi non ha assolutamente paragoni, sia a livello visivo che sonoro: un must per ogni appassionato di pallone.
Per chiudere ci preme sottolineare che il Fox Engine ha apportato diverse migliorie anche a livello fisico. I contrasti risultano molto credibili e di compenetrazioni poligonali o glitch di sorta se ne vedono davvero di rado. Ottima, in particolare, la caratterizzazione della fisicità dei calciatori, che nei contrasti spalla contro spalla si fa sentire impreziosendo i duelli. Peccato qualche lacuna permanga nella gestione fisica della palla, decisamente poco varia, e nel gioco aereo, che incappa ancora in diverse problematiche soprattutto di fluidità.
Chiude il discorso tecnico un comparto sonoro che mantiene quanto di buono aveva già mostrato negli anni scorsi. Campionature sonore, cori e canti vari impreziosiscono ogni match, e la telecronaca del duo Pardo-Marchegiani, seppur con qualche evidente strafalcione, riesce anche quest'anno a coinvolgere efficacemente. Piccolo appunto finale per un'interessante possibilità: inserendo i propri MP3 in una chiavetta esterna, e collegandola alla console, avremo la facoltà di ascoltare, in game, le nostre tracce preferite!

Pro Evolution Soccer 2014 Per un titolo che riparte, per molti aspetti, quasi dalle basi, PES 2014 convince ma non entusiasma. Troppe sono le mancanze e le decurtazioni a livello contenutistico (su tutte la pioggia) per non inficiare la fruibilità del prodotto Konami. L’evidente tentennamento in fase d’investimento non appare un buon segno per un videogame che vuole ripartire schiacciando sull’acceleratore. Anche se quella delle licenze non è mai stata una prerogativa di PES, arrivare addirittura a perderne ci sembra davvero troppo. A livello di gameplay, invece, sono veramente pochissimi i motivi per non comprare all’istante PES 2014. Per quanto le conclusioni non riescano a convincere del tutto, lo sviluppo della manovra è semplicemente fantastico, quasi perfetto. CPU amica ed avversaria si muovono con cognizione di causa e con grande personalità, ogni passaggio ed ogni cambio di fascia sono uno spettacolo. Il Fox Engine puntella i contrasti ed il gioco fisico con rinnovato vigore e, pad alla mano, sembra davvero di giocare una partita vera. Per quanto si tratti dunque di un titolo incompleto e per certi versi ancora in affanno, in cuor nostro, da appassionati di calcio giocato, non possiamo far altro che consigliarvi di correre dal più vicino negoziante, domani, ed acquistare PES 2014!

8.5

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