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Recensione Pro Evolution Soccer 2016

Terza e ultima parte della nostra recensione del gioco, dove si parla approfonditamente di online e della modalità MyClub. Il simulatore calcistico di casa Konami è tornato ai fasti di un tempo?

Pro Evolution Soccer 2016

Videorecensione
Pro Evolution Soccer 2016
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
Sergio Pennacchini Sergio Pennacchini Giornalista freelance, scrive di videogame da troppo tempo per ricordarsi esattamente quando ha iniziato. Vive a Londra ma non è un cervello in fuga perché mancano le basi, cioè il cervello. Lo trovate su Facebook e Twitter.

Abbiamo parlato della giocabilità, abbiamo analizzato la Master League e le altre modalità offline di questo PES 2016, abbiamo indagato sul misterioso figuro che sceglie i nomi delle squadre senza licenza, abbiamo disquisito di Spremonese e Er Black White. Ma come spesso capita con i giochi sportivi, anche Pro Evolution Soccer, e in particolare questa nuova iterazione per le console di nuova generazione, ha sempre dato il meglio di sé giocato contro un amico. Contro un avversario in carne ed ossa, che di solito presenta una sfida molto più impegnativa della prevedibile I.A. del computer, anche se la settate al livello di difficoltà più elevato. Lo dicevamo nella prima parte di questa review: PES ha infuocato i divani delle case di milioni di giocatori, mettendo a repentaglio amori e amicizie, posti di lavoro e voti a scuola. Ma sono passati 20 anni dal primo gioco di calcio Konami e oggi, più del divano nel salotto di casa, l'arena dove combattere e vincere per il proprio onore è nel web, nella rete di bit e byte che trasforma la nostra console in un Santiago Bernabeu virtuale, dove solo il migliore sopravvive. Insomma, ecco come se la cava PES 2016 con un cavo ethernet in mano.

Attendere, prego

Abbiamo dovuto aspettare giovedì perché aprissero i server del gioco. Non sapevamo esattamente cosa attenderci: l'anno scorso all'apertura dei server c'era stata qualche attesa di troppo, il sistema di matchmaking era abbastanza lento e macchinoso. Con PES 2016 non abbiamo avuto particolari problemi. L'unica cosa un po' noiosa è all'inizio, prima di arrivare al menu principale: appena lo accendete il gioco deve connettersi ai server, solo che questa attesa a volte è un po' lunga (l'abbiamo cronometrata, ci vogliono circa 30 secondi nei casi peggiori). Detto questo, una volta entrati nella sezione online, trovare una partita è di solito abbastanza semplice: in questi giorni le prestazioni sono state altalenanti, ma non abbiamo riscontrato problemi particolari di lag o disconnessioni improvvise. Come al solito, sono due le modalità online principali di PES: Divisioni Online e myClub. Partiamo dalla prima: si sceglie una squadra e si entra in questo campionato diviso in diverse divisioni. In quella più bassa, che è dove comincerete, ci sono i giocatori più scarsi. Con le vittorie riceverete dei punti fino a salire alla divisione successiva, con l'obiettivo di arrivare alla divisione top che è quella dove militano i giocatori più forti. Attenzione, i punti che riceverete non sono quelli del calcio normale, non è un 1 punto per un pareggio o 3 per una vittoria. I numeri variano in base alla difficoltà dello scontro, e aumentano esponenzialmente se ad esempio scegliete di utilizzare una squadra scarsa, ad esempio il Sassuolo, pardon il Sansagiulo, e battete il Barcellona o il Real Madrid. Se ci riuscite è assai probabile che passerete subito alla divisione successiva, incassando una marea di punti. Ci sono ovviamente anche tornei online e la possibilità di giocare una partita amichevole, anche se manca ancora una volta il supporto per scontri 2 vs 2 anche online.

La squadra del cuore

Anche myClub, la risposta di PES 2016 allo strapotere di FIFA Ultimate Team, ha subito diversi miglioramenti, a cominciare dalla nuova interfaccia grafica. Anche se ci sono delle somiglianze, in realtà myClub è una cosa diversa dal "gioco di carte" della rivale EA Sports. Si inizia creando una squadra che verrà formata pescando giocatori dalle squadre più scarse, con valori globali intorno a 55-60 su un massimo di 99. L'obiettivo è riuscire ad acquisire i calciatori più forti ed arrivare a un team con in attacco i campioni dei vostri sogni, da Messi a Ronaldo, da Higuain a Ibrahimovic. La prima cosa che dovrete fare è scegliere un Mister, l'allenatore, che è una figura fondamentale in myClub. La sua abilità infatti non solo inciderà sul tipo di formazioni e schemi che potrete adottare in campo, ma anche sulla qualità dei giocatori complessiva che potrete schierare. Questo valore è cumulativo, ovvero viene calcolato su tutta la squadra: significa che potrete decidere voi che strategia adottare. Ad esempio, potrete optare per tutti giocatori medi, equilibrati. Oppure potrete decidere di avere una stella in attacco, e magari accompagnarla a due giocatori più scarsi. L'importante è che il valore complessivo dei vostri giocatori in campo (definito come "costo" della squadra) non superi il valore dell'allenatore, altrimenti si rischia di rovinare l'affinità. L'affinità indica la capacità di adattamento dei calciatori, il grado di affinamento tra di loro e con il Mister.

Avere una buona affinità è fondamentale per vincere: in caso contrario i vostri giocatori potrebbero comportarsi come dei brocchi (inteso come aggettivo, niente a che fare con l'ex giocatore del Milan), che magari non corrono, non pressano nel modo giusto, non si propongono in profondità o, nel caso dei portieri, fanno papere degne di Mai dire Gol. Per acquistare calciatori avrete due modi. Il primo è prenderli in prestito: in questo caso si paga con GP o stelle e si firma un contratto che vale per tot partite. Il secondo è affidarsi agli osservatori oppure agli agenti top, come gli infaticabili Minanda e Castolo che, immaginiamo, dopo anni di carriera in Master League hanno deciso di fare gli agenti. Gli osservatori di solito pescano giocatori di livello più basso, ma potrete indirizzare voi la ricerca perché ogni osservatore ha la sua specialità (dalla posizione del giocatore allo stile di gioco e così via). Gli agenti top invece sono quelli da cui potrete pescare i giocatori più forti, quelli che potrebbero cambiare il destino della vostra squadra. Qui non potete scegliere posizione o abilità del giocatore: potrete ricevere un calciatore qualsiasi, ma sappiate che sarà sempre mediamente molto forte. Peccato che costino parecchio: la soglia di ingresso è 10000 GP o 250 stelle. GP e stelle sono le valute del myClub: li guadagnerete giocando, anche durante la partita (un tiro al volo può valere 300 GP, ad esempio). Per le stelle invece è un po' più complicato, ma in caso lo vogliate potrete attingere dal negozio virtuale dove potrete acquistare valuta spendendo qualche euro. Certo, così si dà la possibilità ai giocatori di acquistarsi subito una squadra top spendendo altri soldi veri, ma la cosa non ha più di tanto impatto nel gioco perché myClub cercherà di mettervi sempre contro squadre del vostro stesso livello. I vostri calciatori migliorano partita dopo partita acquistando esperienza. Se però volete farli crescere più in fretta, potrete velocizzare la loro crescita tramite l'allenamento. Per riuscirci dovrete trasformare uno dei vostri vecchi giocatori in allenatore (da intendere come preparatore atletico, in questo caso) e quindi utilizzarlo con uno dei calciatori della squadra per migliorare le sue caratteristiche. Ovviamente, maggiore l'affinità tra allenatore e giocatore allenato, maggiore sarà la crescita. Inutile, ad esempio, sprecare un attaccante per allenare un difensore. Da notare che, una volta trasformato in allenatore, quel giocatore sarà perduto per sempre.

In myClub potrete affrontare divisioni, coppe, piccoli tornei, sia contro il computer (ma vincere è davvero troppo facile) che contro un avversario umano. In quest'ultimo caso la modalità da il meglio di sé, ovviamente. Difetti? Non c'è calciomercato, né tantomeno le famose aste di FUT. Inoltre, i tempi di attesa sono sempre un po' lunghetti, perché ogni volta che fate qualcosa, anche passare dalla schermata di gestione squadra a quella degli osservatori, il gioco si deve sincronizzare con i server e bisogna attendere qualche secondo. Tuttavia, grazie ad alcuni affinamenti e all'interfaccia migliorata, myClub può diventare un nuovo punto di riferimento per gli appassionati: è divertente, impegnativa, ed è un ottimo modo per avvicinare alla competizione online in maniera graduale e coinvolgente. Certo, non siamo ancora ai livelli di varietà e profondità del rivale EA Sports e del suo FUT, ma la strada presa da Konami è senza dubbio quella giusta.

Pro Evolution Soccer 2016 Pro Evolution Soccer è tornato, su questo davvero non ci sono dubbi. Dopo l’ottimo PES 2015, questo nuovo capitolo per il ventesimo anniversario aggiunge tanta qualità in campo e alcuni affinamenti a modalità e interfaccia che, sinceramente, ci volevano proprio. Certo, rimangono alcuni difetti: gli arbitri tendono a fischiare poco, l’IA degli avversari è perfettibile (molto bene invece quella dei compagni), soprattutto ai livelli più alti di difficoltà, e ci sono alcune lacune che nel 2015 sono difficili da accettare, vedi la questione licenze e la mancanza del supporto per partite 2 vs 2 online. La Master League è stata rivista nell’estetica, con una nuova interfaccia e inedite scene “d’intermezzo”, ma nella sostanza ci vorrebbe qualcosa di più. Sono anni che la Master League è fondamentalmente invariata, e ci vorrebbe forse un po’ più di coraggio e di inventiva per proporre, o almeno affiancarla, a qualcosa di inedito. Un ruolo che potrebbe spettare alla modalità Diventa un Mito, ma questa è forse l’opzione che ha subito meno modifiche rispetto al passato: a parte la nuova interfaccia, non è cambiato davvero nulla e questo è un vero peccato. Per il resto, ad eccezione dell’ottimo myClub, è la solita lista di tornei e coppe più o meno ufficiali. Tuttavia, sul campo questo PES 2016 è davvero uno spettacolo da giocare, è divertente, vario, reattivo, preciso nel sistema di controllo: si costruiscono azioni con fantasia e vedi il gioco che, molto più che in passato, è capace di trasformare i tuoi pensieri in realtà con il minimo margine di errore. Anche senza usare comandi manuali, la risposta del sistema di controllo è sempre precisa. La fisica del pallone è splendida, così come le nuove animazioni che migliorano tantissimo quello che accade sul prato verde, ben al di là di un semplice perfezionamento estetico. L’introduzione della possibilità di modificare emblemi e divise con il supporto di file immagine esterni è un buon compromesso (o una bella furbata, se preferite) per sopperire all’assenza di alcune licenze fondamentali, vedi la Premier. Ma se questo miglioramento sul campo poteva bastare lo scorso anno per raggiungere l’eccellenza, per quest’anno PES dovrà “accontentarsi” di qualcosina di meno. Perché questo Pro Evolution Soccer è un titolo che ha una doppia anima. Sul campo è davvero un capolavoro. Fuori è un ottimo gioco, ma con alcune lacune che inevitabilmente finiscono per pesare nella valutazione finale. Sarà interessante vedere cosa accadrà ora a PES. Speriamo che la casa giapponese continui a investire e torni ad innovare, a proporre nuove idee, perché ora che PES è tornato ad essere PES sul campo, si potrebbe davvero cercare di cambiare marcia e andare ancora più forte. Se però non vi interessa avere tutti i campionati del mondo oppure una modalità storia diretta da Spike Lee, tanto per fare riferimento a un gioco sportivo che prova ogni anno a fare qualcosa di nuovo, allora non abbiate dubbi: Pro Evolution Soccer 2016 vi divertirà a lungo.

8.7

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